Petra Croft - Il tempio perduto

di
genere
orge

*** Dichiarazione liberatoria ***
Il presente racconto costituisce un’opera di fantasia. Eventuali riferimenti a persone, fatti, luoghi o circostanze reali sono da ritenersi puramente casuali e non intenzionali.
Tutti i personaggi ivi rappresentati sono da considerarsi maggiorenni e consenzienti in relazione a ogni azione o situazione descritta.
Qualsiasi interpretazione che attribuisca ai contenuti natura fattuale o rispondenza alla realtà è esclusa.
Ogni racconto derivante dalle fantasie è esclusivamente dedicato ad un pubblico adulto.
Questa dichiarazione ha valore per tutti i miei racconti precedenti e futuri.
Inoltre per qualsiasi commento relativo al racconto e fornirmi spunti per nuovi racconti vi prego di scrivere a:
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Petra Croft si muoveva come un'ombra tra le rovine umide del tempio perduto. L'aria era densa, carica del profumo della terra bagnata e di un dolce odore di incenso dimenticato, una miscela che le faceva girare la testa e le infiammava i sensi. Indossava la sua solita attrezzatura da tombarola: shorts di cuoio attillati che le segnavano ogni curva del suo culo sodo e prosperoso, un canottiera nera strappata che lasciava intravedere il bordo del reggiseno a balconcino e le increspature dei suoi addominali scolpiti. Stivali da combattimento sporchi di fango e una fondina portava i suoi due fedeli compagni, una coppia di pistole.

Il tempio era un labirinto di stanze collassate e corridoi ostruiti. Petra si sentiva viva, il suo cuore batteva all'impazzata nel petto, non solo per l'adrenalina dell'esplorazione, ma per la consapevolezza del proprio corpo, un'arma tanto potente quanto qualsiasi fucile. Entrò in una vasta camera circolare, il cui soffitto era aperto su un cerchio di cielo notturno e luna piena. Al centro, su un piedistallo di pietra nera, pulsava una luce tenue, una sfera di cristallo che sembrava respirare.

"Mia," sussurrò, avvicinandosi. La luce si intensificò, lavandola con un'onda di calore e un ronzio che risuonava nelle sue ossa. Fu allora che li vide. Emersi dalle ombre degli archi opposti, figure imponenti e silenziose. Erano alti, muscolosi, la pelle levigata come l'ossidiana e scolpita da rune che bruciavano con una luce interna, identica a quella della sfera. Indossavano solo perizomi di stoffa grezza che mal nascondevano i loro ingombranti strumenti, già turgidi e palpitanti al suo arrivo. Erano i guardiani del tempio, e i loro occhi fissi su di lei bruciavano di una fame primordiale.

Petra non si fece pregare. Un sorriso sfacciato le disegnò le labbra. Così eccitata com'era, sentiva un calore umido che le allagava le mutandine di pizzo. "Allora, ragazzi," disse con la voce roca dal desiderio, "si fa festa?"

Il primo guardiano si mosse, un colosso dall'incarnato color bronzo. Si avvicinò a lei con passo felino, non con aggressività, ma con una determinazione che le fece venire i brividi. Senza una parola, le afferrò il colletto della canottiera e la strappò via, rivelando il seno abbondante e i capezzoli duri come la pietra al contatto con l'aria fredda. Lui si chinò, la sua lingua calda e ruvida lecciò un capezzolo, poi l'altro, mordicchiandoli con una forza che le fece gemere e spingere il petto contro la sua bocca.

Mentre lei era impegnata con il primo, un secondo guardiano, dalla pelle scura come la notte, si avvicinò alle sue spalle. Le sue grandi mani le presero i fianchi, strizzando i glutei sodi attraverso i shorts di cuoio. Petra sentì il suo cazzo enorme premere contro la fessura del suo culo. Con un gesto deciso, le sfilò i shorts, facendoli cadere alle caviglie e lasciandola nuda, esposta e tremante di desiderio davanti a loro. La mano del secondo guardiano le scivolò tra le cosce, le dita esperte le separarono le labbra della figa, già bagnata e gonfia. "Dio sì," ansimò Petra mentre una, poi due dita la penetravano, trovando il punto giusto dentro di lei, facendola gemere e contorcersi.

Il terzo guardiano, alto e snello con rune d'argento sulla pelle, si mise di fronte a lei. La sua erezione era spettacolare, lunga e pulsante. Prese il viso di Petra tra le sue mani e la baciò, una lingua che la possedeva, la esplorava, la dominava. Petra rispose con la stessa furia, le sue mani che si aggrappavano alla sua schiena, sentendo i muscoli induriti sotto la pelle liscia.

La scena si trasformò in un vortice di corpi e piacere. Petra si inginocchiò, i suoi occhi che si spostavano da un cazzo all'altro, tutti splendidi, tutti pronti per lei. Prese il primo nella sua mano, sentendolo pulsare, e guidò la testa calda verso le sue labbra. Lo prese in bocca, lentamente all'inizio, assaporando il suo sapore e la sua consistenza. Si spinse più in fondo, sentendolo riempirle la gola, mentre le sue mani accarezzavano le palle degli altri due guardiani. Era un tripudio di carne, un'orgia silenziosa e rituale.

Poi la presero. La sollevarono in aria come se non pesasse nulla. Petra si ritrovò con le gambe aperte, sostenuta da braccia possenti, mentre il guardiano bronzeo si posizionava tra le sue cosce. Con un singolo, potente thrust, la riempì. Petra urlò, un suono di puro estasi che echeggiò nel tempio. Il cazzo la martellava, profondo e veloce, ogni spinta la spingeva più in alto verso il piacere. Nel frattempo, il guardiano scuro si era messo alle sue spalle, e Petra sentì la pressione del suo membro contro il suo culo stringato. Si rilassò, lasciandolo entrare, un gemido soffocato mentre il suo ano si allargava per accoglierlo. Fu piena, stupidamente piena, due dei loro fantastici cazzi che la possedevano contemporaneamente, riempiendola, allungandola fino al limite.

La sua mente si perse in una nebbia di piacere. La sospinsero avanti e indietro, usandola come il loro giocattolo, un recipiente per il loro desiderio. Il terzo guardiano si avvicinò al suo viso, e Petra, con la bocca libera, lo accolse ancora, le sue labbra e la sua lingua che lo adoravano. Il ritmo si fece frenetico. I corpi si scontravano, i suoni della carne che si univa erano l'unica musica. Petra sentiva l'orgasmo montare dentro di lei, un'onda che cresceva, incontenibile. "Sì! Sì! SÌ!" gridò, mentre il suo corpo si contorceva in una crisi di spasmi, la figa e l'ano che si contraevano intorno ai cazzi che la stavano scopando.

Ma non finì lì. La deposero delicatamente sul pavimento di pietra freddo. Ora erano su di lei. Le sue gambe furono aperte, una per ogni guardiano. Il primo la penetrò di nuovo, mentre il secondo le presentò il suo cazzo sporco dei suoi succhi, che lei leccò avidamente. Il terzo si inginocchiò vicino alla sua testa, e Petra si voltò per prenderlo in bocca. Era un turbine di carne, un'orgia senza fine. Una mano la masturbava, un'altra le teneva i capezzoli, una bocca la baciava. Petra era al centro di tutto, la regina di questo rito oscuro, la troia che li aveva evocati e che ora veniva adorata con il loro stesso strumento.

Sentì un altro orgasmo travolgerla, più potente del primo. E poi un altro. Era un fiume in piena, un'incantatrice del piacere che aveva perso il controllo. Finalmente, sentì i loro movimenti accelerarsi, i loro gemiti diventare più profondi. Il primo guardiano esplose dentro di lei, un getto caldo che la riempì, facendola urlare di nuovo. Poi il secondo, sul suo ventre e sul suo seno, un rivolo bianco e caldo che le colava sulla pelle. Il terzo, nella sua bocca, e lei inghiottì tutto, non perdendo una goccia, leccandolo pulgo con un sorriso soddisfatto.

Stettero lì per un lungo momento, i loro corpi che si raffreddavano sulpavimento di pietra. Petra Croft sentiva il cuore martellarle nel petto, un ritmo lento e pesante che si accordava con il respiro degli esseri che l'avevano appena posseduta. La sua pelle era appiccicosa, il suo corpo era un tempio del piacere esausto, ma la sua mente era già altrove, affamata.

Con un movimento fluido, si sollevò, appoggiandosi sui gomiti. I guardiani la osservavano, i loro occhi stilli di una luce interna che sembrava ora pulsare in sintonia con il suo stesso cuore. Non avevano parlato una sola parola, eppure Petra sentiva di averli capiti perfettamente. Erano creature di puro istinto, e lei era l'oggetto di quell'istinto.

"E tutto?" chiese, con un sorriso da sfidatrice. "Avete finito così presto?"

La sua sfida non cadde nel vuoto. La sfera di cristallo al centro della stanza rispose con un'ondata di energia ancora più potente. Le rune sulla pelle dei guardiani si accesero con una fiamma vivida, e Petra sentì un brivido percorrere la sua schiena. Stava succedendo qualcosa. I loro corpi, già magnifici, sembravano cambiare. I loro muscoli si indurirono, la loro pelle assunse una lucentezza metallica. E i loro cazzi, che si erano momentaneamente rilassati, si raddrizzarono di nuovo, ma stavola erano diversi. Più grandi, più spessi, con delle venature pulsanti che sembravano fatte di luce pura.

Petra sentì un'ondata di puro, incontenibile terrore mescolato a un'eccitazione così intensa da farle tremare le ginocchia. Questo era oltre ogni suo esperienza. Questo era divino, o demoniaco.

Il guardiano bronzeo la prese di nuovo. Questa volta non fu gentile. La sollevò come una bambola di pezza e la piegò in due, con le ginocchia che toccavano il petto. La sua figa, ancora umida e sensibile, era esposta in un modo vulnerabile e umiliante. Lui la penetrò con un solo movimento, e Petra urlò. Non era un gemito di piacere, ma un urlo di pura, scioccante sensazione. Era troppo grande. La stava allungando, riempiendola fino a farla sentire pericolosamente vicina al punto di rottura.

Mentre la scopava con una forza brutale, un altro guardiano si avvicinò. Ma non si rivolse alla sua bocca o al suo culo. Si inginocchiò e la sua lingua, lunga e prensile come quella di un serpente, le trovò il clitoride. Non leccò, la succhiò. Petra sentì un'esplosione di piacere così acuta che il suo corpo si scosse in un crampo. La lingua lavorava con un'abilità sovrumana, mentre il cazzo la martellava senza pietà. Era una tortura estatica, un'overload di sensazioni che le facevano perdere cognizione.

Il terzo guardiano, nel frattempo, non era rimasto a guardare. Prese le sue mani, che si aggrappavano disperatamente alle spalle del primo, e le guidò verso il proprio cazzo eretto. Ma non le fece prenderlo. Invece, le fece attraversare i palmi delle sue mani con il suo membro pulsante. Petra sentì una sensazione strana, una scossa elettrica che le risalì per le braccia. Le rune sulla sua pelle iniziarono a risplendere. Capì. Stava assorbendo la loro energia, la loro essenza.

La stanza girava. I suoni della carne che si scontrava si mescolavano a un ronzio basso e ipnotico proveniente dalla sfera. Petra si sentiva come se si stesse dissolvendo, come se il suo io stesse venendo cancellato per essere riscritto. L'orgasmo la colpì come un treno. Non fu un'onda, fu un'esplosione. Un grido straziato le sfuggì dalle labbra mentre il suo corpo si contraeva in spasmi violenti, la figa che stringeva il cazzo che la stava distruggendo, l'ano che si stringeva a vuoto, il clitoride che pulsava sotto la lingua che lo torturava.

Sentì i guardiani raggiungere il loro picco. Il primo esplose dentro di lei, un getto così potente che lei sentì lo schianto contro la sua cervice, un calore la fece sussultare. Il secondo le inondò il viso e il seno con un seme luminoso, quasi liquido, che bruciava sulla pelle con un piacere febbrile. Il terzo, quello che la stava energizzando, emise un urlo silenzioso e Petra sentì l'energia travolgerla, un fiume di potere che la riempì, la purificò e la distrusse allo stesso tempo.

Crollò a terra, inerme. Non riusciva a muovere un muscolo. Il suo corpo era un'unica macchia di piacere e dolore. I guardiani si erano ritirati, tornando a essere delle statue silenziose nelle ombre. La sfera di cristallo pulsava dolcemente.

Petra distese una mano, tremante. Vide le sue dita. Le rune brillanti li stavano svanendo, ma la sua pelle non era più la stessa. Sotto lo strato di sudore e sperma, vedeva piccoli segni, delle incisioni sottili, un nuovo tatuaggio che le era stato impresso dall'energia del tempio. Si sentiva diversa. Più forte. Più viva. E, soprattutto, sapeva che questo era solo l'inizio. La sua avventure non erano più alla ricerca di tesori, ma alla ricerca di quel tipo di potere. E lei era disposta a pagare qualsiasi prezzo per ottenerlo. Con un ultimo, debole sorriso, svenì sul pavimento freddo del tempio, sognando già la prossima allucinante scorribanda.
scritto il
2026-01-03
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