WEB Daughter - parte uno -
di
Jack Off
genere
incesti
1
Paola non potè fare a meno di farsi scappare una bestemmia. Non ci credeva, fissava lo schermo da dietro le spesse lenti, guardava ancora, toglieva gli occhiali come se potesse far di meglio…è assurdo pensava.
“Simon, Simon corri…. questa la devi vedere. Simon?”.
L’uomo entrò in cucina, in pantaloncini corti e a torso nudo. Aveva l’aria assonnata “Oi Paola che c’è?”.
“Questa la devi vedere, la devi vedere” insisteva la vecchia sessantenne cercando di darsi un tono. Gli indicò il PC che aveva aperto davanti.
Simon si accostò appena. Notò che era un sito porno
“A è questo che fai? Guardi i porno hahaha porcona”.
“Mi si è solo aperto un pop Up” minimizzò lei con l’aria di saperla lunga.
Lui non commentò anche se era evidente che un pop-Up porno non si apriva se cercavi siti di cucina.
“Guarda, guarda” insisteva la vecchia.
Simon notò che era un sito di culi.
Culi aperti…qualcosa del genere.
Una bella brunetta stava aprendo le natiche in primo piano come lo aprivano le altre ragazze nelle icone ai lati pronte per essere cliccate.
“Bel culo” sorrise Simon guardando il primo piano della zucchina verde che andava su e giù nel giovane culetto. Ci pensò un attimo, si accarezzò la patta dove il suo uccellone aveva già preso vita “che vuoi ti devo prendere una zucchina anche a te” rise guardando sua suocera.
“Non dire cavolate -attaccò lei- guarda bene, ecco adesso che girano la telecamera”.
Simon non capì, sapeva solo che è una bella immagine. Anche lui adorava i culi, l’ortaggio fra le chiappe della ragazza non gli dispiaceva. Poi inquadrarono la ragazza da davanti e la vide “Ma cazzo… Rebecca” sbottò.
“La nostra Rebecca” annuì seria la suocera.
“Ma porca vacca che troia” commentò lui imbambolato a fissare sua figlia che si impalava nel monitor.
Allungò le mani sul pc, iniziò a giocare col mouse. Scorse i video. Erano tutte ragazze sui 20/25 e tutte promettevano giochetti anali con surrogati artificiali di cazzo. Nessun maschio!
Iniziò a cercare. Trovò altri video della figlia “cazzo non si è nemmeno cambiato nome. Rebecca e basta” commentò.
Ne trovò altri sette. Cercò di andare in ordine inverso dal più vecchio all’ultimo. Nel primo la ragazza era sul letto e si ficcava semplicemente due dita nel culo standosene sdraiata a gambe larghe sul letto. Lui osservava ogni movimento della ragazza. Le lunghe unghie smaltate che entravano nella fichetta biondiccia, si bagnavano un po’, allargavano le chiappe sode…. Le dita che entravano dentro. “Non le fa male con quelle unghie?” commentò Paola.
“Probabilmente no” rispose lui senza darle attenzione.
“Gesù ma quella è camera sua. Guarda? Riconosco la testiera del letto. Ma Cristo tua figlia gira i porno qui dentro”.
“Così pare” annuì Simon che ora passava ad altri video. In un altro Rebecca sembrava molto più esperta rispetto al primo dove sembrava davvero esitasse molto a sodomizzarsi. Adesso lo faceva con grande allegria, pareva divertirsi. Due dita nel culo e spingeva che era un piacere, nel video successivo squirtava. Stavolta non si limitava a massaggiarsi la passerina ma se la mungeva e accarezzava decisa fin che non spruzzava…e non era piscio.
Con la mano sul mouse Simon cambiò video. Paola alzò la testa, lo guardò male. “Ma che fai ti tocchi?” disse notando la mano di Simon sotto ai pantaloncini.
“È per forza!”.
“Per forza cosa? Ti seghi tua figlia? sgranò gli occhi Paola da dietro gli occhiali.
Lui rispose al suo sguardo di disapprovazione con altrettanta forza “Preferisci che mi seghi quella troia di mia suocera vero?”.
Paola arrossì. Non sapeva cosa ribattere. In effetti andava a letto con suo genero da cinque anni.
“Scusa” borbottò Paola a mezza voce ma Simon ormai era partito.
Con un gesto deciso si calò i pantaloncini fino a metà gamba e il suo cazzone enorme si alzò dritto come un palo davanti alla suocera.
“Su che aspetti datti da fare…” le ordinò serio.
“No ma io…” esitò Paola.
“Forza succhialo porcona” disse lui deciso sottolineando che era un ordine.
“Spegniamo…” propose lei a cui non andava proprio di fare sesso guardando sua nipote che si masturbava.
“Assolutamente no. Forza succhia!” insisteva lui.
Paola si arrense. Erano quasi quattro anni che dormiva con Simon, che lo spompina, che si faceva montare da lui in ogni posizione, non sarebbe stata nemmeno la prima volta che lo facevano in cucina.
Glielo prese in mano, aprì la bocca, iniziò a succhiare. Sapeva di essere brava, meglio di sua figlia Chiara, Simon gli diceva sempre che era la migliore quando le veniva in bocca.
“Umm, siii, cosiiii” gemeva lui sempre con gli occhi al video che ora mostrava Rebecca con un dildo rosa che le entrava piano piano nel culetto.
Anche Paola lanciò distrattamente qualche sguardo, doveva ammettere che la nipote aveva davvero un bel culetto sodo.
“Spogliati” ordinò Simon senza spegnere il video.
Paola con il cazzo in bocca per una buona metà, lo stimolò solo con la lingua. Le mani si attaccarono alla camicetta bianca che si sbottonò in un attimo. Anche il reggiseno fece la stessa fine liberando la seconda scarsa di tette della donna. Simon gliene accarezzò una. Lei glielo riprese in mano e tornò a spompinarlo.
Guardarono il video fino alla fine, fin che Rebecca non si levava il dildo dal culo rivelando un liquame incolore che le sgorgava dal buco.
“Ha squirtato dal culo cazzo!” sbottò lui.
Paola approfittò della pausa di caricamento del video successivo, si alzò dalla sedia, levò la gonna. Restò con le calze autoreggenti velatissime e semi trasparenti e le mutandine bianche.
Simon distolse lo sguardo dal video, la fissò. L’idea delle autoreggenti era stata sua, prima di diventare la sua amante Paola portava solo collant ora aveva un cassetto di autoreggenti solo per appagare suo genero, molte sono calze di sua figlia Chiara ancora nuove, mai indossate.
“Fanno schifo quegli slip da nonna perché non metti un perizoma?”.
“Sono così miniscoli che tanto vale non mettere nulla” ribattè lei riferendosi al cassetto di micro mutandine che aveva di sopra sempre appartenenti a Chiara.
“Ecco brava, buona idea, non mettere nulla”.
Non era la prima volta che quel porco di suo genero le proponeva di stare senza mutande e anzi l’aveva già avuta vinta più volte come quando la portava fuori a cena o al cinema e ogni tanto si divertiva a infilarle la mano fra le cosce per sentire il suo pelo pubico o infilarle un dito dentro per metterla ancor più in imbarazzo.
Naturalmente queste uscite finivano quasi sempre con una poderosa scopata in macchina o in una toilette del cinema. Simon era un porco, lo aveva sempre saputo fin da quando aveva sposato sua figlia.
Lo sapeva vedendo come vestiva la figlia, da come mugugnava e ululava tutta la notte mentre lui pompava senza sosta.
Li sentiva dalla camera accanto, li sentiva godere e a sua volta si toccava…era iniziata così con Simon, toccandosi mentre gli scopava la figlia li accanto e immaginando di prendere lei quel gran cazzone che aveva tra le gambe.
Alla fine c’era riuscita. Aveva eliminato sua figlia.
Ormai Simon aveva divorziato da Chiara da cinque anni. Ora era Paola la donna di casa. Una ex suocera che adesso gli faceva da compagna, da amante e che si considerava anche una sorta di madre per Rebecca anche se in realtà era sua nonna.
Forse per non sottolineare troppo questa cosa Rebecca la chiamava sempre per nome, mai nonna, sempre e solo Paola.
Gli mise davanti la sua fica pelosa. Negli anni i peli erano diventati un po’ grigi ma giudicava di avere ancora una bella susina attraente. Del resto Simon gliela leccava quasi ogni sera.
“Così va meglio. Dovresti stare sempre così in casa, a fica fuori” rise lui.
Intanto sul monitor era tornato il video di Rebecca con la zucchina.
“Dai forza vieni qui” le disse. La fece mettere in piedi davanti alla scrivania, chinata in avanti, a braccia tese e gambe un po’ arquate. Le si mise dietro.
Paola era già sufficientemente umida. Uno perché aveva goduto mentre lo succhiava e due perché, in effetti, prima che comparisse il video di Rebecca si stava davvero trastullando la patata con la mano guardando un video di negri con delle fave da paura che si facevano delle donne bianche di mezza età.
Paola adorava le fave nere, così grosse, così larghe…anche se non aveva mai osato portarsi a casa un nigeriano o simili l’aveva sempre sognato.
Anche per quello quando vide per la prima volta la mazza di Simon che nulla aveva da invidiare a un nero ne restò davvero colpita.
Sentì il cazzone del genero entrale nella ficona. “Oooooo”.
Lui pompava deciso, senza preliminari. Probabilmente gli stava scoppiando per quanto era duro.
Lo lasciò fare anche se era evidente che lo sguardo di Simon (e la sua mente) erano concentrati a guardare la figlia che si inculava da sola.
Paola per un attimo si chiese se dovesse sentirsi offesa visto che stava solo facendo da surrogato alle voglie incestuose del genero ma alla fine decise che le importava poco. Quel cazzone nella fica la stava facendo godere e tanto bastava… decise di non pensare al video e si lasciò andare iniziando a venire più volte fin che non sentì che anche Simon si stava svuotando le palle dentro di lei.
Lo tirò fuori e un fiotto appiccicoso colò dalle gambe di Paola giù fino al pavimento.
Lesta prese le mutande e le usò per pulire chinandosi a quattro zampe.
Poi sentì il suo corpo, il suo calore, il suo peso “Oi ma che fai?” si agitò.
“Apri bene cazzo…” rispose lui ancora arrapato.
Prima che potesse dire altro sentì il cazzone di Simon che le entrava nel culo.
Era ancora durissimo nonostante avesse appena sborrato e non aveva voglia di smettere. Per Paola, a parte un po’ di dolore iniziale, era una manna. Era da un po’ che Simon non ne faceva una doppia così in fretta.
Come per tutte le coppie, (anche loro lo erano in qualche modo) la libidine scemava vinta dalla routine. Era normale, lei ne era conscia. Il desiderio morboso di farsi la suocera all’inizio spingeva Simon a farsela anche sei volte al giorno ma ora, che chiara era fuori dai coglioni, tutto era diventato routine e scopavano quasi solo la sera, a letto, magari un paio di volte.
Forse era per questo che aveva ripreso a guardare i porno sul pc e a farsi da sola.
Non che si ritenesse insoddisfatta.
Avercelo a sessant’anni suonati un quarantenne superdotato che ti pulisce la canna fumaria ogni sera. Comunque, quel bis anale, le era mancato da un po’.
Mentre godeva della sua verga dura sentì che lui armeggiava ancora col pc. Senza smettere di incularla aveva rimandato il video della zucchina.
Di nuovo stava montando lei ma pensava beatamente alla figlia…
“E adesso che facciamo?” domandò Paola.
“E che vuoi fare? Un altro giro? Fammi almeno respirare” disse lui aprendosi una birra ghiacciata.
Erano ancora nudi, lei con le autoreggenti seduta sul divano a gambe accavallate, lui in piedi, fiero, col suo corpo tonico e senza un filo di pancia e il suo cazzo che anche da molle sembrava sempre enorme.
“Dico con tua figlia. Ti rendi conto che fa i porno. Pensa se la vede qualcuno che conosciamo?”.
Simon sorrise “e che fanno? È maggiorenne. Non fa nulla di illegale e no sta nemmeno scopando. Ho verificato: è un sito di ragazze che si ficcano roba nel culo. Molto soft diciamo”.
“Soft?” sbottò Paola.
“Beh non trombano. È già qualcosa dai…”.
“Se lo dici tu”.
“Diciamo che non me li vedo i miei amici venirmi a dire “sai mi facevo un segone di nascosto da mia moglie guardando giovani ragazze che si spaccano il culo da sole e ho visto tua figlia”, penso che avrebbero più spiegazioni da dare loro che li guardano piuttosto di me”.
“Può darsi comunque le devi parlare”.
“Le parlerò. Appena posso le parlerò”.
“La deve smettere” insistette Paola.
“Si, glielo dirò”.
Se vi è piaciuto: Jackoffstorie@yahoo.com
Paola non potè fare a meno di farsi scappare una bestemmia. Non ci credeva, fissava lo schermo da dietro le spesse lenti, guardava ancora, toglieva gli occhiali come se potesse far di meglio…è assurdo pensava.
“Simon, Simon corri…. questa la devi vedere. Simon?”.
L’uomo entrò in cucina, in pantaloncini corti e a torso nudo. Aveva l’aria assonnata “Oi Paola che c’è?”.
“Questa la devi vedere, la devi vedere” insisteva la vecchia sessantenne cercando di darsi un tono. Gli indicò il PC che aveva aperto davanti.
Simon si accostò appena. Notò che era un sito porno
“A è questo che fai? Guardi i porno hahaha porcona”.
“Mi si è solo aperto un pop Up” minimizzò lei con l’aria di saperla lunga.
Lui non commentò anche se era evidente che un pop-Up porno non si apriva se cercavi siti di cucina.
“Guarda, guarda” insisteva la vecchia.
Simon notò che era un sito di culi.
Culi aperti…qualcosa del genere.
Una bella brunetta stava aprendo le natiche in primo piano come lo aprivano le altre ragazze nelle icone ai lati pronte per essere cliccate.
“Bel culo” sorrise Simon guardando il primo piano della zucchina verde che andava su e giù nel giovane culetto. Ci pensò un attimo, si accarezzò la patta dove il suo uccellone aveva già preso vita “che vuoi ti devo prendere una zucchina anche a te” rise guardando sua suocera.
“Non dire cavolate -attaccò lei- guarda bene, ecco adesso che girano la telecamera”.
Simon non capì, sapeva solo che è una bella immagine. Anche lui adorava i culi, l’ortaggio fra le chiappe della ragazza non gli dispiaceva. Poi inquadrarono la ragazza da davanti e la vide “Ma cazzo… Rebecca” sbottò.
“La nostra Rebecca” annuì seria la suocera.
“Ma porca vacca che troia” commentò lui imbambolato a fissare sua figlia che si impalava nel monitor.
Allungò le mani sul pc, iniziò a giocare col mouse. Scorse i video. Erano tutte ragazze sui 20/25 e tutte promettevano giochetti anali con surrogati artificiali di cazzo. Nessun maschio!
Iniziò a cercare. Trovò altri video della figlia “cazzo non si è nemmeno cambiato nome. Rebecca e basta” commentò.
Ne trovò altri sette. Cercò di andare in ordine inverso dal più vecchio all’ultimo. Nel primo la ragazza era sul letto e si ficcava semplicemente due dita nel culo standosene sdraiata a gambe larghe sul letto. Lui osservava ogni movimento della ragazza. Le lunghe unghie smaltate che entravano nella fichetta biondiccia, si bagnavano un po’, allargavano le chiappe sode…. Le dita che entravano dentro. “Non le fa male con quelle unghie?” commentò Paola.
“Probabilmente no” rispose lui senza darle attenzione.
“Gesù ma quella è camera sua. Guarda? Riconosco la testiera del letto. Ma Cristo tua figlia gira i porno qui dentro”.
“Così pare” annuì Simon che ora passava ad altri video. In un altro Rebecca sembrava molto più esperta rispetto al primo dove sembrava davvero esitasse molto a sodomizzarsi. Adesso lo faceva con grande allegria, pareva divertirsi. Due dita nel culo e spingeva che era un piacere, nel video successivo squirtava. Stavolta non si limitava a massaggiarsi la passerina ma se la mungeva e accarezzava decisa fin che non spruzzava…e non era piscio.
Con la mano sul mouse Simon cambiò video. Paola alzò la testa, lo guardò male. “Ma che fai ti tocchi?” disse notando la mano di Simon sotto ai pantaloncini.
“È per forza!”.
“Per forza cosa? Ti seghi tua figlia? sgranò gli occhi Paola da dietro gli occhiali.
Lui rispose al suo sguardo di disapprovazione con altrettanta forza “Preferisci che mi seghi quella troia di mia suocera vero?”.
Paola arrossì. Non sapeva cosa ribattere. In effetti andava a letto con suo genero da cinque anni.
“Scusa” borbottò Paola a mezza voce ma Simon ormai era partito.
Con un gesto deciso si calò i pantaloncini fino a metà gamba e il suo cazzone enorme si alzò dritto come un palo davanti alla suocera.
“Su che aspetti datti da fare…” le ordinò serio.
“No ma io…” esitò Paola.
“Forza succhialo porcona” disse lui deciso sottolineando che era un ordine.
“Spegniamo…” propose lei a cui non andava proprio di fare sesso guardando sua nipote che si masturbava.
“Assolutamente no. Forza succhia!” insisteva lui.
Paola si arrense. Erano quasi quattro anni che dormiva con Simon, che lo spompina, che si faceva montare da lui in ogni posizione, non sarebbe stata nemmeno la prima volta che lo facevano in cucina.
Glielo prese in mano, aprì la bocca, iniziò a succhiare. Sapeva di essere brava, meglio di sua figlia Chiara, Simon gli diceva sempre che era la migliore quando le veniva in bocca.
“Umm, siii, cosiiii” gemeva lui sempre con gli occhi al video che ora mostrava Rebecca con un dildo rosa che le entrava piano piano nel culetto.
Anche Paola lanciò distrattamente qualche sguardo, doveva ammettere che la nipote aveva davvero un bel culetto sodo.
“Spogliati” ordinò Simon senza spegnere il video.
Paola con il cazzo in bocca per una buona metà, lo stimolò solo con la lingua. Le mani si attaccarono alla camicetta bianca che si sbottonò in un attimo. Anche il reggiseno fece la stessa fine liberando la seconda scarsa di tette della donna. Simon gliene accarezzò una. Lei glielo riprese in mano e tornò a spompinarlo.
Guardarono il video fino alla fine, fin che Rebecca non si levava il dildo dal culo rivelando un liquame incolore che le sgorgava dal buco.
“Ha squirtato dal culo cazzo!” sbottò lui.
Paola approfittò della pausa di caricamento del video successivo, si alzò dalla sedia, levò la gonna. Restò con le calze autoreggenti velatissime e semi trasparenti e le mutandine bianche.
Simon distolse lo sguardo dal video, la fissò. L’idea delle autoreggenti era stata sua, prima di diventare la sua amante Paola portava solo collant ora aveva un cassetto di autoreggenti solo per appagare suo genero, molte sono calze di sua figlia Chiara ancora nuove, mai indossate.
“Fanno schifo quegli slip da nonna perché non metti un perizoma?”.
“Sono così miniscoli che tanto vale non mettere nulla” ribattè lei riferendosi al cassetto di micro mutandine che aveva di sopra sempre appartenenti a Chiara.
“Ecco brava, buona idea, non mettere nulla”.
Non era la prima volta che quel porco di suo genero le proponeva di stare senza mutande e anzi l’aveva già avuta vinta più volte come quando la portava fuori a cena o al cinema e ogni tanto si divertiva a infilarle la mano fra le cosce per sentire il suo pelo pubico o infilarle un dito dentro per metterla ancor più in imbarazzo.
Naturalmente queste uscite finivano quasi sempre con una poderosa scopata in macchina o in una toilette del cinema. Simon era un porco, lo aveva sempre saputo fin da quando aveva sposato sua figlia.
Lo sapeva vedendo come vestiva la figlia, da come mugugnava e ululava tutta la notte mentre lui pompava senza sosta.
Li sentiva dalla camera accanto, li sentiva godere e a sua volta si toccava…era iniziata così con Simon, toccandosi mentre gli scopava la figlia li accanto e immaginando di prendere lei quel gran cazzone che aveva tra le gambe.
Alla fine c’era riuscita. Aveva eliminato sua figlia.
Ormai Simon aveva divorziato da Chiara da cinque anni. Ora era Paola la donna di casa. Una ex suocera che adesso gli faceva da compagna, da amante e che si considerava anche una sorta di madre per Rebecca anche se in realtà era sua nonna.
Forse per non sottolineare troppo questa cosa Rebecca la chiamava sempre per nome, mai nonna, sempre e solo Paola.
Gli mise davanti la sua fica pelosa. Negli anni i peli erano diventati un po’ grigi ma giudicava di avere ancora una bella susina attraente. Del resto Simon gliela leccava quasi ogni sera.
“Così va meglio. Dovresti stare sempre così in casa, a fica fuori” rise lui.
Intanto sul monitor era tornato il video di Rebecca con la zucchina.
“Dai forza vieni qui” le disse. La fece mettere in piedi davanti alla scrivania, chinata in avanti, a braccia tese e gambe un po’ arquate. Le si mise dietro.
Paola era già sufficientemente umida. Uno perché aveva goduto mentre lo succhiava e due perché, in effetti, prima che comparisse il video di Rebecca si stava davvero trastullando la patata con la mano guardando un video di negri con delle fave da paura che si facevano delle donne bianche di mezza età.
Paola adorava le fave nere, così grosse, così larghe…anche se non aveva mai osato portarsi a casa un nigeriano o simili l’aveva sempre sognato.
Anche per quello quando vide per la prima volta la mazza di Simon che nulla aveva da invidiare a un nero ne restò davvero colpita.
Sentì il cazzone del genero entrale nella ficona. “Oooooo”.
Lui pompava deciso, senza preliminari. Probabilmente gli stava scoppiando per quanto era duro.
Lo lasciò fare anche se era evidente che lo sguardo di Simon (e la sua mente) erano concentrati a guardare la figlia che si inculava da sola.
Paola per un attimo si chiese se dovesse sentirsi offesa visto che stava solo facendo da surrogato alle voglie incestuose del genero ma alla fine decise che le importava poco. Quel cazzone nella fica la stava facendo godere e tanto bastava… decise di non pensare al video e si lasciò andare iniziando a venire più volte fin che non sentì che anche Simon si stava svuotando le palle dentro di lei.
Lo tirò fuori e un fiotto appiccicoso colò dalle gambe di Paola giù fino al pavimento.
Lesta prese le mutande e le usò per pulire chinandosi a quattro zampe.
Poi sentì il suo corpo, il suo calore, il suo peso “Oi ma che fai?” si agitò.
“Apri bene cazzo…” rispose lui ancora arrapato.
Prima che potesse dire altro sentì il cazzone di Simon che le entrava nel culo.
Era ancora durissimo nonostante avesse appena sborrato e non aveva voglia di smettere. Per Paola, a parte un po’ di dolore iniziale, era una manna. Era da un po’ che Simon non ne faceva una doppia così in fretta.
Come per tutte le coppie, (anche loro lo erano in qualche modo) la libidine scemava vinta dalla routine. Era normale, lei ne era conscia. Il desiderio morboso di farsi la suocera all’inizio spingeva Simon a farsela anche sei volte al giorno ma ora, che chiara era fuori dai coglioni, tutto era diventato routine e scopavano quasi solo la sera, a letto, magari un paio di volte.
Forse era per questo che aveva ripreso a guardare i porno sul pc e a farsi da sola.
Non che si ritenesse insoddisfatta.
Avercelo a sessant’anni suonati un quarantenne superdotato che ti pulisce la canna fumaria ogni sera. Comunque, quel bis anale, le era mancato da un po’.
Mentre godeva della sua verga dura sentì che lui armeggiava ancora col pc. Senza smettere di incularla aveva rimandato il video della zucchina.
Di nuovo stava montando lei ma pensava beatamente alla figlia…
“E adesso che facciamo?” domandò Paola.
“E che vuoi fare? Un altro giro? Fammi almeno respirare” disse lui aprendosi una birra ghiacciata.
Erano ancora nudi, lei con le autoreggenti seduta sul divano a gambe accavallate, lui in piedi, fiero, col suo corpo tonico e senza un filo di pancia e il suo cazzo che anche da molle sembrava sempre enorme.
“Dico con tua figlia. Ti rendi conto che fa i porno. Pensa se la vede qualcuno che conosciamo?”.
Simon sorrise “e che fanno? È maggiorenne. Non fa nulla di illegale e no sta nemmeno scopando. Ho verificato: è un sito di ragazze che si ficcano roba nel culo. Molto soft diciamo”.
“Soft?” sbottò Paola.
“Beh non trombano. È già qualcosa dai…”.
“Se lo dici tu”.
“Diciamo che non me li vedo i miei amici venirmi a dire “sai mi facevo un segone di nascosto da mia moglie guardando giovani ragazze che si spaccano il culo da sole e ho visto tua figlia”, penso che avrebbero più spiegazioni da dare loro che li guardano piuttosto di me”.
“Può darsi comunque le devi parlare”.
“Le parlerò. Appena posso le parlerò”.
“La deve smettere” insistette Paola.
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