Taxi driver
di
IL MICROBO
genere
gay
TAXI DRIVER
Chiamo il Taxi, lo aspetto in strada ci salgo.
-”Dove si va?”
-”Alla Montagnola”.
-”Lo sa che a quest'ora è un posto mal frequentato?”
-”Lei ci vada”.
Tutti bellini questi tassisti e anche quello non era niente male. Pago, scendo e subito mi ci fiondo in quel famigerato boschetto dei passi perduti sempre pieno di Supplicanti. Con la coda dell'occhio strana cosa vedo il taxi che fa parking invece di smammare. Gironzolo e di botto me lo ritrovo davanti il bel giovanotto della corsa. . Mi strofino la patta e lui risponde a tono. Che magia. Lo trascino dietro a un cespuglio e mi apro la cerniera. Si inginocchia e con molta devozione me lo sbava. Si gira e gli do una suonata.
-”Lei resta qui?”
-”Ho fatto abbastanza”.
-”Le do un passaggio se vuole”.
Semplice, facile, veloce. Mi ha dato anche il numero per future chiamate “ad personam”.
Chiamo il Taxi, lo aspetto in strada ci salgo.
-”Dove si va?”
-”Alla Montagnola”.
-”Lo sa che a quest'ora è un posto mal frequentato?”
-”Lei ci vada”.
Tutti bellini questi tassisti e anche quello non era niente male. Pago, scendo e subito mi ci fiondo in quel famigerato boschetto dei passi perduti sempre pieno di Supplicanti. Con la coda dell'occhio strana cosa vedo il taxi che fa parking invece di smammare. Gironzolo e di botto me lo ritrovo davanti il bel giovanotto della corsa. . Mi strofino la patta e lui risponde a tono. Che magia. Lo trascino dietro a un cespuglio e mi apro la cerniera. Si inginocchia e con molta devozione me lo sbava. Si gira e gli do una suonata.
-”Lei resta qui?”
-”Ho fatto abbastanza”.
-”Le do un passaggio se vuole”.
Semplice, facile, veloce. Mi ha dato anche il numero per future chiamate “ad personam”.
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