La mia prima orgia
scritto il 2025-09-21 tempo di lettura 5 min
di
FILIPPO
genere
Esibizionismo
cura
C+
Ho conosciuto Luca un paio di mesi fà, aveva pubblicato una richiesta in un sito particolare, cercava una trav avanti con gli anni, lui ha trentacinque anni, disponibile a giochi particolari, e a sua disposizione quando ne avesse avuto voglia, una schiavetta insomma, il sito era di quel genere.
Io ho 64 anni, amo essere sottomessa, sono trav, ed esco a volte di sera al femminile, e sono omosessuale.
Ho risposto e ci siamo incontrati una settimana dopo, è venuto da mè, io l'ho aspettato in reggicalze calze e tacchi, con una vestaglia di pizzo, ben truccata con parrucca capelli neri.
Appeno l'ho visto l'ho riconosciuto, lavorava da un mio carissimo amico, era un suo dipendente, bello, e sexi, mi è sempre piaciuto, ma non ho mai fatto il primo passo, non volevo che mi si scoprisse.
Lui mi ha scrutata a lungo, poi mi ha detto, tu sei Paolo l'amico del mio titolare vero? annuii, e parlai, sì ti riconosco dalla voce, lo sapevo che eri un frocio, me lo sentivo.
Bene troia aiutami a spogliarmi e andiamo a letto, e così dieci minuti dopo succhiavo il suo cazzo duro come il ferro.
Poi mi gira e mi sfonda, mi infila il suo cazzone nel culo, e mi sbatte con violenza insultandomi e facendomi venire più volte.
Mi riempie di sperma, e mi lascia esausta nel letto, prende il cellulare e mi scatta foto e fà filmati, sono devastata non riesco ad impediglielo.
Decide di rimanere a dormire, cosa che io non permetto a nessuno, ma non mioppongo.
Inizia cos' una relazione a senso unico, lui vuole le chiavi di casa, entra ed esce a suo piacimento, mi usa a suo piacimento, e mi sottomette in poche settimane, rendendomi una serva ubbidiente.
La mia bocca e il mio culo sono suo appannaggio, specialmente il mio buco, si diverte ad infilarci di tutto, e anche se sono larghina, visto gli anni di troiaggine, a volte esagera e mi fà male, io mi lamento, e lui mi punisce con schiaffi, amo essere picchiata e lui lo sà.
Poi settimana scorsa, mi dice di trovarmi pronta truccata e vestita da troia alle 21, e di scendere in strada.
Ma sei matto, e se mi vedono i vicini? sapranno che sei un frocio mi rispose, e così alle 21 precise ero in strada, indozzavo una camicetta aderentissima, che mostrava il mio seno ho una seconda e i capezzoli duri spingevano il tessuto, non avevo reggiseno, poi una gonna sopra il ginocchio, con uno spacco pazzesco che mosrava la calza sorretta dal reggicalze, e ai piedi una decoltè tacco dieci.
Il trucco era da battona, e il rossetto da succhiacazzi, parrucca biondo platino, sembravo una vera puttana da strada.
Iniziai a camminare verso il parcheggio ero inbarazzata, e quando incontravo qualcunp abbassavo lo sguardo, mi fissavano come se volessero scoparmi lì, sul marciapiede.
Ero eccitatissima il cazzo svettava e faticavo a nasconderlo, non avevo slip, lui non li voleva, e ritardava, io sempre più imbarazzata cercavo di nascondermi.
Arrivò dopo 20 minuti, mi precipoitai in auto e partimmo.
Arrivammo in un casolare appena fuori città, e mi accompagnò all'interno dove trovai seduti al tavolo a cenare cinque uomini, ce appena mi videro esultarono, finalmente il dolce.
Non capivo, il più vicino si alzò, e mi palpò il seno, era rude, mani grandi, poi sotto la gonna, e urlò, ei ragazzi, ha il cazzo, è un frocione, un pederasta, dai che lo sfondiamo stò frocio, e in un baleno mi strapparono camecetta e gonna.
Inizia asucchiare cazzi enormi, e poi a riceverli, ed erano veramente lunghi e grossi.
Mi feci sfondare per circa quattro ore a turno, il mio buco del culo era distrutto, e pieno di sborra come la mia bocca.
Poi Luca cominciò a malenarmi, sberle al cazzo, alle palle, schiaffi sul viso, io piangevo e lui mi picchiava, e io godevo, mi rannicchiai a terra, ppoi mi scaraventarono in cortile, e mi pisciarono addosso tutti e cinque, men tre poi Luca mi prendeva a calci le palle e il culo.
Poi milegarono a croce e iniziarono a defecarmi sul corpo, in faccia dappertutto, poi Luca non contento arrivò con una sacaposh, la riempì di quello che c'era e me la iniettò tutta dentro, mi riempì di merda, molta merda, mi scoppiava l'intestino, e poi mi inculò.
Finito di scoparmi mi presero, mi slegarono e mi portarono a letto, mi misero le coperte e io iniziai a rilasciare il contenuto del mio intestino, in breve divenni una discarica, e a turno si misero a scoparmi, in breve eravamo sporchi e puzzolenti.
Mi legarono al letto e ci rimasi fino a mattina, poi a turno, defecarono e pisciarono nel letto, sotto alle coperte c'era la cerata, così io galleggiavo nella fogna, e a mezzogiorno, io mi liberai dalla pipìn e dal resto.
Nel pomeriggio a turno si infilarono nel letto e mi incularono, era pazzesco e stupendo allo stesso modo, venivo filmata e fotografata, l'odore era diventato un profumo per mè, e verso sera mi slegarono, andai a fare una doccia e a mangiare.
Poi Luca mi riportò a letto, mi adagiai nello sterco e piscio come se fossero dei fiori, mi legò ancora e poi mi disse, rimarrai altri trè giorni e si alterneranno i cazzi, e tutti ti useranno come cesso ok? annuii certo mio amore risposi, ti chiedo solo se potresti farmi altri clisteri come ieri, certo e me ne fecero trè al giorno.
Avevo il corpo ricoperto di escrementi, chiesi di non slegarmi e di imboccarmi, ero arrivata ad avere solo le labbra e gli occhi puliti.
Il giono che decisero, mi slegarono, mi buttarono in cortile e mi lavarono con il getto della canna, chiesi loro di continuare ad usare il letto come cesso, sarei ritornata due giorni dopo, entrai mi spogliai, e mi tuffai nel letto.
Io ho 64 anni, amo essere sottomessa, sono trav, ed esco a volte di sera al femminile, e sono omosessuale.
Ho risposto e ci siamo incontrati una settimana dopo, è venuto da mè, io l'ho aspettato in reggicalze calze e tacchi, con una vestaglia di pizzo, ben truccata con parrucca capelli neri.
Appeno l'ho visto l'ho riconosciuto, lavorava da un mio carissimo amico, era un suo dipendente, bello, e sexi, mi è sempre piaciuto, ma non ho mai fatto il primo passo, non volevo che mi si scoprisse.
Lui mi ha scrutata a lungo, poi mi ha detto, tu sei Paolo l'amico del mio titolare vero? annuii, e parlai, sì ti riconosco dalla voce, lo sapevo che eri un frocio, me lo sentivo.
Bene troia aiutami a spogliarmi e andiamo a letto, e così dieci minuti dopo succhiavo il suo cazzo duro come il ferro.
Poi mi gira e mi sfonda, mi infila il suo cazzone nel culo, e mi sbatte con violenza insultandomi e facendomi venire più volte.
Mi riempie di sperma, e mi lascia esausta nel letto, prende il cellulare e mi scatta foto e fà filmati, sono devastata non riesco ad impediglielo.
Decide di rimanere a dormire, cosa che io non permetto a nessuno, ma non mioppongo.
Inizia cos' una relazione a senso unico, lui vuole le chiavi di casa, entra ed esce a suo piacimento, mi usa a suo piacimento, e mi sottomette in poche settimane, rendendomi una serva ubbidiente.
La mia bocca e il mio culo sono suo appannaggio, specialmente il mio buco, si diverte ad infilarci di tutto, e anche se sono larghina, visto gli anni di troiaggine, a volte esagera e mi fà male, io mi lamento, e lui mi punisce con schiaffi, amo essere picchiata e lui lo sà.
Poi settimana scorsa, mi dice di trovarmi pronta truccata e vestita da troia alle 21, e di scendere in strada.
Ma sei matto, e se mi vedono i vicini? sapranno che sei un frocio mi rispose, e così alle 21 precise ero in strada, indozzavo una camicetta aderentissima, che mostrava il mio seno ho una seconda e i capezzoli duri spingevano il tessuto, non avevo reggiseno, poi una gonna sopra il ginocchio, con uno spacco pazzesco che mosrava la calza sorretta dal reggicalze, e ai piedi una decoltè tacco dieci.
Il trucco era da battona, e il rossetto da succhiacazzi, parrucca biondo platino, sembravo una vera puttana da strada.
Iniziai a camminare verso il parcheggio ero inbarazzata, e quando incontravo qualcunp abbassavo lo sguardo, mi fissavano come se volessero scoparmi lì, sul marciapiede.
Ero eccitatissima il cazzo svettava e faticavo a nasconderlo, non avevo slip, lui non li voleva, e ritardava, io sempre più imbarazzata cercavo di nascondermi.
Arrivò dopo 20 minuti, mi precipoitai in auto e partimmo.
Arrivammo in un casolare appena fuori città, e mi accompagnò all'interno dove trovai seduti al tavolo a cenare cinque uomini, ce appena mi videro esultarono, finalmente il dolce.
Non capivo, il più vicino si alzò, e mi palpò il seno, era rude, mani grandi, poi sotto la gonna, e urlò, ei ragazzi, ha il cazzo, è un frocione, un pederasta, dai che lo sfondiamo stò frocio, e in un baleno mi strapparono camecetta e gonna.
Inizia asucchiare cazzi enormi, e poi a riceverli, ed erano veramente lunghi e grossi.
Mi feci sfondare per circa quattro ore a turno, il mio buco del culo era distrutto, e pieno di sborra come la mia bocca.
Poi Luca cominciò a malenarmi, sberle al cazzo, alle palle, schiaffi sul viso, io piangevo e lui mi picchiava, e io godevo, mi rannicchiai a terra, ppoi mi scaraventarono in cortile, e mi pisciarono addosso tutti e cinque, men tre poi Luca mi prendeva a calci le palle e il culo.
Poi milegarono a croce e iniziarono a defecarmi sul corpo, in faccia dappertutto, poi Luca non contento arrivò con una sacaposh, la riempì di quello che c'era e me la iniettò tutta dentro, mi riempì di merda, molta merda, mi scoppiava l'intestino, e poi mi inculò.
Finito di scoparmi mi presero, mi slegarono e mi portarono a letto, mi misero le coperte e io iniziai a rilasciare il contenuto del mio intestino, in breve divenni una discarica, e a turno si misero a scoparmi, in breve eravamo sporchi e puzzolenti.
Mi legarono al letto e ci rimasi fino a mattina, poi a turno, defecarono e pisciarono nel letto, sotto alle coperte c'era la cerata, così io galleggiavo nella fogna, e a mezzogiorno, io mi liberai dalla pipìn e dal resto.
Nel pomeriggio a turno si infilarono nel letto e mi incularono, era pazzesco e stupendo allo stesso modo, venivo filmata e fotografata, l'odore era diventato un profumo per mè, e verso sera mi slegarono, andai a fare una doccia e a mangiare.
Poi Luca mi riportò a letto, mi adagiai nello sterco e piscio come se fossero dei fiori, mi legò ancora e poi mi disse, rimarrai altri trè giorni e si alterneranno i cazzi, e tutti ti useranno come cesso ok? annuii certo mio amore risposi, ti chiedo solo se potresti farmi altri clisteri come ieri, certo e me ne fecero trè al giorno.
Avevo il corpo ricoperto di escrementi, chiesi di non slegarmi e di imboccarmi, ero arrivata ad avere solo le labbra e gli occhi puliti.
Il giono che decisero, mi slegarono, mi buttarono in cortile e mi lavarono con il getto della canna, chiesi loro di continuare ad usare il letto come cesso, sarei ritornata due giorni dopo, entrai mi spogliai, e mi tuffai nel letto.
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