Un marocchino nel mio destino parte quarta
di
Robert K
genere
confessioni
Un marocchino nel mio destino
*parte 4ta*
Sonia, nonostante si vedesse con Hassan solo ogni tre settimane, era ormai succube delle sue voglie. Aspettava questo incontro con ansia. Una notte erano le 22 e Hassan era appena rientrato con un volo da Milano, dove si recava per motivi di compravendita. Sonia era già sotto le coperte del divano letto nel quale ormai da tempo dormiva in cucina che era separata dal muro della camera da letto matrimoniale dove dormiva Gianni (colui che Sonia considerava gia il suo ex marito). Nelle altre due camere, in una dormiva il figlio, nell'altra la figlia col fidanzato che da tempo convivevano ormai insieme. Sonia vide apparire sul display del suo cellulare il nome Stefano (un nome italiano col quale Hassan si faceva chiamare alternativamente qui in Italia). Sonia lo chiamava così saltuariamente, ma aveva pensato bene di memorizzare il numero di Hassan con questo nome per evitare che qualcuno, prendendo inopportunamente in mano il telefono, potesse scoprire la sua relazione con Hassan.
Il telefono squillava nonostante l'ora...
Pronto Sonia, ciao! Sono appena rientrato da Milano, ho una voglia pazza di vederti, non resisto, ti desidero!!!
Sonia: È tardi, ma ti desidero anch'io!
Si vestì entrò nella camera della figlia alla quale disse che stava uscendo con un'amica che l'aveva invitata in pizzeria per mangiare una pizza. Era ormai notte inoltrata e credo con la figa già bagnata si mise al volante della sua Polo con la quale si ritrovò dopo un quarto d'ora al solito parcheggio dove a metà strada lo aspettava Hassan e che, neanche a farlo a posta, era prossimo all'aeroporto. Fu quello un incontro molto intenso, Sonia rientrerà a domicilio dopo l'una, verso le due del mattino e ad Hassan Sonia regalerà il suo primo pompino. Dopo la solita concitazione veloce culminata con l'immediata eiaculazione precoce contenuta nel preservativo, stavolta Sonia da sùbito, non dà tregua ad Hassan e inizia a leccare con veemenza ed intensità
il suo grosso cazzo, la cui cappella, grazie alla circoncisione, per Sonia è davvero un piacere averla in bocca. La punta della lingua circoscrive la corona ben evidenziata dal gonfiore eccitativo nonché dalla mancanza della pelle circoncisa. Personalmente, ho avuto almeno 4 donne che facevano il pompino a ingoio, tra queste una mia amante di Parma e si sa che in Emilia Romagna le donne sanno fare i pompini come poche, questa donna (Paola, ma da me si faceva chiamare Sara) in particolare li faceva come poche lo sanno fare, anzi si faceva proprio scopare in bocca: testa adagiata sul cuscino e io che la spingevo sino alle tonsille. Anzi, mentre la spingevo con veemenza, con una rotula del mio ginocchio sinistro quasi le penetravo la figa facendole entrare la rotula finché la dilatazione della figa lo potesse permettere. Una volta la porca, mentre mi spompinava, venne chiamata al telefono da Adolfa, una sua amica specializzata in agopunture che, per confidenza fattami da Sara, in una circostanza si era fatta chiavare da due senegalesi e che aveva instaurato con me un'amicizia telefonica... Sara, ingelosita dal fatto che Adolfina mi chiamasse a sua insaputa, la volle punire e così, mentre parlavano al telefono di un viaggio di lavoro che adolfa aveva appena fatto... Sara, tra una sua parola e un'altra, quando era Adolfa a parlare telefonicamente, mi succhiava intensamente la punta del glande e affondandoselo in gola, trasmetteva all'amica col microfono del cellulare l'intensità del pompino. Mi confiderà alla fine che fu un atteggiamento punitivo nei confronti dell'amica per farle sapere a quale distanza dovesse stare da me... Però mentre la povera Adolfina, forse dall'altra parte del telefono si stava pure masturbando, io dovetti resistere a questo delizioso supplizio e fortuna di Sara, che prima della conversazione telefonica l'avevo riempita di sborra già due volte, diversamente avrei potuto rovinare la sua vendetta telefonica.
Ritornando ai pompini di Sonia, posso dire con assoluta certezza che come pratica lei il rapporto orale non ne ho conosciute altre... Lei sta nella lega più alta della categoria e posso immaginare come quella notte Hassan si possa essere sentito, quando per la prima volta ha riempito lo stomaco di Sonia che poi ha provveduto a ripulirgli il glande sino all'ultima goccia...
Sonia racconta: Quando mi è venuto con quella intensità eiaculativa che mi è scesa in gola come una cascata, l'ho sentito "ruggire di piacere".
Un vero leone dell'Atlante -ho aggiunto io- come vengono soprannominati sportivamente i marocchini.
Al che, io ho pensato che quando mi succhia il cazzo fino all'ultima goccia con me può giocare succhiandolo come un cannolo (mi fa venire i brividi sulla schiena), mentre con lui, per via della sua circoncisione, dopo aver ingerito tutta la sborra per una conseguente e naturale flessione erettiva, Sonia ad Hassan ha leccato la corona del glande come si fa con un vero e proprio cono di gelato.
Quella notte Hassan venne tre volte, perché dopo il pompino fu suo obbligo gratificare Sonia nel farla venire facendo in modo che lei lo cavalcasse. Nel ricordo di Sonia c'è il dubbio del ricordo di come poi Hassan l'avesse potuta allagare per la terza volta, ma la memoria di Sonia sembra ricordarle che stavolta, piuttosto che sborrarla alla pecorina, la sborrò con lei che le stava sotto mentre lui se la chiavava nella posizione del missionario, anche perché Sonia ricorda che, pur nel ridotto spazio del sedile dovette sollevare la gamba destra per permettere ad Hassan l'ultimo decisivo totale affondo penetrativo...
*parte 4ta*
Sonia, nonostante si vedesse con Hassan solo ogni tre settimane, era ormai succube delle sue voglie. Aspettava questo incontro con ansia. Una notte erano le 22 e Hassan era appena rientrato con un volo da Milano, dove si recava per motivi di compravendita. Sonia era già sotto le coperte del divano letto nel quale ormai da tempo dormiva in cucina che era separata dal muro della camera da letto matrimoniale dove dormiva Gianni (colui che Sonia considerava gia il suo ex marito). Nelle altre due camere, in una dormiva il figlio, nell'altra la figlia col fidanzato che da tempo convivevano ormai insieme. Sonia vide apparire sul display del suo cellulare il nome Stefano (un nome italiano col quale Hassan si faceva chiamare alternativamente qui in Italia). Sonia lo chiamava così saltuariamente, ma aveva pensato bene di memorizzare il numero di Hassan con questo nome per evitare che qualcuno, prendendo inopportunamente in mano il telefono, potesse scoprire la sua relazione con Hassan.
Il telefono squillava nonostante l'ora...
Pronto Sonia, ciao! Sono appena rientrato da Milano, ho una voglia pazza di vederti, non resisto, ti desidero!!!
Sonia: È tardi, ma ti desidero anch'io!
Si vestì entrò nella camera della figlia alla quale disse che stava uscendo con un'amica che l'aveva invitata in pizzeria per mangiare una pizza. Era ormai notte inoltrata e credo con la figa già bagnata si mise al volante della sua Polo con la quale si ritrovò dopo un quarto d'ora al solito parcheggio dove a metà strada lo aspettava Hassan e che, neanche a farlo a posta, era prossimo all'aeroporto. Fu quello un incontro molto intenso, Sonia rientrerà a domicilio dopo l'una, verso le due del mattino e ad Hassan Sonia regalerà il suo primo pompino. Dopo la solita concitazione veloce culminata con l'immediata eiaculazione precoce contenuta nel preservativo, stavolta Sonia da sùbito, non dà tregua ad Hassan e inizia a leccare con veemenza ed intensità
il suo grosso cazzo, la cui cappella, grazie alla circoncisione, per Sonia è davvero un piacere averla in bocca. La punta della lingua circoscrive la corona ben evidenziata dal gonfiore eccitativo nonché dalla mancanza della pelle circoncisa. Personalmente, ho avuto almeno 4 donne che facevano il pompino a ingoio, tra queste una mia amante di Parma e si sa che in Emilia Romagna le donne sanno fare i pompini come poche, questa donna (Paola, ma da me si faceva chiamare Sara) in particolare li faceva come poche lo sanno fare, anzi si faceva proprio scopare in bocca: testa adagiata sul cuscino e io che la spingevo sino alle tonsille. Anzi, mentre la spingevo con veemenza, con una rotula del mio ginocchio sinistro quasi le penetravo la figa facendole entrare la rotula finché la dilatazione della figa lo potesse permettere. Una volta la porca, mentre mi spompinava, venne chiamata al telefono da Adolfa, una sua amica specializzata in agopunture che, per confidenza fattami da Sara, in una circostanza si era fatta chiavare da due senegalesi e che aveva instaurato con me un'amicizia telefonica... Sara, ingelosita dal fatto che Adolfina mi chiamasse a sua insaputa, la volle punire e così, mentre parlavano al telefono di un viaggio di lavoro che adolfa aveva appena fatto... Sara, tra una sua parola e un'altra, quando era Adolfa a parlare telefonicamente, mi succhiava intensamente la punta del glande e affondandoselo in gola, trasmetteva all'amica col microfono del cellulare l'intensità del pompino. Mi confiderà alla fine che fu un atteggiamento punitivo nei confronti dell'amica per farle sapere a quale distanza dovesse stare da me... Però mentre la povera Adolfina, forse dall'altra parte del telefono si stava pure masturbando, io dovetti resistere a questo delizioso supplizio e fortuna di Sara, che prima della conversazione telefonica l'avevo riempita di sborra già due volte, diversamente avrei potuto rovinare la sua vendetta telefonica.
Ritornando ai pompini di Sonia, posso dire con assoluta certezza che come pratica lei il rapporto orale non ne ho conosciute altre... Lei sta nella lega più alta della categoria e posso immaginare come quella notte Hassan si possa essere sentito, quando per la prima volta ha riempito lo stomaco di Sonia che poi ha provveduto a ripulirgli il glande sino all'ultima goccia...
Sonia racconta: Quando mi è venuto con quella intensità eiaculativa che mi è scesa in gola come una cascata, l'ho sentito "ruggire di piacere".
Un vero leone dell'Atlante -ho aggiunto io- come vengono soprannominati sportivamente i marocchini.
Al che, io ho pensato che quando mi succhia il cazzo fino all'ultima goccia con me può giocare succhiandolo come un cannolo (mi fa venire i brividi sulla schiena), mentre con lui, per via della sua circoncisione, dopo aver ingerito tutta la sborra per una conseguente e naturale flessione erettiva, Sonia ad Hassan ha leccato la corona del glande come si fa con un vero e proprio cono di gelato.
Quella notte Hassan venne tre volte, perché dopo il pompino fu suo obbligo gratificare Sonia nel farla venire facendo in modo che lei lo cavalcasse. Nel ricordo di Sonia c'è il dubbio del ricordo di come poi Hassan l'avesse potuta allagare per la terza volta, ma la memoria di Sonia sembra ricordarle che stavolta, piuttosto che sborrarla alla pecorina, la sborrò con lei che le stava sotto mentre lui se la chiavava nella posizione del missionario, anche perché Sonia ricorda che, pur nel ridotto spazio del sedile dovette sollevare la gamba destra per permettere ad Hassan l'ultimo decisivo totale affondo penetrativo...
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