Il collega di mio marito

scritto il 2026-11-05 tempo di lettura 4 min

di
genere
Confessioni
cura
A−

Ormai i muratori sapevano come prendermi nonostante i miei buoni propositi . A volte mi prendevano insieme , a volte singoarmente. Sporchi di calce , tutti impolverati basta che mostravano il cazzo ed io non capivo più nulla. Venivano a lavoro con piacere anche se questi però procedevano a rilento. Mio marito chiedeva come mai ci mettessero tanto tempo , l'antipatico si faceva da portavoce e diceva che accontentavano la signora che era molto esigente. Poi i lavori terminarono con mio rammarico, pero Enzo fu felice, gli fecero risparmiare molti soldi.
In quel periodo Enzo il giovedì veniva a pranzo a casa portando con se un collega ,un suo sottoposto ma lo trattava come un fratello. Quel giovedì non dovevano tornare in ufficio quindi portarono un vinello della valpoolicella, soave e amabile. Iniziammo a mangiare avevo Enzo a sinidta ed il collega a destra . Duntratto sento una mano accarezzarmi il ginocchio penso che finquanto sta li non è pericoloso. La mano comincia a salire come comincia a salire la mia eccitazione. Enzo continia a mangiare non si accorge di nulla, intanto io lotto contro la mano e contro la mia rccitazione il che è molto duro. La mia resistenza era sempre più flebile, divenne poco credibile sembrava quasi incoraggiare il collega di mio marito. Ero quasi allo stremo quando sentii Enzo russare ,presa dalla lotta più contro me stessa che contro la mano non mi accorsi che si era addormrntato. Il suo russore mi riporto alla realta. Lo accompagnai quindi a letto ma nello stedere caddi, mi ritrovai a sponda di letto,.con la gonna alzata e si vedeva tutto. La fatica fatta per trasportarlo mi fece esitare nel rialzarmi e ricompormi. Proprio mentre tentavo di rialzarmi sentii una cosa calda e dura che strusciava la mia fessa. Capii subito che si trattava di un cazzo e mi scappo un gemito di piacere prima di oppormi senza convinzione. Mi penetrò senza trovare resistenza , ero umida già da temo e speravo solo che si decidesse
Cazzo ero li enzo dormiva ed io di fianco a lui lo prendevo dal suo collega, chissa cosa avrebbe detto se si svegliava. Continuammo incuranti poi mi voltò e me lo mise violentemente in culo. Gridai forte dal dolore, il collega si fermo con il cazzo dentro, un solo istante per verificare se si era svegliato, niente sembrava dormisse. Continuammo ci demmo dentro , lui mi chiamava troia io orgogliosa mi esaltavo a quei complimenti e cercavo di essere ancora più troia , piu porca . Duntratto un cazxo strofino il mio muso chi era? Il collega mi stava in culo la porta era chiusa allora poteva essete solo Enzo. Non ci pensai molto aprii la bocca e lo accolsi , aveva il sapore inconfondibile di mio marito. Con mia sorpresa si era unito a noi, e la cosa non mi dispiaceva anzi. Dalla bocca passo alla fessa ma prima me la leccò ben bene, che bello avere due cazzi a disposizione uno nel culo ed unaltro nella fessa. Le loro mani mi martoriavano i capezzoli ed il clitoride ed io godevo, godevo forte. Cazzo che resistenza avevano , o forse ero io che colavo di continuo. Poi vennero ,non in culo ,non nella fessa , ma il faccia e sul petto. Mi alzai andai in bagno a farmi una doccia . Quando tornai Enzo russava e del collega non c'era piu traccia. Al suo risveglio Enzo mi disse che aveva fatto uno strano sogno,mi aveva chiavato insieme al collega. Gli disdi« Amore lo sai non potrei mai chiavare con un altro io amo te». Era ormai sera ed io in giardino sull'altalena ripensavo agli eventi del giorno e mi tiravo unditale mentre pensavo che non sapevo nemmeno il nome del collega di mio marito.
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