I muratori

scritto il 2026-10-31 tempo di lettura 3 min

di
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confessioni
cura
B+

Quel giorno ricordo non accadde più nulla anche se come stavo un po in giardino mi sentivo tutti gli occhi addosso. Passai il pomeriggio distesa sul lettino e un po sullaltalena avevo dei fumetti dal titolo divertente " cappuccetto rotto " credo si capisca dal titolo che erano fumetti per adulti io mi divertivo a leggere quelle avventure di quell'adolescente ,quante ne combinava nel bosco solo il lupo rimaneva a bocca asciutta. Ogni tanto giravo gli occhi verso casa,guardavo quegli uomini lavorare e mi leccavo le labbra immagginando ciò che sarebbe successo se fossi stata io cappuccetto rotto. Nel pomeriggio tardi smisero di lavorare la loro giornata era terminata . Siccome l'acqua era staccata dentro mi chiesero il permesso di lavarsi mani e faccia un po fuori sotto la fontana del giardino. Diedi il mio assenso quindi sfileranno dinanzi a me senza maglietta per lavarsi meglio. Io guardavo quei corpi muscolosi uno di loro si accorse cosa leggevo subito sparse la voce ora quei sei mi guardavano facevano battutine tra di loro e ridacchiavano. Uno di loro disse «chissà se alla signora piacciono altri cazzi oltre a quello del marito?» l'antipatico rispose «gli piacciono ve lo garantisco io». Mentre andavano via li aveva tutti intorno a far domande, ebbi la sensazione ch'egli stava raccontando di noi.
Quella notte manco dormii gli uomini di casa mi reclamano ed io in mezzo a loro mi beavo. A volte il pensiero ricadeva sul gruppo di muratori chissà come sarebbe stato se mi avessero presa tutti insieme. Questo pensiero esaltò la mia prestazione, sembravo un assatanata volevo sempre più cazzo. Prima li feci fare una doppietta nella fessa poi non contenta la feci fare pure nel culo ricordo poi che con la bocca li prosciugai ben bene. Poi mio marito andò a lavoro io in giardino mi sparavo il solito ditale mentre Giulio beato dormiva . Poi usci anche lui. Erano le sette e trenta gli operai puntuali arrivarono, dopo averli aperti andai nella dependance mi addormentai . Sentii qualcosa strisciare vicino al muso,aprii la bocca distinto e cominciai a ciucciare, all'improvviso si sfilo da bocca io lo volevo come una bimba cerca il cicciotto. Apri gli occhi e li vidi tutti intorno nudi con il cazzo penzoloni chiesi con um filo di voce cosa volessero , anche se la domanda era superflua. Non risposero uno di loro più ardito avvicino il suo cazzo alla mia bocca inebriata dal profumo di cazzo istintivamente la aprii ,lantipatico disse« Cosa vi avevo detto ? È una grande troia» . Avrei dovuto reagire, mandarli via , urlare , invece mi attacchi ai loro cazzi passando da uno all'altro. Nel frattempo uno mi penetrò la fessa e unaltro il culo , quello che avevo sognato stava accadendo. Si davano il cambio io per soddisfarli li presi pure in mano.
Mentre ero cosi occupata telefono mio marito. Gli risposi togliendomi da una mano e dalla bocca il cazzo, mentre continuavano a fottermi. « come va con gli operai cara , fanno il loro dovere?»« si amore vanno benissimo, sanno quello che fannno» risposi « ma sento rumori come mugolii » disse «ma no teso sono i rumori dei lavori» non so se lo convinsi comunque ci salutammo e ripresi da dove avevo lasciato. Mi sborrarono su tutto il corpo poi si rivestimento e tornarono a lavoro.
Dal canto mio io mi feci una doccia dopo aver fatto tanta pipi. Sotto la doccia pensavo a che brava troia che ero e che la prossima volta mi sarei fatta pulire la sborra col loro piscio.
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