Web Daughter - parte due -
di
Jack Off
genere
incesti
(ovviamente è meglio aver letto prima la parte uno :)
Rebecca salì in auto. Indossava una minigonna praticamente inesistente tanto da mostrare le cuciture dei collant. Simon non potè fare a meno di studiarle le cosce.
“Fatto buon viaggio?”.
“Si papy”.
“Ti sei divertita?”.
“Non tanto eravamo solo ragazze” rise lei.
A lui venne un flash veloce che subito ricacciò via “è già avresti preferito un bel cazzo”.
La cosa però lo scosse abbastanza, l’allusione nemmeno tanto velata al sesso gli provocò una reazione. Aveva lasciato la stazione da pochi metri ma subito infilò l’auto in un pertugiò senza nemmeno mettere la freccia. Le due auto che seguivano protestarono rumorosamente col clacson.
Rebecca lo guardò stupita.
Lui spense lentamente il motore, si voltò a guardarla.
“Che succede?” chiese un po’ spavantata.
“Tua nonna” disse lui.
“La nonna? Che ha? Sta male?”.
“No. La nonna ecco, vedi… lei naviga in intenet capisci?”.
“No”.
“Insomma lei ha visto, ha visto… l’ha visto sai no? Il sito”.
“È?” restò imbambolata la figlia
“Il tuo sito Rebecca, quello dove ti ficchi la zucchina nel culo” urlò lui spazientito.
La ragazza lo studiò guardandolo dritto negli occhi in silenzio per qualche lunghissimo secondo poi si mise a ridere a tutta bocca.
La reazione lasciò Simon completamente spiazzato…
“Che cazzo hai poi da ridere?”.
“Ai papy ma da quando sei così bacchettone?”.
“Bacchettone? Mia figlia scopa su internet e io sono bacchettone?”.
Lei non cedette al suo sguardo, nessuna vergogna “allora papone, innanzitutto non scopo ma mi faccio solo vedere nuda…”.
“Con la zucchina” aggiunse lui.
“Beh si uno show lo devo fare ovvio ma non è sesso è solo masturbazione. E comunque lo faccio per te, per noi…”.
“Cosa?”.
“Per soldi papy. Lo sai quanto mi passano per ogni video, quasi diecimila”.
“Stai scherzando? Danno diecimila euro a ogni ragazza che si ficca dentro una zucchina?”.
“Beh no. La fantasia la devi mettere tu e poi devi farti guardare. Se superi una certa quota di visualizzazioni scatta la cifra…”.
“E se non la superi?” chiese lui curioso mentre, superato lo choc, aveva già riavviato il motore.
“Allora pigli un po’ meno. Se il video proprio non se lo caga nessuno la chiudi con qualche centinaio di euro e morta lì perché se non fai tanti visual è difficile che ti chiedono altri video”.
Simon iniziava a capire “Quindi questo sito vi ingaggia per fare i video e poi vi paga a seconda di quanta gente li guarda…”.
“No no i video te li devi fare da solo. Alcune se li fanno col cellulare ma io sono passata a una camera semiprofessionale. Se hai notato i primi video erano più grezzi rispetto agli altri”.
“Sinceramente non facevo caso alla qualità video, vedevo solo la tua figa e il tuo culo aperti. Quanti ne hai fatti di questi video?”.
“Una decina”.
“Io ne ho trovati solo sei”.
“Alcuni sono ancora in fase di elaborazione. C’è sempre un po’ di intervento del sito prima di pubblicarli. Li metteranno presto, spero”.
“Perché spero?”.
“A volte li giudicano troppo scarsi e non li mettono. In quel caso hai lavorato per nulla. Per quello bisogna sforzarsi un po’. Quello con la zucchina ammetto che è stato un successone”.
“Cazzo sembri quasi fiera di esserti messa un ortaggio nel culo”.
“Sono fiera del mio lavoro che c’è di male e poi, dimmi la verità, ti è venuto duro o no?”.
“Rebecca ma cazzo dici sono tuo padre?”.
“E dai ammettilo. Te l’ho fatto venire duro o no?”.
“Non ti vergogni a dirmi ste cose?”.
“Mi vergognerei se non fosse che mi hai studiato le gambe fin da quando mi sono seduta in auto”.
“Sei praticamente senza gonna, mi casca l’occhio”.
“E si alza il cazzo” aggiunse lei.
“Cosa?”.
“Papà c’è l’hai troppo grosso per nascondere l’erezione. Hai il bozzo sotto i calzoni”.
Simon provò un attimo di imbarazzo, si aggiustò il pacco meglio che poteva. In effetti fra i discorsi di Rebecca, le sue gambe, il collant c’è l’aveva bello gonfio.
“Non te l’ha svuotato la nonna?” attaccò la ragazza.
“Ma cazzo dici”.
“E vabbè che sarà mai. Sono cinque anni che ti sbatti mia nonna sarà mica un segreto. Guarda che vi sento…”.
“Si ma tu non devi ascoltare quelle cose”.
“Allora dacci meno dentro paparino e comunque complimenti per la ‘matanga’ sembri un porno attore”.
“Ma perché l’hai vista cioè visto? Il coso?”.
“Se scopate con la porta aperta e dentro la doccia come fai a non vederlo”.
“Ma cazzo” disse Simon sconfitto e se ne stette zitto per un po’.
Rebecca gli diede un paio di minuti poi riprese “i filmati di sesso a due vanno molto di più sai?”.
“Cosa?”.
“Nulla era per dire babbo” sorrise fissandolo negli occhi.
“Cosa dovresti dire. No adesso dillo cazzo”.
“Pensavo…. Tu sei senza lavoro e hai un missile fra le gambe. Io sono una femmina e ho già gli agganci. Verrebbero dei video da paura?”.
“Vorresti fare video al mio cazzo?”.
Lei rise “No, quelli non vanno moltissimo. Maschi che si fanno le seghe lasciano il tempo che trovano… dicevo video a due, noi due capisci?”.
Ovviamente Simon aveva capito benissimo anche se non riusciva a crederci.
Rebecca invece era carica a molla. Ormai era partita. Prima che lui potesse fare qualcosa gli aveva già appoggiato una mano sulla gamba “E non dire che ti spiace l’idea perché lui ti sta sconfessando”.
“O Cristo” disse Simon ma poi stette zitto. Ne aveva voglia, altro che se ne aveva voglia, ne aveva fin da quando si era montato sua suocera guardando e riguardando i video di Rebecca e immaginando che lo zucchino che le entrava dentro fosse il suo uccello duro.
Ridusse la velocità. Non proferì nemmeno una parola. Rebecca con grande manualità gli aprì la patta, il cazzo enorme e gonfio saltò fuori davanti a lui. La ragazza lo afferrò salda e iniziò a fargli una sega piano piano “un segone al mio papone” rise lei mentre apriva di proposito le gambe per eccitarlo di più.
Lui non riusciva più a tenere gli occhi sulla strada, le guardava fra le cosce il più possibile e quando vide il meglio non si trattenne “ma porcoddd sei senza mutande!”.
“Non ti piace. Non ti piace la pussy della tua bimba?”.
Quando si rese conto che a sbirciare fra le gambe della figlia stava guidando a zig zag decise di fermarsi. Puntò un sentiero sterrato che prometteva bene e sforzandosi di ignorare la fica di sua figlia sotto al collant trasparente vi si infilò dentro.
La mano di Rebecca si muoveva sul suo cazzo duro lenta ma decisa. Una esperta segaiola.
Simon ci stava prendendo gusto in un misto di rabbia, eccitazione e paura.
Dopo qualche centinaio di metri sembravano aver raggiunto un vecchio mulino abbandonato. La statale era a pochi metri ma sembravano lontani chilometri da tutti.
Spense il motore.
“Soli soletti” rise Rebecca stringendo la mano sul suo cazzone.
“Penserai di cavartela con una sega” rispose lui serio.
Lei gli fece di nuovo quel sorriso da cagnetta in calore “O papy non l’ho mai pensato” e lesta si chinò sul suo petto. Sempre tenendolo saldo con una mano, spalancò la bocca e ingoiò la sua cappella gonfia come se fosse un bignè alla crema…
Se vi è piaciuto : Jackoffstorie@yahoo.com
Rebecca salì in auto. Indossava una minigonna praticamente inesistente tanto da mostrare le cuciture dei collant. Simon non potè fare a meno di studiarle le cosce.
“Fatto buon viaggio?”.
“Si papy”.
“Ti sei divertita?”.
“Non tanto eravamo solo ragazze” rise lei.
A lui venne un flash veloce che subito ricacciò via “è già avresti preferito un bel cazzo”.
La cosa però lo scosse abbastanza, l’allusione nemmeno tanto velata al sesso gli provocò una reazione. Aveva lasciato la stazione da pochi metri ma subito infilò l’auto in un pertugiò senza nemmeno mettere la freccia. Le due auto che seguivano protestarono rumorosamente col clacson.
Rebecca lo guardò stupita.
Lui spense lentamente il motore, si voltò a guardarla.
“Che succede?” chiese un po’ spavantata.
“Tua nonna” disse lui.
“La nonna? Che ha? Sta male?”.
“No. La nonna ecco, vedi… lei naviga in intenet capisci?”.
“No”.
“Insomma lei ha visto, ha visto… l’ha visto sai no? Il sito”.
“È?” restò imbambolata la figlia
“Il tuo sito Rebecca, quello dove ti ficchi la zucchina nel culo” urlò lui spazientito.
La ragazza lo studiò guardandolo dritto negli occhi in silenzio per qualche lunghissimo secondo poi si mise a ridere a tutta bocca.
La reazione lasciò Simon completamente spiazzato…
“Che cazzo hai poi da ridere?”.
“Ai papy ma da quando sei così bacchettone?”.
“Bacchettone? Mia figlia scopa su internet e io sono bacchettone?”.
Lei non cedette al suo sguardo, nessuna vergogna “allora papone, innanzitutto non scopo ma mi faccio solo vedere nuda…”.
“Con la zucchina” aggiunse lui.
“Beh si uno show lo devo fare ovvio ma non è sesso è solo masturbazione. E comunque lo faccio per te, per noi…”.
“Cosa?”.
“Per soldi papy. Lo sai quanto mi passano per ogni video, quasi diecimila”.
“Stai scherzando? Danno diecimila euro a ogni ragazza che si ficca dentro una zucchina?”.
“Beh no. La fantasia la devi mettere tu e poi devi farti guardare. Se superi una certa quota di visualizzazioni scatta la cifra…”.
“E se non la superi?” chiese lui curioso mentre, superato lo choc, aveva già riavviato il motore.
“Allora pigli un po’ meno. Se il video proprio non se lo caga nessuno la chiudi con qualche centinaio di euro e morta lì perché se non fai tanti visual è difficile che ti chiedono altri video”.
Simon iniziava a capire “Quindi questo sito vi ingaggia per fare i video e poi vi paga a seconda di quanta gente li guarda…”.
“No no i video te li devi fare da solo. Alcune se li fanno col cellulare ma io sono passata a una camera semiprofessionale. Se hai notato i primi video erano più grezzi rispetto agli altri”.
“Sinceramente non facevo caso alla qualità video, vedevo solo la tua figa e il tuo culo aperti. Quanti ne hai fatti di questi video?”.
“Una decina”.
“Io ne ho trovati solo sei”.
“Alcuni sono ancora in fase di elaborazione. C’è sempre un po’ di intervento del sito prima di pubblicarli. Li metteranno presto, spero”.
“Perché spero?”.
“A volte li giudicano troppo scarsi e non li mettono. In quel caso hai lavorato per nulla. Per quello bisogna sforzarsi un po’. Quello con la zucchina ammetto che è stato un successone”.
“Cazzo sembri quasi fiera di esserti messa un ortaggio nel culo”.
“Sono fiera del mio lavoro che c’è di male e poi, dimmi la verità, ti è venuto duro o no?”.
“Rebecca ma cazzo dici sono tuo padre?”.
“E dai ammettilo. Te l’ho fatto venire duro o no?”.
“Non ti vergogni a dirmi ste cose?”.
“Mi vergognerei se non fosse che mi hai studiato le gambe fin da quando mi sono seduta in auto”.
“Sei praticamente senza gonna, mi casca l’occhio”.
“E si alza il cazzo” aggiunse lei.
“Cosa?”.
“Papà c’è l’hai troppo grosso per nascondere l’erezione. Hai il bozzo sotto i calzoni”.
Simon provò un attimo di imbarazzo, si aggiustò il pacco meglio che poteva. In effetti fra i discorsi di Rebecca, le sue gambe, il collant c’è l’aveva bello gonfio.
“Non te l’ha svuotato la nonna?” attaccò la ragazza.
“Ma cazzo dici”.
“E vabbè che sarà mai. Sono cinque anni che ti sbatti mia nonna sarà mica un segreto. Guarda che vi sento…”.
“Si ma tu non devi ascoltare quelle cose”.
“Allora dacci meno dentro paparino e comunque complimenti per la ‘matanga’ sembri un porno attore”.
“Ma perché l’hai vista cioè visto? Il coso?”.
“Se scopate con la porta aperta e dentro la doccia come fai a non vederlo”.
“Ma cazzo” disse Simon sconfitto e se ne stette zitto per un po’.
Rebecca gli diede un paio di minuti poi riprese “i filmati di sesso a due vanno molto di più sai?”.
“Cosa?”.
“Nulla era per dire babbo” sorrise fissandolo negli occhi.
“Cosa dovresti dire. No adesso dillo cazzo”.
“Pensavo…. Tu sei senza lavoro e hai un missile fra le gambe. Io sono una femmina e ho già gli agganci. Verrebbero dei video da paura?”.
“Vorresti fare video al mio cazzo?”.
Lei rise “No, quelli non vanno moltissimo. Maschi che si fanno le seghe lasciano il tempo che trovano… dicevo video a due, noi due capisci?”.
Ovviamente Simon aveva capito benissimo anche se non riusciva a crederci.
Rebecca invece era carica a molla. Ormai era partita. Prima che lui potesse fare qualcosa gli aveva già appoggiato una mano sulla gamba “E non dire che ti spiace l’idea perché lui ti sta sconfessando”.
“O Cristo” disse Simon ma poi stette zitto. Ne aveva voglia, altro che se ne aveva voglia, ne aveva fin da quando si era montato sua suocera guardando e riguardando i video di Rebecca e immaginando che lo zucchino che le entrava dentro fosse il suo uccello duro.
Ridusse la velocità. Non proferì nemmeno una parola. Rebecca con grande manualità gli aprì la patta, il cazzo enorme e gonfio saltò fuori davanti a lui. La ragazza lo afferrò salda e iniziò a fargli una sega piano piano “un segone al mio papone” rise lei mentre apriva di proposito le gambe per eccitarlo di più.
Lui non riusciva più a tenere gli occhi sulla strada, le guardava fra le cosce il più possibile e quando vide il meglio non si trattenne “ma porcoddd sei senza mutande!”.
“Non ti piace. Non ti piace la pussy della tua bimba?”.
Quando si rese conto che a sbirciare fra le gambe della figlia stava guidando a zig zag decise di fermarsi. Puntò un sentiero sterrato che prometteva bene e sforzandosi di ignorare la fica di sua figlia sotto al collant trasparente vi si infilò dentro.
La mano di Rebecca si muoveva sul suo cazzo duro lenta ma decisa. Una esperta segaiola.
Simon ci stava prendendo gusto in un misto di rabbia, eccitazione e paura.
Dopo qualche centinaio di metri sembravano aver raggiunto un vecchio mulino abbandonato. La statale era a pochi metri ma sembravano lontani chilometri da tutti.
Spense il motore.
“Soli soletti” rise Rebecca stringendo la mano sul suo cazzone.
“Penserai di cavartela con una sega” rispose lui serio.
Lei gli fece di nuovo quel sorriso da cagnetta in calore “O papy non l’ho mai pensato” e lesta si chinò sul suo petto. Sempre tenendolo saldo con una mano, spalancò la bocca e ingoiò la sua cappella gonfia come se fosse un bignè alla crema…
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