Web Daughter -parte tre-
di
Jack Off
genere
incesti
Ci misero un ora e mezza più del dovuto per tornare a casa.
Avevano scopato due volte, due mezza contando che le era venuto in bocca ancor prima di levarsi i vestiti.
Non era la prima volta che Simon si imboscava e faceva sesso in auto. Se una donna gli dava la sua disponibilità lui era pronto ad approfittarne calando al volo i pantaloni ed esibendo il suo cazzone fuori misura.
Rebecca non aveva fatto distinzioni. Che fosse sua figlia non gli importava nulla.
Quando aveva allargato le gambe mostrandogli la fichetta ben pettinata sotto al nylon del collant non ci aveva visto più.
Anche la figlia, aveva notato, si era sconvolta quando si era trovata mano quel cazzo così duro e grosso.
Ci sapeva fare, non c’era dubbio. Una sega meravigliosa che presto era diventata una pompa da paura. Buoni polmoni la ragazza come la madre e la nonna aveva pensato Simon mentre allungava la mano fra le gambe della figlia e giocherellava col collant strusciandole il dito sulla fichetta. Rebecca, senza smettere di succhiare e darsi da fare con la lingua sulla cappella, gemeva. Simon sapeva toccarla nei punti giusti.
Il collant stava diventando umido. Seme umido e appiccicoso le colava fra le gambe sottolineando il suo piacere.
Sentire la figlia bagnarsi mentre glielo succhiava eccitò Simon così tanto che non riuscì a trattenersi.
Le venne in bocca!
Rebecca sembrava voler bere mostrandogli che la cosa non la sconvolgeva affatto ma la sborrata di Simon era così fluente che dopo un paio di sorsate si sentì mancare il fiato e dovette sputare dalla bocca quel cazzone gonfio che continuava a spruzzare sperma togliendole il fiato.
Simon la guardò ridendo. Rebecca ci teneva a sembrare una troia navigata ma era ancora alle prime armi, pensò Simon. Se solo avesse visto sua madre o peggio sua nonna fargli i pompini sarebbe impallidita. Sua nonna, in particolare, beveva anche piscio rise fra se è se mentre scendeva dalla macchina, si avvicinava a un albero nudo e cercava di orinare.
La ragazza lo raggiunse e lo guardò. Sembrava che guardare il palo di carne del padre che orinava la eccitasse. Poi si accorse che lo stava riprendendo col telefono.
“Cazzo fai” disse lui mentre lo sgrullava.
“Hai un cazzo spaziale babbo sul web spaccheresti”.
“Vorresti farmi un video mentre piscio?”.
“Ma no, mentre scopi”.
Era forse una velata allusione al fatto che aveva la fichetta fradicia.
Simon si voltò piazzandoglielo duro davanti.
“Non ti viene molle dopo che sborri babbo?”.
“Di solito no. Ne sparo almeno due” disse lui serio mentre guardava le tettine della figlia fare capolino da sotto il vestito. Per quanto gli piacesse la fichetta della ragazza che si era anche gustato nei video non aveva mai visto così bene le sue tette. Allungò le mani, gliele infilò nella scollatura della canotta nera e ne afferrò una.
Era una seconda come la madre e la nonna. Niente latteria ma due belle tettine sode coi capezzoli duri.
Non aveva il reggiseno la troietta così come non aveva gli slip sotto al collant.
Lei si sfilò la canotta velocissima. Le tettine fecero la loro miglior esibizione mentre lui non sapeva quale strizzare e leccare per prima.
Con le mani impegnate nei seni della figlia la sentì armeggiare sul suo cazzo duro.
Lo segava, ma piano, come se temesse che il babbo sborrasse ancora troppo presto.
Lo voleva dentro a tutti i costi.
Rebecca era praticamente nuda a parte il collant che la faceva sembrare ancora più troia.
Fece per calarlo ma Simon glielo impedì mettendole una mano fra le gambe.
“Ma….”.
“Ci penso io” la rassicurò e lavorando con le dita, accarezzandola sempre più intensamente piano piano strappò le maglie del nylon lasciando la bella pussy a prendere aria.
Si chinò su un ginocchio per mettersi al punto giusto, aiutò Rebecca a mettergli una gamba sulla spalla per avere la posizione migliore e le infilò la lingua dentro.
Il desiderio di leccare quella giovane fichetta, di sentirne il sapore, di ingoiare i suoi succhi come fossero miele era devastante.
“Occazzo” gemette Rebecca.
Suo padre ci sapeva decisamente fare pensò la ragazza mentre godeva.
La spinse a terra sull’erba morbida. Le scivolò sopra strusciando il suo petto villoso sulle tettine della figlia. Il suo cazzo teso faceva il solletico al ciuffetto di pelo di Rebecca. Lei si sentiva la vagina pulsare a tutta forza. “Infilalo, infilalo che non ne posso più” lo implorò.
Simon non chiedeva di meglio, spinse appena appena. Era come se Rebecca avesse una calamita che attirava il suo uccello di ferro.
SFLOP!
“Oooooooo” urlò la ragazza mentre quel palo gigantesco le entrava dentro piano piano su fino ai coglioni.
“Godi, godi, godi…” mugugnava Simon pompando deciso.
“Si papà, godo, sfondami, godooo” ribatteva lei.
Scoparono alla missionaria per un tempo infinito. Rebecca perse il conto dei suoi molteplici orgasmi. Simon eccitato dal giovane corpo della figlia sembrava instancabile.
Solo alla fine, quando sentì che le palle fremevano pronte ad esplodere si decise ad uscire.
Per quanto ne avesse voglia, venire dentro a sua figlia non gli sembrava sano.
Lo prese in mano, rotolò sul prato a pancia sopra e tenendoselo saldo con la mano prese a segarsi deciso mentre allungava la faccia sul petto di Rebecca odorando e il profumo delle belle tettine.
Gli partì un’altro spruzzo da paura mentre le succhiava un capezzolo.
“O siii vai con la fontana” rideva felice la ragazza.
Quando sentì di essersi liberato si voltò su di lei, le poggiò il cazzo sulle cosce e lo strofinò con emozione sul nylon delle sue calze.
“Ti eccita molto il nylon babbo?”.
“Non sai quanto bella mia” sorrise lui.
“Ora capisco perché la nonna ha sempre le autoreggenti. La obblighi tu vero?”.
“Trovi strano che tua nonna metta le calze?”.
“L’ho vista con le calze appena alzata dal letto. Ora capisco perché”.
Lui non fece commenti. Era ovvio che mettere le autoreggenti per andare a letto aveva solo uno scopo.
“Sai ho sempre disprezzato i collant, mi piace la fica al vento, con le autoreggenti ma a te, giuro che i collant senza slip danno un tocco in più. Sei davvero sexy” le disse baciandola in bocca.
Chissà, pensò, forse questa voglia di esibirsi in rete di Rebecca l’aveva presa da lui. Dal suo esibizionismo sessuale. Certo doveva ammettere che la figlia lo aveva reso molto più professionale e redditizio di lui.
Fu in quel momento che ripensò al video dove Rebecca si metteva una zucchina in culo…
La ragazza stava raccattando la sua canotta da terra, la minigonna era già in auto, l’avrebbe messa dopo. Allungò la mano per raccattarla, era sporca di terra ma nessuno ci avrebbe fatto caso. Poi lo sentì…. Dietro di lei… Duro.
“Babbo….” urlò.
“Chinati in avanti cazzo, chinati, chinati” le ordinò lui mentre Rebecca sentiva il palo duro contro una coscia.
Fece come aveva detto. Si chinò in avanti, bella ginnica, afferrandosi le caviglie.
Anni di ginnastica artistica la agevolavano non poco.
Lo sentì… “Che fai babbo… Oi”.
“Pensa che sia uno zucchino” disse lui serio e deciso.
“No ma… lubrificante…in borsa…” balbettò lei confusa.
Ma lui la stava ignorando. Spinse deciso il cazzo dacciaio….SPROK!
“Porcodddddddd!” urlò Rebecca.
“Dai che entra bene, dai che ti sfondo il culetto” gemeva lui arrapato come non mai.
Più pensava che stava inculando sua figlia e più si eccitava. Lei faticava a stare chinata in quella posizione, il culo le briciava da morire ma doveva ammettere che piano piano il cazzone del padre li dietro era una gran gioia.
Dopo che lui si fu sfogato un po’ lo convinse a farlo a pecorina sull’erba.
Lui le diede appena il tempo di mettersi a terra come una cagnetta e poi tornò alla carica.
Ora il buco era già bello largo e imburrato e ci entrò senza troppa fatica.
Rebecca iniziò a godere… “ a ti piace nel culo troietta” rise lui senza smettere di pompare.
“O si, si, inculami papà, inculami…” gemeva Rebecca felice.
Si tolse la voglia fin che gli reggevano le gambe. Poi si lasciò andare e, siccome li non c’erano rischi, le venne dentro soddisfatto…
Lo sperma rovente che le spruzzava nel culo bruciava da morire ma a Rebecca non importava. Stava godendo come mai prima di allora.
Scese dalla macchina con la canotta sporca, il collant strappato, la fichetta al vento e il culo in fiamme. Una doppia da paura pensava mentre entrava in caso bisognosa di un bel bagno.
Guardò il padre e gli strizzò l’occhio con complicità. Lui le sorrise con l’aria del lupo che presto sarebbe tornato dalla sua pecorella.
Rebecca scappò in camera prima di incrociare nonna Paola. Se l’avesse vista così sporca avrebbe di certo capito e poi era quasi certa che tutta la sborra del padre che aveva sul collant e nel buco del culo puzzasse non poco.
Per fortuna Paola era in cucina e Rebecca potè scappare di sopra dalla scala senza incrociarla.
Simon invece entrò in cucina tranquillo e si prese una birra ghiacciata dal frigo. Doveva reidratassi pensò.
“Ci avete messo una vita pensavo non arrivaste più” disse Paola.
“Abbiamo parlato un po’” rispose lui sereno.
“Le hai parlato di… insomma del sesso in rete?”.
Simon annuì.
“Vi siete chiariti?”.
“Penso di si anche se ho dovuto farle il discorsetto due volte” sorrise lui.
“Quindi è tutto chiarito? Basta video?”.
“Si -disse lui- penso che non metterà più video dove si masturba, ne sono quasi sicuro”.
“Lo spero -sorrise un po’ forzata la suocera- spero davvero che la smetta di masturbarsi in rete”.
“Vedrai che lo farà, fidati” sorrise Simon.
Jackoffstorie@yahoo.com
Avevano scopato due volte, due mezza contando che le era venuto in bocca ancor prima di levarsi i vestiti.
Non era la prima volta che Simon si imboscava e faceva sesso in auto. Se una donna gli dava la sua disponibilità lui era pronto ad approfittarne calando al volo i pantaloni ed esibendo il suo cazzone fuori misura.
Rebecca non aveva fatto distinzioni. Che fosse sua figlia non gli importava nulla.
Quando aveva allargato le gambe mostrandogli la fichetta ben pettinata sotto al nylon del collant non ci aveva visto più.
Anche la figlia, aveva notato, si era sconvolta quando si era trovata mano quel cazzo così duro e grosso.
Ci sapeva fare, non c’era dubbio. Una sega meravigliosa che presto era diventata una pompa da paura. Buoni polmoni la ragazza come la madre e la nonna aveva pensato Simon mentre allungava la mano fra le gambe della figlia e giocherellava col collant strusciandole il dito sulla fichetta. Rebecca, senza smettere di succhiare e darsi da fare con la lingua sulla cappella, gemeva. Simon sapeva toccarla nei punti giusti.
Il collant stava diventando umido. Seme umido e appiccicoso le colava fra le gambe sottolineando il suo piacere.
Sentire la figlia bagnarsi mentre glielo succhiava eccitò Simon così tanto che non riuscì a trattenersi.
Le venne in bocca!
Rebecca sembrava voler bere mostrandogli che la cosa non la sconvolgeva affatto ma la sborrata di Simon era così fluente che dopo un paio di sorsate si sentì mancare il fiato e dovette sputare dalla bocca quel cazzone gonfio che continuava a spruzzare sperma togliendole il fiato.
Simon la guardò ridendo. Rebecca ci teneva a sembrare una troia navigata ma era ancora alle prime armi, pensò Simon. Se solo avesse visto sua madre o peggio sua nonna fargli i pompini sarebbe impallidita. Sua nonna, in particolare, beveva anche piscio rise fra se è se mentre scendeva dalla macchina, si avvicinava a un albero nudo e cercava di orinare.
La ragazza lo raggiunse e lo guardò. Sembrava che guardare il palo di carne del padre che orinava la eccitasse. Poi si accorse che lo stava riprendendo col telefono.
“Cazzo fai” disse lui mentre lo sgrullava.
“Hai un cazzo spaziale babbo sul web spaccheresti”.
“Vorresti farmi un video mentre piscio?”.
“Ma no, mentre scopi”.
Era forse una velata allusione al fatto che aveva la fichetta fradicia.
Simon si voltò piazzandoglielo duro davanti.
“Non ti viene molle dopo che sborri babbo?”.
“Di solito no. Ne sparo almeno due” disse lui serio mentre guardava le tettine della figlia fare capolino da sotto il vestito. Per quanto gli piacesse la fichetta della ragazza che si era anche gustato nei video non aveva mai visto così bene le sue tette. Allungò le mani, gliele infilò nella scollatura della canotta nera e ne afferrò una.
Era una seconda come la madre e la nonna. Niente latteria ma due belle tettine sode coi capezzoli duri.
Non aveva il reggiseno la troietta così come non aveva gli slip sotto al collant.
Lei si sfilò la canotta velocissima. Le tettine fecero la loro miglior esibizione mentre lui non sapeva quale strizzare e leccare per prima.
Con le mani impegnate nei seni della figlia la sentì armeggiare sul suo cazzo duro.
Lo segava, ma piano, come se temesse che il babbo sborrasse ancora troppo presto.
Lo voleva dentro a tutti i costi.
Rebecca era praticamente nuda a parte il collant che la faceva sembrare ancora più troia.
Fece per calarlo ma Simon glielo impedì mettendole una mano fra le gambe.
“Ma….”.
“Ci penso io” la rassicurò e lavorando con le dita, accarezzandola sempre più intensamente piano piano strappò le maglie del nylon lasciando la bella pussy a prendere aria.
Si chinò su un ginocchio per mettersi al punto giusto, aiutò Rebecca a mettergli una gamba sulla spalla per avere la posizione migliore e le infilò la lingua dentro.
Il desiderio di leccare quella giovane fichetta, di sentirne il sapore, di ingoiare i suoi succhi come fossero miele era devastante.
“Occazzo” gemette Rebecca.
Suo padre ci sapeva decisamente fare pensò la ragazza mentre godeva.
La spinse a terra sull’erba morbida. Le scivolò sopra strusciando il suo petto villoso sulle tettine della figlia. Il suo cazzo teso faceva il solletico al ciuffetto di pelo di Rebecca. Lei si sentiva la vagina pulsare a tutta forza. “Infilalo, infilalo che non ne posso più” lo implorò.
Simon non chiedeva di meglio, spinse appena appena. Era come se Rebecca avesse una calamita che attirava il suo uccello di ferro.
SFLOP!
“Oooooooo” urlò la ragazza mentre quel palo gigantesco le entrava dentro piano piano su fino ai coglioni.
“Godi, godi, godi…” mugugnava Simon pompando deciso.
“Si papà, godo, sfondami, godooo” ribatteva lei.
Scoparono alla missionaria per un tempo infinito. Rebecca perse il conto dei suoi molteplici orgasmi. Simon eccitato dal giovane corpo della figlia sembrava instancabile.
Solo alla fine, quando sentì che le palle fremevano pronte ad esplodere si decise ad uscire.
Per quanto ne avesse voglia, venire dentro a sua figlia non gli sembrava sano.
Lo prese in mano, rotolò sul prato a pancia sopra e tenendoselo saldo con la mano prese a segarsi deciso mentre allungava la faccia sul petto di Rebecca odorando e il profumo delle belle tettine.
Gli partì un’altro spruzzo da paura mentre le succhiava un capezzolo.
“O siii vai con la fontana” rideva felice la ragazza.
Quando sentì di essersi liberato si voltò su di lei, le poggiò il cazzo sulle cosce e lo strofinò con emozione sul nylon delle sue calze.
“Ti eccita molto il nylon babbo?”.
“Non sai quanto bella mia” sorrise lui.
“Ora capisco perché la nonna ha sempre le autoreggenti. La obblighi tu vero?”.
“Trovi strano che tua nonna metta le calze?”.
“L’ho vista con le calze appena alzata dal letto. Ora capisco perché”.
Lui non fece commenti. Era ovvio che mettere le autoreggenti per andare a letto aveva solo uno scopo.
“Sai ho sempre disprezzato i collant, mi piace la fica al vento, con le autoreggenti ma a te, giuro che i collant senza slip danno un tocco in più. Sei davvero sexy” le disse baciandola in bocca.
Chissà, pensò, forse questa voglia di esibirsi in rete di Rebecca l’aveva presa da lui. Dal suo esibizionismo sessuale. Certo doveva ammettere che la figlia lo aveva reso molto più professionale e redditizio di lui.
Fu in quel momento che ripensò al video dove Rebecca si metteva una zucchina in culo…
La ragazza stava raccattando la sua canotta da terra, la minigonna era già in auto, l’avrebbe messa dopo. Allungò la mano per raccattarla, era sporca di terra ma nessuno ci avrebbe fatto caso. Poi lo sentì…. Dietro di lei… Duro.
“Babbo….” urlò.
“Chinati in avanti cazzo, chinati, chinati” le ordinò lui mentre Rebecca sentiva il palo duro contro una coscia.
Fece come aveva detto. Si chinò in avanti, bella ginnica, afferrandosi le caviglie.
Anni di ginnastica artistica la agevolavano non poco.
Lo sentì… “Che fai babbo… Oi”.
“Pensa che sia uno zucchino” disse lui serio e deciso.
“No ma… lubrificante…in borsa…” balbettò lei confusa.
Ma lui la stava ignorando. Spinse deciso il cazzo dacciaio….SPROK!
“Porcodddddddd!” urlò Rebecca.
“Dai che entra bene, dai che ti sfondo il culetto” gemeva lui arrapato come non mai.
Più pensava che stava inculando sua figlia e più si eccitava. Lei faticava a stare chinata in quella posizione, il culo le briciava da morire ma doveva ammettere che piano piano il cazzone del padre li dietro era una gran gioia.
Dopo che lui si fu sfogato un po’ lo convinse a farlo a pecorina sull’erba.
Lui le diede appena il tempo di mettersi a terra come una cagnetta e poi tornò alla carica.
Ora il buco era già bello largo e imburrato e ci entrò senza troppa fatica.
Rebecca iniziò a godere… “ a ti piace nel culo troietta” rise lui senza smettere di pompare.
“O si, si, inculami papà, inculami…” gemeva Rebecca felice.
Si tolse la voglia fin che gli reggevano le gambe. Poi si lasciò andare e, siccome li non c’erano rischi, le venne dentro soddisfatto…
Lo sperma rovente che le spruzzava nel culo bruciava da morire ma a Rebecca non importava. Stava godendo come mai prima di allora.
Scese dalla macchina con la canotta sporca, il collant strappato, la fichetta al vento e il culo in fiamme. Una doppia da paura pensava mentre entrava in caso bisognosa di un bel bagno.
Guardò il padre e gli strizzò l’occhio con complicità. Lui le sorrise con l’aria del lupo che presto sarebbe tornato dalla sua pecorella.
Rebecca scappò in camera prima di incrociare nonna Paola. Se l’avesse vista così sporca avrebbe di certo capito e poi era quasi certa che tutta la sborra del padre che aveva sul collant e nel buco del culo puzzasse non poco.
Per fortuna Paola era in cucina e Rebecca potè scappare di sopra dalla scala senza incrociarla.
Simon invece entrò in cucina tranquillo e si prese una birra ghiacciata dal frigo. Doveva reidratassi pensò.
“Ci avete messo una vita pensavo non arrivaste più” disse Paola.
“Abbiamo parlato un po’” rispose lui sereno.
“Le hai parlato di… insomma del sesso in rete?”.
Simon annuì.
“Vi siete chiariti?”.
“Penso di si anche se ho dovuto farle il discorsetto due volte” sorrise lui.
“Quindi è tutto chiarito? Basta video?”.
“Si -disse lui- penso che non metterà più video dove si masturba, ne sono quasi sicuro”.
“Lo spero -sorrise un po’ forzata la suocera- spero davvero che la smetta di masturbarsi in rete”.
“Vedrai che lo farà, fidati” sorrise Simon.
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