Una vacanza particolare cap. 1

Scritto da , il 2022-10-01, genere saffico

"Signora Valentini, non può immaginare quanto sia dispiaciuto nel doverle comunicare un piccolo imprevisto che c'è stato giusto stamattina."
Guardai l'addetto alla reception del villaggio dove avevo prenotato con largo anticipo una settimana di puro relax, con lo sguardo della tigre che sta per dare il colpo di grazia all'antilope ferita, ben sapendo che sarebbe stato l'ultimo.
"Mi dica perchè sono stanca e voglio andare a riposare." gli risposi abbassando appena gli occhiali, quel tanto che bastava per bruciarlo neanche avessi avuto due raggi laser al posto delle pupille.
"Ecco signora, il bungalow dove doveva soggiornare stamattina è bruciato."
In quel momento mi resi conto che dietro dovevano aver fatto la conta per chi doveva darmi quella notizia, e che quello che avevo davanti era solo il più sfortunato fra tutti gli addetti alla reception. Non potendo chiedere la pena di morte per chi aveva letteralmente mandato in fumo le mie tanto sospirate vacanze, cercai una soluzione che fosse perlomeno soddisfacente alle mie esigenze.
"E quindi di sua grazia cosa dovrei fare, ricostruirlo ?" gli chiesi traboccando d'ironia.
"No ecco in realtà ci sarebbe una soluzione, lei potrebbe soggiornare tre giorni in un chiamiamolo mezzo bungalow, da dividere con una coppia di sposini, che però sono molto discreti, per poi trasferirsi nel suo che nel frattempo sarà ricostruito. Ovviamente le faremo uno sconto del cinquanta per cento sul prezzo totale del soggiorno dato che la colpa del contrattempo non è certo la sua, e questo anche per dimostrarle la serietà della nostra struttura."
L'uomo disse tutte quella parole quasi senza prendere fiato, come se fosse una filastrocca imparata a memoria, da dire nel minor tempo possibile.
"Quindi secondo lei dovrei passare tre giorni a sentire due sposini, il cui unico motivo d'esser qui è scopare a tutte le ore ?"
"Come le ho detto sono molto discreti, inoltre le camere da letto non sono vicine, ma anzi ai lati opposti del bungalow."
Pur sapendo di non aver nessuna alternativa, se non un mesto ritorno a casa, presi ancora in giro quel pover'uomo prima d'accettare e farmi portare i bagagli nel mio 'mezzo bungalow', sperando quasi di non dover incontrare i novelli sposi.
La sistemazione in realtà non era niente male, se non fosse per il fatto che avrei dovuto dividere la piccola piscina ed il giardino con una coppia. In compenso la mia camera dava su uno spazio aperto, e pensai che lo stesso dovesse valere per loro, così senza pensarci troppo mi feci una veloce doccia, per poi mettermi in costume a prendere il sole leggendo un libro.
Ogni tanto mi parve di sentire dei rumori provenire dall'altra metà del bungalow, ma poi non vedendo nessuno non diedi importanza alla cosa, e così rimasi a fare la lucertola sino ad ora di cena, quando come dal nulla, apparve la coppia di novelli sposi.
Dire che erano de persone insignificanti è ancor poco, due nullità del tipo che passano sempre inosservato anche se dovesse girare nudo in centro nei giorni precedenti il Natale. Lei era un piattume di donna, coi capelli 'anarchici', la faccia un po' da cavallo, e un copricostume che era già fuori moda negli anni novanta. Lui la tipica faccia da impiegato del catasto in libera uscita, che si veste per la vacanza finendo coll'essere solo ridicolo, fra camice multicolori e bermuda da saldi alle bancarelle.
Lui mi spogliò con lo sguardo neanche non avesse mai visto una donna degna di tal nome, per intenderci una con le forme, e una femminilità che esce da ogni poro della pelle.
Spinta da non solo quale spirito masochistico decisi di cenare con loro, scoprendo così che Carla e Luigi si erano conosciuti sui banchi di scuola, per mettersi insieme al secondo anno delle superiori, ed aspettare quindi di sistemarsi entrambi per convolare a nozze, dopo dodici anni di fidanzamento, una cosa che già da sola mi fece ridere anche se non lo diedi a vedere.
Quello che però mi fece quasi strangolare con un gambero, fu scoprire che erano rimasti entrambi vergini sino al matrimonio.
"Cioè voi due siete stati fidanzati per più di dieci anni, e per tutto questo tempo non avete mai scopato ?" chiesi loro sperando che mi stessero prendendo in giro.
"No nessun rapporto." mi rispose lei quasi indignata "Certo un po' ci siamo toccati, ma solo quello, però ci siamo dati tantissimi baci non è vero amore ?"
Lui rispose di sì prima di dargliene uno, del tipo che potevo dare alle medie tanto per passare il tempo.
"E tu Sara ti sei preservata per l'uomo della tua vita." mi domandò lei con un'aria quasi mistica.
"No anche perchè ho iniziato a divertirmi a quindici anni, giusto per giocarmi il jolly della prima volta, anche perchè non credo nell'amore eterno come voi due."
Le mie parole ebbero l'effetto di metterli a tacere per il resto della cena, anche se a volte beccavo lui a guardarmi il seno come se questo fosse scoperto.
Nonostante li trovassi alquanto comici, dopo cena me ne andai al bar per bere un paio di long-drink ed aspettare che il jet lag facesse il suo effetto, per ritrovarmi dopo poco più di un'ora in uno stato di pre coma.
Me ne andai quindi verso il mio bungalow, ma per arrivare alla mia porta dovetti passare davanti alla loro parte di struttura, ed essendo curiosa di natura, volli capire se li potevo 'vedere all'opera' nella loro intimità.
In realtà non ci fu neanche bisogno di cercare chissà quale buco, perchè a fianco della finestra ce n'era uno piuttosto grosso, così mi misi a spiarli nel più assoluto silenzio.
In teoria stavano facendo sesso, in pratica ridere.
A parte che non si mossero mai dalla classica posizione del missionario, lei era dura come in marmo, tanto che sembrava stesse più subendo un supplizio che fare l'amore, quanto a lui spingeva come un pazzo col risultato che spesso il membro gli usciva fuori, perdendo ritmo e piacere reciproco.
Non mi misi a ridere solo perchè m'avrebbero sentito, ma esplosi non appena arrivai nelle mie stanze, chiedendomi poi come ci potesse essere al giorno d'oggi persone ancora così imbranate col sesso. Normalmente m'eccitava fare la guardona, anche se preferivo essere al centro della scena per ovvi motivi, ma quella sera quando arrivai al letto pensai solo a dormire non avendo alcuno stimolo sessuale.

La mattina seguente vidi Luigi salutare la moglie per poi dirigersi con un ragazzo dell'animazione verso la struttura centrale.
"Buongiorno Carla dove va tuo marito ?" le chiesi con una certa curiosità visto che non si separavano mai.
"Buongiorno Sara, va con altri turisti a provare a pescare, ma sono tranquilla che non prenderà un pesce neanche se glielo mettono all'amo."
Risi con lei della sua battuta per poi guardarla meglio, e soprattutto alla luce del sole.
Carla non era poi una brutta donna, certamente avrebbe dovuto fare un bel soggiorno in un centro estetico per migliorare la sua immagine, ma le basi in fondo c'erano, solo non sapeva sfruttarle. Quanto al fatto che fosse una mezza suora si poteva sempre provare a porre rimedio, e che meglio di me poteva portarla sulla retta via ?
"Senti perchè non prendiamo un po' il sole qui nel giardino ?" le proposi cercando d'essere il più cordiale possibile "Sono più scura io che sono arrivata ieri, di te che sei qui da una settimana !"
Lei accetto per presentarsi dopo qualche minuto in un assurdo costume due pezzi, in pieno stile anni cinquanta con la parte inferiore a vita alta, e quella superiore che copriva fin troppo.
"Ma dove vai con quello !" esclami ridendo "Siamo due donne non avrai vergogna di me !"
Mi tolsi il poco che avevo addosso per poi sdraiarmi nuda sul lettino, cercando di vedere con la coda dell'occhio cosa facesse lei.
Carla dopo un attimo di comprensibile smarrimento, si tolse la parte superiore costume abbassando un po’ quella inferiore per mettersi nel lettino vicino al mio, e quindi iniziammo a chiacchierare come due vecchie amiche. Ben presto però indirizzai la discussione verso il mio argomento preferito, e lei cadde nella mia trappola con tutti e due i piedi.
"Io non so cosa ci trovate di così particolare nel sesso." mi disse convinta della sua affermazione "Per me spesso è più qualcosa di dovuto che altro, tu che ne dici ?"
"Che è meglio bagnarsi un po'." le risposi andando sotto la doccia "E che forse nessuno ti ha mai dato ciò che una donna merita."
La donna venne con me sotto l'acqua, e li fu tutto uno sfiorarsi quasi senza mai toccarsi, che però era per lei qualcosa d'assolutamente nuovo.
"Per esempio tuo marito ha mai giocato così coi tuoi capelli ?" le domandai infilandole le dita nella parte posteriore della capigliatura per poi massaggiarle delicatamente la testa.
"No però non credo che lo passa fare tu, insomma io sono sposata e tu una donna." mi rispose senza alcuna convinzione.
"Ma il mio è solo per farti un esempio, tanto per dirne un'altra Carlo ti massaggia così il collo."
L'altra mia mano s'impadronì del suo collo per farle sentire le dita scorrere su e giù, sino a quando non scesero su un seno per stringerle senza alcuna forza un capezzolo.
"E questo, lo fa questo ?" le dissi prima di chiuderle la bocca con la mia.
Lei all'iniziò indugiò nell'aprire la sua, ma ben presto la mia lingua s'insinuò fra le sue labbra sino ad incontrare la sua, stabilendo così la sua totale resa. La mia mano si fece subito largo dentro quelle mutandine così retrò, sino ad arrivare alla sua passera, dove si fermarono per poterla massaggiare delicatamente, senza mai provare ad entrarci dentro.
Avendo capito che razza d’imbranato fosse il marito, non era difficile immaginare che l'aveva masturbata per anni, infilandole una o due dita dentro, così per farle capire che io ero diversa, feci tutt'altro, stimolandole il clito con un dito girandoci intorno, o con due che lo stringevano molto piano.
A Carla ben presto si piegarono le gambe, tanto che per tenerla in piedi la dovetti spingere contro un muro del bungalow, e una volta sicura che non sarebbe andata da nessuna parte, decisi di farle avere il suo primo orgasmo lesbo.
Con calma scesi con la bocca prima sul seno destro, e poi sul sinistro, mordicchiandole i capezzoli che sembravo due chiodi piantati nel muro, così quando m'abbassai vidi il suo interno gambe ricoperto dagli umori che le colavano copiosi, e leccarli tutti fu un piacere forse più per me che per lei.
Sapevo che per lei quello era il primo rapporto saffico, ma era anche la prima volta che faceva veramente sesso, e non quella sceneggiata col marito, al quale avrei dovuto spiegare molte cose, iniziando da come si fa godere una donna.
Alla fine le aprii le grandi labbra e quasi la scopai usando la lingua, facendola venire quasi subito, tanto che mi dispiacque dovermi fermare, ma del resto volevo godere anch'io.
"Vieni andiamo dentro, voglio godere di te." le dissi prendendola per mano.
La portai sul letto dove c'inginocchiammo una davanti all'altra, per riprendere quel delicato gioco fatto di baci e sfioramenti, rimanendo sconvolta quando lei allungò all'inizio timidamente ma poi senza tornare indietro, una mano sul mio sedere, che ero certa lei avesse ancora intatto.
Non era però quello il momento di chiederle troppo con richieste troppo spinte, anzi volli vederla nuovamente godere ancor più di prima. La spinsi sul letto per poi saltarle addosso, strusciando lentamente la mia passera sulla sua, mentre la baciavo con tutta la passione del momento.
Carla si lasciò andare come aveva fatto poco prima, e del resto era pur sempre una donna più vicina ai trenta che ai venti, che da pochi giorni aveva scoperto, anche se con molti limiti, i piaceri del sesso.
Scesi con la bocca lungo la parte centrale del suo corpo, quasi ci fosse un binario che m'impedisse ogni movimento laterale, ritrovando fra le sue gambe che quasi pulsavano di piacere. Assaporai nuovamente il nettare di quella donna che aveva un non so che di selvatico, come se avesse preservato quell'odore per anni, per poi farlo esplodere sulla mia faccia. Non volli però essere l'unica a godere di lei, così ne raccolsi quanto più possibile con la lingua, per poi portarlo alla sua, che aveva un po' fuori dalla bocca quasi non aspettasse altro che unirla alla mia.
"Ti prego fammi godere ancora." mi disse come se fosse una preghiera.
"Tranquilla che non voglio altro, ma non sarà come prima."
Mi sistemai al suo fianco per essere più comoda, e senza alcun indugio iniziai ad infilarle una, poi due, poi tre ed infine quattro dita, che unite a cuneo la fecero impazzire di piacere. La sera precedente non avevo potuto ben capire quanto fosse grande la mazza del marito, ma ero certa che almeno per larghezza, Carla non aveva mai provato dentro la sua passera qualcosa di simile, ed il suo continuo gemere ne era la miglior prova. Pur avendo avuto molti rapporti lesbo, non avevo mai visto una donna godere in quel modo, come se avesse un orgasmo continuo che non finiva mai.
Non so per quanto andammo avanti in quel modo, ma quando mi fermai lei era quasi distrutta sul letto, ed io avevo la mano un po' indolenzita.
"E ora ?" mi chiese con la faccia da chi non sa cosa fare.
"Ora fai godere me."
Le presi i piedi per spingerla verso il basso, e una volta che si trovò sdraiata al centro del letto, mi misi carponi sopra la sua faccia per poi aprirmi da sola le grandi labbra.
"Lecca e non dirmi come si fa perchè non me ne frega un cazzo." le dissi perentoria.
Carla si dimostrò d'essere una perfetta imbranata, ma del resto non è che potessi sperare di meglio da parte di una che non aveva mai passato la lingua su un sesso femminile. Nonostante ciò riuscì a farmi godere abbastanza da avere un orgasmo degno di questo nome, anche se ciò fu più per merito delle mie dita che della sua lingua. Ci ritrovammo quindi sdraiate una al fianco dell'altra a scambiarci teneri baci, per poi renderci conto che era ora d'andare a pranzo. Così ci rivestimmo per poi mangiare insieme e quindi girare un po' per la struttura, prima d'uscire per fare spese insieme, perchè era chiaro che non le avrei più permesso d'indossare quel costume più adatto a una suora che a una donna sposata.


Per commenti : miss.serenasdx@yahoo.com
(quelli volgari saranno subito cestinati)

Invito tutti a visitare il mio piccolo blog
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