Una giapponese allo specchio

Scritto da , il 2022-05-18, genere etero

Una donna nuda.
Completamente nuda.
Una donna giapponese sdraiata nuda su un letto, di petto, adagiata sul suo fianco destro.
Una donna mentre fa sesso, posseduta da un uomo che la sta penetrando.
L'uomo è sdraiato dietro di lei. Se ne scorge qualche particolare, quasi completamente coperto dal corpo della donna, che occupa quasi interamente la visuale.
I capelli della donna, lunghi e neri, le ricadono sulla spalla coprendo un seno.
La pelle della donna è chiara, ma con le spalle e le gambe più abbronzante.
L'uomo la sta scopando da dietro.
Le tiene una mano sulla spalla, per tenersela stretta al suo corpo e con l'altra le cinge un fianco, per poterla penetrare con più forza.
Le braccia, coperte da peli biondi, la pelle arrossata, stringono il corpo della donna, che contrasta, glabro ed eburneo, con quello dell'uomo.
Le gambe mascoline si intravedono oltre le cosce della donna, leggermente divaricate, per facilitare la penetrazione vaginale da dietro.
A ogni spinta dell'uomo il corpo della donna si scuote, il seno ondeggia ritmicamente.
La bocca della donna è aperta, la giovane si abbandona al piacere. Tra tumide labbra rosso carminio si intravedono i bianchi incisivi superiori.

Apro gli occhi e contemplo i due corpi che, sullo specchio di fronte a me, mi restituiscono questa immagine di due focosi amanti che si abbandonano al sesso.
La donna sono io.
Il mio compagno mi sta scopando.
Sento i lombi appoggiarsi al sedere, e quasi nello stesso istante il suo membro che mi entra dentro, spinge, si fa strada nel mio ventre, sollevandolo visivamente.
Una forte presenza che mi allarga e mi riempie, strappandomi ogni volta un gemito più intenso, un sospiro più profondo.
Mi contemplo allo specchio.
Il mio petto si muove ansimando, il seno si solleva.
I capezzoli dritti come spilli nelle ampie, scure areole, nel pieno dell'eccitazione sessuale.
Una donna orientale che fa sesso, che lo prende da dietro, scopata con forza dal suo uomo.
Una bomba di erotismo.
Potrei chiudere gli occhi e consegnare ogni attenzione a quel grosso cazzo che ritmicamente e con ferma decisione mi entra nella figa facendomi sussultare in preda a sensazioni che mi attraversano il ventre, mi accarezzano i seni e mi obnubilano la mente.
Concentrarmi solo sul gioco di attriti che ha luogo nel mio ventre, dentro alla mia figa.
Io che stringo, il cazzo che spinge, quell'imperturbabile incedere nelle mie mucose ricoperte dai miei succhi vaginali.
Quell'indescrivibile sensazione di penetrazione. Di essere violata e conquistata.
Quel sentimento di apertura e di accoglienza.
Ma no, voglio vedere.
Voglio vedere la donna che gode, che ad ogni spinta apre di più la bocca per liberare quel gemito strozzato che gradualmente si trasforma in acuto urlo.
Voglio vedermi mentre godo, mentre vengo scopata con forza.
Mi eccito come se stessi guardando un'altra, come spettatrice di un film porno, lungo una scena di sesso tra una donna orientale e un focoso stallone biondo.
Con una mano mi sollevo i capelli e scopro il seno.
Jos, il mio uomo, continua a scoparmi e voglio vedere le mie tette sussultare a ogni spinta.
L'energia che si trasmette dal mio ventre, mi fa ballare le tette e mi folgora la mente.
Mi concentro sulla pancia.
Sotto l'occhietto insondabile dell'ombelico i miei peli neri indirizzano lo sguardo sulla mia vulva.
Un delta rovesciato di peli ben curati. Una freccia nera verso la mia figa.
Le vulva è aperta, le piccole labbra scure e gonfie di piacere, mentre un grosso serpente entra ed esce con ritmo ponderato.
Jos mi prende una coscia, la solleva e me la allarga, mi apre come un libro.
La mia nudità più sconcia e perversa mi provoca da questo specchio di fronte al letto.
La mia figa aperta accoglie questa marcia di gonfi corpi cavernosi.
Il cazzo lucido della mia bava filante si muove e scompare per intero nella mia figa.
Tutto dentro lo voglio.
'Spingi, olandese, fammi godere, fai godere la tua troia!'
Lui tira la coscia e penetra più a fondo.
Le sue gambe pelose si affacciano tra le mie cosce pallide.
E quel cazzo, quella bestia che mi penetra e mi possiede.
Il clitoride sporge tra le labbra divaricate; gocce di muco colano sul sedere e sul lenzuolo.
E davanti a me, ancora, provocante, questo corpo di donna nuda, le tette che ballano, quel cazzo che continuamente entra ed esce dal mio corpo, scompare tra le mie labbra.
Lui spinge e io continuo a guardare, finché mi prende il desiderio di toccarmi il clitoride.
Lo sfioro, lo strofino, e allo specchio guardo la donna che si sditalina mentre il cazzo, senza tregua, continua a sventrarla.
Jos mi morde il collo, mi lecca come posseduto da un demone.
Mi artiglia una tetta, ci affonda dentro le dita.
Poi mi sposta la mano e inizia lui a sgrillettarmi.
La sua mano appoggiata sul monte di Venere, con due dita mi tormenta il piccolo pistacchio del piacere.
Veloce, sempre più veloce, mentre aumenta il ritmo della scopata.
Allo specchio, la giapponese chiude gli occhi, urla, gode, pronuncia parole incomprensibili.
Non vedo più nulla, ora.
Una sensazione di imminente eruzione di magma, di esplosione vulcanica mi infuoca il ventre, dall'interno. Il fuoco sale e distrugge tutto al suo passaggio.
Urlo mentre il cazzo mi sventra, mi dilania la figa.
Un ultimo urlo mentre perdo il controllo della coscienza.
Un fiotto di sperma mi inonda e mi riempie mentre, molle e senza scheletro, abbandono il mio corpo nelle braccia del mio uomo.
Colpi ritmati contro il culo, quel cazzo che vuole entrarmi tutto dentro, per svuotarsi del suo orgasmo interamente dentro di me.
Io mi lascio andare, liquida e senza più forze, mollusco umido nelle tenaglie di un vorace crostaceo.

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