Da un racconto a un incontro bollente

di
genere
tradimenti

Da un racconto a un incontro bollente

Scritto da Luca e Simona

Questo racconto é stato scritto a 4 mani da Luca e da Simona. Se vi va potete scrivere i vostri commenti a Mail: lg23cm.racconti@gmail.com Mail: simona69dara@virgilio.it

Scritto da Luca

Mi chiamo Luca. Lavoro come rappresentante farmaceutico e, nonostante il tempo che inizia a bussare alle porte, mi considero ancora un bell’uomo. Ho da poco passato i quarant’anni e il corpo che una volta era scolpito mostra ora qualche segno dell'età.

Ho iniziato a scrivere racconti erotici, ed oltre che scrittore, sono diventato anche lettore. Sono capitato in qualche racconto di Simona, che vive una relazione aperta con suo marito Carlo, e mi sono appassionato alle sue avventure. Leggendo l'ultima scopro che stanno anche a pochi kilometri da casa mia, decido quindi di mandarle un messaggio.

“Ciao Simona, mi sono appassionato molto ai vostri racconti, mi piacerebbe scambiare qualche parola per magari avere qualche spunto per scrivere qualcosa di nuovo, se ti va scrivimi. Qui i miei contatti e i miei racconti. Oltretutto abitiamo vicino”

Dopo qualche ora la mia casella mail ha una spunta di un messaggio in arrivo.

“Ciao Luca, i tuoi racconti mi hanno appassionato, vorrei parlartene di persona, vediamoci domani alle 14 al Farenight a Torre del Lago.”



Un messaggio secco e deciso, che mi ha un po’ spiazzato, ma le do conferma curioso di sapere cosa mi aspetta.

L'indomani mi reco al locale indicato, a pochi metri dalla spiaggia di Torre del Lago, deserta in questo periodo invernale. Parcheggio la macchina e le mando un messaggio, "Sono qui".

Mi risponde subito "Sono all'inizio dell'ingresso alla spiaggia, ti aspetto qui, facciamo due passi poi andiamo al bar"

Mi avvio e la vedo in lontananza, avevo letto solo la descrizione nei suoi racconti, ed era molto più bella di quanto mi aspettavo. Era una donna non molto alta, mora e fatta bene con tutte le cose al suo posto, due belle tette un bel culo come piace a me, e due belle cosce coperte da una minuscola minigonna nera.

Bacio di rito e ci avviamo sulla spiaggia. Parliamo prima dei suoi racconti, e poi dei miei. Ovviamente parlando di un certo argomento e rileggendo qualche racconto l'eccitazione sale.

"Quindi é vero che sono 23cm" mi chiede?

"Forse un giorno lo scoprirai" le rispondo.

"Perche non ora?" Mi sorprende, ancora la sua audacia.

Mi guardo attorno, la spiaggia invernale é deserta, la pineta alle spalle della spiaggia é un riparo sicuro.

Da qui scrive Simona:

Camminiamo verso la pineta parlando, una panchina posizionata in una zona un po’ riparata sembra il posto giusto per una sosta.

"Ci sediamo li?" mi chiede. "Certo" Rispondo. Ci sediamo il sole invernale debole comunque ci riscalda si sta bene.

"Allora, parli sempre dei tuoi 23 centimetri, ma sono reali o lo dici cosi per vantarti, voi uomini avete il vizio di esagerare sempre", A quel punto slaccio i pantaloni e il mio cazzo già molto eccitato da prima, salta fuori con tutto il suo vigore.

"Mamma mia" esclamo "Che pitone hai, è proprio vero lungo e grosso", poi non resisto chiedo, "Lo posso stringere?" "Certo fai pure" mi risponde con entusiasmo. Lo prendo in mano lo stringo forte, è duro come il marmo mentre lo accarezzo mi chino e lo lecco, il cazzo pulsa di piacere. Evidentemente Luca gode già. Mi guardo in giro ci sono persone che passeggiano non molto lontane, la mia fica implora con delle contrazioni, la voglia di sentirlo dentro è forte, propongo, "Senti Luca, la mia auto non è molto lontana da qui, che ne dici se andiamo in macchina cosi parliamo, qui mi sta venendo freddo"

Luca accetta, "Si andiamo pure staremo più comodi sicuramente"

Arrivati alla mia macchina saliamo nel sellino posteriore, il parcheggio è quasi deserto.

"Allora Luca eravamo rimasti che il tuo cazzo era durissimo" Luca riapre i pantaloni il suo membro é ancora più eccitato di prima. Salta fuori e urta la mia coscia, un brivido mi fa tremare, Luca allunga la mano tra le mie cosce e avvicinandosi alla mia patata si accorge che è nuda e bagnata dall’eccitazione, ci baciamo, rilecco e succhio un po’ il suo bel cazzo, poi salgo sopra lui, slaccio la minigonna che cade da un lato, struscio la fessura sulla cappella enorme, lentamente mi abbasso ed il suo cazzo entra dentro me come un missile e mi dilata tutta la fica. Sto godendo come non mai quando due persone si avvicinano all’auto, resto ferma immobile impalata da quella verga lunga e calda chinandomi in avanti per non farmi vedere.


Da qui scrive Luca:

Mentre sono li immobile, Luca si bagna un dito e poi allunga la mano verso il buco del mio culo. Gli urlo un "No" sottovoce, ma non sente, infila un polpastrello e con la mano inizia a spingermi verso di lui e a darmi il ritmo lento. La mia figa bagnatissima scorre sul suo cazzo che mi riempie. Le sue mani strizzano il mio culo e mi aiutano a muoversi. Le persone che stavano passeggiando li vicino non ci hanno notato, allora mi tiro su e mi metto dritta e inizio a dare sfogo alle mie voglie. Aumento il ritmo, il suo cazzo esce ed entra dentro di me ed ogni volta é come un treno che mi entra dentro. Godo, godo tantissimo.
Mi slaccia la camicia e tira fuori le mie tette che inizia a leccare. Vengo urlando, la gente in lontananza si gira cercando di capire cosa stesse succedendo.
Mi levo dal suo cazzo e i fluidi della mia figa colano ovunque.
"Ne voglio ancora" mi dice Luca.

Da qui scrive Simona:

Mi sdraio sul seggiolino e lui si mette sopra di me, il suo cazzo è nuovamente duro come una roccia, mi bacia nel collo e sulla bocca mentre cerca di abboccare il suo cazzo nella mia fica che non oppone resistenza.

Mi scopa nuovamente con vigore, sfila il cazzo e lo indirizza verso il mio culo, no ti prego gli dico non mi piace, preferisco la fica dai, mi penetra nuovamente la mia vulva con colpi decisi e da li a poco sento i suoi schizzi dentro per l’ennesima volta.

Sono distrutta e appagata è stata una magnifica giornata, beviamo un aperitivo al bar, Luca si è rilevato un bravissimo scrittore di racconti erotici e non solo, sa anche come prendere una donna e farla godere, mi piace è possibile un altro incontro magari con più tempo a nostra disposizione.

Mi ritocco il trucco sono quasi le venti, mio marito mi aspetta a casa non avevo detto nulla che prendevo un pomeriggio libero, lui pensa che esca da lavoro alle diciannove e trenta come sempre, arrivo a casa un po’ di ritardo, lui lo nota e me lo chiede, no amore avevo del lavoro da finire sono uscita un po’ di ritardo ma eccomi qua scusa, mi bacia ti ho preparato qualcosa di buono per cena mi dice, certo lo vedo sei un amore, anche tu mi risponde, mangiamo che dopo cena avrei un programmino per te a letto, io ripenso al pomeriggio e gli rispondo, amore questa sera sono stanchissima, ho avuto un pomeriggio pesante sono distrutta, possiamo fare domani sera? Certo amore come vuoi.

Confesserò a mio marito questa scappatella tanto so che lui mi perdonerà sicuramente, ma ci vuole il momento giusto.
Scritto da Luca

Passa qualche giorno dopo che io e Simona ci siamo visti in spiaggia, e mi arriva un messaggio. "Ti va di vederci per pranzo domani?"

Io accetto volentieri e ci diamo appuntamento in un bel ristorante sul lungomare di Viareggio.

Arriva vestita di una gonna corta e uno stivale sotto al ginocchio con una calza con dei disegni ricamati che spariscono sotto la gonna e sembra essere rette da una giarrettiera, sopra una camicia bianca sotto al giubbotto più pesante.

Bacio di rito ed entriamo al ristorante, ci sediamo in un tavolo un po’ più appartato vista mare. Il locale è pieno.

"Sai, ho pensato molto a quello che é successo l'altro giorno, e non ho mai smesso di pensare a quanto é stato bello, il tuo cazzo, l'ho raccontato anche a mio marito, si é eccitato tantissimo".

Mentre mi dice questo le cade la borsetta appoggiata alla sedia.

"Te la raccolgo io" le dico. Mi chino sotto al tavolo per raccoglierla, lei apre le gambe e vedo perfettamente davanti ai miei occhi la sua figa nuda, rifinita con una sottile striscia di pelo verticale. Come pensavo una giarrettiera regge le calze.

Mi rialzo. Metto la sedia accanto a lei, le appoggio la mano sulla coscia e le dico "anche io ho pensato molto all'altro giorno, e ho tanta voglia di entrarti di nuovo dentro" faccio salire la mano e le porto il dito tra le labbra della figa bagnatissima.

Mi dice "Mio marito é seduto qualche tavolo più in la, ci sta guardando"

“Facciamolo divertire allora, vai in bagno, ti raggiungo"

Scritto da Simona

Mi alzo dal tavolo strizzo l’occhio a mio marito, lui annuisce con il capo, mi avvio verso il bagno del locale, bagno molto curato e pulito d'altronde il locale è abbastanza lussuoso, entro nel locale donne è diviso dal reparto uomini da pareti alte ma sopra aperte.
Luca mi segue e fuggitivo entra nel bagno delle donne insieme a me, non perde tempo mi abbraccia e mi limona arrapato, le sue mani sono nuovamente sulla mia fica nuda e sulle mie tette, d’altra parte sento aprire la porta e richiudersi, sicuramente è mio marito che è entrato per sentire qualcosa. Cerchiamo di fare piano ma Luca è molto focoso, tira fuori il cazzo eccitato al massimo, mi solleva appoggiandomi il culo sul lavabo e mi penetra tutta nella fica, non resisto e mi escono due gemiti di piacere.
Luca pompa veloce la mia fica colante che provoca rumore di sbattimento che mio marito dall’altra parte sicuramente sente, io godo molte volte, Luca viene dentro sansa preservativo, la sua sborra cola lungo la fica fino al culo, finito la foga mi asciugo Luca esce io resto un secondo dentro per sistemarmi, anche l’uomo dall’altra parte presumo che sia stato mio marito ma non ne ho la certezza esce. Esco anch’io, torno al tavolo rientro in sala affollata mio marito mi guarda sorridente e mi fa ok con la mano, quello è la conferma che nel bagno vicino al nostro era lui, sicuramente avrà ascoltato tutto e si sarà masturbato, poi me lo farò dire con calma.


Scritto da Luca

Appena siamo seduti al tavolo mi sussurri all'orecchio "ho ancora la tua sborra che mi cola dalla figa" metti una mano sotto la gonna e bagnati un dito, fallo vedere a me ma anche a mio marito, e poi succhialo e puliscilo perfettamente.

"Sappi che oggi non finisce qui" le dico.

Continuiamo il pranzo e beviamo qualche bicchiere. Poi mi alzo, vado al tavolo di tuo marito e gli sussurro una cosa all'orecchio, lui mi guarda sorride e annuisce con la testa.

Torno al tavolo e dico "Andiamo". Tu non capisci che sta succedendo ma ti fidi e mi segui.

Pago il conto e usciamo, guardi tuo marito ancora seduto al tavolo che ti sorride, che cosa gli avrà detto Luca.

Attraversiamo la strada, davanti a noi il Principe di Piemonte. Entriamo, alla reception c'è un mio amico al quale allungo qualche banconota e mi da le chiavi di una camera. Gli sussurro una cosa nell'orecchio e saliamo.

Non facciamo in tempo ad entrare che iniziamo a baciarsi appassionatamente, la spoglio lasciandole addosso solo le calze. Mi spinge sul letto ed inizia a farmi un pompino magnifico, bagna bene il mio cazzo le dico, lo fa sparire in bocca, ci sputa sopra. Poi si siede su di me e se lo infila nella fica ed inizia a muoversi lentamente assaporando ogni centimetro.

Sentiamo bussare alla porta, "Avanti, vieni" dico io deciso.

Suo marito apre la porta la faccia di Simona é tra il sorpreso e il compiaciuto. Si siede sulla poltrona davanti a noi e dice "continuate"

Scritto da Simona

Continuate pure fate come se non esistessi.
Simona si rilassa e ricomincia a pompare il cazzo di Luca, ormai tutto dentro fino alle palle, le tette si muovono insieme al suo corpo, Carlo continua a guardare la scena eccitato, Luca dal sotto cerca di aiutare Simona nelle mosse, la fica di Simona già bagnata da prima emette dei rumori ciat ciat ciat a ogni colpo di Luca, Simona si sdraia sopra il corpo di Luca per far sentire le tette sopra il petto di Luca che gode immensamente, a un certo punto una piaggia calda invade il culo di Simona che resta sorpresa, Carlo che si stava masturbando a vedere la scena, non resiste e viene sul suo culo allagandolo. Anche Luca non tarda e riempie ancora una volta la fica di Simona pervasa da una miriade di orgasmi che la sfiniscono.

Carlo si avvicina a sua moglie e le sussurra piano, “ti aspetto a casa quando hai finito” "ok" risponde Simona con un filo di voce.

Carlo se ne va non dice niente e esce, noi restiamo sdraiati sul letto spompati per due scopate massicce in poco tempo, poi Simona si alza, “vado in bagno poi andiamo ok?" "certo vai pure", si alza con la mano si tampona la fica per non lasciare segno del piacere ricevuto fra le gambe.

Scritto da Luca.

Sento il rumore della doccia, pensare a lei nuda mi fa tornare l'eccitazione. Entro nel bagno e entro con lei nella grossa doccia walk-in dell'hotel. Mi chino in ginocchio di fronte a lei, le alzo una gamba e me la appoggio sulla spalla. Inizio a leccarla dal basso verso l'alto percorrendo ogni scanalatura delle labbra ancora umide e arrossate, mi fermo sul clitoride con cui gioco con la punta della lingua. Simona si regge con le mani al muro, gode ancora una volta in questa strana giornata. Mi alzo in piedi e ci baciamo appassionatamente sotto l'acqua calda della doccia. Afferra il mio cazzo di nuovo durissimo e comincia a segnarmelo. "Lo voglio ancora, sbattimelo dentro ti prego".
Accolgo la sua supplica, la giro e la spingo contro al muro, l'acqua scorre sulla sua schiena e finisce nella fessura tra le chiappe. Le allargo e vedo bene la sua figa pulsante. Appoggio il mio cazzo e inizio a penetrarla. Ad ogni colpo un gemito di Simona suona come un eco tra le pareti della doccia. Le mie mani le afferrano le tette da dietro mentre le bacio il collo. Sto per venire ancora ma non voglio. Lo sfilo, prendo fiato. La giro verso di me e la bacio ancora in bocca. Poi le afferro le cosce e la sollevo da terra spingendola con la schiena contro la parete della doccia. La scopo davanti con forza. Il mio grosso cazzo esce quasi completamente e rientra tutto fino alle palle ogni volta. Le vengo ancora una volta dentro la figa. Rimaniamo ancora qualche minuti la abbracciati.

Scritto da Simona.

Ci sistemiamo e usciamo, alla reception l’amico di Luca gli strizza l’occhio quando passa e gli da una pacca sulla spalla, a significare che a capito tutto.

Ci avviamo verso le nostre auto davanti al locale, Luca mi bacia per l’ultima volta sulla bocca ci salutiamo, salgo sulla macchina e sparisco verso casa.

Luca si fuma una sigaretta e pensa, “anche oggi hofatto centro”.

Fine.



scritto il
2026-01-30
2 7 5
visite
2
voti
valutazione
5.5
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Massimo un timido riservato porco

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.