Oltre la Fessura: 1

di
genere
voyeur

Il muro che separa la mia camera dalla sua non è un muro. È una membrana sottile, un segreto di cartongesso che vibra a ogni suo respiro. Mi chiamo Martina, ho ventidue anni e vivo nell'inferno che io stessa ho scelto: dividere l’affitto con Sofia, mia sorellastra, il mio tormento, la mia unica religione.

​Sofia è tutto ciò che io non sarò mai. È alta, con una pelle color miele che sembra irradiare calore anche al buio. Ha ventiquattro anni e un corpo che sembra scolpito nel peccato: seni pieni che sfidano la gravità, una vita sottile che si allarga in fianchi pronti a tutto e gambe lunghe, toniche, che finiscono in piedi che vorrei adorare per ore. Io, al confronto, mi sento un’ombra: pallida, con i capelli corvini sempre spettinati e occhi troppo grandi che hanno visto troppe cose che non avrebbero dovuto.

​Sono le undici di sera. Sono stesa sul letto, nuda sotto le lenzuola, con l’orecchio incollato alla parete. Sento la porta d'ingresso aprirsi. È Marco. Il suo fottuto ragazzo. Lo odio con ogni fibra del mio essere, ma la verità è che senza di lui non avrei nulla da spiare. Marco è un animale: ventisei anni, muscoli gonfi di palestra, una voce taurina e modi che definire rozzi è un complimento.

​«Vieni qui, troietta,» sento la voce di lui, bassa e rauca, appena oltre la porta della loro camera.

​Sento il rumore di un corpo sbattuto contro il legno. Immagino la scena. Mi alzo, il cuore che mi martella nelle orecchie come un tamburo di guerra. Mi avvicino alla porta della mia stanza, la apro di un millimetro. Il corridoio è buio, ma la loro porta è rimasta socchiusa, come accade spesso. Sofia ama il rischio, o forse ama sapere che io sono lì, a morire di fame mentre lei banchetta.

​Mi accovaccio sul pavimento gelido, incollando l'occhio alla fessura. La luce della loro stanza è soffusa, arancione. Sofia è in piedi, di schiena. Indossa solo una maglietta bianca trasparente, senza niente sotto. Il tessuto aderisce alle sue chiappe sode, tonde, perfette. Vedo la riga scura del suo sesso che fa capolino tra le cosce.

​Marco le è addosso. Le afferra i capelli biondi con una mano, tirandole la testa all'indietro. Con l'altra le solleva la maglietta, scoprendo quei seni che sogno ogni notte: le areole sono grandi, scure, i capezzoli già eretti che premono contro il palmo brutale di lui.

​«Ti piace così, eh?» mormora Marco, e sento il rumore secco di uno schiaffo sulla carne nuda. Splat. Un colpo deciso sulla sua natica sinistra, che diventa subito rossa.

​Sofia emette un gemito che mi scende dritto nelle mutande inesistenti. È un suono acuto, vibrante. «Sì... spogliami, Marco. Fammi sentire quanto sei grosso.»

​Lui si sbottona i jeans con furia. Il suo cazzo salta fuori, venoso, violaceo, una bestia pronta a colpire. Sofia si inginocchia. Vedo la sua testa bionda muoversi ritmicamente tra le gambe di lui. Sento il rumore dello sguazzo, la saliva, l'aspirazione avida. Marco impreca, tenendole la testa ferma, spingendo con forza dentro la sua gola. Sento Sofia soffocare leggermente, un rantolo di piacere e dolore che mi fa bagnare istantaneamente le dita che ho già portato tra le mie gambe.

​Le mie dita scivolano sulla mia clitoride, ma i miei occhi sono fissi su di lei. Sofia si alza, Marco la afferra e la sbatte sul letto, a pecora. È la mia visuale preferita. Le sue chiappe sono spalancate, il buco rosa teso, la vagina inzuppata che luccica sotto la lampada.

​Marco non usa preliminari gentili. Le sputa su una mano, si strofina il glande e poi spinge. Slap. Il rumore della sua pancia che sbatte contro il culo di lei è un insulto al silenzio della casa.

​«Ahhh! Dio, Marco... sì!» grida Sofia, affondando la faccia nei cuscini.

​Lui la scopa con la forza di un martello pneumatico. Vedo il cazzo entrare e uscire, coperto dai liquidi di lei, un mix di umidità trasparente e schiuma bianca dovuta all'attrito violento. Sofia sobbalza a ogni colpo, le sue tette ballano freneticamente. Marco le afferra i fianchi, piantando le dita nella carne morbida, lasciando lividi che domani io guarderò con invidia mentre facciamo colazione.

​L'odore arriva fin qui: sesso, sudore e quel profumo di vaniglia che Sofia mette sempre sul collo. È un mix inebriante che mi mozza il fiato. Inizio a toccarmi con violenza, infilando due dita dentro di me, cercando di seguire il ritmo di Marco. Immagino che sia la mia mano a stringere quei fianchi, che sia la mia bocca a mordere le sue spalle.

​«Sto per venire, puttana! Guardami!» ringhia Marco.

​Le gira la testa, la costringe a guardarlo mentre aumenta la velocità. Il rumore è ora un succoso, insistente schiaffo continuo. Sofia è in preda agli spasmi, la sua figa stringe il cazzo di lui in una morsa disperata. Lei urla, un grido lungo che le squassa il petto, e in quel momento Marco viene. Vedo i fiotti di sperma denso, giallastro, colpire la schiena di Sofia, alcuni colano giù fino al solco delle natiche.

​Lui si accascia sopra di lei, ansimante. Sofia resta immobile, con gli occhi vitrei, godendosi il peso di quel corpo che io vorrei uccidere.

​Io, nel corridoio buio, raggiungo l'apice nello stesso istante. Un orgasmo violento, amaro, che mi fa tremare le gambe contro il pavimento. Mi pulisco le dita sulla coscia, il respiro corto, il cuore che non accenna a calmarsi.

​Sento Marco ridere. «Sei una vera cagna, Sofi. Scommetto che la tua sorellina è di là che si tocca sentendoci.»

​Il gelo mi attraversa la schiena. Sofia non risponde, emette solo una risatina sommessa, complice.

​Mi ritiro nella mia stanza, chiudendo la porta senza fare rumore. Mi infilo sotto le lenzuola, sentendo l'odore di loro che filtra sotto la porta. Domani la guarderò negli occhi. Domani vedrò i segni di lui sulla sua pelle. E domani, sarò ancora qui, a nutrirmi delle sue briciole.

(Racconto di fantasia)
di
scritto il
2026-03-05
2 2 5
visite
5
voti
valutazione
8
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Il Ritmo del Temporale

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.