Nuova vita con la mia coinquilina Maria

di
genere
etero

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Questo è un racconto che avevo scritto anni fa, con diversi capitoli. Accetto volentieri critiche e suggerimenti
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Salve a tutti, mi chiamo Giovanni e sono uno studente universitario a Torino, iscritto al primo anno. Alle scuole superiori, causa un problema di salute che fortunatamente sono riuscito a superare, ho perso due anni. Caratterialmente sono un ragazzo molto timido, non riesco ad avere molti amici e passo la maggior parte del mio tempo libero a giocare con i videogiochi. I miei genitori sono benestanti e possono permettersi di pagarmi un bilocale leggermente distante dal centro di Torino tutto per me. Ultimamente ho inserito un annuncio su internet, che cercavo un coinquilino per condividere l’appartamento. Non cercavo un coinquilino perché avevamo problemi economici, ma volevo utilizzare la sua parte di affitto per poter comprare qualche altro gioco al videogioco. Non avevo accennato minimamente ai miei genitori che avevo pubblicato un annuncio, anche se ne sarebbero stati contenti, perché speravano mi avesse aiutato con la mia timidezza. Non cercavo un coinquilino in particolare, ma accettai di fare alcuni colloqui con alcuni pretendenti. L’annuncio era aperto ad ambo i sessi, quindi si presentarono gente di tutte le età e di entrambi i sessi. Studio ingegneria al politecnico, quindi speravo si presentasse un ragazzo o una ragazza della stessa facoltà in modo da poter eventualmente preparare insieme qualche esame. Purtroppo tra i tanti candidati nessuno studiava al politecnico e uomini adulti, sinceramente non mi andava di ospitarli. Dopo una lunga selezione, ero indeciso su tre persone:
- Daniele di 25 anni che studia economia - a non convincermi era il suo carattere espansivo, l’opposto del mio;
- Marta di 22 anni che studia giurisprudenza – a non convincermi era la sua eccessiva esuberanza, neanche era entrata e già parlava di feste e festini;
- Maria di quasi 40 anni, lì avrebbe compiuti il mese successivo – nonostante sembrasse molto riservata, temevo si comportasse come una madre in casa, sempre a dettare legge con l’ordine e la disciplina. Ma parlandoci, mi era sembrata una persona tranquilla e anche leggermente depressa. Lavorava a 300 m dal mio appartamento, quindi sperava molto in una mia risposta positiva.
Dopo essermi preso una settimana di tempo per decidere (in realtà speravo che qualcuno della mia facoltà mi contattasse), decisi di chiamare la sig.ra Maria e di cederle la stanza vuota.
La sig.ra Maria era molto solitaria, lavorava mattina e pomeriggio in una farmacia, la sera quando si ritirava mangiava velocemente e poi si rintanava nella propria stanza. Era molto gentile e sinceramente iniziavo ad approfittarne, quando mangiavamo insieme, si proponeva sempre di lavare i piatti ed il week end che non lavorava, lavava tutto l’appartamento anche la mia stanza. Nelle nostre camere non c’era la tv, c’era solamente nel soggiorno, ma avendo internet la maggior parte delle sere la passavamo chiusi nelle nostre stanze. Come detto in precedenza, se non guardavo dei film o dei porno al pc, passavo il tempo ai videogiochi. Una sera, mentre ero intento a giocare al videogioco, Maria si ritira annunciandomi che aveva molta spesa in scadenza, proponendomi di aiutarla a consumarla. Da bravo coinquilino, ma soprattutto perché non mi andava di cucinare, accettai il suo invito aiutandola ad apparecchiare la tavola. Durante la cena finalmente riuscimmo a trovare dieci minuti per conoscerci meglio. Maria raccontava che negli anni aveva ricevute un sacco di delusioni dagli uomini, addirittura con un uomo si parlava di matrimonio, ma la lasciò a pochi mesi dall’inizio dei preparativi per una ragazzina molto più piccola. Sinceramente mi dispiaceva sentirla parlare di tutte quelle disavventure, non avendo esperienza, non sapevo nemmeno come confortarla. Sentendola parlare, confermai la mia tesi iniziale, quella che soffriva di depressione, così le suggerì:” io quando sono depresso mi sfogo con i videogiochi, se vuoi potremmo fare una partita insieme”; Maria:” veramente non ci ho mai giocato, non sono amante di quel mondo”; io:” una partita solamente, giochiamo in coppia contro una squadra scarsa, vedrai che ti piacerà un mondo fargli il culo”; Maria:” ahaha, dai mi hai convinta vai ad accenderla che poi giochiamo insieme, io nel frattempo finisco di sparecchiare”; io:” no, tocca a me sparecchiare, tu hai cucinato, mi fai fare sempre la figura del figlio mantenuto”; Maria:” è bello prendersi cura della gente, soprattutto se sono gentili con te come fai tu”; io:” Si ma non dirlo troppo in giro, altrimenti la gente poi se ne approfitta, infondo sei una bella donna”; Maria:” Ti ringrazio della lusinga, ma non sono una bella donna”; io:” ma smettila di compatirti, sei ancora una bella donna, certo hai bisogno di un restyle, ma tutto sommato sei una bella donna”; Maria:” ormai con gli uomini ho chiuso, non ne vale la pena perdere tempo con tutte quelle attività dolorose per sembrare più belle, tanto poi basta che un’altra gliela dà e subito spariscono”; Io:” non puoi fare di tutta un’erba un fascio, non bisogna perdere la speranza, come detto con qualche accorgimento sai quanti ragazzi sbaverebbero per te”; Maria:” sei bravo come adulatore, chissà quante ragazze sono cascate ai tuoi piedi con tutte queste belle parole”; Io:” nessuna purtroppo … non ridertela, ma sono ancora vergine”; Maria:” veramente? Come mai? Sei così un bel ragazzo e vedendo la tua biancheria sembri anche molto attivo”; io rosso in viso:” ehm ehm te ne sei accorta? Eppure la metto subito nella lavatrice”; Maria:” si ma si vede che te ne esce tanta, visto che quando le stendo sono ancora macchiate, le lavo a mano per togliere l’alone”; Io:” dai per favore smettila, mi fai sentire in imbarazzo”; Maria:” dai non preoccuparti, sei giovane e pieno di ormoni. Comunque quando utilizzi il mio reggiseno per masturbarti, non rimetterlo tra la roba pulita, rimettilo nei panni sporchi”; io ormai con la faccia bordeaux:” scusami non lo farò più”; Maria:” ahaha, dai non fare così, scherzare con te mi ha calmata, devi essere contento. Dai andiamo a fare una partita al videogioco”. Ormai il ghiaccio tra noi due si stava sciogliendo velocemente, chiacchierare soprattutto di argomenti spinti ci aveva tranquillizzati. Quella sera giocammo insieme molte partite e piano piano stava migliorando anche sotto l’aspetto del gioco. Una sera mentre ero intento a giocare al videogioco, la sentì rincasare e chiudersi velocemente nella sua stanza. Continuai a giocare per quasi due ore, poi decisi di staccare per andare a mangiare qualcosa, bussai alla sua porta per chiederle se voleva mangiare qualcosa e lei rispose con un secco “no”. Mentre mettevo un po’ di pasta a cucinare andai in bagno, il bagno era attaccato alla sua stanza e mentre ero lì, la sentì piangere. Incuriosito, decisi di andare nella sua stanza a chiederle cosa non andasse, così Maria:” Scusami se sono stata maleducata, ma oggi non è giornata”; io:” giornata storta a lavoro? Cosa ti è successo?”; Maria:” no tranquillo, è solo che oggi compio 40 anni e ho realizzato che sono una fallita, non ho nessuno con cui festeggiarlo”; io:” perché non hai nessuno? Hai me, forza preparati che ti porto a mangiare una pizza e visto che me ne sono dimenticato, per farmi perdonare e come regalo pagherò la cena”; Maria:” dai non preoccuparti, che figura ci fai a farti vedere con una donna anziana?”; io:” 40 anni anziana? Dai non fare la scema, sbrigati a preparati che usciamo. Poi non lo sai che adesso va di moda uscire con donne molto più grandi?”. Riuscì a convincere Maria, buttai quello che stavo preparando e andai a prepararmi per uscire”. Uscimmo ed andammo a mangiare in una pizzeria non molto lontano da casa, così dopo aver cenato facemmo una passeggiata per rientrare a casa. Maria sembrava più serena, ero riuscito a farla distrare e a farla divertire con qualche aneddoto successo in facoltà. Quando rincasammo, notai che avevo lasciato il videogioco acceso, così mi avvicinai per spegnerlo e Maria mi fermò, chiedendomi di fare una partita insieme. Era migliorata molto rispetto alle prime partite, poi la mettevo a tu per tu con il portiere per farle segnare tutti i gol a lei. Credeva di esser diventata un fenomeno, così mi provocò sfidandomi, Maria:” dai voglio provare a giocare contro di te”; io:” dai lascia stare, sono di un altro livello, non ci sarebbe partita, non sarebbe stimolante per nessuno”; Maria:” è vero che sei superiore a me, ma sarebbe comunque stimolante se mettessimo in gioco qualcosa, scommettiamo qualcosa che ci aiuterà a dare il meglio di noi”; io:” cioè cosa intendi?”; Maria:” ad esempio continui a rubarmi i reggiseni, che ne dici di guadagnartelo?; io abbastanza eccitato:” ok, hai tutta la mia attenzione, cosa proponi?”; Maria:” facciamo così, se mi batti con uno scarto di dieci gol ti presto il mio reggiseno che ho indosso per una sera intera me lo renderai domani, se invece mi batti con uno scarto di venti gol te lo regalo, mi sembra un’ottima proposta per te”; io:” ok ci sto, altroché se ci sto, ma cosa vuoi in cambio?”; Maria:” niente, sei riuscito a farmi divertire stasera, il tuo pegno è più che pagato”; io:” no non vale, quello l’ho fatto con piacere, senza secondi fini, qui invece stiamo giocando e devi avere un premio se riesci a subire meno di dieci gol, ti concederò di pagare la metà come affitto questo mese”; Maria:” va bene ci sto, giochiamo”. Iniziammo a giocare e la partita come si poteva immaginare era tutta in mio favore, i tempi erano di cinque minuti l’uno, quindi dovevo dare il massimo per riuscire a fare venti gol. Alla fine del primo tempo il risultato era di 8 a 0, non sarei riuscito ad arrivare a 20 se non mi impegnavo di più. Maria aveva capito che per far passare più velocemente il gioco, ogni volta che aveva la palla, la allontanava calciandola, non le interessava vincere, ma solamente farmi fare meno gol possibili. Finita la partita, il risultato finale era di 18 a 0, purtroppo non ero riuscito ad arrivare a 20, ma ero comunque riuscito a vincere il reggiseno per 24 ore. Maria terminata la partita, si alza in piedi ed esclama:” le scommesse vanno pagate, hai vinto meritatamente eccoti il tuo premio”. Maria lentamente si leva la maglia rimanendo in reggiseno, poi con un mano si copre e con l’altra sbottona il reggiseno. Me lo porge mentre resto ancora meravigliato del suo gesto, lei si copre con la maglia e mi saluta con un bacio sulla guancia prima di richiudersi nella sua stanza. Troppo eccitato, vado in stanza ed inizio a masturbarmi ripensando alla scena finale, ed immaginandola mentre se lo accarezza o me lo bacia. Maria nonostante non perdeva molto tempo a curarsi, era comunque una bella donna, mora con i capelli lunghi, labbra carnose, una terza abbondante di seno, una leggera pancetta e un fondoschiena non molto pronunciato. La sera successiva, appena rincasata mi chiamò chiedendomi di renderle nuovamente il suo reggiseno. Io risposi che le avevo inserito direttamente tra le robe da lavare e lei:” no bello, io te l’ho dato a te e tu me lo devi rendere a me”; io:” ma … sai … è …”; Maria:” sono molto più grande di te, so cosa ci hai fatto, ma voglio constatarlo”, così come da sua richiesta, andai nel bagno e recuperai il reggiseno sporco a Maria. Maria dopo averlo preso:” cavolo quant’è pesante, deve aver assorbito una grande quantità di sborra, senti pure quanto è forte l’odore”; io rosso in viso non sapevo cosa rispondere, così lei incalzo:” devono proprio piacerti molto per renderlo così, qui andrebbe lavato due o tre volte per pulirlo per bene”; io:” te l’ho detto che mi piaci, mica solo il tuo seno mi piace”; Maria:” stai diventando audace eh, ti do il dito vuoi prenderti il braccio”; io:” scusami non volevo offenderti”; Maria:” dai stavo scherzando non me la sono presa, anzi mi fa piacere sapere che faccio questo effetto ad un ventenne, non lo avrei mai immaginato”; io:” stasera giochiamo di nuovo?”; Maria:” ehehe non ti è bastato il mio regalo? Poi cosa potresti darmi tu per pagare i tuoi pegni che io non abbia già visto? Ricordati che lavo la tua biancheria ancora sporca”; io:” perché pensi di battermi?”; Maria:” batterti no, ma già una volta sono riuscita a non farti fare i gol che volevi, quindi potrei avere anch’io un premio se non arrivi a 20 gol”; io:” cosa hai in mente come pegno?” Maria:” vedere chi è l’artefice di questo”; io:” cioè vorresti vedere il mio pene?” Maria:” quanto sei delicato … pene, il tuo cazzo suona meglio”; io:” ok va bene, ma questa volta quando mi passi il reggiseno non devi coprirti, voglio ammirare il tuo seno”. Accettate le proposte, iniziammo a giocare, questa volta mi ero ricordato di diminuire la bravura dei portieri al minimo, quindi anche i tiri dalla distanza potevano finire in rete. Alla fine del primo tempo, il risultato era di 12 a 0 e alla fine del secondo tempo il risultato era 23 a 1. Terminata la partita, come il giorno precedente, Maria si alza e si toglie la maglietta restando in reggiseno. Mentre si toglie il reggiseno, chiede cosa si era meritata riuscendo a fare un gol. Passatomi il reggiseno e restata nuda nella parte superiore senza coprirsi, mi sbottonai i pantaloni e risposi:” hai ragione meriti un premio, ti farò vedere che reazione ha avuto il mio cazzo vedendoti così”, Maria rimase per qualche secondo in silenzio ammirandomi il cazzo, poi:” hai capito che bell’attrezzo che ti trovi, sono contenta per te, continuo a non capire perché sia ancora vergine”; io:” con te è facile parlare, mi piaci soprattutto per questo, non mi sono mai denudato con una ragazza, l’ultima a vedermi nudo è stata mia madre quando ero piccolo”; Maria:” che onore, sono contenta, veramente contenta”; io:” vuoi farti un’altra partita? È ancora presto” Maria:” non esagerare adesso, ormai mi hai visto nuda”; io:” non completamente, hai ancora i pantaloni. Non ho mai visto una donna nuda se non nei porno, vorrei vedere te. Scusami ho esagerato come al solito, come non detto”; Maria: mi fai ridere, sei così un bravo ragazzo, devi essere più deciso nella vita soprattutto nella professione che hai scelto, altrimenti non verrai mai preso sul serio”; io:” posso permettermi di farti una domanda personale? Come mai, nonostante sei così gentile, disponibile, educata e confermo bella, sei ancora single?”; Maria:” purtroppo tutti abbiamo dei difetti, il mio è che quando mi appassiono ad una persona tendo ad essere leggermente gelosa”; io:” tutto qui? La gelosia in un rapporto dovrebbe essere una buona cosa”; Maria:” insomma, io sono molto gelosa tanto che con un mio ex ho addirittura un ordine restrittivo, ma non è l’unico difetto”; io:” così si che inizi a farmi paura, quale sarebbero gli altri difetti?”; Maria:” più o meno sono legati tra loro, molti uomini dicono di apprezzare alcune cose, ma alla fine ne sono terrorizzati”; io:” scusami ma non capisco, cosa a noi piacerebbe solo in teoria?”; Maria:” sei piccolino, devi imparare gradualmente con le esperienze”; io:” sai che non sono molto bravo a parlare con le donne, solo con mia madre e con te riesco a parlare tranquillamente, neanche con le mie cugine coetanee”; Maria:” sei ancora giovane, hai tanto tempo”; io:” ti va un’altra partita?”; Maria:” sentiamo cosa vincerei se riesco a farti un altro gol? Ricordati che deve essere un piacere per me e non per te”; io:” tutto è un piacere per me, quindi cosa vorresti?”; Maria:” con gli ormoni a mille hai ragione, ma voglio qualcosa da te, una prova che veramente ti piaccio”; io:” del tipo?”; Maria:” dirai a tua madre che condividi l’appartamento con una donna più grande”; io:” ehm ehm va bene, ma devi essere completamente nuda, dovrai darmi le tue mutande per 24 ore”; Maria:” ok va bene, se fai dieci gol rimango in mutande, se ne fai venti le tolgo e te le presto per 24 ore, ma se faccio un gol tu mandi il messaggio a tua madre”. Lasciai la bravura dei portieri al minimo, dovevo solo stare attento a non subire gol e fare più gol possibili. Iniziammo a giocare e al termine del primo tempo il risultato era di 11 a 0, il secondo tempo si concluse sul 21 a 0. Terminata la partita Maria si alzò e con estrema sensualità si abbassò prima il pantalone del pigiama e prima di abbassarsi anche le mutande domandò:” veramente avresti mandato il messaggio a tua madre? Lo avresti fatto solo per vedermi nuda?”; io:” me ne sarei vergognato, sai soprattutto mia madre è all’antica, ma lo avrei mandato”; Maria:” ok, te le sei meritate, ma ricordati di renderle a me e non metterle nei panni sporchi”. Si era fatto tardi e decise di andare a riposare, andando via completamente nuda portandosi il pigiamo impugnato tra le mani. Durante la notte, mi masturbai con in mano le sue mutande, volevo riconsegnarle completamente sporche, come segno di gradimento verso di lei. La sera successiva, rincasò presto perché aveva un appuntamento con un ragazzo che da giorni le faceva la corte in farmacia. Vedendola così eccitata, decisi di non disturbarla, venne da me solamente per chiedere come le stava il vestito, poi prima di uscire:” ti concedo altre 24 ore, consideralo un simpatico omaggio”. Come rifiutare un simpatico omaggio, poi averla vista finalmente sistemata era veramente un invito da non rifiutare. Il giorno successivo quando si ritirò aveva un viso triste, era molto silenziosa e terminato di mangiare si rinchiuse subito nella sua stanza. Vedendola così, mi sembrava da stronzi presentarsi nella sua stanza e riconsegnarli le mutande, decisi di continuare a conservarle e per quella sera non disturbarla. Il giorno dopo era ancora triste, ma cenando allo stesso orario, riuscì a chiederle quale fosse il problema. Lei inizialmente non voleva parlarne, mi voleva liquidare con un semplice “tranquillo tutto bene”, ma insistendo “è andata così male la serata? Ti ha trattato male?”, decise di sfogarsi raccontandomi tutto:” la serata è andata benissimo, è stato gentilissimo, ma poi non mi ha richiamato più, non legge i miei messaggi e non risponde alle chiamate”; io:” dai avrà impegni di lavoro o sarà influenzato”; Maria:” no, gli ho chiesto l’amicizia su facebook con un mio contatto falso e dopo avermi aggiunto, mi ha chiesto di uscire”; io:” allora non parlo più, tanto lo avrai stolkerato a sufficienza”; Maria:” come mai tu non pubblichi niente su Facebook o Instagram?”; io:” non mi piace pubblicare stupidaggini, poi tu come fai a saperlo?”; Maria:” hai accettato un mio profilo fake, così speravo di sapere quello che facevi durante il giorno o la notte, ma non pubblichi niente”; io:” dovrei essere arrabbiato, ma mi fa piacere sapere che mi stolkeri, significa che anche tu sei interessata a me”; Maria:” come non potrei, sei l’unico che mi tratta bene”; io:” comunque queste sono le tue, ne ho approfittato un altro giorno in più visto che ieri eri troppo triste”. Maria prese in mano le sue mutande e le annusò, poi esclamò:” che odore forte, chissà quante volte ti sei masturbato, sono proprio orgogliosa di te, la tua futura donna sarà fortunata”; io:” purtroppo mi sto perdendo l’età migliore, sono troppo timido per parlare con una donna e con la mia inesperienza potrei rovinare tutto, sabato compirò 21 anni e sono ancora vergine”. Maria era riuscita comunque a distrarsi dall’ultimo ragazzo, e vedendomi triste, mi invitò a fare una partita al videogioco, proponendomi:” giochiamo insieme questa volta, se riusciamo a fare insieme più di dieci gol te le regalo le mie mutande, se ne facciamo venti ti insegno qualcosa sul sesso, anche se con tutti i porno che voi giovani vedete, siete più informati di noi veterani”, accettai subito la proposta e allungando il tempo da 5 a 8 minuti, avevamo più tempo per fare una caterva di gol. Durante la partita le ho fatto fare un sacco di gol, speravo che esaltandosi sarebbe stata più eccitata alla fine e mi avrebbe concesso qualcosa di più. Terminata la partita con il risultato di 31 a 0, lei si alzò andò nella sua stanza e riprese le mutande che le avevo consegnato in precedenza. Poi guardandomi negli occhi, mi chiese cosa volessi come prima lezione, vedendomi impacciato, decise di fare tutto lei. Si spogliò rimanendo completamente nuda ed iniziò a nominare con nomi scientifici tutte le farti del suo corpo. Ero troppo eccitato nel vederla nuda, quindi potete immaginare quante parole effettivamente avevo sentito, così quando ebbe terminato risposi:” mi scusi prof. può ripetere? Mi ero distratto vedendo una gnocca da paura”; Maria:” mi dispiace, ma devo finire di spiegare, su spogliati che devo spiegare il corpo maschile”. Senza farmelo ripetere, mi spogliai e lei con voce sensuale con il dito indice mi toccava, partendo dalle spalle nominando “spalle”, “pettorali”, “addominali”, “pene”, … . Mentre nominava continuava ad indicare, superato il pene, si inginocchiò per continuare a nominare “cosce”, “polpacci” e “piedi”, io:” ma abbiamo superato i trenta gol, non mi merito niente?”; Maria:” hai ragione, ma questo è anche il mio premio”, terminò di parlare e con la mano destra afferrò i miei testicoli e con la bocca bacio la punta del mio cazzo. Ero in estasi, era la prima volta che una donna mi afferrava i testicoli, figuriamo ricevere un bacio da quelle labbra carnose, Maria:” tutto bene? Hai una faccia”; io:” ti prego se sto dormendo non svegliarmi”, con la mano destra mi stringeva ancora i testicoli, diede una piccola scossa ed io “ahia mi hai fatto male”; Maria:” hai visto che non stai sognando? Ora però è tardi, hai avuto anche troppo”, si rivestì e dandomi un bacio sulla guancia se ne andò nella sua stanza. Come facile immaginare, la notte avevo il cazzo in tiro, ero riuscito a masturbarmi due volte ma ancora ero troppo eccitato. Mercoledì ero rientrato più tardi a casa, con degli amici di corso stavamo facendo un progetto e non feci caso all’orario. Arrivai in casa che erano quasi le 22, la trovai vicino la porta che mi aspettava, Maria:” hei carino, ti sembra questo l’orario di ritirarti? Lo sai che devi avvisare quando fai tardi”; io:” hei mi sembri mia madre, tranquilla ero con degli amici per fare un progetto”; Maria:” ed io per ringraziarti di ieri sera, ti avevo preparato la cena”; io:” tu ringraziare me? Ma se ho dormito con il cazzo in tiro, non riuscivo neanche a girarmi, eppure mi ero masturbato due volte”; Maria:” wow due volte, avevo dimenticato la potenza ormonale di un ragazzino”; io:” guarda che non sono un ragazzino, nonostante l’inesperienza sono sicuro che riuscirei a farti felice”; Maria:” ma non farmi ridere, sono sicura che in meno di tre minuti ti farei venire sulla mano”; io:” ok, sfidami ma se riesco a resistere più di tre minuti tu esaudisci un mio desiderio”; Maria:” ti farei venire e pretendi pure una ricompensa aggiuntiva? Sentiamo quale sarebbe la tua richiesta?”; io:” te lo dirò solo se vinco”; Maria:” guarda che se voglio, ti faccio venire anche in un minuto, anche se penserai all’uomo più brutto del mondo per durare qualcosa in più”; io:” sai che non sono un perdente, riuscirò a durare più di tre minuti, metterò anche il timer ogni minuto per metterti fretta”. Maria se la rideva, ma accettò la proposta, feci partire il timer e lei inizio a spogliarsi in modo sensuale. Senza nemmeno rendermene conto, stavo facendo il suo gioco, avevo estratto il mio cazzo ed avevo iniziato a masturbarmi, poi lei nuda si avvicina al mio cazzo ed inizia a soffiarci sopra. Guardandomi fisso negli occhi, inizio a dare dei baci sulla punta e soffiarci sopra, nel frattempo era passato il primo minuto e si era avviato il secondo. Mentre me lo bacia e soffiava, con voce sensuale “lo sai che hai un bel cazzo, secondo me faticherò un casino per mettermelo tutto in gola”, infatti iniziò a leccarlo per tutta l’asta e poi inizio con un bocchino da favola, arrivando ad ingoiarlo quasi tutto. Con le mani mi accarezzava i testicoli e continuava a dire porcate del tipo “guarda quanto sono gonfi queste palle, ti aiuterò io a svuotarle, tranquillo”. Io cercavo in tutti i modi di resistere, stingevo i denti cercando di pensare ad altro, ma aveva ragione era troppo difficile distrarsi ammirando quello spettacolo. Mentre mi masturbava con la mano, iniziò a leccarmi i testicoli e a scendere con la lingua fino al buco del culo. Finalmente erano passati i due minuti, altri sessanta secondi ed avrei vinto la scommessa, ma sentivo il mio cazzo pulsare, pronto ad eruttarle in faccia tutta la sborra che avevo in corpo. Aumentò il ritmo e la mia eccitazione era arrivata al massimo, ma riuscì comunque a dirle “ si ma così fai godere solo me, verrei in due secondi se vedevo godere anche te”; Maria:” sei gentile a preoccupartene, ma oltre a masturbare te, mi sto masturbando anch’io con l’altra mano, poi ho sempre amato fare i pompini, è la mia specialità”; io:” cazzo, ora è ancora più difficile resistere”; Maria:” dai bello, sborra in faccia alla tua donna, fammi sentire quanto mi desideri, dai che non vedo l’ora di ingoiare tutta la sborra che uscirà. Ho succhiato tutta la sborra che potevo succhiando il reggiseno che mi hai riempito, ogni tua mutanda prima di lavarla l’annuso per sentire la tua essenza”, fortunatamente suonò per la terza volta il timer e scaricai quanta più sborra che potevo, riempendole la faccia e parte del seno. Mi era sembrato di aver lavorato per tante ore, mai mi ero affaticato così tanto per una sega e mai ero durato così poco, ma crollai sul divano e lei con sguardo malizioso, si avvicina e mi chiede:” bravo il mio ometto, qual è l’altra tua richiesta? Te lo sei meritato”; io:” vorrei avere un ricordo di te, da poterti pensare in ogni momento della giornata”; Maria:” ti ho già regalato le mutande, cosa vuoi di più”; io:” ma le mutando non posso portarle in giro, vorrei una foto della tua fica, inquadrare solo la fica senza il resto del tuo corpo, così nessuno saprà che è la tua, solo io lo saprò”; Maria:” sei proprio un bello sporcaccione, dammi il telefono che te la faccio ora qui d’avanti a te”. Prese il mio telefono in mano e si fotografò la fica tenendosela aperta con due dita, poi me lo ridiede dicendomi:” è un piacere per me sapere che un ventenne si sta masturbando pensando a me”. Passai la notte a pensare a Maria, non credevo fosse così porca, eppure l’ho preferita alle altre, proprio perché pensavo fosse tranquilla, invece in meno di un mese stava sconvolgendo in modo positivo la mia vita. Il giorno successivo all’università non facevo che pensare a lei, guardavo e riguardavo la sua foto in continuazione, poi arrivato a casa, mi rintanai nella mia stanza con la musica nelle orecchie a disegnare sul pc. Non mi accorsi che si era ritirata e che mi aveva cercato, bussò alla porta ed entrò senza che me ne accorgessi. Si avvicinò lentamente ma dal monitor del pc la vidi avvicinare, con passo felpato si avvicinava sempre più, poi quando fu vicino iniziò a soffiarmi sul lobo dell’orecchio e a darmi dei baci sul collo. Levai le cuffie e si strinse al mio corpo sussurrandomi nell’orecchio:” sai, ieri sei stato maleducato, hai voluto la foto della mia fica per desiderarla, ma non l’hai ringraziata, non le hai dato neanche un bacio”, mi girai di scatto e guardandola negli occhi, ammirando i suoi occhi carichi di desiderio l’afferrai e la lanciai sul mio letto. Con foga le slacciai i pantaloni e glieli sfilai, poi feci la stessa cosa con le mutande e mentre stavo per avvicinarmi al suo paradiso, mi bloccò e:” fai piano, non essere frettoloso devi godertela, se lo farai bene vedrai che piacerà più a me che a te”. Come suggerito, rallentai la mia foga, con la lingua le leccavo tutta la figa che depilata completamente provocava un bel piacere alla lingua. Con la sua mano mi spingeva verso la sua fica, poi inizia a leccarle anche il buco del culo e lei “wow, impari velocemente sei bravissimo, continua così che mi farai venire come una fontana”. Continuavo a leccare, poi con la mano inserì il dito indice e lei “fai attenzione con le unghie se mi graffi finisce tutto”, fortunatamente le avevo tagliate da poco e visto quanto era bagnata, riuscivo tranquillamente a masturbarla. Con l’altra mano le accarezzavo il seno e lei ogni tanto voleva leccarsi li mio dito che tenevo nella sua fica. Mi incitava a inserire più dita e più passava il tempo, più diventava volgare, passando da “massaggiamela e leccamela” a “mettici le altre dita e spingi forte, devo sentirmela spaccare sta fica”. Leccandola salì fino al seno e poi arrivato all’altezza della faccia la baciai, un lungo bacio carico di erotismo. Si staccò e mi sbottonò i pantaloni, scoprì il mio cazzo dalle mutande e se lo prese in bocca, lo leccava per tutta l’asta e poi scendeva a leccare i coglioni, poi mi guarda e mi dice:” non azzardarti a venire che vogli impalarmi su sto cazzone”. Così come annunciato, mi fece stendere sul letto e ci salì sopra, gustandoselo cm dopo cm, finchè la sua fica non se lo divorò tutto. Finalmente a quasi 21 anni non ero più vergine e a sverginarmi era una donna matura con esperienza da vendere. Non so quanto durai, sentivo il cazzo fremere e la avvisai, si tolse ed inizio un pompino che nel porno viene definito “throat”. Mentre mi masturbava per farmi venire, le massaggiavo il buco del culo, ma lei:” quello te lo devi meritare, per oggi non se ne parla”, rimasi deluso ma la sua bocca bella calda rendeva il pompino meraviglioso, così dopo qualche secondo: “Sto per venire”; Maria:” vieni stallone mio, sei stato proprio bravo, vieni e inonda la tua troia come solo i veri uomini sanno fare”, sentendola parlare non riuscì più a resistere e le sborrai in faccia. Con il dito raccolse tutta la sborra che poteva e se la portò in bocca, ingoiandosela tutta, poi salì sedendosi sul mio petto e iniziò a masturbarsi furiosamente, dicendomi: “ sei stato così bravo che meriti di bere la mia sborra”, dopo qualche secondo mi squirtò in faccia e mi fece leccare la sua fica. Era la miglior cosa che mi fosse capitata nella mia vita, non credevo che nella vita reale si potesse trovare una donna simile, la fortuna voleva che anch’io riuscivo ad eccitarla.
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2026-02-02
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