Ci pensa mamma -parte due-
di
Jack Off
genere
incesti
“A me quella stronza non è mai piaciuta” disse Marianna mentre spadellava qualcosa alla veloce per sfamare il figlio.
“Lo so mamma, non sei nemmeno venuta al matrimonio”.
“Avevo altri impegni”.
“Tutti l’hanno vista come un chiaro segnale che non approvavi la nostra unione”.
“Tutti chi? I suoi parenti? La sorella mignotta, la madre troia?”.
“Che ne sai che sua madre è troia?”.
Marianna si limitò a sorridere come a dire che certe cose una donna le sa.
“La verità è che hai spostato la donna sbagliata solo perché era incinta. Se mettevi uno preservativo era tutto risolto”.
“Non dire così mamma, abbiamo avuto Martina ed è una ragazza stupenda”.
Sua madre sorrise “lo so, lei ogni tanto passa a trovarmi. Cresce bene, assomiglia a me da giovane”.
Alessio si limitò ad annuire. In effetti sua figlia Alessia coi suoi vent’anni era diventata una fica da paura, belle gambe lunghe, culo sodo, una terza abbondante di tette. Davvero un bel bocconcino.
“Comunque è stata colpa mia. Ero in tiro e ci sono cascato. Scoparmi la sorella di mia moglie è stata una gran cazzata, lo so”.
Sua madre scosse la testa “se una moglie non fa il suo dovere per forza che succedono certe cose”.
“O dai mamma non dire così”.
“No sei tu che devi dirmelo. Da quanto Marta non te la dava? Confessa”.
“Due mesi più o meno, ha sempre mal di testa, il ciclo, la cervicale”.
“E tu vai avanti a seghe”.
Alessio arrossì “Dai mamma…”.
Lei tornò a dedicarsi ai fornelli dandogli la schiena. Il gran culo sodo della sessantenne spingeva e ondeggiava come se desiderasse solo far scoppiare la gonna.
Alessio notò quanto ancheggiava ipnotico davanti a lui, cercò di guardare altrove.
“E comunque se avevi bisogno potevi passare prima” sussurrò la donna a mezza voce.
“Non dire così mamma” la implorò Alessio.
“Perché no scusa…”.
“Avevamo deciso di mettere una pietra sopra a tutto” sospirò lui.
“E abbiamo fatto male” gli sorrise lei mentre si avvicinava al tavolo per dargli un piatto di pasta ancora fumante. Mentre si chinava per appoggiare il piatto Alessio non potè fare a meno di notare che sotto al grembiule era senza reggiseno e la sua quinta abbondante pareva voler saltare fuori da un momento all’altro.
Cercò di distogliere lo sguardo ma la madre se ne era già accorta e invece di alzarsi in piedi continuò a stare china davanti a lui con le grosse bocce che si adagiavano sul tavolo davanti agli occhi del figlio. Grosse, sudate, pronte a esplodere.
Lui si incantò a fissarle, sotto se lo sentiva duro. Il tempo pareva essersi fermato.
Poi la donna si sollevò e chiuse il sipario “Mangia prima che si freddi”.
“Si mamma” obbedì lui come un bimbo piccolo e le tolse gli occhi di dosso.
Lo aveva lasciato solo per andare a letto. Mattia si sentiva più depresso che mai. Forse dormire un po’ lo avrebbe aiutato. Salì le scale e aprì la porta di quella che era stata la sua cameretta da ragazzo. Accese la luce e solo allora si ricordò che non c’era più il letto. Quella ormai era la stanza del cucito dove la mamma conservava la sua Singer, le pezze, i fili e tutto il resto. Per sedersi c’era solo un divano e la poltrona.
Uscì “mamma ma io dove dormo?” urlò nel corridoio.
“Non ti sento che vuoi?” urlò la donna.
Mattia fece qualche passo avanti. La porta del bagno era aperta. Marianna ancora umida era appena uscita dalla doccia e aveva in mano l’accappatoio che stava per indossare.
Mattia sgranò gli occhi. Erano almeno dieci anni che non la vedeva nuda.
Florida coi suoi gran seni, un paio di chili in più sui fianchi che non le stavano male, il ficone ancora bello riccio e peloso.
“Che c’è caro?”.
Lui sentì l’erezione bella decisa sotto ai pantaloni. Quella scena così bella che gli richiamava il lontano passato. Gli sembrava di vivere in un replay, ma quanto era passato? Venticinque anni?
Sembrava davvero di essere tornato a quel giorno quando l’aveva vista. Nella stessa doccia, più giovane ma sempre così giunonica.
La porta aperta, lei che si agitava sotto la doccia dimenando le sue forme.
Lui che si nascondeva appena dietro al muretto e in una incontenibile voglia si prendeva in mano il cazzo e iniziava a farsi una sega. La prima peccaminosa sega incestuosa della sua vita.
Ricordava ancora con quanta eccitazione avesse sborrato sul pavimento una quantità industriale di roba per poi, dopo aver riacquistato la ragione, chiedersi come avrebbe fatto a pulire tutto.
E poi era successo. Marianna era uscita dal bagno, con l’accappatoio aperto, le tettone che ciondolavano, il ficone riccio in bella vista. Gli si era parata davanti come nulla fosse mentre lui aveva a stento fatto sparire il cazzo nei pantaloni.
Marianna aveva guardato a terra, capito subito che non era acqua, guardato lui con aria strana.
Mattia aveva abbassato gli occhi pieno di vergogna senza sapere cosa avrebbe fatto la madre. Picchiato forse?
“Non sei un po’ grande per farti solo le seghe” aveva detto lei lasciandolo del tutto tramortito.
Lo aveva preso per mano, spogliato piano piano, spinto a forza nella doccia ed era entrata con lui.
Quando aveva sentito che la mano della madre non gli stava esattamente lavando il cazzo non riusciva a credere a ciò che stava succedendo.
Il cazzo gli era diventato di marmo. Lei continuava a segarlo. Lui prese coraggio, allungò le mani, le cinse forse i grossi seni…
Mattia perse così la sua verginità. Montando sua madre chinata in avanti contro le piastrelle della doccia, con le gambe larghe e la fica bagnata. L’acqua tiepida che scorreva sulle loro teste.
Nonostante gli anni quella restava ancora la più bella scopata della sua vita.
Negli anni successivi mamma Marianna gli tolse ogni inibizione. Lei era vedova e di certo con parecchie voglie, lui pronto ad imparare tutto.
Leccare una fica senza morderla, dare piacere alle varie zone erogene di una femmina, durare un po’ di più….la scopata anale (che alla fine era più una porcata che una lezione) ma Marianna gli diede il culo senza problemi insegnandogli anche a rendere l’esperienza più piacevole che dolorosa.
Aveva preso coscienza di se, era diventato uomo, la nave scuola Marianna salpava ogni sera. Mattia godeva, imparva, ci dava dentro, la mamma godeva una seconda giovinezza con quel cazzo giovane e sempre duro.
Uomo fatto, esperto e bravo a letto Mattia aveva avuto parecchie compagne. Ci aveva dato più che poteva come era giusto anche se la sera tornava sempre a letto da mamma che quasi provava piacere a sentire le avventure erotiche del figliolo. Una specie di preliminare per eccitarli entrambi prima di fare sesso.
Poi era arrivata Marta, bella, diversa dalle altre, più possessiva quasi dominante ma a lui piaceva forse perché anche nel fare sesso gli ricordava la madre maestra.
A Marianna non era piaciuta. Ci aveva parlato una mezz’ora e non le era piaciuta. La sentiva falsa, strana, troppo possessiva. Comunque non disse nulla. Mattia era libero di infilarlo dove voleva.
Dopo poco più di un mese Marta rimase incinta. Prendeva la pillola, diceva, ma rimase incinta lo stesso. A volte le pillole non funzionano. Mattia si fece andare bene questa spiegazione a Marianna la cosa non piacque per nulla “sei poi sicuro che è tuo?”.
“Sono due mesi che vengo dentro mamma. Penso di sì”.
“Speriamo” aveva fatto spallucce la donna.
Il mese dopo Mattia fece ciò che andava fatto. Trovò una casa e sposò Marta.
La settimana prima della cerimonia Mattia andò dalla madre. Fecero sesso, tanto sesso per tutto il pomeriggio. Non risparmiarono nessun buco e nessuna posizione.
Alla sera, prima di tornare a casa disse alla madre che ora che era un uomo sposato non era giusto che avesse ancora rapporti sessuali con lei.
Marianna disse “hai ragione” in modo molto freddo e scontento ma accettò la cosa.
La settimana successiva Marianna trovò una scusa e non andò al matrimonio…
Per anni madre e figlio non fecero più nulla di diverso da tutte le madri e i figli. La cosiddetta pietra sopra. Nemmeno parlavano mai di cosa e quanto avevano fatto in quella casa. Lei restava una bella donna, Mattia si sforzava di non guardarla con lussuria o desiderio. Ogni tanto, in segreto, ripensava a lei e si faceva una sega in solitario ma non diceva nulla a nessuno.
E adesso? Adesso era tornato a quel giorno in cui la mamma gli aveva preso il cazzo in mano per la prima volta. Quando glielo aveva fatto mettere dentro, l’aveva sverginato, gli aveva offerto quelle tettone per ogni sua voglia..l
Marta era fuori dalla sua vita, la mamma era lì, nuda sul letto e lo aspettava.
Mattia ancora umido tolse l’accappatoio e le mostrò un cazzo in piena erezione.
Lei spense la luce.
Lui le scivolò accanto palpando il suo corpo giunonico e accarezzando quelle gran mammelle.
Lei gli prese il cazzone e se lo guidò fra le gambe.
Mattia sentì il caldo umido del suo gran ficone avvolgerli l’uccello.
“O Cristo mamma quanto mi sei mancata” sospirò mentre glielo spiengeva dentro il più possibile.
Lei gli mise le mani dietro al sedere, lo attirò più che poteva verso di lei, dentro di lei.
“Bentornato dalla mamma tesoro mio” sussultò la donna sentendo la verga dura dentro di se.
Mattia iniziò a pompare con tutte le forze che aveva….
“Lo so mamma, non sei nemmeno venuta al matrimonio”.
“Avevo altri impegni”.
“Tutti l’hanno vista come un chiaro segnale che non approvavi la nostra unione”.
“Tutti chi? I suoi parenti? La sorella mignotta, la madre troia?”.
“Che ne sai che sua madre è troia?”.
Marianna si limitò a sorridere come a dire che certe cose una donna le sa.
“La verità è che hai spostato la donna sbagliata solo perché era incinta. Se mettevi uno preservativo era tutto risolto”.
“Non dire così mamma, abbiamo avuto Martina ed è una ragazza stupenda”.
Sua madre sorrise “lo so, lei ogni tanto passa a trovarmi. Cresce bene, assomiglia a me da giovane”.
Alessio si limitò ad annuire. In effetti sua figlia Alessia coi suoi vent’anni era diventata una fica da paura, belle gambe lunghe, culo sodo, una terza abbondante di tette. Davvero un bel bocconcino.
“Comunque è stata colpa mia. Ero in tiro e ci sono cascato. Scoparmi la sorella di mia moglie è stata una gran cazzata, lo so”.
Sua madre scosse la testa “se una moglie non fa il suo dovere per forza che succedono certe cose”.
“O dai mamma non dire così”.
“No sei tu che devi dirmelo. Da quanto Marta non te la dava? Confessa”.
“Due mesi più o meno, ha sempre mal di testa, il ciclo, la cervicale”.
“E tu vai avanti a seghe”.
Alessio arrossì “Dai mamma…”.
Lei tornò a dedicarsi ai fornelli dandogli la schiena. Il gran culo sodo della sessantenne spingeva e ondeggiava come se desiderasse solo far scoppiare la gonna.
Alessio notò quanto ancheggiava ipnotico davanti a lui, cercò di guardare altrove.
“E comunque se avevi bisogno potevi passare prima” sussurrò la donna a mezza voce.
“Non dire così mamma” la implorò Alessio.
“Perché no scusa…”.
“Avevamo deciso di mettere una pietra sopra a tutto” sospirò lui.
“E abbiamo fatto male” gli sorrise lei mentre si avvicinava al tavolo per dargli un piatto di pasta ancora fumante. Mentre si chinava per appoggiare il piatto Alessio non potè fare a meno di notare che sotto al grembiule era senza reggiseno e la sua quinta abbondante pareva voler saltare fuori da un momento all’altro.
Cercò di distogliere lo sguardo ma la madre se ne era già accorta e invece di alzarsi in piedi continuò a stare china davanti a lui con le grosse bocce che si adagiavano sul tavolo davanti agli occhi del figlio. Grosse, sudate, pronte a esplodere.
Lui si incantò a fissarle, sotto se lo sentiva duro. Il tempo pareva essersi fermato.
Poi la donna si sollevò e chiuse il sipario “Mangia prima che si freddi”.
“Si mamma” obbedì lui come un bimbo piccolo e le tolse gli occhi di dosso.
Lo aveva lasciato solo per andare a letto. Mattia si sentiva più depresso che mai. Forse dormire un po’ lo avrebbe aiutato. Salì le scale e aprì la porta di quella che era stata la sua cameretta da ragazzo. Accese la luce e solo allora si ricordò che non c’era più il letto. Quella ormai era la stanza del cucito dove la mamma conservava la sua Singer, le pezze, i fili e tutto il resto. Per sedersi c’era solo un divano e la poltrona.
Uscì “mamma ma io dove dormo?” urlò nel corridoio.
“Non ti sento che vuoi?” urlò la donna.
Mattia fece qualche passo avanti. La porta del bagno era aperta. Marianna ancora umida era appena uscita dalla doccia e aveva in mano l’accappatoio che stava per indossare.
Mattia sgranò gli occhi. Erano almeno dieci anni che non la vedeva nuda.
Florida coi suoi gran seni, un paio di chili in più sui fianchi che non le stavano male, il ficone ancora bello riccio e peloso.
“Che c’è caro?”.
Lui sentì l’erezione bella decisa sotto ai pantaloni. Quella scena così bella che gli richiamava il lontano passato. Gli sembrava di vivere in un replay, ma quanto era passato? Venticinque anni?
Sembrava davvero di essere tornato a quel giorno quando l’aveva vista. Nella stessa doccia, più giovane ma sempre così giunonica.
La porta aperta, lei che si agitava sotto la doccia dimenando le sue forme.
Lui che si nascondeva appena dietro al muretto e in una incontenibile voglia si prendeva in mano il cazzo e iniziava a farsi una sega. La prima peccaminosa sega incestuosa della sua vita.
Ricordava ancora con quanta eccitazione avesse sborrato sul pavimento una quantità industriale di roba per poi, dopo aver riacquistato la ragione, chiedersi come avrebbe fatto a pulire tutto.
E poi era successo. Marianna era uscita dal bagno, con l’accappatoio aperto, le tettone che ciondolavano, il ficone riccio in bella vista. Gli si era parata davanti come nulla fosse mentre lui aveva a stento fatto sparire il cazzo nei pantaloni.
Marianna aveva guardato a terra, capito subito che non era acqua, guardato lui con aria strana.
Mattia aveva abbassato gli occhi pieno di vergogna senza sapere cosa avrebbe fatto la madre. Picchiato forse?
“Non sei un po’ grande per farti solo le seghe” aveva detto lei lasciandolo del tutto tramortito.
Lo aveva preso per mano, spogliato piano piano, spinto a forza nella doccia ed era entrata con lui.
Quando aveva sentito che la mano della madre non gli stava esattamente lavando il cazzo non riusciva a credere a ciò che stava succedendo.
Il cazzo gli era diventato di marmo. Lei continuava a segarlo. Lui prese coraggio, allungò le mani, le cinse forse i grossi seni…
Mattia perse così la sua verginità. Montando sua madre chinata in avanti contro le piastrelle della doccia, con le gambe larghe e la fica bagnata. L’acqua tiepida che scorreva sulle loro teste.
Nonostante gli anni quella restava ancora la più bella scopata della sua vita.
Negli anni successivi mamma Marianna gli tolse ogni inibizione. Lei era vedova e di certo con parecchie voglie, lui pronto ad imparare tutto.
Leccare una fica senza morderla, dare piacere alle varie zone erogene di una femmina, durare un po’ di più….la scopata anale (che alla fine era più una porcata che una lezione) ma Marianna gli diede il culo senza problemi insegnandogli anche a rendere l’esperienza più piacevole che dolorosa.
Aveva preso coscienza di se, era diventato uomo, la nave scuola Marianna salpava ogni sera. Mattia godeva, imparva, ci dava dentro, la mamma godeva una seconda giovinezza con quel cazzo giovane e sempre duro.
Uomo fatto, esperto e bravo a letto Mattia aveva avuto parecchie compagne. Ci aveva dato più che poteva come era giusto anche se la sera tornava sempre a letto da mamma che quasi provava piacere a sentire le avventure erotiche del figliolo. Una specie di preliminare per eccitarli entrambi prima di fare sesso.
Poi era arrivata Marta, bella, diversa dalle altre, più possessiva quasi dominante ma a lui piaceva forse perché anche nel fare sesso gli ricordava la madre maestra.
A Marianna non era piaciuta. Ci aveva parlato una mezz’ora e non le era piaciuta. La sentiva falsa, strana, troppo possessiva. Comunque non disse nulla. Mattia era libero di infilarlo dove voleva.
Dopo poco più di un mese Marta rimase incinta. Prendeva la pillola, diceva, ma rimase incinta lo stesso. A volte le pillole non funzionano. Mattia si fece andare bene questa spiegazione a Marianna la cosa non piacque per nulla “sei poi sicuro che è tuo?”.
“Sono due mesi che vengo dentro mamma. Penso di sì”.
“Speriamo” aveva fatto spallucce la donna.
Il mese dopo Mattia fece ciò che andava fatto. Trovò una casa e sposò Marta.
La settimana prima della cerimonia Mattia andò dalla madre. Fecero sesso, tanto sesso per tutto il pomeriggio. Non risparmiarono nessun buco e nessuna posizione.
Alla sera, prima di tornare a casa disse alla madre che ora che era un uomo sposato non era giusto che avesse ancora rapporti sessuali con lei.
Marianna disse “hai ragione” in modo molto freddo e scontento ma accettò la cosa.
La settimana successiva Marianna trovò una scusa e non andò al matrimonio…
Per anni madre e figlio non fecero più nulla di diverso da tutte le madri e i figli. La cosiddetta pietra sopra. Nemmeno parlavano mai di cosa e quanto avevano fatto in quella casa. Lei restava una bella donna, Mattia si sforzava di non guardarla con lussuria o desiderio. Ogni tanto, in segreto, ripensava a lei e si faceva una sega in solitario ma non diceva nulla a nessuno.
E adesso? Adesso era tornato a quel giorno in cui la mamma gli aveva preso il cazzo in mano per la prima volta. Quando glielo aveva fatto mettere dentro, l’aveva sverginato, gli aveva offerto quelle tettone per ogni sua voglia..l
Marta era fuori dalla sua vita, la mamma era lì, nuda sul letto e lo aspettava.
Mattia ancora umido tolse l’accappatoio e le mostrò un cazzo in piena erezione.
Lei spense la luce.
Lui le scivolò accanto palpando il suo corpo giunonico e accarezzando quelle gran mammelle.
Lei gli prese il cazzone e se lo guidò fra le gambe.
Mattia sentì il caldo umido del suo gran ficone avvolgerli l’uccello.
“O Cristo mamma quanto mi sei mancata” sospirò mentre glielo spiengeva dentro il più possibile.
Lei gli mise le mani dietro al sedere, lo attirò più che poteva verso di lei, dentro di lei.
“Bentornato dalla mamma tesoro mio” sussultò la donna sentendo la verga dura dentro di se.
Mattia iniziò a pompare con tutte le forze che aveva….
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