La vendetta - seconda parte

di
genere
confessioni

Ti allontani per andare a prendere una sigaretta, l’accendi buttandomi il fumo contro il viso, vorrei dirtene quattro ma mi trattengo, dici dici, mi incalzi con quell’aria di sfida e un tono che meriterebbe almeno un paio di schiaffi, resto in silenzio e sorrido facendo schioccare la lingua, te la fumi con calma, giri attorno al letto, mi fai fare un paio di tiri, aspiro, trattengo, espiro e una nuvola di fumo si alza nella stanza.

Spegni la sigaretta, ce ne sarebbe ancora mezza da fumare, vai oltre e ti metti di fronte a bordo letto dove posso guardarti bene e tu guardi bene me, ammiro il tuo corpo con le sue forme generose, la pelle olivastra, i capelli neri e mossi che raccogli con un elastico che avevi al polso, e tutto sempre con un tempo che diventa lento estenuante, dilatato, lungo, di attesa, eh l’attesa, dicono che sia un'arte, dicono.

Sali sul letto di slancio, scivoli sopra al mio corpo restando attenta di non toccarmi, sei brava, oh cazzo se sei brava, arrivi fino a sfiorarmi le labbra con un bacio, ti ritrai subito e ti metti nuovamente sopra di me, mi fai solo sentire il tuo respiro sulla pelle, e vai giù verso l'inguine, sfiorando l’interno delle cosce con le labbra, lo divori con lo sguardo che si sofferma alcuni istanti, e poi via giù lungo le gambe che baci delicatamente provocandomi dei brividi, nulla a confronto di quando prendi l’alluce tra le labbra e lo succhi, potrei venire, vorrei venire, e come che lo vorrei.

Stronza, mi fissi mentre dai un’altra succhiata per poi salire fino a trovarti davanti questo cazzo che grida pietà, la cappella grossa, lucida, bagnata da alcune gocce uscite per l’eccitazione, le raccogli con la punta della lingua, guardandomi dritto negli occhi con un'espressione compiaciuta di se stessa, poi mi baci, sento il sapore di te unito al mio, ma ancora una volta ti levi subito e ti alzi nuovamente, stronza, stronza e troia, ora si che te lo dico.

Sorridi portando un dito tra le labbra, assumendo un'aria da povera ingenua che proprio non ti si addice, in questo momento ancor meno, e questo mi agita ancor di più, provo a liberarmi da queste maledette corde ma è inutile, resto ancora prigioniero, continui e rilanci, apri un cassetto dal quale tiri fuori una fila di palline verdi dalle diverse dimensioni, ne porti un paio vicino alle labbra, ci giochi, mi guardi, sorridi, stronza, si sei stronza, e troia, sorrido, e tu continui.

Ti siedi sulla poltrona di fronte a me, posso solo guardarti, divarichi le gambe, dalle labbra a dentro alla fica è stata voglia, ne infili una, la più piccola, poi la seconda e una terza, vorrei che fosse il mio cazzo ad entrarti, dovrebbe essere il mio cazzo ad entrare, attendo sospeso, intanto le palline sono diventate cinque, le muovi dentro e fuori, ora più veloce, subito dopo lenta, il tuo respiro si fa più pesante, cresce, diventa un meraviglioso ansimare che mi riempie il cervello, tu resti sempre un bellissimo spettacolo e sono sempre più eccitato da tutto questo.

Dentro e fuori il ritmo diventa feroce, intenso, pieno come le mie palle ormai gonfie mentre vorrei liberarmi e scoparti ma niente alla fine sei tu ad esplodere regalandoci un'orgasmo che trasforma il tuo corpo, anche l’espressione del tuo volto cambia, un sorriso tirato, una smorfia di piacevole ed intensa sofferenza, mi perdo in quei due pozzi neri e profondi che brillano di piacere mentre sprofondi qualche attimo sulla poltrona.

Quel restare immobile dura pochi secondi, ti alzi e allunghi la mano facendomi succhiare i tuoi umori salati, acidi, li lecco avidamente, liberami ti prego, niente, scuoti la testa in silenzio, mi guardi e poi guardi lui e lo prendi tra le mani sfiorandolo e subito dopo stringendolo forte, altre gocce che escono dalla cappella che ormai è un fuoco che brucia pronta ad esplodere, inizi a segarmi, ora è il mio volto a cambiare espressione, un volto teso e sempre più sofferente, continui con dei movimenti irregolari, ora veloce come una furia e poi di nuovo di una lentezza estenuante, soffro, lo sai, è quello che volevi, e continui.

Ti chini come a prenderlo in bocca, finalmente ci siamo penso tra me e me, ma invece ti avvicini all’orecchio e mi sussurri, stronzo, ti ricordi l’ultima volta quanti orgasmi mi hai bloccato prima di decidere di farmi godere, quanto ti ho supplicato di farmi venire, di farmi esplodere e tu con quello sguardo sadico e da figlio di puttana e bastardo mi hai tenuta sospesa, a soffrire, ecco, oggi mi prendo la mia vendetta, oggi te la faccio pagare, e intanto continuava e quando sentiva che l’orgasmo era ormai prossimo si fermava e così per una, due, tre volte, alla quarta è bastato solo sfiorarmi l’asta con la mano e sono esploso copiosamente come da molto tempo ormai non mi succedeva, solo a quel punto l'ha preso in bocca succhiandolo tutto fino all’ultima goccia.

Una volta terminato si è stesa al mio fianco tenendomi ancora legato a quel fottutissimo letto, mi passava la mano accarezzando i peli arruffati del petto, adesso ti slego, non te la sei presa vero amore, ora il tono era da ruffiana, no no amore, non ti preoccupare…
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2026-02-26
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