Teresa e la nonna 3

di
genere
incesti

Ricordavo ancora la prima volta che avevo chiavato mia nonna Lella. Erano passati quasi vent’anni. La mia prima scopata. Del resto dopo mesi in cui mi faceva le seghe o che io me le facevo sul divano accanto a lei nuda era normale che volessi di più.
Una sera avevo preso coraggio, col cazzo ancora duro e avevo sparato:
‘Nonna mi insegni a leccarla?’.
‘Come scusa?’.
‘Leccare la patata. Hai detto che è importante farlo bene. Insegnami’.
‘Ma certo che ne hai di ‘pretese tu. Già sono qui nuda a favorirti la pippa e adesso dovrei anche fartela leccare’.
‘Solo una volta nonna. Per imparare’.
Rise ‘ Ma si, ma si non farla lunga dai. ‘però non qui, fammi lavare e poi andiamo a provare nel mio letto’.
‘Nel tuo letto? Insieme?’.
‘Se te la senti’ 
Da quella sera, ogni sera andavamo a letto insieme.
Nudi.
Mi mettevo tra le sue cosce e leccavo, leccavo, leccavo… e godevo con la mano.
‘La nonna è proprio contenta sai. Me l’anno leccata tanti ma sei quasi il migliore devo dirtelo’.
‘Te la sei fatta leccare da tanti nonnina?’.
‘Quando ero giovane? Almeno una cinquantina forse di più. Sai la nonna era parecchio… vacca capisci?’.
‘E adesso nonna? Non sei più vacca adesso?’.
‘Tu mi vedi vacca tesoro mio?’.
‘Non so. Però mi fai sentire parecchio toro questo si’.
Rise ‘Sarebbe a dire?’.
‘Che leccarla non basta più’.
‘Ma sentilo il signorino. Tra tre giorni fai quattordici anni, hai ancora la bocca sporca di latte e vorresti chiavare, anzi non chiavare e basta, chiavarti tua nonna addirittura…. Ma certo che sei porco forte sai?’.
Lo so nonna è solo che,,, cioè con la mano capisci…. non basta più non mi svuota capisci’.
Rise. Mi venne in bocca ancora una volta e spense la luce.
‘Resta qui a dormire se vuoi’.
Restai.
Qualche minutop dopo sentivo una specie di idrovora sul cazzo.
Un qualcosa mai provato prima.
Era un pompino.
Il mio primo pompino.
E me lo faceva mia nonna.
‘Nonna ma?’.
‘Che c’è non ti piace? No. E’ stupendo ma….’.
‘Ma?’ chiese lei fermandosi per un attimo.
‘No è solo che stò per….’.
‘E allora che aspetti vieni no. E’ mica la prima che bevo sai’.
Venni in bocca a mia nonna ululando e la sentii continuare a succhiare fino all’ultima goccia certa di svuotarmi i coglioni per qualche giorno.
Ogni tanto, ma solo quando era buio sentivo la bocca calda della nonna succhiarmi il cazzo e mi godevo il lavoretto in timoroso silenzio… Ogni volta, a fine lavoro la ringraziavo e le dicevo quanto le volevo bene.
Poi arrivò il mio compleanno e glielo chiesi.
‘Nonna non voglio regali, non voglio giochi o soldi o vestiti voglio solo una cosa, una piccola cosa’.
‘???’.
‘Mezz’ora a letto con te. Solo mezzora’.
‘Ma tesoro della nonna andiamo già a letto insieme tutte le sere. Invece del bacino della buona notte ti faccio un lavoretto e invece della camomilla ti lascio bere il mio succo di patata ma che vuoi ancora..’.
‘Entrarti dentro nonna. Non sai quanto lo desidero. Non puoi immaginarlo’.
‘Ma guardalo il signorino. E così vuoi farti la tua prima con la nonna’.
‘Si nonna si ti voglio, ti desidero, voglio sentire il cazzo nella tua fica. Voglio succhiarti le tette mentre ti fotto a tutta forza, voglio sentire il cazzo che mi si bagna del tuo seme mentre vieni invocando il mio nome. Nonna voglio fotterti. Lo so che è brutto da dire ma voglio fotterti’.
‘Ma tu lo sai che quello si chiama incesto? Che nonna e nipote non possono ficcarselo dentro. Se qualcuno viene mai a saperlo…’.
‘Ma io non lo dirò a nessuno te lo giuro’.
‘Davvero lo giuri?’.
‘Lo giuro. Mi cadesse il cazzo’.
Così iniziammo a scopare.
Dapprima lo facevamo ogni sera al buio della sua camera. Una, a volte due di seguito finchè stremati non ci addormentavamo nudi l’uno accanto all’altro ma ben presto venne naturale che, svegliandosi accanto a quei bei tettoni mi si rizzasse già appena aperti gli occhi e così finiva sempre che, ancor prima di colazione ci facevamo una ripassata veloce di solito a pecorina.

Poi iniziai a fotterla anche dopo pranzo, quando si sedeva sulla poltrona in salotto per fare il pisolino e allargate le gambe metteva tutto in mostro comunicandomi nuove perverse idee.
Lei non si tirava indietro, anzi le piaceva che mi chinassi davanti a lei e la fottessi prima di prendere sonno. Diceva che la rilassava.
Lo facevamo quando era ora di farci la doccia che ormai potevamo solo farci l’uno accanto all’altro pompando a pecorina mentre l’acqua ci bagnava tutti.
Lo facevamo in cucina mentre preparava il pranzo perchè appena si chinava sui fornelli a me veniva una gran voglia di sollevarle la gonna e lei me lo lasciava fare senza problemi.
Insomma eravamo due autentici maiali da monta e in quell’estate arrivammo a farci una media di sei chiavate al giorno tanto che spesso lei aveva le labbra della patata rosse vive e io l’uccello che doleva per l’uso troppo intenso.
Eppure non ci bastava mai.
Messo a mollo il cazzo nel bidet per un po’ ero pronto a pompare più di prima e lei lo stesso.
Poi al mio compleanno la nonna mi regalò il suo culo.
L’unico buco che ancora non le avevo tappato.
Fu bellissimo.
Fu il mio primo rapporto anale.
Godevo come un pazzo tanto da farmi sgorgare lacrime di gioia. Lei tesa a pecorina se lo lasciava entrare fino ai coglioni lasciando che le sfondassi lo sfintere con tutta la mia forza fino a che non arrivò la sborrata finale.
‘Nonna che bello. Nonna quanto sei brava. Io sono certo che sei la miglior nonna del mondo’.
Ora, venti anni dopo, grazie alla troiaggine di una vicina di casa dalla lingua troppo lunga e la fica troppo in tiro i bei tempi erano tornati.
Quella sera fu come la prima volta. Un toro assetato di sesso a cui non bastava mai e una nonna Vacca che sapeva ancora farti godere al massimo.
Che se ne andasse a fare in culo la Teresa. Troia frigida a cui piaceva solo fartelo venire duro facendo vedere le tettone e che poi si divertiva a lasciarmi fare con la mano.
La odiavo!
Jackoffstorie@yahoo.com
scritto il
2026-09-21
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