Un pomeriggi di tedio
di
Maktero
genere
sadomaso
Era un pomeriggio noioso.
Mia sorella si affannava al computer per trvare dei clienti per me,
Ma il periodo era sterile; pochi clienti potenziali in linea, tutti impegnati nei loro affari del momento.
Insomma una vera noia, una delusione; nessuno che voleva approffittare di me!
Mi sentivo frustrata.
Io nuda con il collare da cane al collo seguivo in ginocchio l'annaspare di mia sorella al computer.
Discutemmo se svendermi abbassando le tariffe; ma concludemmo che alla lunga l'abbassamento delle tariffe per il mio utilizzo avrebbe fatto ridurre il guadagno.
Alla fine mia sorella irritata chiuse bruscamente il computer.
Si alzò in piedi nervosa per il mancato lavoro che le bloccava il guadagno.
Si mise a fumare nervosamente, mentre io mi adagiai al suo fianco.
In quella grigia e triste giornata di gennaio, io e mia sorella ci trovammo fianco a fianco demoralizzate, a parlare messamente di quei froci sadici che non avevano più voglia di seviziarmi e pagarle il giusto compenso.
Mentre discutevamo tristemente mia sorella cominciò a sfogarsi spegnendomi le sigarette sulla lingua.
Mi sentivo deliziata di poter così lenire il suo malumore.
Passammo così un tempo indefinibile, molto dolce, a mio parere, sia pur nella mestizia che ci angosciava.
Poi improvvisamente lei si alzò bruscamente, e mi disse che voleva riprendersi torturandomi un pò, ciò la avrebbe fatta tornare su di morale.
Io mi entusiasmai, spalancando gli occhi, felice del pensiero che avrei potuto farle riprendere il buon umore donandole la mia sofferenza.
Mise della musica allegra allo stereo, e poi ballando al ritmo della musica tirò fuori dei lunghi e spessi aghi ed un accendino.
Ero contenta del suo cambiamento di umore ed io volevo contribuire al meglio per accontentarla.
Mia sorella canticchiando e ballando cominciò a sfilare gli aghi dalla loro custodia ed ad inilarmeli nei capezzoli.
Lo fece ferocemente facendomi il massimo male possibile, io cercai di accontentarla gemendo il più possibile per il dolore; cosa facile perchè mi stava facendo veramente male.
Io mi complimentai per la sua azione, e le consigliai come farmi più male; soprattutto dicendole di perforare velocemente il capezzolo quando stava per uscire dalla carne dopo averlo perforato.
Il dolore maggiore si manifestava in quel momento e più veloce era l'uscita dell'ago più provavo dolore.
Mia sorella sorela mi ringraziò per i consigli sputandomi in accia.
Poi prese l'accendino e cominciò ad arroventare la parte emersa dell'ago, cominciò con il capezzolo destro.
Poi, mi sorprese baciandomi, lingua a lingua e poi improvvisamente ritrasse la parte arroventata all'interno del capezzollo.
Il dolore era terribile, aticai a non mordere la lingua di mia sorella.
Mi contorcevo sentendo il capezzolo destro bruciare all'interno.
In quella sofferenza apprezzai quanto mia sorella stava facendo per me, mi eccitai per quella situazione di dolore e di intimità.
Non sapevo se ero più eccitata per il dolore, per la lingua in bocca di mia sorella che mi trattenevo da mordere, o per tutta la situazione complessiva.
Mia soella continuò a torturarmi i capezzoli alla stessa maniera più e più volte; mantenendo la sua lingua nella sua boccca per saggiare la mia capacità di contenere il dolore.
Passammo così un pomeriggio piacevole.
Ad un certo punto mia sorella abbandonò il tormento per masturbarsi.
Io a mia volta cominciai a masturbarmi in sincrono con lei.
Le chiesi se voleva essere penetrata dal mio cazzo e lei sconvolta mentre si toccava furiosamenteme lo permise.
Le infilai il mio cazzo nella sua vagina e andai avanti e indietro con cura badando al suo godimento mentre il mio cazzo stava esplodendo per il dolore ai @capezzolie per il calore della sua figa.
La feci arrivare più volte, poi quando non c'è la feci più estrassi il cazzo e con un paio di colpi di mano sborrai terribilmente.
Ci accasciammo entrambe esauste per il godimento; ci prendemmo per le mani e ci addormentammo, concludendo quello squallido pomeriggio.
Per chi volesse commentare i miei racconti può scrivere a "riccalupa@gmail.com.!
Mia sorella si affannava al computer per trvare dei clienti per me,
Ma il periodo era sterile; pochi clienti potenziali in linea, tutti impegnati nei loro affari del momento.
Insomma una vera noia, una delusione; nessuno che voleva approffittare di me!
Mi sentivo frustrata.
Io nuda con il collare da cane al collo seguivo in ginocchio l'annaspare di mia sorella al computer.
Discutemmo se svendermi abbassando le tariffe; ma concludemmo che alla lunga l'abbassamento delle tariffe per il mio utilizzo avrebbe fatto ridurre il guadagno.
Alla fine mia sorella irritata chiuse bruscamente il computer.
Si alzò in piedi nervosa per il mancato lavoro che le bloccava il guadagno.
Si mise a fumare nervosamente, mentre io mi adagiai al suo fianco.
In quella grigia e triste giornata di gennaio, io e mia sorella ci trovammo fianco a fianco demoralizzate, a parlare messamente di quei froci sadici che non avevano più voglia di seviziarmi e pagarle il giusto compenso.
Mentre discutevamo tristemente mia sorella cominciò a sfogarsi spegnendomi le sigarette sulla lingua.
Mi sentivo deliziata di poter così lenire il suo malumore.
Passammo così un tempo indefinibile, molto dolce, a mio parere, sia pur nella mestizia che ci angosciava.
Poi improvvisamente lei si alzò bruscamente, e mi disse che voleva riprendersi torturandomi un pò, ciò la avrebbe fatta tornare su di morale.
Io mi entusiasmai, spalancando gli occhi, felice del pensiero che avrei potuto farle riprendere il buon umore donandole la mia sofferenza.
Mise della musica allegra allo stereo, e poi ballando al ritmo della musica tirò fuori dei lunghi e spessi aghi ed un accendino.
Ero contenta del suo cambiamento di umore ed io volevo contribuire al meglio per accontentarla.
Mia sorella canticchiando e ballando cominciò a sfilare gli aghi dalla loro custodia ed ad inilarmeli nei capezzoli.
Lo fece ferocemente facendomi il massimo male possibile, io cercai di accontentarla gemendo il più possibile per il dolore; cosa facile perchè mi stava facendo veramente male.
Io mi complimentai per la sua azione, e le consigliai come farmi più male; soprattutto dicendole di perforare velocemente il capezzolo quando stava per uscire dalla carne dopo averlo perforato.
Il dolore maggiore si manifestava in quel momento e più veloce era l'uscita dell'ago più provavo dolore.
Mia sorella sorela mi ringraziò per i consigli sputandomi in accia.
Poi prese l'accendino e cominciò ad arroventare la parte emersa dell'ago, cominciò con il capezzolo destro.
Poi, mi sorprese baciandomi, lingua a lingua e poi improvvisamente ritrasse la parte arroventata all'interno del capezzollo.
Il dolore era terribile, aticai a non mordere la lingua di mia sorella.
Mi contorcevo sentendo il capezzolo destro bruciare all'interno.
In quella sofferenza apprezzai quanto mia sorella stava facendo per me, mi eccitai per quella situazione di dolore e di intimità.
Non sapevo se ero più eccitata per il dolore, per la lingua in bocca di mia sorella che mi trattenevo da mordere, o per tutta la situazione complessiva.
Mia soella continuò a torturarmi i capezzoli alla stessa maniera più e più volte; mantenendo la sua lingua nella sua boccca per saggiare la mia capacità di contenere il dolore.
Passammo così un pomeriggio piacevole.
Ad un certo punto mia sorella abbandonò il tormento per masturbarsi.
Io a mia volta cominciai a masturbarmi in sincrono con lei.
Le chiesi se voleva essere penetrata dal mio cazzo e lei sconvolta mentre si toccava furiosamenteme lo permise.
Le infilai il mio cazzo nella sua vagina e andai avanti e indietro con cura badando al suo godimento mentre il mio cazzo stava esplodendo per il dolore ai @capezzolie per il calore della sua figa.
La feci arrivare più volte, poi quando non c'è la feci più estrassi il cazzo e con un paio di colpi di mano sborrai terribilmente.
Ci accasciammo entrambe esauste per il godimento; ci prendemmo per le mani e ci addormentammo, concludendo quello squallido pomeriggio.
Per chi volesse commentare i miei racconti può scrivere a "riccalupa@gmail.com.!
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