Un marocchino nel mio destino parte terza

di
genere
confessioni

Un marocchino nel mio destino
*Parte 3za*

Certo lo spazio ristretto del sedile dell'auto quale unico giaciglio delle loro performance peraltro ripetitive e non incentivate dalle rispettive fantasie ostruite dall'ambiente, non potevano dare sviluppo alle loro voglie soppresse, ma costantemente presenti nelle loro fantasie erotiche. Probabilmente ad Hassan non dispiaceva prendere Sonia nella posizione del missionario, mentre Sonia mi ha sempre confidato che è la posizione nella quale gode meno. Sarà perché quando la pratica e si fa chiavare in quella posizione, lei ha già provato l'orgasmo cavalcando il suo partner, ma è certo che escludendo la parte iniziale dei rapporti dove lei è ancora un po' stretta e non dilatata a puntino dai propri umori vaginali, quando la si prende e lei è supina standoti sotto, senti la sua figa aprirsi a dismisura e quel batuffolino che mi appare come un gioiellino indifeso e diventa preda di assalti penetrativi e decisi, noto una voragine che, come una galleria, piuttosto che accogliere il mio locomotore potrebbe accogliere due convogli ferroviari che si alternano su una doppia linea ferrata. Il suo batuffolino si trasforma in una voragine senza argini laterali che neanche Hassan, che è dotato di un cazzo con un diametro maggiore del mio, troverebbe comunque un'adeguata aderenza per alimentare lo spunto di una sborrata devastante. Ecco perché Hassan eseguiva la sua seconda sborrata alla pecorina, laddove la figa di Sonia lo fasciava in modo avvolgente portandolo all'orgasmo e Sonia si sentiva schiava degli assalti poderosi di Hassan che facevano sentire Sonia appagata da tutta quella sborra non prima di averla raggiunta intensificando i colpi il cui rimbombo sui glutei ne esaltava col rumore quella spinta animalesca alla quale Sonia non riusciva a rinunciare...
Ecco la figa di Sonia ha questo potere.
Il suo gioiellino sembra stretto, quasi impenetrabile, ma poi diventa (almeno in quella posizione) una voragine dove davvero per saturarla ci vorrebbe una doppia penetrazione.
Dopo che Sonia ha raggiunto il suo orgasmo ed è venuta sopra di me con mugolii che sono il termometro acustico di quanto l'abbia fatta godere, mentre ancora mi cavalca, la afferro per i glutei e facendo scivolare le mie ditta nel perimetro posteriore della figa che cinge il mio cazzo che è ancora durissimo e lei continua a goderselo, sento più che la dilatazione, l'elasticità della sua figa. È allora che il dubbio mi pervade: Adesso è il momento di argomentare di come se la chiavasse Hassan? Che mi crea uno stato di eccitazione altissima, o per una volta evito? Ma è più forte di me e quando sento che per lei è un piacere riportare alla memoria quei momenti in cui Hassan se la chiavava alla grande... Mi sento proiettato a raggiungere l'orgasmo e alla mia domanda: Come godevi con Hassan? Sentendo la sua risposta: Tantissimo, Meravigliosamente! È davvero difficile trattenermi... Allora la invito a disporsi alla pecorina e mentre la sbatto con veemenza ricordandole la parte semi aggressiva di Hassan... Ecco il mio fiotto di sperma che la invade nel momento in cui le sue grandi labbra si attorcigliano come una morsa sul mio cazzo, quasi strozzandomelo, dandomi così un piacere immenso, supremo... Lì subentra la sua dolcezza (anche materna se vogliamo) in quanto non appena sente i miei acuti vocali mentre fuoriesce la prima dose del mio nettare, è Sonia stessa che mi dice di non fermarmi e di scaricargli tutto, ma proprio tutto, lo sperma sino all'ultima goccia che lei sente arrivare come un fiume che è esondato dai propri argini.
Anche stavolta il ricordo di Hassan ha funzionato come un fulmine eccitativo che elettrizza in due il mio cazzo prossimo al temporale di sperma.
scritto il
2026-02-02
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