Scoprirsi Schiava 10
di
IlMaster65
genere
dominazione
Le mando una mail:
‘troia, non hai eseguito i miei ordini, dovevi farti toccare solo sopra i vestiti, mica farti infilare le dita nella figa o spogliarti nuda, ricordati che tu mi appartieni, il tuo corpo mi appartiene, ed io decido chi può toccarti, non tu!
Ti sei masturbata senza il mio permesso, dovevi scrivere un sms, se non ti avessi risposto andavi a dormire così, NON PUOI MASTURBARTI SENZA AUTORIZZAZIONE.
Sarai punita per tutto da lunedì sera, non pensare di cavartela così a buon mercato.
Lunedì prima di tornare a casa compra delle candele se non le hai a casa.
Sapevo benissimo che i limiti Daniela li aveva messi sul dolore, con lei dovevo usare maggiormente l’umiliazione verbale e fisica, sapevo che si eccitava ad essere chiamata e trattata da troia, l’umiliazione verbale l’eccitava e lo sapevo, ma volevo aggiungere l’umiliazione fisica e la vergogna.
Le punizioni fisiche, come già detto, sono complicate perché nel caso di una slave virtuale è lei stessa che deve infliggersele, quindi dovevo punizioni adeguate, perché se no non sarebbero servite allo scopo.
Io prima di lei avevo avuto una coppia, lei slave convinta, e il marito cuckold, tutto molto facile, il marito puniva per me la moglie quindi qualsiasi punizione veniva eseguita in modo perfetto, anzi spesso con molta più cattiveria di quella che avrei usato io.
Con Daniela però dovevo trovare punizioni non dolorose ma umilianti… ci avrei pensato.
La mattina mi arrivano le solite foto della vestizione, lascio tutto com’è, aveva messo una gonna nera come sempre un palmo sopra il ginocchio, autoreggenti e tanga camicia e giacchino.
Le scrivo un sms prima di pranzo:
– Troia togliti il tanga
– Padrone ho paura che qualcuno passando davanti alla scrivania si possa vedere, stando seduta la gonna si alza molto
– Non mi interessa, devi stare attenta tu a non farti vedere la figa!
Arriva una foto di lei in bagno senza tanga con la gonna sopra i fianchi, le riscrivo.
– Troia, non amo essere preso per il culo, per questo stasera te lo faccio rompere il tuo culo, voglio una foto di te alla scrivania dove vedo che non hai il tanga.
– Padrone scusa non avevo capito.
Arriva la foto come richiesto.
Nel pomeriggio mi scrive di nuovo lei:
– Padrone è arrivata la roba che mi hai fatto comprare
– Brava la mia troia, ti consiglio di acquistare un buon lubrificante, se fai da brava forse te lo faccio usare. Ci colleghiamo alle 21.
– Va bene padrone
Alle 21 mi chiama, lei è ancora vestita, non le do neanche il tempo di parlare e le dico:
– Allora vuoi essere per forza punita, togliti i vestiti, resta solo in autoreggenti e tacchi
– Scusa padrone, non sapevo volessi già trovarmi nuda
– Tu non devi né pensare né volere niente, devi solo ubbidire, spogliati e poi prendi le mollette le candele e un accendino.
Dopo poco torna davanti al video con tutto l’occorrente, porta anche tutti i giocattoli che gli erano arrivati quel giorno, come sempre era rossa in viso, lo notavo perfino io dal monitor’ si vedeva che non aveva dimestichezza con i giocattoli
– Mettiti le mollette come l’altra volta
Daniela prima si mette le mollette sui capezzoli, lo fa con una naturalezza che mi fa pensare che non le facciano praticamente niente, deve avere i capezzoli duri, poi si mette le 4 mollette nella figa, e li si vede che soprattutto le piccole labbra della figa le fanno male, la smorfia di dolore è inequivocabile.
Fine Capitolo 10
ilmaster1965@gmail.com
‘troia, non hai eseguito i miei ordini, dovevi farti toccare solo sopra i vestiti, mica farti infilare le dita nella figa o spogliarti nuda, ricordati che tu mi appartieni, il tuo corpo mi appartiene, ed io decido chi può toccarti, non tu!
Ti sei masturbata senza il mio permesso, dovevi scrivere un sms, se non ti avessi risposto andavi a dormire così, NON PUOI MASTURBARTI SENZA AUTORIZZAZIONE.
Sarai punita per tutto da lunedì sera, non pensare di cavartela così a buon mercato.
Lunedì prima di tornare a casa compra delle candele se non le hai a casa.
Sapevo benissimo che i limiti Daniela li aveva messi sul dolore, con lei dovevo usare maggiormente l’umiliazione verbale e fisica, sapevo che si eccitava ad essere chiamata e trattata da troia, l’umiliazione verbale l’eccitava e lo sapevo, ma volevo aggiungere l’umiliazione fisica e la vergogna.
Le punizioni fisiche, come già detto, sono complicate perché nel caso di una slave virtuale è lei stessa che deve infliggersele, quindi dovevo punizioni adeguate, perché se no non sarebbero servite allo scopo.
Io prima di lei avevo avuto una coppia, lei slave convinta, e il marito cuckold, tutto molto facile, il marito puniva per me la moglie quindi qualsiasi punizione veniva eseguita in modo perfetto, anzi spesso con molta più cattiveria di quella che avrei usato io.
Con Daniela però dovevo trovare punizioni non dolorose ma umilianti… ci avrei pensato.
La mattina mi arrivano le solite foto della vestizione, lascio tutto com’è, aveva messo una gonna nera come sempre un palmo sopra il ginocchio, autoreggenti e tanga camicia e giacchino.
Le scrivo un sms prima di pranzo:
– Troia togliti il tanga
– Padrone ho paura che qualcuno passando davanti alla scrivania si possa vedere, stando seduta la gonna si alza molto
– Non mi interessa, devi stare attenta tu a non farti vedere la figa!
Arriva una foto di lei in bagno senza tanga con la gonna sopra i fianchi, le riscrivo.
– Troia, non amo essere preso per il culo, per questo stasera te lo faccio rompere il tuo culo, voglio una foto di te alla scrivania dove vedo che non hai il tanga.
– Padrone scusa non avevo capito.
Arriva la foto come richiesto.
Nel pomeriggio mi scrive di nuovo lei:
– Padrone è arrivata la roba che mi hai fatto comprare
– Brava la mia troia, ti consiglio di acquistare un buon lubrificante, se fai da brava forse te lo faccio usare. Ci colleghiamo alle 21.
– Va bene padrone
Alle 21 mi chiama, lei è ancora vestita, non le do neanche il tempo di parlare e le dico:
– Allora vuoi essere per forza punita, togliti i vestiti, resta solo in autoreggenti e tacchi
– Scusa padrone, non sapevo volessi già trovarmi nuda
– Tu non devi né pensare né volere niente, devi solo ubbidire, spogliati e poi prendi le mollette le candele e un accendino.
Dopo poco torna davanti al video con tutto l’occorrente, porta anche tutti i giocattoli che gli erano arrivati quel giorno, come sempre era rossa in viso, lo notavo perfino io dal monitor’ si vedeva che non aveva dimestichezza con i giocattoli
– Mettiti le mollette come l’altra volta
Daniela prima si mette le mollette sui capezzoli, lo fa con una naturalezza che mi fa pensare che non le facciano praticamente niente, deve avere i capezzoli duri, poi si mette le 4 mollette nella figa, e li si vede che soprattutto le piccole labbra della figa le fanno male, la smorfia di dolore è inequivocabile.
Fine Capitolo 10
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