Teresa e la nonna 1
di
Jack Off
genere
incesti
Ero in vacanza da mia nonna che abita in una località montana dove il clima è davvero salubre e i panorami di prati e monti sono una meraviglia per gli occhi. Anche se ormai avevo vent’anni non smettevo mai di andare in vacanza in quella ridente località memore di quanto l’avevo amata da ragazzino. In pratica da sempre ero cresciuto lì, ogni estate, tre mesi l’anno accanto alla mia amata nonna Lella.
Questa strani vicenda accadde quando ero arrivato da pochi giorni e confessò che mi turbò parecchio. In pratica, senza alcuna prova e senza uno straccio di verità la vicina di casa di mia nonna mi accusò di essere un guardone e un esibizionista.
Nulla di più falso. Certo ho una bella mazza di quasi venticinque centimetri che da duro pare il tronco di un albero e non ho nessun problema a sfoderarla bella tosta al momento opportuno ma sono abbastanza carino da potermi permettere di usarla con un ragguardevole numero di fichette in calore. Quindi che di botto mi si accusasse di spiare di nascosto una vecchia tardona di sessantanni non poteva che offendermi.
Le cose andarono più o meno così;
Nonostante fossimo in alta montagna quell’anno faceva davvero un caldo insopportabile e quindi di notte trovavo più comodo dormire completamente nudo cosa direi abbastanza normale. Non per vantarmi ma ho un bel corpo: settanta chili abbondanti su un metro e novanta di altezza, pancia piatta quasi scolpita visto che faccio parecchio sport, muscoli dei bicipiti sodi ma non invadenti. Non faccio il body-builder ma la mia bella figura ce l’ho ugualmente. Comunque era il terzo giorno che stavo da nonna e mi svegliai abbastanza presto intorno alle sei circa. E’ una cosa strana che succede quando si va in montagna ma di colpo ci si ritrova a dormire davvero poco, almeno così succede a me, forse sarà la differenza di pressione.
In ogni caso ero sveglio e come accade ogni mattina avevo un erezione da far invidia ad un toro. Fui tentato di tirarmi una sega ma sapevo quanto la nonna odiasse la sborra sulle lenzuola quindi mi trattenni. Ormai non ero più un ragazzetto che sparava schizzi otto volte al giorno, ero un uomo fatto e potevo anche trattenermi.
Quindi decisi di fumarmi una buona sigaretta.
La prima del mattino è sempre la migliore.
Mi infilai un kimono nero che avevo comprato in Cina qualche anno prima e che mi piaceva moltissimo con quel bel drago rosso e verde cucito sulla schiena che faceva tanto Bruce-Lee. Lo usavo tipo fosse una vestaglia quando nudo dovevo uscire dalla camera da letto per andare in bagno o appunto quando mi affacciavo al balcone per fumare visto che la nonna Lella odiava con tutte le forze la puzza di fumo in casa.
Col mio accappatoio legato in vita mi accesi la sigaretta e la fumai tranquillo. Sotto sentivo ancora l’uccello indurito ma come avevo previsto l’arietta fresca del mattino aveva avuto l’effetto di un mezzo anestetico e pian piano l’erezione stava sparendo.
Fu a quel punto che la vidi.
Era a circa centocinquanta metri da me esattamente sul terrazzo della casa di fronte alla nostra.
La riconobbi subito era Teresa, una signora vedova di sessanta e qualcosa anni quasi coscritta di mia nonna e di lei anche molto amica.
La conoscevo da sempre ma non l’avevo mai vista così.
Non così.
La vecchia, una mora sui novanta chili col ventre grosso e flaccido se ne stava sul suo terrazzo con indosso solo la pelle.
Già, la tardona era tutta nuda!
Sapevo per conoscenza diretta che la porta accanto al suo terrazzo era quella della sua camera da letto, non comunicante col resto della casa ed era quindi ovvio che la vecchia al risveglio dovesse per forza di cose attraversare il terrazzo per andare in casa o in bagno ma non avevo immaginato che lo facesse senza i vestiti addosso.
Certo potevo capire e dare per scontato che la tardona dormisse nuda come facevo anche io ma immaginavo che prima di uscire dalla camera da letto ed attraversare il terrazzo si infilasse addosso qualcosa… come me appunto.
Invece nulla la tardona era lì con le sue tette non grosse ma comunque invitanti e la sua peluria bella nera e molto florida.
Bastò questa immagine per avere sotto alle gambe un alza bandiera non indifferente. Ora avevo tutto il cazzo ritto fuori dal kimono e sentivo la cappella pulsare eccitata.
Continuando a fumare mi godetti quello spettacolino porno finchè la vecchia non sparì. Cosa stesse armeggiando sul balcone non l’avevo capito ma mi ero ben goduto quei cinque minuti di tettone e culoni dondolanti, di fregne pelose e di ciccia flaccida.
Tornai in casa… andai in bagno e mi sparai una bella sega!
Non potevo farne a meno.
La mattina dopo lo spettacolo si ripetette quasi uguale solo che stavolta ero già in attesa quando la signora Teresa sbucò sul balcone. Già la stavo aspettando. Ero diventato un guardone? No, direi di no. In fondo non mi acquattavo in posti strani per spiarla o chissà che. Me ne stavo tranquillo sul mio balcone a guardare il panorama. Dal mio punto di vista se la vecchia usciva sul balcone nuda dove tutti potevano vederla era un peccato non guardare. Comunque finalmente uscì. Stavolta non era nuda. Già. Notai subito che indossava una maglietta tipo canotta di colore rosso che le copriva la pancia e il seno. Era un peccato non poter rivedere le tettone ma subito notai che sotto dalla vita in giù c’era comunque una bella gattona da osservare. Guardai concentrato per osservarle bene la patatona quando di colpo la vecchia si chinò accucciandosi sul balcone. Ma che cazzo stava facendo chinata a fica al vento alle sei del mattino? Naturalmente la cosa più semplice del mondo. Pisciava. Già. La vecchia appena alzata, come tutti, aveva una gran voglia di pisciare e molto probabilmente non avendo voglia di scendere le scale aveva preparato sul terrazzo un bel catino pronto per l’uso. Mi godetti la pisciata osservando meglio che potevo le grosse labbra della sua ficona che si aprivano sparando fuori il liquido giallo. La cosa aveva un che di eccitante e per forza di cose il mio bel travone di carne si alzò sull’attenti. Provai l’impulso di toccarmi ma resistetti ben deciso a rimandare a dopo una buona e soddisfacente sega. Invece non fu così. Già perchè finito di farsi la sua bella pisciata la vecchia cicciona non si limitò ad alzarsi ma iniziò ad esplorarsi la ficona come se vi avesse perso dentro qualcosa. All’inizio pensai che se la stesse solo asciugando ma poi fu chiaro anche dalla sua faccia che stava facendo altro. Già. La tardona si tirava un ditale. Questo ovviamente cambiava tutto. Se fino a quel momento mi ero sentito un po’ in colpa ad osservare una povera vecchia che facendo dio necessità virtù espletava i suoi bisogni corporali nel modo più facile e comdo mentre io ne approfittavo per guardarla ora era di botto diventata una vecchia maialona che se la godeva. Questo mi arrapava terribilmente. Meccanicamente iniziai a menarlo. Prima piano e poi sempre più velocemente e posso quasi dire che sborrammo insieme. La cosa durò anche le due mattine successive e ci avevo quasi preso gusto a sborrare sul balcone quando di colpo mi resi conto che avevo tralasciato la cosa più ovvia ossia che se io vedevo la sua passerona anche lei vedeva bene me e il mio cazzone…
La mattina dopo lo spettacolo si ripetette quasi uguale solo che stavolta ero già in attesa quando la signora Teresa sbucò sul balcone. Già la stavo aspettando. Ero diventato un guardone? No, direi di no. In fondo non mi acquattavo in posti strani per spiarla o chissà che. Me ne stavo tranquillo sul mio balcone a guardare il panorama. Dal mio punto di vista se la vecchia usciva sul balcone nuda dove tutti potevano vederla era un peccato non guardare. Comunque finalmente uscì. Stavolta non era nuda. Già. Notai subito che indossava una maglietta tipo canotta di colore rosso che le copriva la pancia e il seno. Era un peccato non poter rivedere le tettone ma subito notai che sotto dalla vita in giù c’era comunque una bella gattona da osservare. Guardai concentrato per osservarle bene la patatona quando di colpo la vecchia si chinò accucciandosi sul balcone. Ma che cazzo stava facendo chinata a fica al vento alle sei del mattino? Naturalmente la cosa più semplice del mondo. Pisciava. Già. La vecchia appena alzata, come tutti, aveva una gran voglia di pisciare e molto probabilmente non avendo voglia di scendere le scale aveva preparato sul terrazzo un bel catino pronto per l’uso. Mi godetti la pisciata osservando meglio che potevo le grosse labbra della sua ficona che si aprivano sparando fuori il liquido giallo. La cosa aveva un che di eccitante e per forza di cose il mio bel travone di carne si alzò sull’attenti. Provai l’impulso di toccarmi ma resistetti ben deciso a rimandare a dopo una buona e soddisfacente sega. Invece non fu così. Già perchè finito di farsi la sua bella pisciata la vecchia cicciona non si limitò ad alzarsi ma iniziò ad esplorarsi la ficona come se vi avesse perso dentro qualcosa. All’inizio pensai che se la stesse solo asciugando ma poi fu chiaro anche dalla sua faccia che stava facendo altro. Già. La tardona si tirava un ditale. Questo ovviamente cambiava tutto. Se fino a quel momento mi ero sentito un po’ in colpa ad osservare una povera vecchia che facendo dio necessità virtù espletava i suoi bisogni corporali nel modo più facile e comdo mentre io ne approfittavo per guardarla ora era di botto diventata una vecchia maialona che se la godeva. Questo mi arrapava terribilmente. Meccanicamente iniziai a menarlo. Prima piano e poi sempre più velocemente e posso quasi dire che sborrammo insieme. La cosa durò anche le due mattine successive e ci avevo quasi preso gusto a sborrare sul balcone quando di colpo mi resi conto che avevo tralasciato la cosa più ovvia ossia che se io vedevo la sua passerona anche lei vedeva bene me e il mio cazzone…
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