Ci pensa mamma -parte uno-
di
Jack Off
genere
incesti
In quasi dieci anni non si erano mai cagati. Nessun interesse, poca simpatia, nulla in comune. Molly, la sorella maggiore di sua moglie non gli aveva mai detto nulla.
Quindi trovarsi in auto con lei, a braghe calate e cazzo duro a godersi una memorabile pompa della cognata gli pareva ancor più paradossale.
La cosa era iniziata per caso, praticamente per sbaglio. Un po’ di vino di troppo, un paio di capogiri della donna e subito sua moglie Marta lo aveva proposto come chaffeur.
Mattia non ne aveva precisamente voglia. Uno perché anche lui aveva un mal di testa più forte del solito, quel vinello spagnolo portato fra l’altro dalla stessa Molly sembrava picchiasse in testa. Due, per quanto lo riguardava una come Molly si poteva anche arrangiare. Non era affar suo.
Ma sua moglie Marta sapeva farsi valere e lui, paziente, alla fine si era ritrovato in auto con la cognata sperando di non trovare la polizia perché anche lui era sicuramente oltre lo 0,5.
La prima cosa che turbò Mattia fu vedere un largo scorcio della figa della cognata.
Assurdo. Non aveva le mutande e quando era salita in auto, i bottoni dell’abito intero blu che indossava, completamente slacciati non lasciavano molto spazio all’immaginazione.
Una bella ficona coi peli lunghi e ricci esibita con noncuranza dalla donna che, tanto per non farsi mancare nulla, teneva le gambe belle aperte come se stesse dando aria alla patata.
Ovviamente, per reazione, ad Alessio era già venuto il cazzo discretamente duro e gli pulsava nei pantaloni…
Sperò che Molly non se accorgesse, del resto era abbastanza ubriaca da non notarlo e cercò di concentrasi sulla guida.
Ma lei non gli dava tregua. Pochi minuti e aprì anche i bottoni della scollatura.
Naturalmente visto che non aveva le mutande aveva pensato bene di non mettere neanche il reggiseno. Allessio riuscì solo a pensare a quanto era troia sua cognata. Divorziata da tre anni, dicevano in famiglia per problemi di infedeltà dell’ex marito. Così aveva sentito dire ovviamente ma adesso si domandava se una vacca così che va a cena dalla sorella senza mutande non fosse lei stessa responsabile del fallimento del suo matrimonio.
Comunque Molly aveva un bel seno. Non era tettona come la sorella Marta che aveva una bella quarta, arrivava al massimo a una seconda ma quelle sue piccole bocce tonde coi capezzoli allungati e certamente duri erano piacevoli ed eccitanti.
Continuò, anche se non era facile, a ignorare la cognata anche se di tanto in tanto lanciava qualche sguardo quando i lampioni della strada illuminavano l’abitacolo sottolineando il corpo ormai semi nudo della donna che avendo slacciato anche gli ultimi bottoni rimasti indossava l’abito come se fosse un gilet spalancato mostrando il suo corpo tonico praticamente nudo.
Certo la voglia di farsela c’era ma non avrebbe mai approfittato di una donna ubriaca, si sarebbe sentito quasi uno stupratore. Era deciso a fare il bravo. Al massimo si sarebbe fatto una sega appena possibile dedicando lo schizzo alla cognata.
Invece fu lei a prendere la cosa in mano.
In tutti i sensi.
Praticamente gli si gettò addosso con tanta e tale foga che Alessio dovette arrestare la macchina di colpo e accostare. Per fortuna erano quasi le due di notte e la stanza era deserta.
“Molly ma che caz…” borbottò.
La donna però era irrefrenabile. Allungò la mano sulla sua patta, glielo accarezzò attraverso i pantaloni “Ummm siamo belli duri” sorrideva.
“È per forza” rispose Alessio impotente.
“Ti piacciono le mie tette?” rideva lei sventolandogliele in faccia.
“Molto belle” le disse senza dare troppo peso alla cosa.
“Succhiale” gli ordinò Molly.
“Ma no dai…”.
“Succhiamele forza…” urlò lei come se fosse un ordine.
E va bene troia. Pensò Mattia che, fra l’altro, non scopava da due mesi perché Marta trovava sempre qualche scusa per non aprire le gambe. Va bene…vuoi un cazzo duro… prendilo. Pensò mentre si avventava con la bocca su quei capezzoli duri.
Intanto, anche Molly, armeggiando con maestria nei suoi pantaloni aveva in mano qualcosa di duro…
“O si succhia troia succhia” gemeva Mattia mentre Molly in apne ciucciava che era un piacere chinata su di lui con le belle tette che accarezzavano il petto del maschio eccitato.
Non avrebbe mai pensato che la cognata fosse tanto pompinara. Ci dava dentro di brutto, in apnea… sembrava che non avesse mai avuto nulla di più buono in bocca.
“Cazzzooooo vengoooo” urlò Alessio al culmine del piacere. Molly non gli dava tregua. Continuò a sucvhiare come nulla fosse. Il cazzo di Alessio sparò un mezzo litro di sborra arretrata, la vacca mandò giù il suo seme come nulla fosse e continuò a ciucciare anche quando lo sperma le colava dalla bocca giù lungo il seno.
Quando smise di lavorare sul suo attrezzo Alessio si sentiva svuotato come non mai…
Incurante di essere praticamente nuda Molly uscì dalla macchina. Si accucciò dolcemente sulla strada riparandosi con la porta aperta e prese a pisciare come una vacca.
Alessio non la poteva vedere perché la fica era nascosta dal sedile ma sentirla sparare fluidi così in mezzo alla strada lo stava eccitando di nuovo.
Si alzò, fec il giro della macchina con l’uccello a penzoloni e la raggiunse. Lei ancora accucciata lui di fronte al suo viso.
Allungò una mano, le strinse di nuovo una tetta. Era ancora abbastanza duro ed eccitato per fare una cosa completa. Ora che la sentiva così nelle sue mani gli era passata ogni inibizione e desiderava solo farsela. Sfondare ben bene quella bella ficona riccia.
Nonostante gli ballassi duro davanti alla bocca Molly lo ignorò.
Alessio si spinse un po avanti per farglielo delicatamente appoggiare al viso.
Molly invece si alzò in piedi. “Beh?” gracchiò con la sua vocina da chioccia.
“Mi ti voglio fare” le disse calmo e sicuro come se fosse scontato che avrebbero scopato.
Lei invece si mise a ridere “Hahahaha ti piacerebbe… forza portami a casa e fatti bastare la pompa”.
A lui parve di non capire. Gli si era spogliata davanti, gli aveva messo le tette in faccia, gli aveva succhiato il cazzo come una idrovora e adesso non voleva una ripassata in quella ficona che pareva colasse di desiderio ogni volte che apriva le gambe.
La guardò. Aveva sempre giudicato sua cognata un po stronza. Questa era solo la conferma pensò fra se è se.
Siccome non era da lui prendere le donne a forza si abbottonò i pantaloni meglio che poteva, strinse il cazzo giù lungo la gamba e tornò in auto.
Accese il motore e avviò la macchina appena Molly si fu seduta.
Era ancora mezza nuda ma a lui non importava più.
Quando arrivarono sotto casa della donna fermò l’auto. Non disse una parola.
Molly intanto aveva riabbottonato il vestito e sembrava almeno decente anche se i seni erano ancora un po’ fuori e quando aprì la portiera per scendere gli mostrò un abbondante scorcio di fica e culo.
“Allora grazie del passaggio” sorrise la donna che adesso sembrava più che lucida come se avesse già smaltito la sbornia.
“Vaffanculo va…” rispose lui e appena la portiera fu chiusa partì a razzo per tornare a casa.
La testa gli faceva male da impazzire.
Tornò a casa, si gettò dritto nella doccia per togliersi ogni odore di Molly dal corpo.
L’acqua scorreva.
Ripensò alla ficona della cognata e si fece una sega.
Il cazzo gli scoppiava!
Sparò alla grande poi pulì meglio che poteva le pianelle della doccia su cui era colato il suo seme, si lavò a fondo ancora e ancora sperando che l’acqua fredda gli facesse passare quel mal di testa atroce.
Andò a letto. Nudo. Sua moglie Marta girata su un fianco dormiva alla grande e russava forte. Anche lei aveva bevuto troppo.
Scivolò nel letto senza fare rumore, si mise comodo su un fianco e pensò ancora a sua cognata. Che avrebbe fatto la prossima volta che si fossero visti? Magari gliela avrebbe data pensò.
Poi si rese conto che la cosa gli stava stimolando un’altra erezione.
Per evitare di doversi fare ancora un’altra sega provò a pensare ad altro cercando di prendere sonno.
Alessio si svegliò al mattino dopo alle 7 come al solito. Si sentiva ancora un po confuso come se il sesso orale con Molly fosse stato tutto un sogno. La nuca gli doleva alla grande. Troppo vino è troppo poco sonno…
Si mise i pantaloni del pigiama tanto per coprirsi e scese in cucina. Aveva bisogno di un caffè doppio se voleva trovare la forza di andare al lavoro.
Entrò in cucina Marta era seduta al tavolo e armeggiava col suo telefono.
“Niente caffè?” chiese lui un po’ sbalordito.
“Fattelo da solo” rispose malamente la moglie.
“Oi ma ti sei svegliata spettinata oggi? Faccio tardi in ufficio cavolo” borbottò lui visto che era regola non scritta che la moglie, casalinga, preparasse la colazione per tutti.
Certo la loro figlia Martina era via per qualche giorno con degli amici ma lui chi era per essere trattati così male.
Sua moglie lo ignorava, sempre presa dal telefono. Non era la prima volta che faceva la lunatica era un po’ la sua prerogativa. Ormai la conosceva da vent’anni e ci era abituato.
Provò con le buone “Che hai amore! Hai dormito male?”.
Lei alzò appena gli occhi dal telefono “Amore un cazzo” rispose secca.
“Oi Marta ma che cazzo hai oggi? Che ho fatto cazzo…?”.
Lei posò per un attimo il telefono e lo guardò dritto negli occhi. Lo sguardo della donna era fra i più rabbiosi che avesse a ricordare.
“Stamattina mi ha scritto Molly. Ieri sera ha bevuto troppo e stava ancora un po male. Non ricordava praticamente nulla di ieri sera. Poi, pensa un po’, ha aperto il telefono e si è resa conto che, forse senza volerlo, ha acceso la telecamera”.
“A” soffiò Mattia un po’ agitato.
“Non immaginerai mai che video ha trovato”.
Lui penso bene di rimanere zitto.
Marta con lo sguardo accusatore e gli occhi iniettati di sangue gli mise davanti il suo apparecchio.
Sullo schermo c’era lui, col cazzo fuori, con Molly che gli faceva un lavoretto….
“Cazzo” disse Mattia, non sapeva che altro dire.
Lavorò dalle 9 alle 5 senza troppa convinzione. Andava avanti col pilota automatico. Finito il turno salì in auto e puntò nella direzione opposta a casa sua. Viaggiò per quasi un ora.
Parcheggiò la macchina, scese e andò a suonare il campanello.
Una signora bionda e prosperosa sulla sessantina gli aprì la porta.
“Alessio?”.
“Mamma, ho fatto un casino”.
Jackoffstorie@yahoo.com
Quindi trovarsi in auto con lei, a braghe calate e cazzo duro a godersi una memorabile pompa della cognata gli pareva ancor più paradossale.
La cosa era iniziata per caso, praticamente per sbaglio. Un po’ di vino di troppo, un paio di capogiri della donna e subito sua moglie Marta lo aveva proposto come chaffeur.
Mattia non ne aveva precisamente voglia. Uno perché anche lui aveva un mal di testa più forte del solito, quel vinello spagnolo portato fra l’altro dalla stessa Molly sembrava picchiasse in testa. Due, per quanto lo riguardava una come Molly si poteva anche arrangiare. Non era affar suo.
Ma sua moglie Marta sapeva farsi valere e lui, paziente, alla fine si era ritrovato in auto con la cognata sperando di non trovare la polizia perché anche lui era sicuramente oltre lo 0,5.
La prima cosa che turbò Mattia fu vedere un largo scorcio della figa della cognata.
Assurdo. Non aveva le mutande e quando era salita in auto, i bottoni dell’abito intero blu che indossava, completamente slacciati non lasciavano molto spazio all’immaginazione.
Una bella ficona coi peli lunghi e ricci esibita con noncuranza dalla donna che, tanto per non farsi mancare nulla, teneva le gambe belle aperte come se stesse dando aria alla patata.
Ovviamente, per reazione, ad Alessio era già venuto il cazzo discretamente duro e gli pulsava nei pantaloni…
Sperò che Molly non se accorgesse, del resto era abbastanza ubriaca da non notarlo e cercò di concentrasi sulla guida.
Ma lei non gli dava tregua. Pochi minuti e aprì anche i bottoni della scollatura.
Naturalmente visto che non aveva le mutande aveva pensato bene di non mettere neanche il reggiseno. Allessio riuscì solo a pensare a quanto era troia sua cognata. Divorziata da tre anni, dicevano in famiglia per problemi di infedeltà dell’ex marito. Così aveva sentito dire ovviamente ma adesso si domandava se una vacca così che va a cena dalla sorella senza mutande non fosse lei stessa responsabile del fallimento del suo matrimonio.
Comunque Molly aveva un bel seno. Non era tettona come la sorella Marta che aveva una bella quarta, arrivava al massimo a una seconda ma quelle sue piccole bocce tonde coi capezzoli allungati e certamente duri erano piacevoli ed eccitanti.
Continuò, anche se non era facile, a ignorare la cognata anche se di tanto in tanto lanciava qualche sguardo quando i lampioni della strada illuminavano l’abitacolo sottolineando il corpo ormai semi nudo della donna che avendo slacciato anche gli ultimi bottoni rimasti indossava l’abito come se fosse un gilet spalancato mostrando il suo corpo tonico praticamente nudo.
Certo la voglia di farsela c’era ma non avrebbe mai approfittato di una donna ubriaca, si sarebbe sentito quasi uno stupratore. Era deciso a fare il bravo. Al massimo si sarebbe fatto una sega appena possibile dedicando lo schizzo alla cognata.
Invece fu lei a prendere la cosa in mano.
In tutti i sensi.
Praticamente gli si gettò addosso con tanta e tale foga che Alessio dovette arrestare la macchina di colpo e accostare. Per fortuna erano quasi le due di notte e la stanza era deserta.
“Molly ma che caz…” borbottò.
La donna però era irrefrenabile. Allungò la mano sulla sua patta, glielo accarezzò attraverso i pantaloni “Ummm siamo belli duri” sorrideva.
“È per forza” rispose Alessio impotente.
“Ti piacciono le mie tette?” rideva lei sventolandogliele in faccia.
“Molto belle” le disse senza dare troppo peso alla cosa.
“Succhiale” gli ordinò Molly.
“Ma no dai…”.
“Succhiamele forza…” urlò lei come se fosse un ordine.
E va bene troia. Pensò Mattia che, fra l’altro, non scopava da due mesi perché Marta trovava sempre qualche scusa per non aprire le gambe. Va bene…vuoi un cazzo duro… prendilo. Pensò mentre si avventava con la bocca su quei capezzoli duri.
Intanto, anche Molly, armeggiando con maestria nei suoi pantaloni aveva in mano qualcosa di duro…
“O si succhia troia succhia” gemeva Mattia mentre Molly in apne ciucciava che era un piacere chinata su di lui con le belle tette che accarezzavano il petto del maschio eccitato.
Non avrebbe mai pensato che la cognata fosse tanto pompinara. Ci dava dentro di brutto, in apnea… sembrava che non avesse mai avuto nulla di più buono in bocca.
“Cazzzooooo vengoooo” urlò Alessio al culmine del piacere. Molly non gli dava tregua. Continuò a sucvhiare come nulla fosse. Il cazzo di Alessio sparò un mezzo litro di sborra arretrata, la vacca mandò giù il suo seme come nulla fosse e continuò a ciucciare anche quando lo sperma le colava dalla bocca giù lungo il seno.
Quando smise di lavorare sul suo attrezzo Alessio si sentiva svuotato come non mai…
Incurante di essere praticamente nuda Molly uscì dalla macchina. Si accucciò dolcemente sulla strada riparandosi con la porta aperta e prese a pisciare come una vacca.
Alessio non la poteva vedere perché la fica era nascosta dal sedile ma sentirla sparare fluidi così in mezzo alla strada lo stava eccitando di nuovo.
Si alzò, fec il giro della macchina con l’uccello a penzoloni e la raggiunse. Lei ancora accucciata lui di fronte al suo viso.
Allungò una mano, le strinse di nuovo una tetta. Era ancora abbastanza duro ed eccitato per fare una cosa completa. Ora che la sentiva così nelle sue mani gli era passata ogni inibizione e desiderava solo farsela. Sfondare ben bene quella bella ficona riccia.
Nonostante gli ballassi duro davanti alla bocca Molly lo ignorò.
Alessio si spinse un po avanti per farglielo delicatamente appoggiare al viso.
Molly invece si alzò in piedi. “Beh?” gracchiò con la sua vocina da chioccia.
“Mi ti voglio fare” le disse calmo e sicuro come se fosse scontato che avrebbero scopato.
Lei invece si mise a ridere “Hahahaha ti piacerebbe… forza portami a casa e fatti bastare la pompa”.
A lui parve di non capire. Gli si era spogliata davanti, gli aveva messo le tette in faccia, gli aveva succhiato il cazzo come una idrovora e adesso non voleva una ripassata in quella ficona che pareva colasse di desiderio ogni volte che apriva le gambe.
La guardò. Aveva sempre giudicato sua cognata un po stronza. Questa era solo la conferma pensò fra se è se.
Siccome non era da lui prendere le donne a forza si abbottonò i pantaloni meglio che poteva, strinse il cazzo giù lungo la gamba e tornò in auto.
Accese il motore e avviò la macchina appena Molly si fu seduta.
Era ancora mezza nuda ma a lui non importava più.
Quando arrivarono sotto casa della donna fermò l’auto. Non disse una parola.
Molly intanto aveva riabbottonato il vestito e sembrava almeno decente anche se i seni erano ancora un po’ fuori e quando aprì la portiera per scendere gli mostrò un abbondante scorcio di fica e culo.
“Allora grazie del passaggio” sorrise la donna che adesso sembrava più che lucida come se avesse già smaltito la sbornia.
“Vaffanculo va…” rispose lui e appena la portiera fu chiusa partì a razzo per tornare a casa.
La testa gli faceva male da impazzire.
Tornò a casa, si gettò dritto nella doccia per togliersi ogni odore di Molly dal corpo.
L’acqua scorreva.
Ripensò alla ficona della cognata e si fece una sega.
Il cazzo gli scoppiava!
Sparò alla grande poi pulì meglio che poteva le pianelle della doccia su cui era colato il suo seme, si lavò a fondo ancora e ancora sperando che l’acqua fredda gli facesse passare quel mal di testa atroce.
Andò a letto. Nudo. Sua moglie Marta girata su un fianco dormiva alla grande e russava forte. Anche lei aveva bevuto troppo.
Scivolò nel letto senza fare rumore, si mise comodo su un fianco e pensò ancora a sua cognata. Che avrebbe fatto la prossima volta che si fossero visti? Magari gliela avrebbe data pensò.
Poi si rese conto che la cosa gli stava stimolando un’altra erezione.
Per evitare di doversi fare ancora un’altra sega provò a pensare ad altro cercando di prendere sonno.
Alessio si svegliò al mattino dopo alle 7 come al solito. Si sentiva ancora un po confuso come se il sesso orale con Molly fosse stato tutto un sogno. La nuca gli doleva alla grande. Troppo vino è troppo poco sonno…
Si mise i pantaloni del pigiama tanto per coprirsi e scese in cucina. Aveva bisogno di un caffè doppio se voleva trovare la forza di andare al lavoro.
Entrò in cucina Marta era seduta al tavolo e armeggiava col suo telefono.
“Niente caffè?” chiese lui un po’ sbalordito.
“Fattelo da solo” rispose malamente la moglie.
“Oi ma ti sei svegliata spettinata oggi? Faccio tardi in ufficio cavolo” borbottò lui visto che era regola non scritta che la moglie, casalinga, preparasse la colazione per tutti.
Certo la loro figlia Martina era via per qualche giorno con degli amici ma lui chi era per essere trattati così male.
Sua moglie lo ignorava, sempre presa dal telefono. Non era la prima volta che faceva la lunatica era un po’ la sua prerogativa. Ormai la conosceva da vent’anni e ci era abituato.
Provò con le buone “Che hai amore! Hai dormito male?”.
Lei alzò appena gli occhi dal telefono “Amore un cazzo” rispose secca.
“Oi Marta ma che cazzo hai oggi? Che ho fatto cazzo…?”.
Lei posò per un attimo il telefono e lo guardò dritto negli occhi. Lo sguardo della donna era fra i più rabbiosi che avesse a ricordare.
“Stamattina mi ha scritto Molly. Ieri sera ha bevuto troppo e stava ancora un po male. Non ricordava praticamente nulla di ieri sera. Poi, pensa un po’, ha aperto il telefono e si è resa conto che, forse senza volerlo, ha acceso la telecamera”.
“A” soffiò Mattia un po’ agitato.
“Non immaginerai mai che video ha trovato”.
Lui penso bene di rimanere zitto.
Marta con lo sguardo accusatore e gli occhi iniettati di sangue gli mise davanti il suo apparecchio.
Sullo schermo c’era lui, col cazzo fuori, con Molly che gli faceva un lavoretto….
“Cazzo” disse Mattia, non sapeva che altro dire.
Lavorò dalle 9 alle 5 senza troppa convinzione. Andava avanti col pilota automatico. Finito il turno salì in auto e puntò nella direzione opposta a casa sua. Viaggiò per quasi un ora.
Parcheggiò la macchina, scese e andò a suonare il campanello.
Una signora bionda e prosperosa sulla sessantina gli aprì la porta.
“Alessio?”.
“Mamma, ho fatto un casino”.
Jackoffstorie@yahoo.com
14
voti
voti
valutazione
3.4
3.4
il tuo voto
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Segreti di mamma
Commenti dei lettori al racconto erotico