Etero
Rapporti eterosessuali di uomini e donne con l'altro sesso
Il genere Etero raccoglie i racconti erotici che trattano di rapporti eterosessuali. Tutte le storie trattano di persone che hanno un'attrazione, e quindi la preferenza sessuale, verso individui dell'altro sesso. È il genere più "classico" della narrativa per adulti. In questa categoria troverete i racconti erotici nell’accezione più convenzionale del termine.
11.3K racconti erotici del genere etero e sono stati letti 56.8M volte.
Carne all'asta 2Ero ancora seduta nella mia macchina, parcheggiata nella traversa buia vicino al corso, quando lo sentii. Un calore diverso, appiccicoso, tra le gambe. Non era solo lo sperma del ragazzo che mi colava fuori. C’era qualcosa di più. Mi toccai con le dita tremanti e le ritirai rosse di sangue. Il 19enne era stato troppo irruento, troppo grosso, troppo violento nelle spinte. Mi aveva scopata come una vera puttana da mille euro, senza delicatezza, e ora il mio sesso pagava il prezzo. Il cuore mi batt... tempo di lettura 6 minscritto il2026-04-26di
Anna_83Carne all'asta Era ormai sera tardi. Mio figlio dormiva dalla nonna e io ero sola in casa, con un fuoco strano che mi bruciava dentro. Dopo le foto con il vestitino rosso, dopo essermi fatta guardare, toccare e fotografare mentre facevo le cose più intime, sentivo un bisogno nuovo: volevo spingermi oltre. Volevo essere vista davvero, scambiata per ciò che in quel momento desideravo fingere di essere. Mi vestii con cura, come una prostituta di strada. Indossai il vestito rosso che mi aveva regalato Renato: quel... tempo di lettura 6 minscritto il
2026-04-26di
Anna_83Il convegnoSono dovuto partire di corsa per un convegno, purtroppo essendo un periodo di festività non riesco a trovare un albergo o un b&b disponibili, comunque parto è vedremo lì come fare, una soluzione troverò, sono Umberto 50 anni divulgatore scientifico nel settore medico, chissà perché questi convegni gli organizzano sempre in questi periodi e con poco preavviso, comunque vedrò di arrangiarmi, il volo è previsto per le 9.00, arrivo un ora e mezza in anticipo con calma anche se visto il periodo c'è u... tempo di lettura 7 minscritto il
2026-04-26di
Su horusLa vedovaDa anni faccio consegne per lo più medicinali, mi chiamo Matteo, ho 42 anni single, facendo questo lavoro, abbastanza faticoso, si ha la possibilità di stare in giro e conoscere tante persone instaurando col tempo ottimi rapporti, specie con i laboratori analisi a volte il materiale lo consegni a casa quando sei in ritardo quindi un caffè una chiacchierata si scherza e il tempo passa più veloce,ma purtroppo ci sono anche le noti dolenti le consegne a i domiciliari dializzati,"brutta malattia que... tempo di lettura 5 minscritto il
2026-04-26di
Su horusAppendicite Mi chiamo Anna. Sono una rossa naturale, con una massa di ricci fiammeggianti che mi arrivano a metà schiena, e ho un seno grosso, pesante, che sotto il camice bianco tende sempre la stoffa e mi fa sentire esposta anche quando cerco di essere professionale. Oggi il dottore mi ha mandato a preparare un paziente per l’intervento di appendicite di domani mattina. Il compito era semplice sulla carta: depilazione completa della zona addominale e pubica. Entrai nella stanza con il carrello delle medic... tempo di lettura 5 minscritto il
2026-04-26di
Anna_83Casting 6 foto al mateEra metà dicembre. Faceva freddo, un vento umido e tagliente che arrivava dal mare. Marco mi aveva mandato un messaggio la sera prima: «Domani alle 9. Porta solo un cappotto lungo, scarpe da ginnastica e niente sotto. Giulia viene con te. Andiamo al mare per delle foto “artistiche”. Non fare domande.» Quando arrivai al parcheggio del lido “Il Gabbiano”, il posto era deserto. Il mare era grigio, le onde basse e rabbiose. Il vento mi gelava le gambe nude sotto il cappotto. Giulia scese dalla macch... tempo di lettura 6 minscritto il
2026-04-26di
Anna_83Casting 2Marco spense la telecamera e mi guardò con quel sorriso soddisfatto che mi faceva sentire allo stesso tempo potente e sporca. Ero ancora in ginocchio davanti a lui, il viso e le mie grosse tette rosse di lentiggini completamente imbrattate del suo sperma denso e caldo. Sentivo i fiotti scivolare lentamente lungo la curva dei miei seni pesanti, colare sui capezzoli ancora turgidi e gocciolare sul pavimento. Il sapore salato mi riempiva la bocca. Il cuore mi batteva fortissimo nel petto. «Brava, A... tempo di lettura 5 minscritto il
2026-04-26di
Anna_83CastingMi chiamo Anna e quel pomeriggio ero un fascio di nervi mentre salivo le scale strette di quel palazzo anonimo in periferia. I miei capelli rossi, lunghi e mossi, mi ricadevano sulle spalle come una cascata di fuoco, e li avevo lasciati sciolti proprio perché sapevo che agli uomini piacevano. Indossavo un vestitino nero corto, aderente, che faticava a contenere il mio seno abbondante: due tette grosse, pesanti, naturali, che ballonzolavano a ogni passo. Sentivo il tessuto tirare sul décolleté, e... tempo di lettura 6 minscritto il
2026-04-26di
Anna_83AnnetteAnnette Mi stavo dirigendo verso lo stadio per andare a vedere la partita , ma quel giorno non riuscì a trovare il solito parcheggio vuoto. Feci un giro nel circondario ma niente, così mi spostai un po più verso lo stadio e fu li, vicino al supermercato, che la vidi. Mi fermai al semaforo ed a quel punto mi attraversò davanti la macchina sulle strisce pedonali. Annette – chiamai. Lei si girò verso di me e mi disse. - Caro, cosa fai qui? - Sto andando a vedere la partita dissi. - E' vero guarda ... tempo di lettura 8 minscritto il
2026-04-26di
EroticamenteVostro-a69Havana ColaHavana cola [Storia Vera] Aurora e Francesco si trovavano in puglia per la prima estate di lui in Salento da quando si erano messi assieme. La vacanza era un mix di sesso (tanto sesso), mare, sole, bevute e discoteche. I due si volevano tanto ed erano molto focosi. Cosi un pomeriggio in spiaggia verso la fine della giornata Francesco propone di bere qualcosa al bar della spiaggia sfidando Aurora "scommetto che con un mojito ti stendo e non riesci a scopare stasera". Aurora ribatté subito "a te... tempo di lettura 3 minscritto il
2026-04-25di
Salentina8NUna nuoa vicina di casa.Beatamente vivevo in una villetta a schiera alla periferia di Roma e da mesi non avevo più vicini di casa perciò vivevo nellla sienziosa pace: niente schiamazzi, musica a tutto volume...che pace! Un mattino però sentii fermarsi un camion seguito da una lussuosa Lamborghini. Mi affaccio alla finestra e vedo scendere dalla fuoriserie un'avvenente donna sulla cinquantina...veramente una gran figa! Dopo il trasloco venne lei direttamente a suonare alla mia porta: veramente una gran figa, alta, biond... tempo di lettura 3 minscritto il
2026-04-25di
Barzottino.Prostata 3Mi chiamo Anna. I ricci rossi mi ricadevano disordinati sul viso mentre mi rialzavo lentamente dal letto del signor Rossi, le labbra ancora umide e gonfie per averlo appena fatto venire nella mia bocca. Sentivo il sapore salato del suo sperma in gola e il seno pesante che si alzava e abbassava rapidamente sotto il camice bianco, i capezzoli durissimi che sfregavano contro la stoffa. Lui era ancora sdraiato sul fianco, il respiro affannoso, il cazzo lucido di saliva che si ammosciava piano contro... tempo di lettura 5 minscritto il
2026-04-25di
Anna_83Prostata 2Mi chiamo Anna. Sono una rossa naturale con ricci fiammeggianti che mi ricadono pesanti sulla schiena, e ho un seno grosso, pieno, che sotto il camice bianco tende sempre la stoffa e mi fa sentire esposta anche quando cerco di mantenere un atteggiamento professionale. Il giorno dopo il primo massaggio prostatico, il medico supervisore mi disse che al signor Rossi era stato prescritto un secondo trattamento per completare il drenaggio. «Stesso protocollo, Anna. Procedi con calma.» Entrai nella st... tempo di lettura 5 minscritto il
2026-04-25di
Anna_83ProstataMi chiamo Anna. Sono una rossa naturale con una cascata di ricci fiammeggianti che mi arrivano a metà schiena, e ho un seno grosso, pesante, che sotto il camice da tirocinio tende sempre la stoffa e mi fa sentire esposta anche quando cerco di essere professionale. Sto facendo il tirocinio in un reparto di urologia, a ventitré anni, sto imparando procedure delicate che mettono a dura prova il mio distacco emotivo. Quel pomeriggio mi era stato assegnato il signor Rossi, un paziente di trentotto an... tempo di lettura 4 minscritto il
2026-04-25di
Anna_83Università Mi chiamo Anna. Sono una rossa naturale, con una massa di ricci fiammeggianti che mi arrivano a metà schiena, e ho un seno grosso, pesante, che tende sempre i maglioni e attira sguardi anche quando indosso il camice da tirocinio. Studio infermieristica all’Università La Sapienza, qui a Roma. Sono al terzo anno e l’esame di Anatomia Patologica mi sta facendo impazzire: ho già dato due volte e ho preso 18 entrambe. Se fallisco di nuovo rischio di perdere l’anno e di dover rimandare tutto. Da setti... tempo di lettura 5 minscritto il
2026-04-25di
Anna_83ManetteMi chiamo Anna. Sono rossa di capelli, con ricci fiammeggianti che mi cadono pesanti sulle spalle e sulla schiena. Ho un seno abbondante, pieno, che tende sempre la stoffa dei vestiti e attira sguardi che non riesco più a ignorare. Scrivo racconti erotici da anni: storie di corpi che si arrendono, di piacere mescolato a paura, di controllo totale. Le pubblicavo online, ma qualcuno ha iniziato a leggermi con troppa fame. L’ammiratore aveva scoperto dove lavoro. Mille email da account diversi, ogn... tempo di lettura 7 minscritto il
2026-04-25di
Anna_83SensazioniLa stanza è immersa nel silenzio, avremmo dovuto aprire la finestra nel pomeriggio ma non l’abbiamo fatto, eravamo entrambi occupati a godere l’uno dell’altra. Osservo la sua schiena inarcata sul letto, apice di un corpo che mi sta mostrando la sua intimità più recondita, schiusa a pochi centimetri dal mio sesso pulsante. Massaggio con il pollice l’anello bruno aspettando con impaziente eccitazione che si apra quel tanto da permettermi di entrare, nel mentre la penetro lentamente nella fica guaz... tempo di lettura 1 minscritto il
2026-04-25di
solounnumeroGino 3Rimasi seduta sul divano tra Gino e Renato, con la maglietta ancora abbassata sotto i seni. I capezzoli erano rossi, lucidi di saliva e di latte, leggermente gonfi per le succhiate intense. Sentivo il petto pesante, caldo, e piccole gocce di latte continuavano a formarsi sulla punta dei capezzoli, scivolando lente sulla curva generosa del mio seno sinistro e destro. Mio figlio dormiva profondamente nel passeggino. L’appartamento era silenzioso, rotto solo dal nostro respiro: il mio un po’ affann... tempo di lettura 5 minscritto il
2026-04-25di
Anna_83Mentre lei non c'è. Capitolo 11La pioggia continuava a sferzare i vetri quando infilai la chiave nella serratura della villa. Entrai, la luce calda della sala da pranzo era accesa. Irene era seduta a capotavola. Aveva preparato la cena, i piatti erano ancora intonsi e due candele si stavano lentamente consumando al centro del tavolo. Indossava una vestaglia di seta color panna che le scivolava morbidamente sul pancione. Quando mi vide, il suo viso si illuminò, cancellando ogni traccia di stanchezza. «Mi hai aspettato,» mormor... tempo di lettura 19 minscritto il
2026-04-24di
Michael035La mia ribelle preferita (Parte 1)"Non ridere, cretina!" Lo so, forse anch'io dovrei controllarmi, ma se Dio ha reso il collo una zona erogena io non ho altra scelta se non adeguarmi. C'è da dire che non i suoi risolini maliziosi, a metà tra piacere e solletico per la mia barba pungente, non sono affatto d'aiuto: ora stuzzicano i desideri più profondi che si rimestano nel mio animo, quelli che avevo promesso di tenere a bada. E, lo ammetto, in questo non sto facendo un buon lavoro... Quasi d'istinto mi viene da afferrarle i gene... tempo di lettura 7 minscritto il
2026-04-24di
Antares_MMentre lei non c'è. Capitolo 10Era tutto pronto per il divorzio con Valentina. C'erano i documenti e mancava solo la firma. L'indirizzo che mi aveva inviato era di un appartamento nel cuore del centro storico, affacciato sui tetti di Torino. Era la casa che Valentina aveva ereditato da sua nonna, un rifugio che teneva chiuso da anni, un posto "troppo piccolo" per la nostra vecchia vita di rappresentanza. Arrivai da lei intorno alle 18:30. Quando bussai, la porta non si aprì subito. Sentii lo scatto lento della serratura. Feci... tempo di lettura 21 minscritto il
2026-04-23di
Michael035Scatti ed emozioni nella naturaScatti ed emozioni nella natura Il sole filtrava tra i rami fitti di un bosco che sembrava sospeso nel tempo, creando un mosaico di luci e ombre sul tappeto di muschio soffice. Non c’era anima viva, solo il fruscio delle foglie e il battito del mio cuore, ritmato dal peso della reflex che tenevo tra le mani. Claudia camminava qualche passo avanti a me. Indossava solo una camicia di lino bianco, che sembrava troppo grande per lei, che scivolava dalle spalle a ogni movimento, rivelando scorci di... tempo di lettura 4 minscritto il
2026-04-23di
StarmanDiesel Marco conosce Livia un giorno in comitiva. Livia è la cugina di Filippo, da poco trasferita in città per via del lavoro del padre, ha 20 anni e studia. Occhi marroni capelli neri e delle lentiggini sulle guance uniti ad un espressione tipica delle brave ragazze rappresentano un mix letale per Marco che, dal primo giorno che l' ha vista ne è rimasto folgorato. L' arrivo dei primi caldi è il colpo di grazia del ragazzo, Livia veste sempre più scollata lasciando alla vista un seno abbastanza grande... tempo di lettura 7 minscritto il
2026-04-23di
Andrea MCMLXXXIV Oltre i confini della terapiaRiflettere sul desiderio proibito significa addentrarsi in uno dei territori più insidiosi e affascinanti dell’animo umano: quel confine invisibile tra dovere e pulsione, tra ciò che è eticamente lecito e ciò che il corpo reclama con forza irresistibile. Come scrisse Sigmund Freud, “l’Io non è padrone in casa propria”. Quanto più cerchiamo di controllare i nostri impulsi, tanto più essi trovano vie sotterranee per manifestarsi. Nella relazione terapeutica questo pericolo è amplificato: il transf... tempo di lettura 7 minscritto il
2026-04-23di
fexaloxMentre lei non c'è. Capitolo 9SEI MESI DOPO: L’aria di maggio in Italia aveva un sapore diverso da quella africana. Non era solo il calore, ma la densità dell’ossigeno, il profumo dei pini marittimi e quella luce dorata che solo la primavera inoltrata sa regalare. Quando il portellone del volo militare si aprì, venni investito da una folata di vento tiepido che sapeva di casa, di pulito, di vita. Scesi la rampa con il borsone in spalla e lo sguardo che setacciava freneticamente la zona arrivi della base. Ormai non ci nascon... tempo di lettura 19 minscritto il
2026-04-22di
Michael035