Una vacanza particolare cap. 2

Scritto da , il 2022-10-05, genere etero

Dopo averle fatto scoprire non solo i piacere del sesso saffico, ma quelli veri e propri di un rapporto che non sembrasse più un atto dovuto che altro, portai Carla a fare un po' di shopping, iniziando dal farle prendere un costume degno del terzo millennio, e che le volli regalare in segno d'amicizia.
Notai che la donna mi guardava spesso tenendo la testa bassa, come se si sentisse inferiore a me, anche se per certi aspetti ciò era vero essendo lei era una piccolo borghese dall'aspetto a dir poco discutibile in viaggio di nozze, mentre io apparteneva all'alta società e fisicamente ero divina, ma cercai di non approfittarmene troppo pur essendo troppo divertente farlo.
Quando Luigi tornò dalla pesca, noi eravamo in giardino a chiacchierare di moda, e lei lo accolse col nuovo costume facendogli strabuzzare gli occhi.
Il bikini non solo gli stava a pennello, ma metteva in bella mostra la sua figura facendola quasi sembrare più rotonda, pur avendo una seconda scarsa per quello che riguardava l'intimo.
"Ti piace il mio nuovo costume." chiese al marito che non le staccava più gli occhi di dosso "Ma l'ha regalato Sara e non ho saputo dirle di no. Che dici è troppo osé o va bene lo stesso ?"
"Stai benissimo." blaterò lui prima di rivolgersi a me "Però tu non dovevi, insomma ci conosciamo da ieri e...."
"Vai tranquillo che non è niente. Vorrà dire che ceneremo insieme così dovrete sopportare questa zitella in vacanza tutta la sera."
Rimasi con loro una mezz'ora per poi tornare nella mia parte di bungalow per fare una bella doccia. Mentre ero sotto l'acqua ripensai a quando poco prima nella stessa situazione, avevo baciato Carla per poi portarmela a letto, e di come avessi trovato intrigante farlo con una donna così inesperta nonostante l'età. Anche se fra noi in realtà c'erano poco più di cinque anni, lei sembrava appartenere a un'altra epoca, dove il sesso era concepito esclusivamente per avere poi dei figli da crescere. Il pensiero d'esser stata con quello che di fatto era quasi un frutto proibito, m'eccitò non poco tanto che lentamente iniziai a toccarmi il seno e fra le gambe con maggiore insistenza, come se le mie dita potessero amplificare quel ricordo ancora fresco. Del resto avevo avuto sì un orgasmo, ma di quelli non certo memorabili, mentre le mia mani ben sapevano dove andare e quali corde del piacere toccare per farmi godere, finendo col masturbarmi sotto l'acqua che non aveva mai smesso di scendere.
"Ma quanto sono cretina, quella stasera lo rifarà col marito che è più imbranato di lei, quindi se proprio va male me la ritrovo qui a chiedermi di scoparla." pensai uscendo dalla doccia.
Aspettai l'ora di cena per passare a prenderli, e quindi andare tutti e tre a cena, dove Carla rimase quasi sempre in silenzio, mentre il marito raccontava le sue gesta come pescatore.
Anche dopo aver mangiato lei disse ben poco, finendo col voler tornare al bungalow perché troppo stanca, il che mi stupì non poco avendo passata quasi tutta la giornata con lei, e non avendo fatto nulla di particolare, a parte il sesso.
Rimasi così sola a vagare nel villaggio, sino a quando più per caso che altro, mi ritrovai davanti a dove eravamo stati sistemati, e vidi Luigi sulla porta che guardava il cielo.
"Carla dov'è ?" chiesi con un po' di curiosità.
"A letto, m'ha detto che è stanchissima tanto che credo stia già dormendo, però se vuoi possiamo fare due chiacchiere noi, sempre che tu non abbia di meglio da fare." mi rispose con aria sconsolata.
"Va bene per le chiacchiere, ma solo se ci metti due birre e aspetti che vada da me a togliermi il reggiseno, perché stasera proprio non lo sopporto."
Non gli diedi neanche il tempo di rispondere che entrai dalla mia parte, per lanciare il reggiseno su una sedia, e quindi tornare da Luigi, che m'aspettava con una bottiglia di birra in mano.
Passammo quasi un'ora a parlare, anche se sarebbe meglio dire io non aprii quasi bocca e rimasi ad ascoltarlo, mentre mi raccontava di come la fede gli avesse influenzato la vita, e come questa pressione fosse aumentata quando s'era messo con Carla, che condivideva questo percorso con lui.
"Insomma il sabato sera vedi gli amici uscire per andare in discoteca, e tu rientri alle undici neanche fossi un militare in libera uscita." mi disse quasi vergognandosi per come avesse passato tutti quegli anni.
"Però adesso sei sposato con una donna che ami, e non credo che a letto vi limitiate, giusto ?"
"No ma, ecco non è come speravo, insomma facciamo sesso però è strano."
Era evidente che mi volesse dire qualcosa che però non riusciva a pronunciare, magari partendo coll'affermare che Carla a letto era un pezzo di ghiaccio, almeno con lui.
"Altro giro di birre ?" proposi sperando di farlo parlare dei suoi problemi con la moglie.
"Non qui io le ho finite." mi rispose quasi vergognandosene.
"Allora andiamo da me, ho il frigo pieno."
Appena entrati nella mia parte di bungalow lo feci accomodare, per poi mettergli una birra in mano, ma soprattutto sedermi sulle sue gambe.
"Allora Luigi stavamo dicendo che Carla a letto non ti soddisfa, ma tu sei sicuro di soddisfare lei ?" gli chiesi toccandomi sensualmente il labbro inferiore.
L'uomo iniziò a balbettare frasi senza senso, senza mai togliere lo sguardo dalla mia scollatura, ben sapendo che non portavo il reggiseno.
"Anzi facciamo un esempio per capirci meglio." gli dissi andandomi a sedere sul tavolo "Mettiamo che io sia Carla e voglia scopare qui adesso, tu cosa faresti."
Luigi s'alzò per mettersi proprio davanti a me, ma più che altro fra le mie gambe, e a quel punto fu fin troppo facile tirarlo a me per dargli un bacio in bocca, trovando però la sua ancora chiusa. Dopo aver toccato le mie labbra, lui provò a tirarsi indietro, ma mi bastò passargli le gambe dietro le sue per fermarlo, ed a quel punto fu lui a cercare me.
"Mio Dio cosa sto facendo." bisbigliò mentre mi baciava.
"Stai per scopare come si deve." gli risposi togliendomi la maglietta per poi quasi sdraiarmi sul tavolo.
L'uomo era sì inesperto, ma certamente non gli mancava la voglia d'imparare, e fu facile guidarlo facendogli fare ciò che volevo. La sua bocca avida della mia pelle sembrava non fermarsi mai, come se fosse la prima volta che incontrava una donna a cui dare piacere. Il suo tentativo di togliermi le mutandine fu tanto goffo da finire nel ridicolo, ma non dissi nulla dato che era chiaro che mi voleva nuda, per poi affogare fra le mie gambe.
Così mi tolsi l'ultimo lembo di stoffa che ancora copriva il mio corpo, per dargli campo libero, e lui non mi diede modo di pentirmi di essermelo portato in casa. La sua lingua aveva un qualcosa di demoniaco tanto era veloce a passare da un punto all'altro della mia passera, quasi frustandone le pareti interne che teneva ben aperte con le dita. Poi fece quasi a braccio di ferro col mio clitoride, sbattendolo a destra e sinistra e finendo quasi con lo scoparmi tanto me la infilò dentro.
"Tira fuori il cazzo e fottimi." gli dissi forse più eccitata di lui.
Luigi non se lo fece ripetere due volte, così si abbassò pantaloncini e mutande, per penetrarmi, affondando in me senza incontrare alcun ostacolo. Per sentirlo ancora più mio, gli misi le caviglie sulle spalle, e lui ne approfittò per aumentare ancora di più il ritmo, che divenne ben presto infernale, ma in fondo era quello che volevamo tutti e due, pur sapendo che stavamo sbagliando anche se in modo diverso. Luigi stava infatti tradendo la donna che aveva sposato neanche dieci giorni prima, sfogando su di me le sue delusioni sessuali nate dopo anni d'attesa, per ritrovarsi a letto una moglie con la fantasia di una formica. Io mi stavo semplicemente divertendo con un uomo caricato a molla da un'eccitazione che non riusciva a sfogare, e che con me stava diventando finalmente un vero maschio, e poco m'importava se poco prima m'ero fatta sua moglie.
"Sto per venire." mi disse quasi vergognandosi per aver finito la 'carica'.
Lo spinsi indietro cogliendolo di sorpresa, ma non disse nulla quando m'inginocchia davanti a lui, e dopo avergli afferrato le chiappe con entrambe le mani, presi la sua mazza fra le labbra, aspettando il suo orgasmo, che non tardò ad arrivare. Mi ritrovai così la bocca piena del suo sperma, che sembrava non finire mai, ma soprattutto con quel gusto del peccato che tanto amavo. Solo quando finì di venire m'alzai e lo baciai, trovando la sua bocca aperta a differenza di tanti uomini che non amano sentire il sapore del proprio seme.
"Adesso andiamo a letto e continuiamo." gli dissi prendendogli la mano.
"Davvero vuoi farne un'altra ?" mi domandò facendomi capire che con Carla era solo una botta e via.
"No voglio che tu me lo metta nel culo, voglio essere la tua puttana per una sera, o se credi la prima cui lo metti dietro nella realtà e non nei tuoi sogni."
Luigi mi prese in braccio per portarmi sul letto, dove mi sistemò carponi per poi leccarmi il buchetto, girandoci prima con la lingua per poi infilarla dentro. Cercai di muovermi per poter lasciare almeno un po' di saliva sulla sua mazza, ma la sua presa era così forte che lasciai perdere, e solo quando s'inginocchiò dietro di me riuscii a fermarlo.
"Non provarci o giuro che te lo taglio a morsi." gli dissi riuscendo a placare la sua foga "Prima me lo metti un po' nella fica, così si bagna per bene e poi piano dietro, e t'avverto che se vai come un treno ti rimando di là col cazzo duro."
"Va bene come dici tu." mi rispose sapendo che avevo ragione, e forse anche un po' più tranquillo per avere avuto le 'istruzioni' giuste.
Lui fece esattamente quel che gli avevo detto, e quando puntò al mio posteriore mi penetrò con fin troppa calma, impaurito di farmi male e quindi di finire in malo modo il rapporto. Fu solo dopo che diede un paio di lunghi affondi, e che mi portai una mano sulla passera, che gli dissi di poter aumentare il ritmo.
Nonostante il mio invito Luigi rimase per ancora un po' calmo, ma quando iniziò anche a lui a godere come me, divenne un vero toro da monta, di quelli che t'afferrano per i fianchi e spingono sino all'orgasmo senza badare ad altro tranne che a scopare.
Lo lasciai fare pur avendo voglia di cambiare almeno posizione, ma mi resi conto che quello era in fondo il suo momento, e che era giusto lasciarglielo vivere sino in fondo, e poco importava se avessi le ginocchia un po' indolenzite, quando stavo provando qualcosa che era ben più di un sottile piacere.
Era come se avessi aperto il vaso di Pandora con dentro tutti i sogni erotici di quell'uomo, che pur essendo tutto tranne che un'amante perfetto, era in grado di farmi godere e non poco.
Non dissi nulla quando lo sentii nominare la moglie, ben sapendo che ero solo una donna con la quale fare ciò che Carla non gli concedeva, e neppure quando mi venne dentro, riempiendomi il retto di sperma.
"Non ci posso credere, ho tradito mia moglie." disse dopo qualche minuto passato a riprendere fiato.
Non ebbi il coraggio di dirgli che qualche ora prima avevo fatto avere a Carla il suo primo rapporto saffico, ma del resto non so chi dei due avesse più colpe sull'essere un traditore.
"Datti una pulita, puzzi di sesso lontano un miglio." gli risposi quasi con disprezzo "E poi non rompere, non ti ho certo violentato e hai goduto almeno quanto me, quindi fine seghe mentale, pulisciti e vattene."
Luigi si chiuse in bagno per uscirne dopo qualche minuto fresco come una rosa, ma con la faccia del condannato a morte che va verso il patibolo.
"E ora cosa gli dico a mia moglie ?" mi chiese facendomi un po' ridere.
"Nulla tanto starà dormendo, e se proprio vuoi fare l'uomo, aspetta almeno domani, così ci pensi tutta la notte e poi non dici frasi a cazzo."
Lo vidi uscire mestamente mentre andavo in bagno a lavarmi, felice d'aver messo in crisi una coppia all'apparenza perfetta, ma che in realtà non lo era neanche da lontano.


Per commenti : miss.serenasdx@yahoo.com
(quelli volgari saranno subito cestinati)

Invito tutti a visitare il mio piccolo blog
http://serenathemiss.wordpress.com/

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