Perché no?! 14 - Papà e la mamma.. un matrimonio memorabile! In 4 la prima notte👩🏻‍❤️‍👨🏻👩🏻‍❤️‍👨🏻

di
genere
incesti

Erano passati due giorni prima che la mamma, dietro l'insistenza mia a di mio fratello, riprendesse il suo racconto.

In quei due giorni, avevamo comunque avuto modo di giocare ad ogni occasione possibile.

Di notte io e mio fratello ci eravamo scambiati i partner e dunque, lui dormiva (Si fa per dire!) con la mamma mentre io tenevo sveglio il più possibile mio padre.

Di giorno invece, essendo un fine settimana, tutto avveniva in modo casual.

Il mattino del sabato mio fratello era uscito presto per un andare a giocare la settimanale partita di calcetto alla quale non rinunciava mai.

Prima di uscire però, era passato a salutarci proprio nel momento in cui stavo succhiando il cazzo di papà.

La posizione nella quale mi trovavo, gli aveva permesso di vedermi le labbra dischiuse e lucide della fica dalla quale, si intravvedevano gocce di umori segnati da macchioline biancastre.

Erano le ultime gocce di sperma di mio padre che gli avevo spremuto prima di alzarmi, dopo una notte di sesso senza tregua in cui gli avevo prosciugato i testicoli ed il cervello!

Mio fratello aveva capito che non gli stavo facendo un pompino ma semplicemente gli stavo ripulendo il cazzo che mi aveva appena sborrato nella fica.

Prima di salutarci, si era abbassato e dopo avermi passato la lingua tra le gocciolanti grandi labbra, aveva commentato: "Che porcelli.. e che troia che sei Lisa"

Dopo la colazione io e mia madre ci eravamo messe in cucina a preparare il pranzo e mentre armeggiavamo con gli ortaggi, le pentole ed i fornelli, ci scambiavamo i rispettivi resoconti di come avevamo trascorso la notte coi nostri incestuosi maschi.

Naturalmente ci eravamo subito eccitate ed avevamo cominciato a baciarci e giocare tra di noi toccandoci e leccandoci come avevamo fatto coi nostri stalloni.

Alternando i nostri giochi con i lavori in cucina, stando in piedi o distese sul tavolo, facevamo uso degli ortaggi più adatti (Carote, zucchine, melanzane, banane che mangiavamo direttamente da dentro...) a ricordare le nostre notti di sesso.

Proprio mentre leccavo la fica a mia madre che, distesa sul tavolo con una zucchina nel culo mi si offriva a cosce spalancate, era entrato mio padre il quale, vedendoci, si era avvicinato col cazzo già in tiro e, dopo avermi avermi liberato il culo dalla zucchina che avevo dentro, me lo aveva infilato nella fica ed al suo posto, vi aveva introdotto il cazzo.

Che meraviglia!

Mia madre guaiva come una cagna mentre io con le labbra attaccate alla sua fica grondante di umori, emettevo gemiti simili a gorgoglii mentre mio padre incredibilmente fresco e vigoroso, mi sfondava il culo sino a che, con un grugnito roco, non si era sfilato per sborrare dentro un bicchiere che era accanto al corpo di mia madre.

Quando mio fratello era rientrato, aveva trovato me e la mamma ancora indaffarate in cucina e prima di andare in camera a cambiarsi, si ara avvicinato e calandosi il pantalone della tutta, ci aveva fatte abbassare e ce lo aveva messo in bocca passando dall'una all'altra sino al momento in cui, mia madre, capendo che stava per venire, gli aveva avvicinato il bicchiere per farci sborrare dentro anche lui.

Poi glielo avevamo ripulito con la lingua.

Episodi di quel genere con le inevitabili varianti, si erano svolte sino all'ora di andare a letto e per tutta la domenica successiva quando alla fine della cena la mamma, aveva messo in tavola una torta già parzialmente guarnita con la sborra del bicchiere rimpinguato con altre 5 o sei "Porzioni" durante i due giorni.

Infine i due maschi, sapientemente segati dalla mamma e la figlia, avevano aggiunto sborra fresca su quella sexi-torta sulla quale a turno avremmo schiacciato il viso.

Dio che meraviglia!

La mamma, volendo soddisfare il mio desiderio, aveva riprodotto la scena del festeggiamento del loro anniversario, coinvolgendo tutta la famiglia.

Naturalmente, il fatto di leccarci per ripulirci a vicenda, si era trasformato in una vera orgia che ci aveva tenuti impegnati sino alle tre del mattino.

Quando la mamma aveva ripreso il suo racconto, aveva omesso di descrivere nei dettagli ciò che avevano fatto giacché, i vari episodi, si assomigliavano un po'.

Certo, c'era la storia dei quattro neri col cazzo mostruoso o la volta che nel bagno per donne dell'autogrill era stata montata da tre maschi e scopata dalla lesbica addetta alle pulizie o di quando al mare, due "Vu cumprà" e un bagnino se l'erano scopata a turno dietro un casotto.

Storia così, sino al momento in cui ci aveva descritto del loro matrimonio.

Mamma e papà, avevano deciso che per la funzione religiosa e le ore successive, la sposa avrebbe indossato una frusciante gonna di seta bianca appena sotto le ginocchia.(Non una vera minigonna ma una misura accettabile per la chiesa.)

Una camiciola di seta alquanto scollata parzialmente resa casta da un gilet bianco di taffetà di seta.

Su tutto spiccava un ampio scialle bianco ricamato con motivi astratti color pastello e impreziositi da fili d'oro e d'argento e tempestato di cristalli Swarovski dagli incredibili colori cangianti.

Calze bianche sotto le ginocchia e scarpe di velluto candido con una grossa pietra Swarovski anch'essa cangiante.

Sotto niente! Niente reggiseno ne mutandine.. niente, solo la pelliccia nera della sua vagina!

Naturalmente, per convincere il parroco officiante di una chiesetta fuori mano, mia madre aveva dovuto sfoderare tutte le sue armi e dopo un succoso pompino, il prete aveva capito che quell'abito era perfetto per un matrimonio post-moderno.

Per l'occasione, era stato fatto venire il fratello della mamma il quale avrebbe fatto da testimone ed avrebbe accompagnato la sposa sull'altare mentre mio padre, al suo fianco avrebbe avuto Lele.

Tra mia madre e la moglie del fratello non correva buon sangue e dunque, lui si era allontanato da casa col pretesto di un viaggio di lavoro e senza dire che sua sorella si stava sposando notizia quella, assolutamente priva di interesse per la moglie.

Naturalmente lo zio aveva chiavato la sorella già al momento del suo arrivo sotto gli occhi eccitati e vigili del futuro cognato.

Era stato un amplesso lungo e appassionato considerando il troppo tempo trascorso dalla volta precedente.

Ad un primo bacio lungo ed appassionato era seguito un reciproco gioco orale accentuato da un 69 e concluso con una classica chiavata alla missionaria.

Poi, dopo un breve riposo (Erano entrambi molto arrapati e non volevano perdere troppo tempo) si erano leccati ancora prima che lui la inculasse riempiendole il retto di sperma ed infine, poco prima di sedersi a tavola per la cena, avevano concluso con un succoso pompino con ingoio.

Quelle notte poi, l'avevano trascorsa a letto solo loro due facendo l'amore davvero come due innamorati in procinto di coronare il loro sogno d'amore.

Quanto al fratello, l'aveva chiavata ancora già vestita da sposa, sul sedile posteriore della macchina mentre andavano in chiesa.

Alla guida vi era lo sposo con accanto Lele che nel frattempo , si era fidanzata ufficialmente con la mamma ed in quella occasione, insieme al fratello di Andrea, avevano fatto anche da testimoni di nozze.

Stando attenti a non sporcare il vestito ed il sedile, dopo la sborrata nella fica, lei si era tamponata con un Tampax evitando così brutte sorprese nel momento di sfilare raggiante, sulla passatoia rossa che che dall'ingresso portava verso l'altare.

Il prete che già li stava aspettando, indossava una tonaca nera conferendogli un aspetto assai diverso da quando gli aveva slacciato i pantaloni per fargli il pompino.

La cosa l'aveva alquanto incuriosita e lei, fingendo di avere un problema alla scarpa, si era fatta accompagnare in sacrestia dove gli aveva messo una mano sotto la tonaca trovandolo col cazzo in tiro.

A quel punto, dandogli del porco, lo aveva spinto ad inginocchiarsi davanti a lei e coprendolo poi con la gonna, si era sfilata il Tampax e gli aveva detto: "Lecca brutto porco.. leccami la fica sborrata, puliscila e fammi godere come ho fatto io con te."

Quando erano tornati dove lo sposo li stava aspettando, il prete aveva il viso lucido e paonazzo e con un fazzoletto in mano fingeva di essere raffreddato mentre lei ancora un po' claudicante, appariva radiosa in tutta la sua prosperosa bellezza.

Alla fine del rito, giunti al ristorante, lo sposo aveva voluto appartarsi con la moglie per fare l'amore ed aggiungere il suo seme a quello del fratello che lei aveva già dentro di se.

Allo stupore di trovarla senza Tampax e quasi asciutta, lei gli aveva spiegato quello che era successo in canonica facendogli così, diventare il cazzo ancora più duro: "Ti amo da morire" le aveva bisbigliato lui nell'orecchio mentre godeva e la riempiva di sborra.. "Ti amo" aveva risposto lei stravolta dal terzo orgasmo di quel mattino.

Dopo i festeggiamenti al ristorante ed il saluto a tutti i partecipanti, erano andati a casa dove avevano trascorso la prima notte tutti insieme; Gli sposi ed i testimoni.

Quella notte, in una occasione così straordinaria e irripetibile, Andrea aveva sentito il bisogno di dare una prova d'amore alla sua fidanzata e dunque, prima di concedersi al fratello e poi allo sposo, aveva voluto fare l'amore con Lele.

La sorpresa di Lele per quell'inatteso regalo era palpabile come palpabili erano i loro corpi che si toccavano, si leccavano, si mordevano e si scioglievano in un amplesso saffico che aveva riempito di suoni, gemiti e gorgoglii liquidi come il dolce sciogliere delle acque di un ruscello.

I maschi ammaliati dallo spettacolo loro offerto dalle due dee dell'amore, con naturalezza, aveva deciso di cambiare le regole di accoppiamento con la sposa e l'avevano avvolta entrambi, insieme a Lele in un abbraccio dolce, languido, potente, sensuale e peccaminoso sino allo sfinimento completo quando le prime luci dell'alba avevano illuminato l'alcova della prima notte di nozze.

-Dio mamma.. che meraviglia!-

Avevo gridato buttandomi tra le sue braccia alla fine di quel racconto.

Lo stesso avevano fatto mio padre e mio fratello trasformando in una frazione di tempo il nostro salotto da gelido ambiente di intrattenimento in un paradiso dell'amore dove ogni sogno si poteva realizzare.. e noi, avevamo rivissuto quei momenti avvolti dalle stesse sensazioni, gli stessi odori e gli stessi colori che solo una perfetta complicità ti permette di realizzare.





Giunti al ristorante la sposa, prima di darsi in pasto agli invitati, si era appartata con lo sposo il quale aveva voluto farci l'amore aggiungendo il suo sperma a quello che già aveva dentro di se.


scritto il
2024-06-04
3 . 4 K
visite
5
voti
valutazione
7.6
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.