Web Daughter -parte quarta, finale-
di
Jack Off
genere
incesti
Erano passati circa tre mesi da quando Paola aveva visto la nipote masturbarsi sul web.
Da allora lo aveva accuratamente evitato quel sito. Sapeva che far rimuovere un video non era una cosa semplice e di sarebbe voluto un po’ se mai lo avessero davvero tolto.
Un giorno lo aveva chiesto a Simon, lui le aveva detto che qualcosa avrebbero fatto, di stare serena poi le aveva messo il cazzo in bocca e la discussione era finita lì.
Curiosa Paola cercò un po’ sul web fin che non trovò il sito “culi freschi”…
Entrò.
C’era un video di benvenuto con tre ragazze tutte assieme, sedute in un prato a pecorina che davano le natiche agli spettatori e si ficcavano dentro al culo dei falli di gomma con grande foga.
Chissà se anche i padri di quelle ragazze li avevano visti quei video pensò Paola.
Cercò con calma. Le ragazze erano divise in ordine alfabetico ma anche per razza e colore dei capelli.
Scrisse Rebecca e diede invio.
Otto risultati.
Paola trasalì. I video l’ultima volta erano sei. Ne aveva messi altri? Il discorso di Simon non era valso nulla. Stava già imprecando sotto voce quando si accorse che i video non erano di Rebecca.
Lei non lo sapeva ma il motore di ricerca interno del sito era programmato per fornire comunque dei risultati, il più vicini possibili alla ricerca svolta.
In effetti tre filmati erano di una certa Renata C, gli altri di Romina T. Nessuna Rebecca. Non la sua nipotina comunque.
Tirò un respiro di sollievo. Le prove del fattaccio erano sparite.
Stava quasi per chiudere il sito quando le apparve un pop-up con un cazzo enorme in primo piano. “A Big Dick Collection” prometteva la scritta lampeggiante.
Ora che aveva risolto il problema Paola si sentiva più serena. In fondo una trastullata alla passerina guardando un bell’uccello non era una brutta idea.
Si ficcò la mano sotto la gonna, si sfiorò le calze e raggiunse la bernarda nuda.
Alla fine si era abituata alla proposta di Simon e aveva abolito gli slip.
Se la sfiorò con una mano accarezzandosi il pelo e intanto con l’altra sul mouse entrò nel sito.
Uno dei video di benvenuto prometteva bene. C’era un gran cazzo in bella vista e il sottotitolo inglese prometteva scopate anali.
Le venne in mente Simon che le squartava letteralmente il culo ogni volta che le pompava dentro quella proboscide che aveva al posto di cazzo. Si stava già eccitando all’idea, un dito nella passera umida… PLAY.
Sgranò gli occhi “O Gesù Cristo!” sbottò ipnotizzata dal video.
Avrebbe voluto chiudere tutto ma non ci riusciva. Voleva fuggire, spegnere tutto ma voleva anche guardare. La sua curiosità morbosa prevaleva sopra a tutto.
Non poteva crederci. Erano loro.
Simon!
Simon e Rebecca!
Su un prato, in un bosco. Lui se ne stava sdraiato nudo a cazzo dritto, lei in calze autoreggenti e basta gli stava facendo una sorta di spagnola leccandogli la cappella e strisciandosi quella matanga fra le tette.
“Non ci credo…” borbottò fra se e se.
Avrebbe voluto spegnere, avrebbe dovuto ma non ci riusciva…
Si guardò tutto il video.
Rebecca che saliva in braccio a Simon e lo cavalcava impalandosi il suo uccello nella fichetta.
Simon che la prendeva a pecora.
Rebecca che allargava le natiche mostrando il buco del culo davvero largo.
Simon che infilava il suo tarello nelle chiappe della figlia.
Rebecca che squirtava con le dita mentre lui pompava nel culo.
Simon che concludeva sborrandole sulle tettine…
Il video finiva.
Paola era ancora scioccata e non solo…era anche bagnata. Quasi senza rendersene conto si era fatta un ditalino.
Si alzò dalla sedia, andò verso il lavello, si bagnò la mano e si diede una veloce slavazzata alla gnocca appiccicosa. Se la asciugò alla meglio con uno scottex.
Per ora poteva andare. Appena in tempo per farsi trovare pronta all’arrivo di Simon. La sua auto stava giusto entrando nel vialetto.
Paola sedette al tavolo davanti al pc. Dopo quel primo video le erano uscite altre proposte.
La pagina di “Rebecca and Dad” aveva 47 video.
Gesù Cristo, pensò Paola, 47!
Una vocina dentro di lei le disse “e tu non vedi l’ora di guardarli tutti”.
“Tutto bene?” sorrise lui.
“Dove sei stato di preciso?” rispose seria Paola.
“Colloquio di lavoro” rispose lui senza dare importanza alla cosa.
Era a spasso da otto mesi e lei lo sapeva. Un posto da ingegnere, alla sua età non era facile da trovare.
“Hai avuto successo?”.
“No. Solita perdita di tempo. Contratto da stagista, paga quasi zero. Mi costa più di benzina che di guadagno. Faccio meglio a stare a casa a queste condizioni”.
“Qualcosa a casa la dovrai fare” rispose lei seria.
Lui non capì.
Decisa Paola roteò il computer di 180 gradi. Il fermo immagine di lui e Rebecca nudi era ancora in primo piano.
“Ha ci hai beccati”.
“Sai dire solo questo?” sbottò lei furiosa.
“E che ti devo dire… ci hai beccato era solo questione di tempo visto che ogni giorno vai sui siti porno e ti masturbi” ripose secco Simon cercando di prendere il controllo della conversazione.
“Avevi promesso che non avrebbe più postato video. Qui invece c’è ne sono quasi 50. È questo che avete fatto negli ultimi tre mesi? Video porno?”.
“Allora Paola cerchiamo di chiarire due cose.
Prima di tutto io ti ho solo detto che non ci sarebbero più stati video di Rebecca che si masturba e non ci sono…”.
“Ma che stronzata! Questi sono peggio. Qui ci sei tu che la scopi. Un incesto cavolo”.
“Credevo che anche quello con te lo fosse. O no?”.
“Non siamo parenti, non so. Comunque non li metto su internet!”.
“Sia come sia io ti avevo garantito che i video di masturbazione sarebbero spariti e così e stato. Quindi non ho mentito. Ma punto due. Ero quasi senza soldi.
Ho bruciato la liquidazione, i risparmi… la casa, la macchina, gli alimenti a Chiara, le tue spese, l’Università di Rebecca… ero quasi scannato capisci?”.
“E ti sei messo a fare i porno?”.
“È stata una idea di Rebecca. Quando le ho parlato dei suoi video e mi ha detto quanti soldi alzava mi ha convinto… in qualche mese ho alzato quello che era un anno di stipendio del mio vecchio lavoro. Ho calcolato che se andiamo avanti così per un annetto o due potrei mettere via abbastanza da mettermi in pensione a quarant’anni”.
Paola incassò la risposta. Non sapeva che la situazione economica fosse così grave. Era a carico di Simon al cento per cento e questo la faceva sentire colpevole. Fra l’altro la cosa spiegava anche perché, a parte negli ultimi mesi, Simon fosse molto meno attivo sessualmente.
I problemi economici e l’ansia del lavoro gli avevano tolto anche la voglia di scopare.
In effetti, ripensandoci, era tornato il toro da monta che aveva sedotto anni prima solo il giorno in cui lei gli aveva fatto vedere il famoso video della zucchina nel culo di Rebecca.
Da quel giorno aveva ripreso a cercarla e montarla tre volte al giorno.
Ci pensò un attimo. Era quasi incredibile. Ogni giorno montava lei più volte al giorno e poi usciva e andava a fare video porno con la figlia. “Cazzo che toro” sussurrò.
“Cosa?” chiese Simon.
“Niente pensavo ad alta voce. È così è questo che farai da ora in poi, scopare tua figlia per soldi?”.
“A lei non dispiace”.
“Si ho visto quanto si diverte la troietta”.
“Le piace il cazzo come a sua nonna” rise lui.
Paola ci pensò un attimo poi lo fissò negli occhi “Ma io ti piaccio ancora?”.
Simon le sorrise, lesto si abbassò i pantaloni e le mostrò il cazzo durissimo “c’è da chiederlo?”.
Paola sentiva di avere ancora milioni di cose da dire ma quel cazzo… così duro… così grosso…
Aprì la bocca quasi senza pensarci e gli fece un pompino.
“Quando avremo abbastanza soldi smetterai?” gli chiese tenendolo in mano saldo e umido della sua saliva.
“Ovvio” annuì Simon.
“Intendo se smetterai anche di scopare Rebecca”.
“Per te è un problema dividermi con lei?”.
“Forse” disse Paola.
“Sai forse qpcome quella stronza di tua figlia? Potevo scoparvi e rendervi felici entrambe. Potevate essere il mio piccolo harem ma lei è scappata. Non ha capito quanto amore ho da dare. Tu sei come tua figlia Paola? Vuoi lasciarmi solo e far prendere il tuo posto a Rebecca?”.
“Io…” balbettò Paola sempre col suo uccello in mano.
“Devi dirmelo adesso. O fai le valigie o resti come io vorrei che facessi. Ma sei libera, decidi tu. Se non puoi accettarlo io ti capirò…”.
“E continuerai a farti tua figlia” sottolineò Paola.
“Si” annuì lui poi si allontanò strappandole il suo uccello dalla mano.
“Io mi faccio una doccia. Tu pensaci. Se vuoi fare le valigie ti do una mano e ti lascio un po’ di soldi. Posso anche chiamarti un taxi per il Grand Hotel, pago io ovvio” e se ne andò.
Paola salì in camera dopo quasi un’ora, aveva riflettuto e a lungo.
Simon era nudo sul letto, in accappatoio, appena docciato e profumato. L’uccello barzotto sembrava sempre enorme.
La donna si voltò e inziò a tirare fuori roba dal cassetto del comò. Simon non disse nulla.
Impilò un po’ di micro mutandine, poi parecchie paia di confezioni ancora nuove di calze.
“Quelle restano qui” scattò Simon.
“Le passerai a Rebecca?” chiese lei continuando a tirare fuori roba.
“Ovvio”.
Poi Paola si fermò, prese in mano una confezione ancora nuova e la aprì. Erano calze nere, a rete, costose, di gran marca.
Si tolse il grembiule a fiori, sotto era praticamente nuda.
Mise una gamba sul letto, tolse la calza, poi l’altra.
“Queste sono solo mie -disse- non ho mai osato metterle perché sono davvero da troia… ma oggi… oggi sono adatte.
Lentamente lasciando che Simon studiasse ogni singolo gesto si infilò le calze a rete stile Sofia Loren lasciando che la libido di Simon toccasse le stelle.
Scivolò sul letto…. Lui la abbracciò iniziando a toccarla dappertutto.
Paola gli prese in mano il cazzone duro segandolo piano piano.
“Hai tanta voglia vero…”.
“Ho voglia di culo…” disse secco lui infilandole un dito fra le natiche.
Lei si mise a pecora senza esitare. Si mise le mani sulle chiappe burrose mostrandogli il buco già bello largo. “Sfondami tutta” sospirò.
Simon le entrò dentro deciso…SPROK!
“Male?”.
“No è bellissimo. Pompa tesoro pompa” lo incitava lei fiera di quel palo di carne dentro il suo orifizio.
“Godooo” ululava Simon tenendola stretta ai fianchi cellulitici.
Paola si stava lasciando andare al piacere quando vide una strana luce li accanto. Era il riflesso della luce su qualcosa di vetroso. “E quella?” sbottò Paola.
“È una telecamera, nulla di che. Sai oltre alle figlie vanno molto anche i video delle anziane coi culi sfondati…”.
“A?” sbottò Paola.
“Non ti va?”.
“Beh devo pure dare una mano al budget famigliare” sorrise Paola presa dal piacere anale come non mai.
“Mi sembra giusto” rise Simon e riprese a sbattersela a tutta forza…
Jackoffstorie@yahoo.com
Da allora lo aveva accuratamente evitato quel sito. Sapeva che far rimuovere un video non era una cosa semplice e di sarebbe voluto un po’ se mai lo avessero davvero tolto.
Un giorno lo aveva chiesto a Simon, lui le aveva detto che qualcosa avrebbero fatto, di stare serena poi le aveva messo il cazzo in bocca e la discussione era finita lì.
Curiosa Paola cercò un po’ sul web fin che non trovò il sito “culi freschi”…
Entrò.
C’era un video di benvenuto con tre ragazze tutte assieme, sedute in un prato a pecorina che davano le natiche agli spettatori e si ficcavano dentro al culo dei falli di gomma con grande foga.
Chissà se anche i padri di quelle ragazze li avevano visti quei video pensò Paola.
Cercò con calma. Le ragazze erano divise in ordine alfabetico ma anche per razza e colore dei capelli.
Scrisse Rebecca e diede invio.
Otto risultati.
Paola trasalì. I video l’ultima volta erano sei. Ne aveva messi altri? Il discorso di Simon non era valso nulla. Stava già imprecando sotto voce quando si accorse che i video non erano di Rebecca.
Lei non lo sapeva ma il motore di ricerca interno del sito era programmato per fornire comunque dei risultati, il più vicini possibili alla ricerca svolta.
In effetti tre filmati erano di una certa Renata C, gli altri di Romina T. Nessuna Rebecca. Non la sua nipotina comunque.
Tirò un respiro di sollievo. Le prove del fattaccio erano sparite.
Stava quasi per chiudere il sito quando le apparve un pop-up con un cazzo enorme in primo piano. “A Big Dick Collection” prometteva la scritta lampeggiante.
Ora che aveva risolto il problema Paola si sentiva più serena. In fondo una trastullata alla passerina guardando un bell’uccello non era una brutta idea.
Si ficcò la mano sotto la gonna, si sfiorò le calze e raggiunse la bernarda nuda.
Alla fine si era abituata alla proposta di Simon e aveva abolito gli slip.
Se la sfiorò con una mano accarezzandosi il pelo e intanto con l’altra sul mouse entrò nel sito.
Uno dei video di benvenuto prometteva bene. C’era un gran cazzo in bella vista e il sottotitolo inglese prometteva scopate anali.
Le venne in mente Simon che le squartava letteralmente il culo ogni volta che le pompava dentro quella proboscide che aveva al posto di cazzo. Si stava già eccitando all’idea, un dito nella passera umida… PLAY.
Sgranò gli occhi “O Gesù Cristo!” sbottò ipnotizzata dal video.
Avrebbe voluto chiudere tutto ma non ci riusciva. Voleva fuggire, spegnere tutto ma voleva anche guardare. La sua curiosità morbosa prevaleva sopra a tutto.
Non poteva crederci. Erano loro.
Simon!
Simon e Rebecca!
Su un prato, in un bosco. Lui se ne stava sdraiato nudo a cazzo dritto, lei in calze autoreggenti e basta gli stava facendo una sorta di spagnola leccandogli la cappella e strisciandosi quella matanga fra le tette.
“Non ci credo…” borbottò fra se e se.
Avrebbe voluto spegnere, avrebbe dovuto ma non ci riusciva…
Si guardò tutto il video.
Rebecca che saliva in braccio a Simon e lo cavalcava impalandosi il suo uccello nella fichetta.
Simon che la prendeva a pecora.
Rebecca che allargava le natiche mostrando il buco del culo davvero largo.
Simon che infilava il suo tarello nelle chiappe della figlia.
Rebecca che squirtava con le dita mentre lui pompava nel culo.
Simon che concludeva sborrandole sulle tettine…
Il video finiva.
Paola era ancora scioccata e non solo…era anche bagnata. Quasi senza rendersene conto si era fatta un ditalino.
Si alzò dalla sedia, andò verso il lavello, si bagnò la mano e si diede una veloce slavazzata alla gnocca appiccicosa. Se la asciugò alla meglio con uno scottex.
Per ora poteva andare. Appena in tempo per farsi trovare pronta all’arrivo di Simon. La sua auto stava giusto entrando nel vialetto.
Paola sedette al tavolo davanti al pc. Dopo quel primo video le erano uscite altre proposte.
La pagina di “Rebecca and Dad” aveva 47 video.
Gesù Cristo, pensò Paola, 47!
Una vocina dentro di lei le disse “e tu non vedi l’ora di guardarli tutti”.
“Tutto bene?” sorrise lui.
“Dove sei stato di preciso?” rispose seria Paola.
“Colloquio di lavoro” rispose lui senza dare importanza alla cosa.
Era a spasso da otto mesi e lei lo sapeva. Un posto da ingegnere, alla sua età non era facile da trovare.
“Hai avuto successo?”.
“No. Solita perdita di tempo. Contratto da stagista, paga quasi zero. Mi costa più di benzina che di guadagno. Faccio meglio a stare a casa a queste condizioni”.
“Qualcosa a casa la dovrai fare” rispose lei seria.
Lui non capì.
Decisa Paola roteò il computer di 180 gradi. Il fermo immagine di lui e Rebecca nudi era ancora in primo piano.
“Ha ci hai beccati”.
“Sai dire solo questo?” sbottò lei furiosa.
“E che ti devo dire… ci hai beccato era solo questione di tempo visto che ogni giorno vai sui siti porno e ti masturbi” ripose secco Simon cercando di prendere il controllo della conversazione.
“Avevi promesso che non avrebbe più postato video. Qui invece c’è ne sono quasi 50. È questo che avete fatto negli ultimi tre mesi? Video porno?”.
“Allora Paola cerchiamo di chiarire due cose.
Prima di tutto io ti ho solo detto che non ci sarebbero più stati video di Rebecca che si masturba e non ci sono…”.
“Ma che stronzata! Questi sono peggio. Qui ci sei tu che la scopi. Un incesto cavolo”.
“Credevo che anche quello con te lo fosse. O no?”.
“Non siamo parenti, non so. Comunque non li metto su internet!”.
“Sia come sia io ti avevo garantito che i video di masturbazione sarebbero spariti e così e stato. Quindi non ho mentito. Ma punto due. Ero quasi senza soldi.
Ho bruciato la liquidazione, i risparmi… la casa, la macchina, gli alimenti a Chiara, le tue spese, l’Università di Rebecca… ero quasi scannato capisci?”.
“E ti sei messo a fare i porno?”.
“È stata una idea di Rebecca. Quando le ho parlato dei suoi video e mi ha detto quanti soldi alzava mi ha convinto… in qualche mese ho alzato quello che era un anno di stipendio del mio vecchio lavoro. Ho calcolato che se andiamo avanti così per un annetto o due potrei mettere via abbastanza da mettermi in pensione a quarant’anni”.
Paola incassò la risposta. Non sapeva che la situazione economica fosse così grave. Era a carico di Simon al cento per cento e questo la faceva sentire colpevole. Fra l’altro la cosa spiegava anche perché, a parte negli ultimi mesi, Simon fosse molto meno attivo sessualmente.
I problemi economici e l’ansia del lavoro gli avevano tolto anche la voglia di scopare.
In effetti, ripensandoci, era tornato il toro da monta che aveva sedotto anni prima solo il giorno in cui lei gli aveva fatto vedere il famoso video della zucchina nel culo di Rebecca.
Da quel giorno aveva ripreso a cercarla e montarla tre volte al giorno.
Ci pensò un attimo. Era quasi incredibile. Ogni giorno montava lei più volte al giorno e poi usciva e andava a fare video porno con la figlia. “Cazzo che toro” sussurrò.
“Cosa?” chiese Simon.
“Niente pensavo ad alta voce. È così è questo che farai da ora in poi, scopare tua figlia per soldi?”.
“A lei non dispiace”.
“Si ho visto quanto si diverte la troietta”.
“Le piace il cazzo come a sua nonna” rise lui.
Paola ci pensò un attimo poi lo fissò negli occhi “Ma io ti piaccio ancora?”.
Simon le sorrise, lesto si abbassò i pantaloni e le mostrò il cazzo durissimo “c’è da chiederlo?”.
Paola sentiva di avere ancora milioni di cose da dire ma quel cazzo… così duro… così grosso…
Aprì la bocca quasi senza pensarci e gli fece un pompino.
“Quando avremo abbastanza soldi smetterai?” gli chiese tenendolo in mano saldo e umido della sua saliva.
“Ovvio” annuì Simon.
“Intendo se smetterai anche di scopare Rebecca”.
“Per te è un problema dividermi con lei?”.
“Forse” disse Paola.
“Sai forse qpcome quella stronza di tua figlia? Potevo scoparvi e rendervi felici entrambe. Potevate essere il mio piccolo harem ma lei è scappata. Non ha capito quanto amore ho da dare. Tu sei come tua figlia Paola? Vuoi lasciarmi solo e far prendere il tuo posto a Rebecca?”.
“Io…” balbettò Paola sempre col suo uccello in mano.
“Devi dirmelo adesso. O fai le valigie o resti come io vorrei che facessi. Ma sei libera, decidi tu. Se non puoi accettarlo io ti capirò…”.
“E continuerai a farti tua figlia” sottolineò Paola.
“Si” annuì lui poi si allontanò strappandole il suo uccello dalla mano.
“Io mi faccio una doccia. Tu pensaci. Se vuoi fare le valigie ti do una mano e ti lascio un po’ di soldi. Posso anche chiamarti un taxi per il Grand Hotel, pago io ovvio” e se ne andò.
Paola salì in camera dopo quasi un’ora, aveva riflettuto e a lungo.
Simon era nudo sul letto, in accappatoio, appena docciato e profumato. L’uccello barzotto sembrava sempre enorme.
La donna si voltò e inziò a tirare fuori roba dal cassetto del comò. Simon non disse nulla.
Impilò un po’ di micro mutandine, poi parecchie paia di confezioni ancora nuove di calze.
“Quelle restano qui” scattò Simon.
“Le passerai a Rebecca?” chiese lei continuando a tirare fuori roba.
“Ovvio”.
Poi Paola si fermò, prese in mano una confezione ancora nuova e la aprì. Erano calze nere, a rete, costose, di gran marca.
Si tolse il grembiule a fiori, sotto era praticamente nuda.
Mise una gamba sul letto, tolse la calza, poi l’altra.
“Queste sono solo mie -disse- non ho mai osato metterle perché sono davvero da troia… ma oggi… oggi sono adatte.
Lentamente lasciando che Simon studiasse ogni singolo gesto si infilò le calze a rete stile Sofia Loren lasciando che la libido di Simon toccasse le stelle.
Scivolò sul letto…. Lui la abbracciò iniziando a toccarla dappertutto.
Paola gli prese in mano il cazzone duro segandolo piano piano.
“Hai tanta voglia vero…”.
“Ho voglia di culo…” disse secco lui infilandole un dito fra le natiche.
Lei si mise a pecora senza esitare. Si mise le mani sulle chiappe burrose mostrandogli il buco già bello largo. “Sfondami tutta” sospirò.
Simon le entrò dentro deciso…SPROK!
“Male?”.
“No è bellissimo. Pompa tesoro pompa” lo incitava lei fiera di quel palo di carne dentro il suo orifizio.
“Godooo” ululava Simon tenendola stretta ai fianchi cellulitici.
Paola si stava lasciando andare al piacere quando vide una strana luce li accanto. Era il riflesso della luce su qualcosa di vetroso. “E quella?” sbottò Paola.
“È una telecamera, nulla di che. Sai oltre alle figlie vanno molto anche i video delle anziane coi culi sfondati…”.
“A?” sbottò Paola.
“Non ti va?”.
“Beh devo pure dare una mano al budget famigliare” sorrise Paola presa dal piacere anale come non mai.
“Mi sembra giusto” rise Simon e riprese a sbattersela a tutta forza…
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