La mia vita da "Bestiolina".
di
Maktero
genere
feticismo
Mia sorella e Martina dopo avermi recuperata dal marciume in cui mi avevano costretto a passare la notte, mi riportarono a casa nascosta nel bagagliaio della macchina.
Sporca come ero avrei imbrattato i sedili della macchina.
Sballottata in un ambiete sofoccante mi eccitai per quel viaggio massacrante; cominciai a masturbami fino ad arrivare.A quel punto sessualmente soddisfatta ed esausta per la aticosa nottata mi addormentai.
Venni risvegliata bruscamente dall'apertura del cfano del bagagliaio e dalle urla di mia sorella e di Martina.
Mi fecero uscire violentemente dal bagaglaiaio e quando si accorsero che lo avevo macchiato con il mio sperma si incazzarono.
Cominciarono a prendermi a calci e pugni; fù un bellissimo risveglio il dolore dei loro colpi mi faceva eccitare.
Terminato il pestaggio mi avviarono verso la mia camera di punizione; lo stretto, putrido sottoscala della casa.
Era un luogo talmente ristreto che mi dovettero pigiare dentro prima di chiudere lo sportello.
Mi addattai a quel luogo ristretto, buio e coperto dai miei escrementi che avevo rilasciato nele mie precedenti prigionie e che non erano stati mai lavati.
In quel luogo puzzolente, in cui non potevo praticamente muovermi, nuda e sporca come una bestia, riprese forza la mia stanchezza e mi addormentai nuovamente.
Fu un sonno rilassante in cui sognai meravigliose sevizie e torure, splendide umiliazioni eccitanti, credo di essere venuta in quel sogno fantastico.
Il sogno si interruppe improvviamente, quando venne aperto lo sportello del sottoscala, una luce forte di metà giornata comincio a ferire i miei occhi, abbagliata vennenni estratta con forza dal cubiculo in cui avevo passato le notte.
Le mie membra dolevano per quell'improvvisso movimento, mi coprivo gli occhi per la luce abbagliante.
Mezza accecata riconobbi la voci di mia sorella e di Martina, che mi umiliavano profondamentte.
Sentii anche i loro calci e pugni che percuotevano il mio corpo.
Le ragazze furono spupendamente cattive, picchiandomi crudelmente, come le amavo erano veramente adorabili.
Quando mi ripresi vidi che stavano riempiendo un grosso piatto da piante con la loro urina.
Compresi che sarebbe stata la mia colazione ed infatti dopo pochi istanti me costrinsero a calci a bere la la loro splendida urina
Avevo bisogno di bere qualcosa, ero assettata, non bevevo nulla da ore.
Mi avventai come una bestia su quel liquido, che di se per sè non è certo dissetante per il suo sore acido e salato e per il suo tepore.
Ma è quanto di meglio potevo aspettarmi e mi gustai quel liquido osceno con piacere, sottopoassta ai lazzi osceni delle ragazze.
Avevano ragione ad umiliarmi così tanto; ero veramente una fogna umana che si soddisfaceva dall'ingoiare l'urina delle padrone come un dissetante.
Terminata quella oscena colazione ci prendemmo un momento di pausa sdraiate nel prato davanti a casa.
Io nuda e sporca e le ragazze vestite che ogni tanto mi coprivano di sputi ed insulti.
In quella atmosfera rilassata e piacevole, sotto il sole di Maggio, ci mettemmo a chiacchierare del più e del meno.
Poi i discordi divvennero più specialisti sulla mia condizione di merda schiava, e su cosa potevano fare con me per la loro eccitazione.
Le ragazze cominciarono a progettare diversi miei utilizzi che le eccitavano.
Io commentavo con loro i loro progetti esprimendo come potevano migliorare le umiliazioni e le sevizie a cui sarei stata sottoposta.
Dopo ore di chiacchierre decidemmo, con il mio valido contributo, a quanto avrei subito nei prossimi giorni.
Poi dopo ore di chiacchiere le ragazze mi riportarno nel mio sgabuzzino stretto e puzzolente per passare la notte.
Loro senz'altro avrebbero passato una notte piacevole, amoreggiando tra loro mentre io. avrei dovuto aspettare nello schifo di quello sgabuzzino di esere liberata per subire offfese ed umiliazioni.
Così passò la mia notte di tormento.
Sporca come ero avrei imbrattato i sedili della macchina.
Sballottata in un ambiete sofoccante mi eccitai per quel viaggio massacrante; cominciai a masturbami fino ad arrivare.A quel punto sessualmente soddisfatta ed esausta per la aticosa nottata mi addormentai.
Venni risvegliata bruscamente dall'apertura del cfano del bagagliaio e dalle urla di mia sorella e di Martina.
Mi fecero uscire violentemente dal bagaglaiaio e quando si accorsero che lo avevo macchiato con il mio sperma si incazzarono.
Cominciarono a prendermi a calci e pugni; fù un bellissimo risveglio il dolore dei loro colpi mi faceva eccitare.
Terminato il pestaggio mi avviarono verso la mia camera di punizione; lo stretto, putrido sottoscala della casa.
Era un luogo talmente ristreto che mi dovettero pigiare dentro prima di chiudere lo sportello.
Mi addattai a quel luogo ristretto, buio e coperto dai miei escrementi che avevo rilasciato nele mie precedenti prigionie e che non erano stati mai lavati.
In quel luogo puzzolente, in cui non potevo praticamente muovermi, nuda e sporca come una bestia, riprese forza la mia stanchezza e mi addormentai nuovamente.
Fu un sonno rilassante in cui sognai meravigliose sevizie e torure, splendide umiliazioni eccitanti, credo di essere venuta in quel sogno fantastico.
Il sogno si interruppe improvviamente, quando venne aperto lo sportello del sottoscala, una luce forte di metà giornata comincio a ferire i miei occhi, abbagliata vennenni estratta con forza dal cubiculo in cui avevo passato le notte.
Le mie membra dolevano per quell'improvvisso movimento, mi coprivo gli occhi per la luce abbagliante.
Mezza accecata riconobbi la voci di mia sorella e di Martina, che mi umiliavano profondamentte.
Sentii anche i loro calci e pugni che percuotevano il mio corpo.
Le ragazze furono spupendamente cattive, picchiandomi crudelmente, come le amavo erano veramente adorabili.
Quando mi ripresi vidi che stavano riempiendo un grosso piatto da piante con la loro urina.
Compresi che sarebbe stata la mia colazione ed infatti dopo pochi istanti me costrinsero a calci a bere la la loro splendida urina
Avevo bisogno di bere qualcosa, ero assettata, non bevevo nulla da ore.
Mi avventai come una bestia su quel liquido, che di se per sè non è certo dissetante per il suo sore acido e salato e per il suo tepore.
Ma è quanto di meglio potevo aspettarmi e mi gustai quel liquido osceno con piacere, sottopoassta ai lazzi osceni delle ragazze.
Avevano ragione ad umiliarmi così tanto; ero veramente una fogna umana che si soddisfaceva dall'ingoiare l'urina delle padrone come un dissetante.
Terminata quella oscena colazione ci prendemmo un momento di pausa sdraiate nel prato davanti a casa.
Io nuda e sporca e le ragazze vestite che ogni tanto mi coprivano di sputi ed insulti.
In quella atmosfera rilassata e piacevole, sotto il sole di Maggio, ci mettemmo a chiacchierare del più e del meno.
Poi i discordi divvennero più specialisti sulla mia condizione di merda schiava, e su cosa potevano fare con me per la loro eccitazione.
Le ragazze cominciarono a progettare diversi miei utilizzi che le eccitavano.
Io commentavo con loro i loro progetti esprimendo come potevano migliorare le umiliazioni e le sevizie a cui sarei stata sottoposta.
Dopo ore di chiacchierre decidemmo, con il mio valido contributo, a quanto avrei subito nei prossimi giorni.
Poi dopo ore di chiacchiere le ragazze mi riportarno nel mio sgabuzzino stretto e puzzolente per passare la notte.
Loro senz'altro avrebbero passato una notte piacevole, amoreggiando tra loro mentre io. avrei dovuto aspettare nello schifo di quello sgabuzzino di esere liberata per subire offfese ed umiliazioni.
Così passò la mia notte di tormento.
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