Las lenguas pequeñas a las almejas

Scritto da , il 2021-08-13, genere etero

Las lenguas pequeñas a las almejas

Linguine alle vongole
(chi conosce un po' di spagnolo potrà farsi qualche viaggio)

Stasera si prepara una serata che mollami.
“Jos, se ti faccio le linguine, poi mi fai la linguetta?”
“Cosa intendi dire?”
“Hey, tulip! Troppo sole in canoa?”
“Non ti seguo...”
“Linguine alle vongole... ti dice nulla?”
“No.”
“Scusa con tutti gli anni che ti sei fatto a Formentera! Con tutte le spagnolitas che hai sciupato prima di trovare una che ti mettesse in riga!”
“Che c'entra Formentera?”
“Non mi dirai ora che a Formentera non ti sei mai abbuffato di vongole!”
“Assolutamente no, ma che vai dicendo?”
Mi guarda strano. Capelli corti, col sole sono diventati ancora più biondi. Ma proprio non vuole capire.
Mi avvicino e gli strofino il seno sul petto nudo.
I capezzoli non tardano a farsi notare sotto la maglietta corta e lui ne resta ipnotizzato.
“Eeeh, lo sanno tutti che la carne di vitello olandese è molto apprezzata.”
Sorride, ma non capisce. Probabilmente ora non gliene importa proprio nulla di capire.
Mi tira la scollatura e guarda dentro, mentre io lascio fare.
“Bello questo vestito!”
“E non hai visto dietro!”
“Cosa c'è dietro?”
“Guarda!”
Mi gira e mi osserva il lato B.
“Cosa c'è di speciale, dietro?”
Troppa birra si è scolato questo teppista tifoso dell'Ajax.
“Jos! Il vestito! Non ti piace il vestito, dietro?”
Lui resta a capire se c'è un senso in quello che dico, ma il senso gli sfugge.
In effetti il vestito è un po' complesso. Pezzo unico davanti, ma dietro il pantalone è diviso dalla pettorina.
Finalmente prende una decisione e mi allarga l'elastico dei calzoni. Fa cadere l'occhio.
“Ma sei senza mutande!”
“Dici?”
“Dico!”
“Ne sei proprio sicuro?”
Lui controlla ancora. Il mio sedere viene praticamente messo allo scanner. Però sembra apprezzare, perchè continua a guardarlo.
“Definitivamente.”
“E che ne pensi? Del vestito, dico.”
“Direi... un bel taglio. Da questa posizione si gode un ottimo panorama! Hai scelto bene l'appartamento.”
“E quindi, stasera?”
“Ma perchè continui a cambiare discorso? Le vongole, il vestito, il panorama croato...”
“Orange! Come si dice vongola in spagnolo?”
“E che ne so?”
“Ma dai! Almeja! Ti dice nulla questo vocabolo?”
“Mmmmm... qualcosa sì. Non saprei dirlo bene in italiano, ma a Formentera era qualcosa... un vocabolo che spesso avevo sulla punta della lingua!”
“Ci stiamo avvicinando. Fuochino.”
“E che centra col vestito e con la cena? Le linguine allo scoglio?”
“Alle vongole!!! Linguine alle vongole! In spagnolo, come si dice?”
“Ma io alle Baleari parlavo sempre inglese!”
La sensazione che si prova quando crolla un castello fatto con le carte.
“Cazzo, Jos, oggi, in canoa, ci siamo infilati in una baietta invisibile, mi hai appoggiato a uno scoglio, piegata in avanti, mi hai abbassato il costume e sei entrato dentro di me come l'onda impetuosa tra gli scogli. Questa sera vorrei ripetere l'ouverture, ma con un minimo di preparazione e di dolcezza!”
Lo guardo mentre pensa e rimugina.
“Lascia perdere. Fatti la doccia, prenditi una birra e le patatine. Ora cucino le vongole, poi stasera te la faccio vedere io!”

(Per chi non fosse avvezzo alla lingua spagnola, almeja, vongola, è un termine usato per definire i genitali femminili, come pure conejo, coniglio, o conejito, coniglietto. Sì lo so che questo pezzo è terra terra, ma sono devastata anch'io dal sole in canoa, dalla fatica e dall'alcool. Desculpe!)

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