Teresa e la Nonna 4
di
Jack Off
genere
incesti
Dopo che la vicina di casa, la stronza Teresa, la sessantenne stronza a cui piace stare nuda sul balcone e farsi vedere tette e culo è andata a dire a mia nonna che la spio facendomi fare una figura di merda non da poco, le due hanno deciso che avremmo appeso un bel telone che proteggesse la privacy di quella stronza che alle sette del mattino girava nuda in terrazza sballottando tettone e culo.
Era ovvio che lo faceva apposta e si divertiva a provocarmi per poi lasciarmi all’asciutto ma la nonna non voleva fare polemiche così saltò fuori dalla cantina un vecchio taglio di stoffa lunghissimo color blu petrolio. Con quello avremmo oscurato per bene il terrazzo di Teresa e il problema si sarebbe risolto da solo.
Visto che ormai avevano deciso che ero io il colpevole, il guardone, il segaiolo la nonna decise anche che sarebbe toccato a me tendere la bacchetta lungo tutto il terrazzo su cui attaccare la coperta. Così tentando di rimanere impassibile per non buttare altra benzina sul fuoco andai a casa della signora Teresa con la bacchetta e la stoffa pronto a fare il mio lavoro.
Sul mio sguardo si leggeva tutta la rabbia soprattutto per quanto quella vecchia stronza si era mostrata fasulla ed ipocrita ma finsi indifferenza. Teresa mi fece entrare ed andammo subito sul terrazzo. Mentre salivamo le scale notai che indossava una gonnellina a fiori molto leggera e una maglietta bianca. Sotto alla maglietta si vedeva tutto il reggiseno che per fortuna quel giorno aveva avuto la saggia idea di mettersi. Lo stesso non si poteva dire per il sotto. Bastò infatti essere distaccato da lei di qualche gradino per osservare la gonna svolazzante e notare che nove su dieci non indossava mutande.. Notai la cosa, la immagazzinai in un angolo della memoria ripromettendomi in seguito di sparami una soddisfacente sega immaginando di sborrare nella boccaccia di questa vecchia vaccona fasulla che mi aveva fatto fare una così brutta figura con mia nonna e mi misi al lavoro. Teresa mi lasciò ad armeggiare col martello e i chiodi e in meno di mezz’ora ebbi finito. Ora il terrazzo era perfettamente schermato. Mai più spettacoli porno gratuiti da vecchie tardone sgrillettomani. Chiamai la signora Teresa. Avevo finito. Lei tornò ma vidi subito che era senza maglietta. Sopra aveva solo un reggiseno di colore rosso molto più adatto ad una ragazzina che ad una vecchia e che pareva far risaltare i suoi tettoni anziché nasconderli visto che doveva essere tre taglie più piccolo dei suoi meloni molli. ‘Che caldo che fa’ disse forse per giustificarsi ai miei occhi. ‘Già dissi. Ma non ti preoccupare adesso vado via e puoi anche metterti tutta nuda. Io non ti guardo’. ‘Adesso però guardi altrochè’ ridacchiò lei e per sottolineare il tutto si toccò ben bene una tetta sotto al reggiseno. Le piaceva farmi passare per uno sfigatello che non aveva nulla di meglio che filarsi un vecchio cesso come lei. Mi dava così fastidio che non mi trattenni più ‘Guarda che ho visto cosa facevi sai’. ‘Cosa facevo cosa?’. ‘Ti tiravi un grilletto ti ho vista’. ‘Ma che porco che sei. Ma lo sa la nonna che dici stè parolacce’. ‘Parolacce un cazzo. Tu sei una vacca e ti masturbi sul balcone. Se ti guardo è solo perchè ti fai guardare’. ‘Vacca ci sarà tua nonna io sono una signora per bene sai’. ‘Ma vaffanculo’ chiusi il discordo io e me ne andai. Lei mi seguì velocemente giù pe le scale e prima che uscissi di casa mi sbarrò il passo. ‘Senti mi dispiace’ disse. ‘Cosa ti spiace? Di avermi sputtanato con mia nonna o di essere una troia’. Lei mi si avvicinò e con un colpo secco fece sgusciare fuori una tetta dal reggiseno. ‘Ecco guarda… Guarda che bella….’. ‘Non mi interessa più’. ‘Ma si che ti interessa dai’ e così facendo tolse del tutto il reggiseno. ‘Perchè poi tu vada a dire a mia nonna che ti ho strappato il reggiseno io’. ‘Ma non lo farei mai. Quella che cercavo era solo una scusa per farti venire a casa mia. Io ci provavo ma tu non ti decidevi. Sapevo di avetelo fatto venir duro pisciando, poi me la sono anche spupazzata per farti guardare meglio ma tu niente… Solo seghe e basta. Se non ti facevo venire io eri ancora li a guardarmi dal balcone’. ‘Quindi era tutto un trucco per…’. ‘Si, bravo l’hai capito’ sussurrò lei che già aveva una mano sul cavallo dei miei pantaloni e mi tastava il cazzo. Poi mi prese la testa e se la tirò al seno. ‘Ciuccia dai. Ciuccia stè belle tettazze’. Non potevo resistere. Obbedii. Era stupendo. Mentre succhiavo i suoi grossi capezzoli il cazzo sgusciò fuori dritto fra le sue mani e cominciai a sentire che me lo accarezzava sempre più velocemente. ‘Che trave che hai qua sotto ma tua nonna lo sa?’. ‘Lo sa, lo sa’ confermai godendomi il segone mentre con le mani le stavo già abbassando la gonna svelando la ficona pelosa e pronta per me.
Nudo dalla vita in giù, arrabbiato ed arrapato non ci misi molto a farla girare mettendola a pecorina sul pavimento. Lei non desiderava altro ed io non chiavavo da cinque giorni quindi fu abbastanza normale che il mio cazzo scivolasse in un sol colpo dentro a quella vulva marcia di umori. La vecchia aveva una gran voglia e mi incitava a pompare sempre più veloce mentre mi incitava a sfondarla a colpi di cazzo. Andai avanti a montarla per una buona mezz’ora e mi tolsi la soddisfazione di tirarglielo fuori dalla fica appena in tempo per poggiarglielo sulle labbra e sborrare tutto nella sua maledetta boccaccia che aveva parlato troppo. Teresa non si lamentò affatto anzì dopo aver deglutito la mia sborra serenamente continuò a succhiarlo ottenendo di farmelo praticamente restare duro e pronto. Ci facemmo subito una seconda chiavata. Stavolta nel suo letto, lei sotto, io sopra in un mare di sudore a pompare come ricci. La signora raggiunse parecchi orgasmi eccitandomi ed invogliandomi a continuare a fotterla a tutto spiano.
A me non importava che fosse brutta o che fosse vecchia. In quel momento volevo solo fotterla a 360 gradi e già meditavo di spaccarle il culo come meritava.
Era ovvio che lo faceva apposta e si divertiva a provocarmi per poi lasciarmi all’asciutto ma la nonna non voleva fare polemiche così saltò fuori dalla cantina un vecchio taglio di stoffa lunghissimo color blu petrolio. Con quello avremmo oscurato per bene il terrazzo di Teresa e il problema si sarebbe risolto da solo.
Visto che ormai avevano deciso che ero io il colpevole, il guardone, il segaiolo la nonna decise anche che sarebbe toccato a me tendere la bacchetta lungo tutto il terrazzo su cui attaccare la coperta. Così tentando di rimanere impassibile per non buttare altra benzina sul fuoco andai a casa della signora Teresa con la bacchetta e la stoffa pronto a fare il mio lavoro.
Sul mio sguardo si leggeva tutta la rabbia soprattutto per quanto quella vecchia stronza si era mostrata fasulla ed ipocrita ma finsi indifferenza. Teresa mi fece entrare ed andammo subito sul terrazzo. Mentre salivamo le scale notai che indossava una gonnellina a fiori molto leggera e una maglietta bianca. Sotto alla maglietta si vedeva tutto il reggiseno che per fortuna quel giorno aveva avuto la saggia idea di mettersi. Lo stesso non si poteva dire per il sotto. Bastò infatti essere distaccato da lei di qualche gradino per osservare la gonna svolazzante e notare che nove su dieci non indossava mutande.. Notai la cosa, la immagazzinai in un angolo della memoria ripromettendomi in seguito di sparami una soddisfacente sega immaginando di sborrare nella boccaccia di questa vecchia vaccona fasulla che mi aveva fatto fare una così brutta figura con mia nonna e mi misi al lavoro. Teresa mi lasciò ad armeggiare col martello e i chiodi e in meno di mezz’ora ebbi finito. Ora il terrazzo era perfettamente schermato. Mai più spettacoli porno gratuiti da vecchie tardone sgrillettomani. Chiamai la signora Teresa. Avevo finito. Lei tornò ma vidi subito che era senza maglietta. Sopra aveva solo un reggiseno di colore rosso molto più adatto ad una ragazzina che ad una vecchia e che pareva far risaltare i suoi tettoni anziché nasconderli visto che doveva essere tre taglie più piccolo dei suoi meloni molli. ‘Che caldo che fa’ disse forse per giustificarsi ai miei occhi. ‘Già dissi. Ma non ti preoccupare adesso vado via e puoi anche metterti tutta nuda. Io non ti guardo’. ‘Adesso però guardi altrochè’ ridacchiò lei e per sottolineare il tutto si toccò ben bene una tetta sotto al reggiseno. Le piaceva farmi passare per uno sfigatello che non aveva nulla di meglio che filarsi un vecchio cesso come lei. Mi dava così fastidio che non mi trattenni più ‘Guarda che ho visto cosa facevi sai’. ‘Cosa facevo cosa?’. ‘Ti tiravi un grilletto ti ho vista’. ‘Ma che porco che sei. Ma lo sa la nonna che dici stè parolacce’. ‘Parolacce un cazzo. Tu sei una vacca e ti masturbi sul balcone. Se ti guardo è solo perchè ti fai guardare’. ‘Vacca ci sarà tua nonna io sono una signora per bene sai’. ‘Ma vaffanculo’ chiusi il discordo io e me ne andai. Lei mi seguì velocemente giù pe le scale e prima che uscissi di casa mi sbarrò il passo. ‘Senti mi dispiace’ disse. ‘Cosa ti spiace? Di avermi sputtanato con mia nonna o di essere una troia’. Lei mi si avvicinò e con un colpo secco fece sgusciare fuori una tetta dal reggiseno. ‘Ecco guarda… Guarda che bella….’. ‘Non mi interessa più’. ‘Ma si che ti interessa dai’ e così facendo tolse del tutto il reggiseno. ‘Perchè poi tu vada a dire a mia nonna che ti ho strappato il reggiseno io’. ‘Ma non lo farei mai. Quella che cercavo era solo una scusa per farti venire a casa mia. Io ci provavo ma tu non ti decidevi. Sapevo di avetelo fatto venir duro pisciando, poi me la sono anche spupazzata per farti guardare meglio ma tu niente… Solo seghe e basta. Se non ti facevo venire io eri ancora li a guardarmi dal balcone’. ‘Quindi era tutto un trucco per…’. ‘Si, bravo l’hai capito’ sussurrò lei che già aveva una mano sul cavallo dei miei pantaloni e mi tastava il cazzo. Poi mi prese la testa e se la tirò al seno. ‘Ciuccia dai. Ciuccia stè belle tettazze’. Non potevo resistere. Obbedii. Era stupendo. Mentre succhiavo i suoi grossi capezzoli il cazzo sgusciò fuori dritto fra le sue mani e cominciai a sentire che me lo accarezzava sempre più velocemente. ‘Che trave che hai qua sotto ma tua nonna lo sa?’. ‘Lo sa, lo sa’ confermai godendomi il segone mentre con le mani le stavo già abbassando la gonna svelando la ficona pelosa e pronta per me.
Nudo dalla vita in giù, arrabbiato ed arrapato non ci misi molto a farla girare mettendola a pecorina sul pavimento. Lei non desiderava altro ed io non chiavavo da cinque giorni quindi fu abbastanza normale che il mio cazzo scivolasse in un sol colpo dentro a quella vulva marcia di umori. La vecchia aveva una gran voglia e mi incitava a pompare sempre più veloce mentre mi incitava a sfondarla a colpi di cazzo. Andai avanti a montarla per una buona mezz’ora e mi tolsi la soddisfazione di tirarglielo fuori dalla fica appena in tempo per poggiarglielo sulle labbra e sborrare tutto nella sua maledetta boccaccia che aveva parlato troppo. Teresa non si lamentò affatto anzì dopo aver deglutito la mia sborra serenamente continuò a succhiarlo ottenendo di farmelo praticamente restare duro e pronto. Ci facemmo subito una seconda chiavata. Stavolta nel suo letto, lei sotto, io sopra in un mare di sudore a pompare come ricci. La signora raggiunse parecchi orgasmi eccitandomi ed invogliandomi a continuare a fotterla a tutto spiano.
A me non importava che fosse brutta o che fosse vecchia. In quel momento volevo solo fotterla a 360 gradi e già meditavo di spaccarle il culo come meritava.
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