Nel letto di Carla

di
genere
incesti

Qualcosa di caldo mi sveglia.
Bisogna provare per capire.
Sei beatamente nei tuoi sogni quando una sensazione di caldo umido ti avvolge nel modo più intimo il pisello.
Una pompa!
Apro gli occhi, ci metto un attimo a mettere a fuoco e, stupore, una donna che non ho mai visto mi succhia il cazzo facendoci anche ciondolare sopra le grosse tettone.
Ovviamente l’ha già fatto diventare bello duro anche se presumo non abbia faticato molto visto che, di regola, al mattino apro gli occhi con una trave gonfia.
Domanda: chi è questa donnona sui 70 anni, seminuda, che mi succhia la trave con tanta tenacia. Ma, prima ancora, dove cazzo sono? Perché di sicuro questo non è il mio letto e questa non è la mia casa.
Ci metto un attimo a ricostruire, sempre guardando il donnone che fra l’altro non solo succhia avida come una troia ma è pure vestita come tale.
Una specie di body nero a rete contiene le sue forme giunoniche, calze nere di nylon attaccate coi gancetti al suddetto body, tacchi da 12. Le tettone (direi una sesta) ballonzolano molli come due perone, il presunto body di rete non sembra volerle trattenere, anzi, è proprio tagliato apposta con due buchi in cui infilarle per farle ondeggiare meglio.
Non credo sia un body che si compra al supermercato.
Intanto ricordo e ricostruisco che ieri sera ero ospite da Carla, la professoressa troia quarantenne che mi trombo quasi ogni mattina prima di andare a scuola. Con lei il marito Peppe, bisex, guardone, più attivo che passivo. Gli piace guardare la moglie montata quasi come gli piace farsi montare.
Ricordo che ieri sera dopo una cenetta veloce ci abbiamo dato dentro come al solito.
Una montata a Carla con sborrata in fica che Peppe ha bevuto con gusto.
Un pompino fatto ad arte sempre da lui per farlo tornare duro (anche se non ne avevo proprio bisogno).
Un trenino con lui che inculava la cara mogliettina e io spanavo il suo culone sfondato.
Poi uno scambio. È si, non mi vergogno a dirlo ma ogni tanto una ripassata al culo mi piace.
Peppe ha sfondato me, io Carla…tutto in famiglia, tutto anale.
Poi non ricordo bene. Mi pare che siamo andati in bagno e ci siamo piasciati addosso in doccia uno con l’altro. Ricordo Peppe che pisciava in bocca a Carla, io sulle sue tette, lei che orinava in bocca al marito.
Non è tutto vivido nella mia mente perché credo che tra una passata e l’altra ci siamo fatti fuori 3 o 4 bottiglie di roba forte. Non so la marca, non me ne intendo, ma aveva un gusto dolciastro e andava giù come acqua.
Insomma una gran bella ciucca.
Ricordo anche che una bottiglia della suddetta miscela Peppe l’aveva infilata nel culo menestrello Carla gli diceva “godi troia godi…”.
Ora di sicuro la camera dove abbiamo commesso le nostre porcate è questa, la foto di matrimonio di Carla e Peppe sul comodino lo conferma. Il perché abbia dormito qui non lo ricordo, probabilmente sono crollato e basta.
Quindi torniamo alla donna che, a corto di aria, ha alzato la testa, mi ha fatto un sorriso e ha proseguito con la mano.
Decisa, anche troppo, non è che me lo stacca?

Finalmente entra in camera il padrone di casa, Peppe.
Tutto nudo, uccello duro.
Si avvicina alla signora matura, le palpa un po’ il culo e poi, approfittando che è già chinata in avanti armeggia con le mani per metterglielo dentro.
Sento proprio un deciso SFLOP quando la penetra, probabilmente perché la vecchia è bella bagnata.
“Ti piace ma?” sussurra Peppe all’orecchio della donna mentre glielo spinge dentro con lenti colpi di reni.
“Tiene una minchia esagerata” mormora la donna.
Lui ride, poi mi guarda, mi manda un bacio “mia madre ti fa i complimenti per il tuo uccello enorme”.
“A è tua madre..?” sbotto sempre preso a godermi la sega.
“O che sciocco, scusami, non ho nemmeno fatto le presentazioni, mia madre Carmela, appena arrivata dal paese”.
“A, buongiorno allora signora Carmela”
Mi fissa spalanca la bocca con un sorriso un po’ osceno visto che le mancano metà dei denti.
“Dammi del tu bello mio” ride lei.
“Ieri sera era stanca del viaggio e l’abbiamo lasciata riposare in camera sua ma stamattina ha subito voluto vederti. Non ci credeva che lo avevi così grosso”.
“Una nerchia esagerata” annuisce lei sempre presa a farsi sbattere da dietro dal figlio.
“Beh se vuole approfittare sono in tiro al massimo”.
Lei non fa complimenti. Si spinge in avanti, il cazzo duro del figlio scatta fuori dolorosamente “ma ma cazzo stavo in buona…” protesta Peppe.
“Eeee e che sarà mai, sono vent’anni che mi chiavi. Fammi provare sta bellezza”.
Peppe sembra un po’ deluso ma alla fine è poco più che una finta. L’idea che stia per penetrarle la madre pare solo eccitarlo di più. Si mette comodo in fondo al letto e guarda il corpo grasso e sudato della vecchia che scivola sopra di me.
“Questo mi spacca la fregna” mormora il donnone mentre mi siede sopra col suo dolce peso, mi stringe i fianchi con le sue gambone fasciate nel nylon delle calze (libidine) e inizia a farmi il solletico alla cappella con una ficona molto molto pelosa.
“Aspetta che ci siamo, abbi pazienza” mormora Carmela mentre con la mano si guida il mio uccello nel buco.
“Ecco stiamo al buono” dice e lasciandosi scivolare sento la sua fica bollente avvolgere il mio uccello di marmo.
“Ooooooooo Madonnina” urla appena la mia canna entra decisa fino alle palle.
Peppe intanto si sta facendo una sega a tutta forza.
“Dai puttana fammi vedere come te lo scopi bene” mugola.
La donna si ferma, volta la testa sempre tenendomi i cocomeri sul petto che penso bene di accarezzare per saggiarne la morbidezza “Scostumato. Non si da della puttana alla mamma”.
“Hai ragione scusa. Sei solo una gran troiaaaaaa” ribatte Peppe segandosi più in fretta.
“Troia si ma puttana no, io mica mi faccio pagare. Vero?” e mi fa l’occhiolino.
“Ha una fica fantastica signora, sto godendo, e che belle tette”.
“Te le vuoi ciucciare?”.
“Posso?”.
“Stanno lì apposta tesoro”.
E così coi suoi cocomeri in bocca e il cazzo piantato nel gran ficone, con lei che da un ritmo lento ma costante pompando con le grosse cosce e la panciona che sbatacchia fottiamo.
Il tutto per il piacere di Peppe che alla fine urla “sborrrooooooo” e fa appena in tempo ad alzarsi dal letto col cazzo stretto in mano, mettersi in piedi davanti alla vecchia e sborrarle per bene sul culo e sulla schiena.
“Tutta appiccicosa mi hai fatto” protesta la donna senza comunque smettere di trombarmi avanti e indietro.
“Ti ho lubrificato il culo per dopo” ride lui.
“A perché mi vuoi far infilare sto cetriolo nel culo?”.
“Certo che te lo deve infilare nel culo. Sei troia o no?”.
“Mi apre in due con sto affare… ummm…. aspetta…. Eccolo…. O si….godo….” urla la vecchia e in un attimo il mio uccello è avvolto dal suo orgasmo.
Il calore, l’eccitazione, la promessa del culo, le tettone in bocca fanno effetto.
“Cazzzzooooooooo” gemo e parte un fiotto di sborra da riempire un secchio.

Si sdraia sul letto “minchia Peppe piglia un asciugamano che questo sborra come il toro di zio Carmine”.
Lui obbedisce. Si alza col cazzo gocciolante e va…
La vecchia vacca mi guarda, sorride, poi lo fissa e sgrana gli occhi “ma ancora duro sta?”.
“Si signora è una mia particolarità. Me ne vogliono almeno due o anche tre prima di…smettere”.
“Madonnina mia ma cosa sei un fenomeno. Allora se sta così la cosa fai pure. E apre le gambe più che può mostrandomi la sua ficona super pelosa con chiazze di sperma sul pelo a fare da contorno.
“Vuoi così o mi devo girare?”.
“Preferirei a pecora”.
“Cosa?”.
“Girata intendo”.
“Aaaa la carpetta vuoi. Da noi si dice capretta”.
“Capisco”.
Piano piano e con non poca fatica il donnone ribalta i suoi 100 e passa chili sbatacchiando le tettone e tutte le cicce che ha.
Mi piazzo chinato dietro di lei, le guardo il culone burroso. Tanto peloso anche quello, che non è il massimo ma la voglia di entrare dentro non cala. Le do una palpata, le metto appena un dito.
In effetti il bucone è bello largo. Deve averne presi tanti anche dietro.
“Oi li no adesso. Li te lo devi guadagnare, fammi un bel lavoro davanti e poi vediamo” dichiara.
“Mi pare giusto” sorrido e carico di tutta la mia voglia glielo piazzo nel ficone marcio di sbroda in un colpo solo. SFLOP!
“Uiiiii mi hai così sembra più grosso”.
“Fa male?”
“No, no pigia amore di mamma pigia….”.
E pigio!

Quando torna Peppe con due grandi asciugamani gli sto montando la madre a tutta forza.
Lei urla, il rantolo e spingo deciso…
Peppe posa gli asciugami e si sega facendoselo tornare duro “guarda come gode la vacca” sorride osservandoci bene e eccitato si mette dietro di me e inizia a leccarmi il culo…

Dopo che è venuta approssimativamente dieci volte la vecchia maiala chiede pietà… il dito di Peppe nel culo alternato alla lingua…. Il mio uccello deve sborrare.
Non ce la faccio più.
Vengo… un altra pioggia di sperma sparata a mille nella ficona della vecchia vacca.
E adesso, davvero, ho bisogno di una pausa “scusate tanto ma devo pisciare” dichiarò mentre il figlio si è getttato a faccia all’aria fra le gambe della madre ancora a pecora e sembra voler bere qualsiasi cosa esca da quel ficone peloso che sia sperma o no.
“Pisciale addosso slurp slurp” mormora Peppe senza perdere il ritmo.
“Ma tu si scemo… nel letto mai” borbotta Carmela togliendomi anche un po’ dall’imbarazzo perché anche a me il pissing in un luogo dove poi ci devi dormire non mi esalta. Saranno cavolate mie ma lo pratico solo all’aperto o nelle docce.

Prendo congedo vado in bagno a fare la mia pisciata celebrativa, mi do una sciacquata e torno giusto in tempo per vedere Peppe che si monta la madre. Sopra di lei, dentro di lei. Il ficone della vacca in bella vista visto che il figlio pompa esaltato nel culo.
Mi basta stare a guardali qualche minuto per avere la clava di nuovo dura.
Mi avvicino al letto, guardo in faccia la donna rossa come un pomodoro “come va signora Carmela?”.
“Sono vecchia per due assieme” sorride.
“Ma sta buona che ti ho visto farlo con cinque assieme” ride Peppe continuando a incularla di brutto.
“Eeeee altri tempi aia aia , altra età aia aia, ormai so decrepita”.
“Ma che dice, se si muove come una ragazzina” sorrido io segandomi piano piano.
La vecchia mi lancia un sorriso “bello di mamma adottiva no ti so dire se ti sei guadaganato il mio culo con le lusinghe o con la mazza. Ma te lo devo”.
Tiro la pelle del cazzo scappellandolo alla grande e glielo mostro come una spada sguainata con la cappella gonfia e pulsante “sono pronto quando vuole”.

Alla fine Peppe decide di mettersi sotto con la mamma in grembo, le sue tettone sul viso, la sua fica aperta.
Lei sta buona sopra, si agita un po’. Viene fuori che in doppia penetrazione col figlio non l’ha mai fatto.
E, voglio precisare, non l’ha mai fatto in doppia con lui ma con altri pare di sì.
Il buco nero della vecchia maiala è pronto, già bello lubrificato da Peppe.
Entro piano, senza troppa fatica. Nonostante tutto riesco a spanarlo ancora un po’. A farle uscire un po’ di sangue e a farla urlare.

Prese bene le misure iniziamo a pompare in sincrono.
Sento il cazzo di peppe contro il mio e lui il mio contro il suo, Carmela li sente tutti e due piena come non mai.
Pompiamo, urliamo e veniamo come veri porci.
Alla fine, con sborra un po’ ovunque la vecchia si dichiara finita.
Non c’è la fa più, le fa male ogni orifizio oltre alle gambe e alle tette che sono state strizzate e sbatacchiate con troppo ardore sia da me che dal figlio.

Decidiamo di chiudere in bellezza. In doccia.
La facciamo sedere sul water, la guardiamo pisciare eccitati da quel ficone con tutto il pelo che si macchia di urina. Ci lasciamo andare, le pisciamo in faccia e sulle tette in sincrono.
Lei chiude gli occhi ma tiene la bocca aperta.
“Bevi troiaaaaaa” urla Peppe e io lo imito cercando di pisciare anche sulle tettone…

Sono quasi le dieci di una domenica mattina quando torno a casa (abito quattro piano più su non ci vuole molto). Non so se mi alzerò per pranzo.
Zia, zio e mio cugino sono andati a messa. Loro sono buoni cattolici, io no.
Decido di farmi una bella dormita fino all’ora di pranzo.
Carmela e Peppe mi hanno detto che la vecchia si ferma a casa del figlio per una settimana.
Lui è la moglie al mattino sono al lavoro, io no perché mi salto cinque degli ultimi dieci giorno di scuola sbattendomene beatamente il cazzo.
Ogni mattina vado da Carmela. Due, tre a volte anche quattro scopate.
In ogni buco, in ogni posizione che la nonna riesce a sostenere. Fin che è disponibile la uso in ogni modo. Del resto non posso certo farmi mille chilometri ogni volta che mi verrà voglia del suo culo. Meglio usarla al massimo fin che è qui.
Quando Carmela ritornerà al paesello dirà a tutte che su al nord si è trovata molto bene e si è divertita tanto…non credo di poterle dare torto.
Jackoffstorie@yahoo.com
scritto il
2026-06-20
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