Rosaria
scritto il 2026-10-05 tempo di lettura 3 min
di
Messalina
genere
confessioni
cura
F
Sabato mattina giorno dell'Epifania ,il giorno che conclude tutte le feste. Quest'anno non sarà così, ci sarà lo strascico domenicale cosa di non poco conto visto come mangiavano e soprattutto bevevano i nostri maschietti. Di nuovo tutti insieme cambiava solo la lokethion, eravamo da mia sorella che poi non dista tanto da casa mia ,lei abita al piano sopra al mio. Sono le tredici siamo.tutti arrivati manca solo papà, arriva una telefonata mamma ci avvisa che papà è in ospedale ha avuto un incidente. Comincio a piangere mentre tutti corrono la, io no non ho il coraggio immagginando scenari apocalittici.
Mi tiene compagnia mia sorella Rosaria « su dai non fare così vedrai di sicuro sarà solo spaventato » mi stringe a lei mi accarezza ,mi asciuga le lacrime
Una nuova telefonata sta bene solo qualche escoriazione salto di gioia abbraccio mia sorella la bacio sulla bocca. Rimane stupita, con la bocca semiaperta , la ribacio questa volta con la lingua lei resta passiva, non si ritrae ma poi comincia a collaborare finche il nostro non diventa un bacio passiomale, pieno di emozioni e desideri repressi. Comincio a spogliarla mentre ci bacismo ancora « non dovremmo» dice « lo so » rispondo mentre continuo a spogliarla. La bacio e carezzo tutto il corpo, la sento vibrare allora affondo la lingua. Ha un buon sapore mia sorella , sa di pulito, di freschezza ma anche un po di urina il che non guasta anzi rende il tutto molto interessante, più realistico direi. Lei non sa come muoversi per lei è la prima volta , ma pian piano si scioglue apprende subito dai miei gesti dalle mie movenze e ricambia. In principio un po impacciata ma poi sempre più sciolta sempre più entusiasta, ormai ha una certa padronanza, sa cosa fare con la lingua e con le dita e quando ci posizioniamo a sessantanove ormai sa quello che deve fare. Viene più volte nella mia bocca ed io sempre pronta ad ingoiare e a leccare quella cremina bianca. Venni anch'io e lei bevve come fosse una veterana.« Fammi alzare devo fare la pipì » disse« falla nella mia bocca» dissi. Si lasciò andare ne fece tanta , io non riuscii a ingoiarla tutta ma solo in pare ,il resto mi cola in petto scese fino alla mia fessa si mischiò con i miei umori che lei bevve. Poi bussarono alla porta , ci rivestito alla meglio e andò ad aprire , erano tornati con papà io felice gli saltai addosso e tra un ahia ed uno sbuffo lo baciai. Disse « zoccola ti sei fatta anche lei» . Sorrisi e lo baciai ancora.
Mi tiene compagnia mia sorella Rosaria « su dai non fare così vedrai di sicuro sarà solo spaventato » mi stringe a lei mi accarezza ,mi asciuga le lacrime
Una nuova telefonata sta bene solo qualche escoriazione salto di gioia abbraccio mia sorella la bacio sulla bocca. Rimane stupita, con la bocca semiaperta , la ribacio questa volta con la lingua lei resta passiva, non si ritrae ma poi comincia a collaborare finche il nostro non diventa un bacio passiomale, pieno di emozioni e desideri repressi. Comincio a spogliarla mentre ci bacismo ancora « non dovremmo» dice « lo so » rispondo mentre continuo a spogliarla. La bacio e carezzo tutto il corpo, la sento vibrare allora affondo la lingua. Ha un buon sapore mia sorella , sa di pulito, di freschezza ma anche un po di urina il che non guasta anzi rende il tutto molto interessante, più realistico direi. Lei non sa come muoversi per lei è la prima volta , ma pian piano si scioglue apprende subito dai miei gesti dalle mie movenze e ricambia. In principio un po impacciata ma poi sempre più sciolta sempre più entusiasta, ormai ha una certa padronanza, sa cosa fare con la lingua e con le dita e quando ci posizioniamo a sessantanove ormai sa quello che deve fare. Viene più volte nella mia bocca ed io sempre pronta ad ingoiare e a leccare quella cremina bianca. Venni anch'io e lei bevve come fosse una veterana.« Fammi alzare devo fare la pipì » disse« falla nella mia bocca» dissi. Si lasciò andare ne fece tanta , io non riuscii a ingoiarla tutta ma solo in pare ,il resto mi cola in petto scese fino alla mia fessa si mischiò con i miei umori che lei bevve. Poi bussarono alla porta , ci rivestito alla meglio e andò ad aprire , erano tornati con papà io felice gli saltai addosso e tra un ahia ed uno sbuffo lo baciai. Disse « zoccola ti sei fatta anche lei» . Sorrisi e lo baciai ancora.
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