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incesti

Me la trovo praticamente in casa. In salotto. Bella (si fa per dire) comoda sul divano della zia. Un abitino blu corto, calze autoreggenti col bianco della pelle sopra la giarrettiera che sporge in bella vista. Deve essere il vestito più sexy che ha mai indossato, resta comunque un mezzo cesso.
Ora, precisiamo, non è che io disprezzi le donne brutte o mal fatte, anzi mi intrigano ancora di più però è anche vero che mi stufo in fretta.
Ines, l’amica di zia, me la sono fatta per la prima volta un annetto fa durante un viaggio con la zia, poi l’abbiamo fatto, nel medesimo viaggio, tutti e tre assieme ed è stato fantastico soprattutto perché era così inesperta, così imbarazzata.
Sono stato varie volte a casa sua, nella sua piscina gonfiabile. Mi sono fatto lei, sua cugina e sua zia (che fra l’altro sono molto più gnocche di lei), le ho fatto il culo, l’ho aiutata a scoprire l’orgasmo anale di cui ora non può più fare a meno, ho aiutato il figlio Marco a farsela e so che adesso lo fanno quasi ogni giorno…
Insomma ritengo di aver dato a Ines abbastanza.
In più ci sono due cose che non sopporto. La prima è il figlio Marco. Troppo ossessivo, noioso. Ogni volta che sono andato con sua madre mi ha chiesto come, in che modo, in che buco.
I dettagli, sempre gli stessi che lui vuole gli ripeta a iosa. Alla fine tra lui e la madre sono diventati come due sanguisughe attaccate alle palle e non parliamo di quando Marco si nasconde e mi spia mentre gli fotto la madre per poi uscire a cazzo duro e sagarsi a tutta forza sborrando sulla madre mentre le urla “troia” o “puttana” o altro.
Una volta mi può anche andare bene ma ogni volta? Sto scemotto che sega alla fine mi pesa più di lei…
L’altro problema l’ho già detto e l’ho detto direttamente a lei. Credo che si sia giocata tutto il repertorio. Penso che farlo con lei sia un po’ sempre la solita solfa. Probabilmente perché non è una vera porca che si lascia andare ma una mezza suora che a cinquant’anni ha deciso di lasciarsi andare. Chissà perché sembra sempre tutto così forzato, così meccanico.
Non so ma di certo il cazzo non mi dice “forza andiamo a casa di Ines che voglio svuotarmi”.
“Hai visto chi è passato a trovarci” sorride mia zia.
“Si, si”.
“Io devo giusto uscire così siete soli soletti per un paio d’ore” ammicca maliziosa la zia.
“Vuoi restare? Ti va?” le propongo dandole uno schiaffo sul sedere.
Lei, stranamente, dice di no, che deve proprio uscire. Strano ma vero la mia zietta bisex rifiuta una monta doppia con la sua amica. Che stia sul cazzo anche a lei, mi chiedo.
In realtà il motivo è assai diverso e lo scoprirò presto ma per ora lascio che vada come deve andare. La zia se ne va, Ines sul divano con le gambe spalancate.
Mi avvicino in piedi davanti a lei, inizio a sbottonare la patta, lei mi aiuta.
“Mi hai trascurata tantissimo” sorride mentre me lo prende in mano.
“Sto facendo i preparativi per le vacanze” dico mentre le sbottono la camicetta per scoprire le tettine.
“Dovevamo fare quel viaggetto da mia madre, ti ricordi?”.
Certo che me lo ricordo. Quando avevo fatto capire alla vacca che la mia routine con lui mi stava stufando, Ines, pur di avermi e sapendo la mia predilezione per le donne anziane mi aveva offerto di fare un bel viaggio a casa di sua madre ultra settantenne promettendomi che me la sarei potuta fare a mio piacimento.
Avevo visto un paio di foto della vecchia cariatide (vestita). Un bel donnone con le poppone e il culone.
Bella come la figlia (quindi assai poco) ma quel culone e quelle tettone mi ispiravano già delle fantasie da cazzo di marmo.
Poi era saltato tutto. La mattina della partenza il figlio scemo di Ines, Marco, aveva pensato bene di inculare la madre con una prolunga di lattice sul cazzo.
Una stronzata per minidotati che ovviamente si era subito incastrata nel culo della donna e non veniva più fuori.
Per fortuna c’ero io che seguendo l’esempio dei cani avevo suggerito di far venire Marco, farlo sgonfiare e avrebbe risolto.
Per farlo nulla di meglio che inchiappettarmi il coglioncello che a me aveva sempre puzzato di frocetto e che in effetti alla fine il mio uccello nel culo se lo era pure goduto.
Parliamoci chiaro; non sarebbe stato così necessario fare sesso anale. Poteva eccitarsi in mille modi ma l’occasione di rompere il culo a questo spacca coglioni che mi angosciava sempre con la storia di sua madre, col volermi spiare mentre la sfondavo, col volermi continuamente parlare di lei ogni santo giorno… insomma inchiappettarlo mi era parso il prezzo minimo per aver sopportato lui e la sua mamma troia così tanto tempo.
Alla fine, mi dice adesso Ines, gli avevo pure fatto un piacere.
Quell’esperienza omosessuale gli aveva aperto gli occhi (e il culo) e aveva iniziato a prendere coscienza di se stesso. Cazzo piccolo e poco durevole, molto effeminato, culo spanato…
“Si è trovato un amico…di colore” spiega la donna e subito aggiunge “ben messo”.
“E tu come lo sai che il nero è ben messo?”.
“Marco ha insistito perché lo provassi anche io. Niente male sappilo”.
“Quindi adesso avete il nero che vi inchiappetta assieme mamma e figlio. Buono direi”
Ines sorride, allarga le gambe. “Sono venuta senza mutande per te” dice mostrandomi il pelazzo lungo che ha fra le gambe. “Mi è dispiaciuto tanto che quel giorno poi non se ne è fatto nulla. Con quel coso di lattice nel culo ero distrutta, mi spiace”.
“Eri anche piena di merda, per quello sono scappato”.
Arrossisce un attimo. In effetti quando il “tappo” di lattice dal culo le è partita una colata di merda che sono dovuto scappare per la puzza e sono poi scappato così lontano che per quel giorno il viaggio per la “trombata” della nonna l’abbiamo rimandato.
“Perché non sei tornato? Avevo già convinto mia madre che avrei portato con me un giovane fisioterapista per i massaggi. Potevi averla”.
“Me ne sono fatto una ragione. Alla fine mi sono fatto bastare tua zia”.
“Sei tornato a farti mia zia Franca?”.
“Si, con tua cugina Miriam, la figlia. Dopo che quel giorno abbiamo chiavato tutti assieme in piscina ho continuato a vederla e anche Franca mi ha rivisto volentieri”.
“Ma cavolo, mia cugina mi ruba il pisellone e pure mia zia…”.
“Pure tua nipote a dirla tutta” rido.
“Ma chi Nicole?”.
“Ma si, aveva voglia, la madre condivideva volentieri e abbiamo fatto”.
“A maiale bastardo solo a me neghi il cazzo allora”.
“Ti vuoi confrontare con una ventenne fica? Davvero?”.
Lei mi sorride “lo sai che più mi tratti male e più ti voglio”.
Mi apro i pantaloni, lo tiro fuori. Lei lesta so leva tutto restando in calze autoreggenti “questa però considerala una trombata di buona uscita. Domani parto, ci sono le vacanze”.
“Non torni a settembre?” annuisce triste mentre me lo massaggia con la mano.
“Non so dirtelo. Se la zia mi ospiterà ancora si, ma tutto cambia”.
Annuisce, poi se lo porta alla bocca, ingoia la cappella, succhia…
“A proposito forse non te l’ha detto ma siamo incinte”
Per poco non soffoca, sputa il cazzo “ma chi? Miriam? Mia cugina?”.
“Tutte e due. Sia Miriam che Nicole. La vecchia per caso mentre la seconda ci teneva proprio.
“Oddio ci mancava solo quello, che mettevi incinta anche me. Già così fatico ad arrivare a fine mese”.
“Allora stai attenta che magari ti esce un bimbo marrone dell’amico di Marco” rido.
“Prendo di nuovo la pillola, stai tranquillo” e eccitata dal salame che ha davanti riprende a succhiarlo per bene.

Il resto del tempo lo usiamo per la solita scopatina svuotapalle. Lei sotto, io sopra. La fica che cola, l’uccello che freme… e poi il climax finale. Il culo!
Mai visto una donna adorare tanto farlo nel culo.
E non a pecora come sarebbe scontato, no. A Ines piace impalarsi sopra. Sedersi come se io fossi una poltrona, farselo andare su per il retto fino ai coglioni e a quel punto andare su e giù come una pazza urlando e godendo mentre io le strizzo le tette e la schiaccio contro il mio petto.
È lì che da il meglio, quando arriva il doppio orgasmo anale e vaginale. Gode nel culo che sale di temperatura e si riempie di umori e squirta dalla fica senza nemmeno toccarla.
Una specie di pisciata di orgasmi che la appaga più che mai.
A quel punto è così spompata e rotta ovunque che tocca a me passare all’azione. Adesso si che si mette a pecora, allarga bene il culo burroso e me lo offre.
Io in massima erezione la prendo da dietro. Glielo rificco in quel culo smunto senza fatica, la afferro salda alle cicce che hai ai fianchi e me la sbatto senza pudore fin che non le faccio un bidet di sborra…

Quando torna mia zia abbiamo appena finito.
Ancora nudi sul divano…sborra ovunque.
“Scusa Luisella, mi sa che abbiamo sporcato un po’” sorride Ines.
“Per forza coli come una cagna in calore” sorride mia zia.
“Vai di la, fatti una doccia, mica puoi andare in giro così”.
“Dovresti anche prestarmi un paio di mutandine” dice Ines.
“È uscita senza” preciso io sorridendo alla zia.
Luisella mi guarda, solleva la gonna, sotto ha solo il collant color daino velatissimo e la sua ficona pelosa che fa ciao ciao dietro al nylon. “Prendi quelle che vuoi tanto io non le uso quasi mai” ride.
La lasciamo andare in bagno poi zia mi siede vicino, mi accarezza il cazzo barzotto “tutto bene?”.
“Le ho praticamente dato il ben servito”.
“Hai fatto bene. Anche a me sta sui coglioni lei e il figlio scemo. Meno male che Fabrizio ha smesso nuoto così non si vedranno più. Secondo me Fabrizio mi è diventato gay per colpa di quel frocio di Marco”.
Sorrido, non commento. Secondo me erano già così all’origine sia Marco che Fabrizio.

“Come mai non sei rimasta? Potevamo farci la Ines assieme. Potevi usare il tuo strapon, so che lo adori”.
“No tesoro, dovevo proprio andare, era importante”.
“Di preciso dove scusa?”.
“Dal ginecologo” sorride.
“A. Problemi?”.
“Nulla di grave. Sono solo incinta” sorride.
Sgrano gli occchi “noooo, ma dai, anche tu?”
“Come sarebbe a dire anche?”
Così sono costretto a confessarle che in quest’anno a casa sua oltre a lei ho messo incinta la cugina di Ines, Miriam, la figlia di Miriam, Nicole e la mia prof di lingue.
“Quattro donne hai ingravidato? Cavolo ma sei un pazzo”.
“Zia le altre erano in menopausa o sterili” sorrido fiero del mio seme e col cazzo già duro al solo pensare a tutte queste preganti troie.
“Che dirai allo zio?”
“Che è suo ovvio”.
“Ci crederà?”.
“Sicuro che si” sorride.
“Solo a pensarti col pancione mi viene di marmo”
“Lo vedo” sorride.
“Ti va?”.
“Scommetto che vuoi che tenga il collant”.
“Se puoi si”.
Si leva veloce il vestito, resta col solo nylon. Le guardo le tettone, sembrano più grosse. Probabilmente è solo una illusione data dalla certezza di averla riempita. Mi avvicino voglioso, gliele stringo per bene. “E lo zio?” domando mentre la mungo un po’.
“Stasera lo faccio scopare così siamo tranquilli” sorride lei mentre ha già afferrato il mio uccello con la mano.
Strappa il nylon, libera la ficona pelosa “mi costi una fortuna in collant” sorride.
“A Natale te ne regalo una camionata” le ribatto tutto eccitato dal suo pelo che mi saluta dallo strappo.

Arriva Ines, ci guarda. Ho la zia in braccio, coi suoi poderosi tettoni sul mio volto, la sua gran fica che avvolge il mio cazzo, il suo gran culo che sbatacchia a tutto spiano.
I suoi occhi azzurri da gatta in calore sgranati più che mai.
Ines raccatta le sue vesti dal pavimento. Li indossa piano piano sperando forse che qualcuno la guardi. “Io andrei” sorride.
“Si vai, o si vaiiiii, vaiiiii” geme zia Luisella senza degnarla di uno sguardo.
Probabilmente non la vedremo mai più.

“Vienimi dentro fin che puoi tesoro” geme la zia.
“O si, o si… siiii…. Non vedo l’ora di sborrarti il pancione” mormoro in piena estasi e poi le faccio il pieno…

Purtroppo qualche giorno dopo lo zio Carlo che alla fine tanto scemo non era fa due più due.
Quando zia Luisella gli dice che è incinta capisce subito che non è suo e capisce anche che me la sono bombata io alla grande.
Che cosa abbia detto di preciso non lo so perché sono a trecento chilometri da loro (per fortuna).
A me si limitano a dire che a settembre non tornerò in città da loro. Non sono più gradito.
Che dire, un po’ mi spiace. Non rivedrò più la signora Marta col marito cuck, la signora Liliana col figlio succhiacazzi e il marito convinto che guardarmi mentre la inculo sia una giusta punizione, non vedrò più Rosa la cugina troia della signora Bianca nostra dirimpettaia culona, Carla la prof troia e marito al seguito, Vera l’altra prof altrettanto vacca, Rossella un’altra prof con un figlio mio nel pancione, Marta la mamma vacca del mio prof frocio di arte, le sorelle e la mamma troia dello zio Carlo che mi sono fatto al maneggio, il vaccone settantenne senza reggiseno che mi ha offerto il gelato, le due vecchie baldracche dell’ospizio, Miriam fiera di essere stata messa incinta da me, la figlia Nicole anche lei pregna per far felice la mamma, la loro madre Franca vecchia troia da competizione e la loro cugina Ines, forse quella che mi mancherà meno.
Amen. Sono andate. Magari le rivedrò un giorno, più grande, più maturo, più porco…chi può saperlo.
Spero solo che zia, almeno lei, prima di o poi faccia una scappata al paesello e mi si offra per quella famosa sborrata sul pancione gravido…
Fra l’altro darà alla luce un maschio. Lo chiameranno Joe e pare che alla nascita l’ostetrica, per un attimo abbia pensato che avesse TRE gambe… ma non era una gamba ovviamente.
Insomma diciamo pure che è stato un anno proficuo.
Cento storie, mille scopate, diecimila seghe dei miei cari lettori che hanno avuto voglia di leggerle.
Buone vacanze a tutti…
Jackoffstorie@yahoo.com
scritto il
2026-06-20
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