Il film porno, parte II: le riprese
di
Antinoo25
genere
gay
I produttori avevano mantenuto la promessa e, dopo il provino in Italia, mi avevano contattato per girare il film porno a Berlino. Ero in Germania da due giorni e stavano per iniziare le riprese. Come mi avevano raccomandato, arrivai sul set tutto depilato e a digiuno dal mezzodì del giorno precedente. La mattina mi ero alzato presto, mi ero fatto un’accurata pulizia dell’intestino e, dopo la doccia, avevo raggiunto il set. Ero curioso di incontrare dal vivo i due partner del giorno. Li avevo visti in foto ma morivo dalla voglia di vederli di persona. Erano due ragazzi di colore, uno di origine senegalese, l’altro del Congo, ma vivevano in Germania. Speravo che parlassero l’inglese, perché io col tedesco non me la cavavo molto bene. Il set era in uno spazioso appartamento del quartiere di Schöneberg, dove arrivai puntuale alle nove di mattina. Era abbastanza affollato: oltre al responsabile americano della produzione, Neil, e all’italiano che avevo conosciuto al casting, Alberto, c’erano anche il regista, Paul, due cameraman, Bob, americano che mi aveva scopato al provino, e Kurt, un tedesco piuttosto massiccio, una parrucchiera-truccatrice e un tecnico delle luci. C’erano naturalmente anche i due attivi che si stavano preparando per iniziare le riprese. Il senegalese si chiamavo Omar, e aveva trent’anni, il congolese si chiamava Jelani ed era un po’ più giovane, sui vent’otto. Omar non aveva un viso particolarmente bello, ma il fisico era da urlo, imponente, con un cazzo davvero grande e grosso, Jelani era più carino ma più piccolo di statura, fisico sportivo, cazzo altrettanto bello. Erano già nudi e parlottavano in tedesco. Alberto mi presentò e loro, nudi ma senza imbarazzo, mi strinsero la mano. Mi chiesero qualcosa di me, scambiammo quattro chiacchiere in inglese, poi arrivò il regista. Mi disse che per la scena mi voleva vestito da femboy, quindi mi consegnò della biancheria sexy da indossare: calze a rete nere, reggicalze, reggiseno di pizzo nero, e una gabbietta di castità ultra piatta rosa.
“Spero non sia un problema per te indossarla”, mi disse in inglese.
“No no, per me va bene, non c’è problema.” Presi gli indumenti e iniziai a spogliarmi. Omar e Jelani, che avevano appena preso una pasticca azzurra ciascuno, mi guardavano interessati, segandosi leggermente i cazzi per portarli in erezione. Mi spogliai nudo ostentando disinvoltura, misi la mia roba su una sedia e presi a indossare la lingerie sexy, a cominciare dalla gabbietta. Il mio cazzo non era piccolo, ma essendo un po’ nervoso si era ritirato un po’, così potei farlo entrare nella gabbietta super piatta senza troppa fatica. Tra le gambe avevo solo la minuscola cupoletta rosa della gabbietta, e le palle, lisce e depilate, dentro l’anello che era agganciato alla gabbietta. Vedendomi così, tutto depilato, fisico sportivo da nuotatore, esile ma asciutto e con muscoli ben definiti, Omar e Jelani si erano eccitati, si erano avvicinati e avevano cominciato a toccarmi il culo e le palle.
“You’re very handsome and sexy”, sei bello ed eccitante, mi disse, Omar. Jelani confermò, e sembrarono ancora più arrapati quando ebbi indossato le calze, la giarrettiera e il reggiseno. La parrucchiera mi pettinò i capelli all’indietro, mi mise un po’ di gel, poi passò un po’ di cipria sul volto e una leggera matita sugli occhi. Il regista venne ad ispezionarmi e mi trovò sexy ed eccitante come si aspettava. Mi spiegò a grandi linee che cosa voleva che facessimo, mi disse che era prevista anche la doppia penetrazione, mi informò che se non sentivo il segnale di stop dato da lui, andassi avanti tranquillamente. Vedevo Omar e Jelani impazienti di cominciare, finalmente il regista ci portò in camera, dove tre telecamere erano già piazzate attorno al letto, tranne una che era in mano al cameraman Bob. Disse che potevamo cominciare quando eravamo pronti, quindi Omar mi spinse sul letto, mi aprì le gambe deciso e iniziò a leccarmi il buco, mentre Jelani mi metteva il suo cazzone duro in bocca: si sentiva che era lavato di fresco, ma conservava un forte sapore di maschio, che mi eccitava parecchio. Omar ci sapeva fare con la lingua e sentirla sul mio buchetto, che si alternava con il suo indice, mi eccitava parecchio. Dopo un po’ si scambiarono di posto, così mi ritrovai il cazzo enorme di Omar in bocca e la lingua vogliosa di Jelani che mi bagnava il buchetto. Non resistette molto tuttavia, così mentre l’altro mi teneva le gambe belle aperte, lui mi puntò la cappella bagnata di precum e lubrificante sul buco, e con un colpo deciso mi entrò tutto dentro. Fu un dolore intenso ma breve, lanciai un gridolino che li fece sorridere, ma poi il disagio fu sovrastato dal piacere, il buco iniziò a dilatarsi sotto i colpi regolari di Jelani, e io presi a gemere come una gattina in calore. Si diedero di nuovo il cambio, adesso era Omar, con la sua enorme verga nera, che mi fotteva il buco mentre Jelani mi teneva le gambe spalancate. Le riprese vennero fermate per poco, tempo per i due attivi di bere qualcosa, e per me di sistemarmi la gabbietta il reggiseno e le calze: il cazzetto era compresso ma colava tantissimo precum. Mi misero a pecora, stavolta, col cazzo di Omar ancora in culo e quello di Jelani che mi scopava la gola. Mi eccitava farmi possedere in quel modo, come una vera cagna in calore, mentre tutti i membri della troupe erano lì a guardarci. Bob, il cameraman americano, ci veniva spesso così vicino per riprendere in primo piano il mio buco in cui entrava un cazzone nero, che riuscivo a sentire il profumo del suo dopobarba. Del resto, avevo l’ano talmente aperto che le nerchie di Omar e Jelani mi scivolavano dentro senza farmi male. Dopo un po’ in quella posizione il regista ci interruppe. Disse che ora voleva la doppia penetrazione. Prima di riprendere mi lubrificai abbondantemente il culo, per non farmi rompere da quei due pali di carne che pendevano tra le gambe dei due ragazzi di colore. Omar mi sussurrò all’orecchio: “Ora di sfondiamo per bene, puttanella” e si mise a ridere. La cosa mi eccitò parecchio, tanto che il cazzo in gabbietta ebbe un sussulto e riprese a sbavare precum abbondantemente. Jelani si stese, si lubrificò bene il cazzo, poi io gli salii sopra e me lo infilai tutto dentro. A quel punto arrivò da dietro Omar che mi puntò il suo membro sul buco già pieno della carne di Jelani, spinse, spinse, spinse e fece entrare il glande. Una fitta intensa e improvvisa mi salì dal culo, lungo la schiena, fino alla testa. Respirai a fondo, spinsi sul buco e lo dilatai più che potei. Allora sentii il cazzo enorme e durissimo di Omar farsi strada nel mio retto già pieno, allargarlo e iniziare a stantuffarlo. Jelani continuava a dirmi: “You’re such a good bitch”, sei una troia così brava, Bob si avvicinava tanto al mio culo in cui entravano i due cazzi neri che mi pareva quasi di sentire il suo respiro sulle mie natiche, mentre il regista guardava attentamente la scena e annuiva, toccandosi spesso il cazzo nei pantaloni per l’eccitazione. Il buco mi bruciava un po’ per la forte dilatazione quando Paul decise che era il momento di cambiare ancora posizione. Omar si stese stavolta, e io mi impalai sul suo cazzone, ma dandogli le spalle, così Jelani mi spinse indietro, mi alzò le gambe, puntò il suo cazzo sul mio buco e lo spinse tutto dentro. Il buco era ormai spanato e non sentii male, solo un grande senso di pieno e di apertura. Bob, il cameraman, che mi aveva scopato al provino, era davvero molto eccitato, e chiese al regista se poteva farsi succhiare il cazzo da me. Paul acconsentì, così mi trovai un terzo cazzo dentro, dopo quelli di Omar e Jelani che mi rompevano il culo. Bon però non resistette molto, e mi riempì presto la bocca di sperma, che io deglutii avidamente, dopo che lui ebbe filmato la mia lingua interamente imbiancata da quella crema calda e densa. Gli altri due, ai quali evidentemente la pillolina blu aveva fatto effetto, continuavano a stantuffarmi il culo coi loro cazzoni dentro il mio culo, ormai spalancato come una caverna. Il regista ci concesse una pausa, bevemmo qualcosa, io mi lubrificai il buco, poi mi fecero impalare sui cazzi uniti dei due uomini di colore, tenuti assieme da un apposito anello di gomma. Ormai ero apertissimo e dalla gabbietta colava una continua scia di precum. Andavo su e giù velocemente, sentendo quei due grossi membri aprirmi lo sfintere e risalire il retto in modo prepotente e imperioso. Avevo in bocca il sapore di sperma di Bob, e nell’aria si sentiva l’odore del sudore dei due uomini che mi stavano dentro. Il regista disse che era ora di chiudere la scena. Omar chiese di sborrarmi in culo, Jelani preferiva farlo in bocca. Mi misero di nuovo a pecora, e mentre Omar mi inculava selvaggiamente, sculacciandomi e dicendomi che ero una puttana, un lurida vacca in calore, l’altro mi scopava la bocca. Ad un tratto sentii Jelani ruggire, e il suo cazzo, diventato ancora più grosso, mi schizzò quattro, cinque fiotti di sperma in gola. Aveva un sapore intenso e diverso da quello di Bob, ma dopo l’orgasmo non si fermò, continuò a ficcarmelo in gola, fino a che non si sgonfiò un po’. A quel punto lo estrasse e cominciò a pisciarmi in bocca. La cosa non era concordata, era un fuori programma, che però assecondai, bevendo quel liquido caldo e salato che zampillava dal suo cazzo non più del tutto eretto. Omar si eccitò alla scena, tanto che lo sentii spingere con più forza, e gridare che sborrava. Un getto caldo di sperma mi riempì il retto, e cominciò a colami dal buco slabbrato sulle gambe e sulle calze a rete che ancora indossavo.
Per quel giorno avevamo finito, ero davvero esausto, il regista disse che potevamo andare a fare la doccia. Mi spogliai, mi tolsi la gabbietta, avevo il cazzo bagnatissimo e non ero ancora venuto. Omar se ne accorse, disse che anch’io mi meritavo una sborrata, e iniziò a masturbarmi il buco con tre dita. Non resistetti a lungo, venni abbondantemente, poi anche Omar mi pisciò in bocca, ma dopo avermi fatto entrare in doccia.
La giornata era stata intensa, ma le riprese del film non erano finite. Domani avremmo ripreso con altri compagni di avventura.
“Spero non sia un problema per te indossarla”, mi disse in inglese.
“No no, per me va bene, non c’è problema.” Presi gli indumenti e iniziai a spogliarmi. Omar e Jelani, che avevano appena preso una pasticca azzurra ciascuno, mi guardavano interessati, segandosi leggermente i cazzi per portarli in erezione. Mi spogliai nudo ostentando disinvoltura, misi la mia roba su una sedia e presi a indossare la lingerie sexy, a cominciare dalla gabbietta. Il mio cazzo non era piccolo, ma essendo un po’ nervoso si era ritirato un po’, così potei farlo entrare nella gabbietta super piatta senza troppa fatica. Tra le gambe avevo solo la minuscola cupoletta rosa della gabbietta, e le palle, lisce e depilate, dentro l’anello che era agganciato alla gabbietta. Vedendomi così, tutto depilato, fisico sportivo da nuotatore, esile ma asciutto e con muscoli ben definiti, Omar e Jelani si erano eccitati, si erano avvicinati e avevano cominciato a toccarmi il culo e le palle.
“You’re very handsome and sexy”, sei bello ed eccitante, mi disse, Omar. Jelani confermò, e sembrarono ancora più arrapati quando ebbi indossato le calze, la giarrettiera e il reggiseno. La parrucchiera mi pettinò i capelli all’indietro, mi mise un po’ di gel, poi passò un po’ di cipria sul volto e una leggera matita sugli occhi. Il regista venne ad ispezionarmi e mi trovò sexy ed eccitante come si aspettava. Mi spiegò a grandi linee che cosa voleva che facessimo, mi disse che era prevista anche la doppia penetrazione, mi informò che se non sentivo il segnale di stop dato da lui, andassi avanti tranquillamente. Vedevo Omar e Jelani impazienti di cominciare, finalmente il regista ci portò in camera, dove tre telecamere erano già piazzate attorno al letto, tranne una che era in mano al cameraman Bob. Disse che potevamo cominciare quando eravamo pronti, quindi Omar mi spinse sul letto, mi aprì le gambe deciso e iniziò a leccarmi il buco, mentre Jelani mi metteva il suo cazzone duro in bocca: si sentiva che era lavato di fresco, ma conservava un forte sapore di maschio, che mi eccitava parecchio. Omar ci sapeva fare con la lingua e sentirla sul mio buchetto, che si alternava con il suo indice, mi eccitava parecchio. Dopo un po’ si scambiarono di posto, così mi ritrovai il cazzo enorme di Omar in bocca e la lingua vogliosa di Jelani che mi bagnava il buchetto. Non resistette molto tuttavia, così mentre l’altro mi teneva le gambe belle aperte, lui mi puntò la cappella bagnata di precum e lubrificante sul buco, e con un colpo deciso mi entrò tutto dentro. Fu un dolore intenso ma breve, lanciai un gridolino che li fece sorridere, ma poi il disagio fu sovrastato dal piacere, il buco iniziò a dilatarsi sotto i colpi regolari di Jelani, e io presi a gemere come una gattina in calore. Si diedero di nuovo il cambio, adesso era Omar, con la sua enorme verga nera, che mi fotteva il buco mentre Jelani mi teneva le gambe spalancate. Le riprese vennero fermate per poco, tempo per i due attivi di bere qualcosa, e per me di sistemarmi la gabbietta il reggiseno e le calze: il cazzetto era compresso ma colava tantissimo precum. Mi misero a pecora, stavolta, col cazzo di Omar ancora in culo e quello di Jelani che mi scopava la gola. Mi eccitava farmi possedere in quel modo, come una vera cagna in calore, mentre tutti i membri della troupe erano lì a guardarci. Bob, il cameraman americano, ci veniva spesso così vicino per riprendere in primo piano il mio buco in cui entrava un cazzone nero, che riuscivo a sentire il profumo del suo dopobarba. Del resto, avevo l’ano talmente aperto che le nerchie di Omar e Jelani mi scivolavano dentro senza farmi male. Dopo un po’ in quella posizione il regista ci interruppe. Disse che ora voleva la doppia penetrazione. Prima di riprendere mi lubrificai abbondantemente il culo, per non farmi rompere da quei due pali di carne che pendevano tra le gambe dei due ragazzi di colore. Omar mi sussurrò all’orecchio: “Ora di sfondiamo per bene, puttanella” e si mise a ridere. La cosa mi eccitò parecchio, tanto che il cazzo in gabbietta ebbe un sussulto e riprese a sbavare precum abbondantemente. Jelani si stese, si lubrificò bene il cazzo, poi io gli salii sopra e me lo infilai tutto dentro. A quel punto arrivò da dietro Omar che mi puntò il suo membro sul buco già pieno della carne di Jelani, spinse, spinse, spinse e fece entrare il glande. Una fitta intensa e improvvisa mi salì dal culo, lungo la schiena, fino alla testa. Respirai a fondo, spinsi sul buco e lo dilatai più che potei. Allora sentii il cazzo enorme e durissimo di Omar farsi strada nel mio retto già pieno, allargarlo e iniziare a stantuffarlo. Jelani continuava a dirmi: “You’re such a good bitch”, sei una troia così brava, Bob si avvicinava tanto al mio culo in cui entravano i due cazzi neri che mi pareva quasi di sentire il suo respiro sulle mie natiche, mentre il regista guardava attentamente la scena e annuiva, toccandosi spesso il cazzo nei pantaloni per l’eccitazione. Il buco mi bruciava un po’ per la forte dilatazione quando Paul decise che era il momento di cambiare ancora posizione. Omar si stese stavolta, e io mi impalai sul suo cazzone, ma dandogli le spalle, così Jelani mi spinse indietro, mi alzò le gambe, puntò il suo cazzo sul mio buco e lo spinse tutto dentro. Il buco era ormai spanato e non sentii male, solo un grande senso di pieno e di apertura. Bob, il cameraman, che mi aveva scopato al provino, era davvero molto eccitato, e chiese al regista se poteva farsi succhiare il cazzo da me. Paul acconsentì, così mi trovai un terzo cazzo dentro, dopo quelli di Omar e Jelani che mi rompevano il culo. Bon però non resistette molto, e mi riempì presto la bocca di sperma, che io deglutii avidamente, dopo che lui ebbe filmato la mia lingua interamente imbiancata da quella crema calda e densa. Gli altri due, ai quali evidentemente la pillolina blu aveva fatto effetto, continuavano a stantuffarmi il culo coi loro cazzoni dentro il mio culo, ormai spalancato come una caverna. Il regista ci concesse una pausa, bevemmo qualcosa, io mi lubrificai il buco, poi mi fecero impalare sui cazzi uniti dei due uomini di colore, tenuti assieme da un apposito anello di gomma. Ormai ero apertissimo e dalla gabbietta colava una continua scia di precum. Andavo su e giù velocemente, sentendo quei due grossi membri aprirmi lo sfintere e risalire il retto in modo prepotente e imperioso. Avevo in bocca il sapore di sperma di Bob, e nell’aria si sentiva l’odore del sudore dei due uomini che mi stavano dentro. Il regista disse che era ora di chiudere la scena. Omar chiese di sborrarmi in culo, Jelani preferiva farlo in bocca. Mi misero di nuovo a pecora, e mentre Omar mi inculava selvaggiamente, sculacciandomi e dicendomi che ero una puttana, un lurida vacca in calore, l’altro mi scopava la bocca. Ad un tratto sentii Jelani ruggire, e il suo cazzo, diventato ancora più grosso, mi schizzò quattro, cinque fiotti di sperma in gola. Aveva un sapore intenso e diverso da quello di Bob, ma dopo l’orgasmo non si fermò, continuò a ficcarmelo in gola, fino a che non si sgonfiò un po’. A quel punto lo estrasse e cominciò a pisciarmi in bocca. La cosa non era concordata, era un fuori programma, che però assecondai, bevendo quel liquido caldo e salato che zampillava dal suo cazzo non più del tutto eretto. Omar si eccitò alla scena, tanto che lo sentii spingere con più forza, e gridare che sborrava. Un getto caldo di sperma mi riempì il retto, e cominciò a colami dal buco slabbrato sulle gambe e sulle calze a rete che ancora indossavo.
Per quel giorno avevamo finito, ero davvero esausto, il regista disse che potevamo andare a fare la doccia. Mi spogliai, mi tolsi la gabbietta, avevo il cazzo bagnatissimo e non ero ancora venuto. Omar se ne accorse, disse che anch’io mi meritavo una sborrata, e iniziò a masturbarmi il buco con tre dita. Non resistetti a lungo, venni abbondantemente, poi anche Omar mi pisciò in bocca, ma dopo avermi fatto entrare in doccia.
La giornata era stata intensa, ma le riprese del film non erano finite. Domani avremmo ripreso con altri compagni di avventura.
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