Nonna Bianca e Nonna Rosa

di
genere
incesti

Abita a un tiro di schioppo da me, l’appartamento accanto. Si chiama Bianca, va per i 70, bella donna, belle tettone. L’ho conosciuta nuda quando sono andato ad aiutarla a sollevarsi dalla doccia dove era scivolata. Venti minuti dopo la stavo già trombando sul divano a tutto spiano.
Ogni tanto sono passato a trovarla, mi ha anche offerto il culo e il gelato dopo la trombata.
Gran donna, gran pensionata.
Suono il campanello. Mi sono già presentato senza pantaloni e con l’uccello dritto per fare scena. Sopra ho una bella camicia rossa che fa tanto elegante, specie con l’asta che gli balla davanti.
La bella porcellona apre. Ha addosso solo una vestaglia, molto leggera fra l’altro perché si vedono le grosse poppe in ogni dettaglio. Sotto è abbottonata ma si scorge il pelo.
Deve essere un effetto telepatia perché io pensavo alla sua figa e lei, da come è vestita sembra pronta per il mio uccello.
Mi aspetto grandi complimenti, gran gioia, magari una toccatina al pisello ma invece appena mi vede esclama “A sei tu…” e fa una faccia scura neanche avesse davanti l’ispettore del fisco.
“Ho pensato di farti un salutino nonnina” sorrido con complicità. È stata lei a dirmi che potrebbe essere mia nonna e di chiamarla così e io, confesso, a chiamarla nonna mi arrapo di più.
“Caro io… ecco… ho ospiti”.
“A” esclamo pensando a come potrei abbassare abbastanza la camicia per coprirmi visto che, come un fesso, i calzoni li ho lasciati a casa.
“Forse è meglio che vado” dico.
Lei annuisce sempre più nervosa. Proprio in quell’istante appare una faccia alle sue spalle. Una donna bionda più o meno della sua età, forse qualche anno in meno. “Bianca che è?” esclama.
“Niente, niente torna in salotto Rosa” borbotta lei cercando quasi di chiudere la porta perché la bionda non mi veda.
Anche io sto girando i piedi per lasciare la soglia, togliere il disturbo e, probabilmente, andarmi a fare una sega ma la voce della donna con forte accento del sud mi blocca “e questo scugnizzo?”.
“Nulla Rosa è il vicino di casa” sorride Bianca cercando di fare da paravento fra me e lei ma la bionda sembra più insistente, poggia la testa sulla spalla della padrona di casa e sbircia.
“Porca miseria che minchia!” sbotta.
“Emm si, lui… lui è un amico… e…”.
“Poche chiacchiere fallo entrare prima che diamo spettacolo” insiste la bionda.
Bianca mi afferra salda per un braccio, mi tira dentro casa a forza e sbatte la porta.

“Mia cugina Rosa” dice ancora pallida in volto.
“Piacere” annuisco.
“Piacere anche mio” sorride la bionda e solo allora mi accorgo che è anche lei praticamente nuda. Indossa un collant trasparente, senza slip sotto e una canotta nera che non riesce a trattenere le sue poppe gonfie.
“Stavate facendo qualcosa o sbaglio?” esclamo.
La padrona di casa si fissa i piedi, la bionda, più spigliata, non pare farsi problemi. “Non l’hai detto al tuo amante che vai con le donne?”.
“Non è il mio amante, ma che dici” borbotta Bianca.
“E dai non mi pigliare per fessa, arriva uno stallone con una nerchia che pare un mulo già dura e non è venuto per fottere? Ma chi vuoi fare fessa” ridacchia.
Io fisso Bianca, allargo le mani e le braccia in segno di resa come a dire che è inutile negare.
Intanto Rosa sculetta il culone nudo fasciati nel collant verso il salotto “dai vieni che ho portato un vinello del paese che è una meraviglia”.
La seguo. Sul tavolino del salotto, di fronte al divano, ci sono tre cazzi di lattice. Uno nero sui venti centimetri, uno color carne con tutte le venature come fosse vero e uno che sarà più di mezzo metro con una cappella da ogni parte. Non oso immaginare come lo usino le sue vecchie bagasce.
Rosa versa il vino, me lo porge. Di solito non bevo ma non faccio complimenti, non mi pare il caso.
Nota che sto fissando i falli finti, li guarda anche lei “Se sapevo che veniva un cavallo come te neanche li tiravo fuori” ride.
Poi allunga la mano decisa, me lo afferra “ma è vero sto coso”.
“Aia, si, è vero signora ma non me lo stacchi per favore”.
“Ma non fare il delicato” sogghigna la bio a mentre lo stringe in mano.
Bianca sembra ancora un po’ in imbarazzo non so se per me che ho scoperto che ha rapporti saffico con la cugina o per lei che ha scoperto che ha l’amante. “Vi lascio soli…” borbotta.
Ma la bionda Rosa, sempre più decisa a fare su e giù con la mano lungo tutto il mio uccello non pare d’accordo “ma che vai via a fare, qui ne ha per due… O sbaglio e sei solo grosso ma fai solo scena?”.
Colto sul vivo allungo una mano sulla camicetta, gliela infilo nella scollatura, le afferro una tettona e facendola rimbalzare la faccio uscire continuando a palparla “Ne ho per tutte e due e vi faccio anche il bis cara signora”.
Lei geme al contatto della mano col suo capezzolo, con la mano libera si scopre anche l’altro seno. “Ci sai fare con le minne porcellone”.
“O siii” annuisco e mi avvento con la bocca su quei capezzoloni sporgenti iniziando a succhiarli a dovere mentre la sega continua… decisa… intensa…
Mi eccita da morire aiutarle a spogliarsi di quel poco che hanno. Bianca resta completamente nuda col suo bel pancione in bella vista e le sue tettone molli ma enormi a farmi ciao ciao, Rosa in calze nere di nylon che fanno molto vacca, tette un pelo più piccole ma sempre belle pendule e invitanti.
Mi fanno sedere sul divano, prendono posto ai lati, una mano di ognuna mi afferra il cazzo (spazio ne abbiamo), iniziano a massaggiarlo, strizzarlo, solleticarlo come fosse una manna dal cielo… le loro facce si chinano all’unisono, tirano fuori le lingue vogliose e partono in una pompa di coppia fantastica. È evidente che queste due se la intendono da un po’.
Una cosa che la vecchia padrona di casa mi aveva nascosto. Mi aveva detto che non prendeva un cazzo da anni ma di lingue nella figa, in effetti, non ha mai parlato.
Il cazzo diventa una trave incandescente. La vecchia Bianca si getta all’indietro spompata, spalanca le gambe burrose, la gran ficona in bella vista.
Mi ci tuffo dentro come un cane da tartufo, mani sulle cosce molliccie e gonfie, lingua pronta a un lavoretto mica da ridere.
La mia lingua diventa un cazzo ausiliario, la faccio venire solo con la bocca mentre il mio cazzo turgido freme dalla voglia di entrare da qualche parte…
La vecchia vacca si gusta il lavoretto e viene mentre si strizza da sola le tettone per darsi più piacere.

È ora di entrare, non né possiamo più.
E mentre Rosa masturbandosi col dito si gusta il film porno in diretta, Bianca mi fa mettere sul divano, mi monta sopra con tutti i suoi chili… il cazzo duro si fa strada fra le sue trippe.
La vecchia baldracca mi cavalca lenta ma costante come un maiale che tromba…
In sottofondo sento le dita umide di Rosa che vanno e vengono nella sua ficona.
“O si, lo sento, arriva” mormora Bianca. Aumenta un po’ il ritmo…
“Eccolooooooo” e viene come Dio comanda allagandomi il cazzo.
Si getta lunga sul divano “sono sfatta tesoro”.
Io invece no quindi le scivolo ancora sopra, le sollevo a 90 una gamba per avere una infilata perfetta e spingo.
La fica è un lago bollente che avvolge il mio uccellone. Inizio a pompare deciso.
“O si, o si tesoro, dai che la nonna viene ancora” mormora Bianca mentre mi sento toccare il culo da Rosa che forse stufa di fare da spettatrice vuole la sua parte…
Mi afferro saldo al giunonico corpo di Bianca, prendo a pompare a tutta forza.
“O si, godo, si, godoooo” geme lei colando ancora.
“Mi hai distrutta amore” sorride felice la padrona di casa quando lo tiro fuori unto dei suoi umori.

Rosa mi sorride “finalmente mi degni di uno sguardo” e mi piazza la lingua in bocca.
Limoniamo per un po’ mentre il troione saggia la lunghezza del cazzo don la mano.
“Vado a fuoco, spegnimi” proclama lasciandosi cadere sul divano a gambe larghe.
Avvicino la testa, le do giusto un paio di belle leccate per assaporare il suo sapore. Deve essere venuta col dito perché la sua gnocca pelosa è tutta unta.
Preparo il pisello, mi metto in posizione…entro.
“Ooooo che roba…. Ooooo” ulula Rosa mentre la trapano a tutta forza con le mani sulle sue caviglie a tenerle larghe le gambe in aria. FOT FOT FOT
“Godoooo” urla la troia e mi fa una bella pisciatina di alto gradimento.

Non abbiamo ancora finito.
Lo facciamo in tre. Rosa ancora sdraiata persa nel suo piacere, Bianca che le scivola sopra, le piazza la testa nel ficone e la lecca come se si stesse abbeverando del suo cucco.
Il culone di Bianca bello teso in alto è troppo invitante, mi piazzo dietro, allargo le chiappe…la inculo. La vacca non si lamenta, fa appena un mormorio mentre le allargo ancora un po’ quel gran buco del culo.
Riusciamo a venire insieme. Io inondo il culo di sborra, Rosa la faccia di sbroda.
“Oggi mi avete davvero distrutta” sorride soddisfatta Bianca mentre si alza un po’ claudicante in cerca di un asciugamano.
Rosa ed io restiamo a guardarci sudati marci.
“Scommetto che stai pensando al mio bel culone vero?”.
“Ti piacerebbe? Sono già bello oliato a dovere” dico mostrandole il cazzo coperto di sperma ma durissimo.
Lei sorride, si volta piano piano sul divano e si mette a pecora offrendomi una visione fantastica del suo mappamondo. Le metto una mano nel solco, il dito entra nel culo “sembri già bella aperta”.
“Lo sono tesoro… dai forza, non fare complimenti”.
Non li faccio, apro bene il solco fra quei chiapponi, libero il buco nero un po’ peloso e TROMB!
“Oi che trave. Ti giuro che nel culo mi sono messa di tutto, anche una melanzana ma questo WOW!”.
“Pure la melanzana Rosa” sorrido dandole uno schiaffone sulle chiappe.
“Quando prende la voglia va bene tutto” mormora lei.

La stringo per i maniglioni di grasso, forte, deciso, come un toro che monta la sua leonessa…
“Dai, dai, dai”
“Si, si, si, ti sfondo, ti sfondo tutta”.
“Aprimi, si, aprimi in due….”
“Si, ti sfondo siiii”….

“Vuoi farti una doccetta amore della tua nonnina adottiva?” chiede Bianca ancora nuda mentre versa delle bibite ghiacciate per tutti.
“Ma no, grazie, tanto devo solo andare all’appartamento accanto. Non mi metto nemmeno i vestiti.
Intanto Rosa prende un cubetto di ghiaccio dal suo the freddo, lo stringe in mano un attimo poi solleva le chiappe e se lo ficca dritto su per il culo. “Aaaa un po’ di refrigerio. Tesoro mi hai mandato il culo a fuoco”.
“Anche a me” ride Bianca che il cubetto di ghiaccio se lo passa sulle tettone.
Bevo la mia bibita in una golata poi saluto “Signore belle è meglio che vado perché stare qui a guardarvi fare ste cose me lo fa tornare di marmo e dopo mi tocca rompervi davvero”.
“O no per me basta, pietà, ho settant’anni suonati e la schiena fa quel che può” ride Bianca che forse fa un po’ la parte perché secondo me, sotto sotto, se le saltassi addosso mi lascerebbe fare schiena o non schiena”.
“Lascia che vada questo davvero finisce che ci fa di nuovo culo e fica a tutte e due” ride Rosa sempre con una mano sotto alle chiappe che fa sciogliere il cubetto nel buco del culo.
“Mi raccomando però passa presto a trovare la tua nonnina adottiva…” mi saluta Bianca agitando le tettone.
“E ricordati che adesso di nonnine adottive ne hai due” sorride Rosa strizzandosi ben bene le tettone come se me le stesse offrendo in regalo.
Le bacio entrambe, in bocca, con la lingua. Tasto le loro tettone. In una mano Rosa, in una Bianca. Riesco appena a strizzare una tetta ciascuna.
“Quanto sono tettone le mie nonnine”
Loro si chinano un po’ in avanti. Mi baciano la cappella insieme “quanto è grosso il nostro nipotino” sussurrano finalmente sazie di cazzo…
Jackoffstorie@yahoo.com
scritto il
2026-06-16
1 K
visite
4
voti
valutazione
5.8
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

A casa di Carla

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.