Fallo da dietro

Scritto da , il 2021-08-25, genere dominazione

Anno 2025: Fantacalcio.
Le regole del calcio femminile vengono rivisitate in chiave dichiaratamente maschilista per le solite questioni di audience di reti televisive for profit e sponsorizzazioni.

Nella finale di coppa l'attaccante viola dopo una serie di finte supera l'ultimo difensore e si lancia verso la porta avversaria.
Una centrocampista è già all'inseguimento.
Veloce come una gazzella di Thomson braccata da un ghepardo, la calciatrice si butta disperatamente sulle gambe dell'attaccante del giglio, manca il pallone e falcia la corsa a rete dell'atleta fiorentina meglio che in un quadro di mietitura van Gogh.
Immediato l'intervento dell'arbitro, mentre il pubblico dalle tribune si frega già le mani.
Spot pubblicitari per la prevista impennata di telespettatori, felici dell'applicazione delle nuove rigide regole.
Si tratta infatti di “fallo da dietro”.
Immancabile il cartellino rosso, ma prima va applicata la norma cosiddetta del “occhio per occhio”.
Fallo da dietro inferto sancisce di subire a propria volta un fallo da dietro.
E qui l'interpretazione da parte della terna arbitraria è molto libera.
Mentre l'atleta viola prepara già il pallone per il calcio di punizione, la centrocampista si mette in posizione.
La comunicazione gestuale da parte del direttore di gara è, infatti, inequivocabile.
Cala il silenzio sugli spalti, mentre la calciatrice si mette a gattoni e cala calzoncini della divisa di squadra e mutandine.
L'arbitro si gode un momento di grande popolarità e i cineoperatori montano sulle macchine da ripresa gli zoom da 1000 mm.
L'uomo in nero respira voluttuosamente e si guarda in giro, la mano infilata sotto gli indumenti per preparare l'organo adibito all'ammenda del grave fallo.
Tra grida di acclamazione e sussurri di ammirazione, sfodera una sciabola telescopica, ne lucida accuratamente la punta e, dopo una leccata preliminare per saggiare il terreno di gioco, infila senza indugio l'atleta rea della contravvenzione con una “pecorina” che suscita una “ola” sulle tribune.
Terminata la procedura, la calciatrice, a gambe larghe e passo incerto, lascia il campo tra applausi di incoraggiamento e la partita riprende con un calcio di punizione.

Ai veri patiti dello sport a 360° lascio immaginare le nuove regole del tennis femminile in caso di “doppio fallo”.

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