L'antipatico
scritto il 2026-10-30 tempo di lettura 3 min
di
Messalina
genere
confessioni
cura
A−
Quella sera Alfio, mio figlio mi accompagno a casa, quella casa che ormai sembrava un campo di guerra . Sventrata da testa a piedi, mio marito aveva deciso , voleva rinnovarla tutta. Non potevo dormire in casa ne potevo dormire da mio figlio, quindi dormii nella dependance facendo spazio tra il caos che c'era tra scatoli e mobili li stipati. Si poteva dormire solo nel lettone, vi lascio immaginare, dormiamo io , in mezzo a mio marto e laltro mio figlio, Giulio. Non dormii quasi quella notte , fra toccatine carezze,leccatine e inculate varie. A dir la verita ero contenta e se non stuzzicavano loro ero io a farlo . Che debbo dire mi piace prenderlo in culo quando ho un cazzo in bocca è una cosa che mi fa sballare,mi manda ai matti e ululo come una lupa in calore. Chiavata in tutti i buchi venni non so quante bolte , mio marito e mio figlio invece hanno una padronanza ormai del loro venire. Alla fine nelle prime ore mattutine mi vennero in bocca. Giulio si addormentò mentre Enzo dopo una doccia ristoratrice si vesti ed uscì per lavoro come ogni mattino. Dal canto mio dopo che mi lavai mi misi in giardino sullaltalena a farmi un ditalino.
Erano le sette e mezza Giulio era uscito da mezz'ora bussarono alla porta,era quell'antipatico del giorno prima, lo feci entrare poi gi dissi di aprire lui i suoi colleghi io andavo nella dependance. Dal giardino sbirciavo cosa facessero, era tutto tranquillo mi appoggiai un po sul letto , un po di sonno prese il sopravvento. Mi addormentai e cominciai a sognare,me costretta a fare la suora ed il mio amante che mi veniva a salvare, mi chiavava nella cella del convento. Duntratto sento una voce che cerca di svegliarmi, apro gli occhi ed ancora assonnata e con la fessa infuocata lo invito a servirsi del mio corpo. Non era più un sogno , infatti quando mi sentii dentro una bestia da capogiro mi resi conto che era l'antipatico. Era venuto per chiedere il verso della pertura della porta,ed invece stava aprendo me con quel cazzo asinino. Certo era l'antipatico, ma non sarebbe stato più antipatico se avessi rinunciato a quel cazzone? Quindi non lo scacciai ma lo strinsi a me con più veemenza . Non durò molto e mi venne dentro , poi voleva andare io lo fermai glielo presi in bocca e lo riportai durò come lacciaio. Non potevo permettere che un cazzo cosi non mi entrasse in culo, gli dissi di farmi sentire tutta la sua virilità, lo fece senza indugio. Mi chiavò il culo veloce com violenza come piaceva a me ,peccato fini presto. Sotto i suoi colpi mi sentivo bene, gioivo , ero una troia vera come lui mi chiamava. Una volta finito gli dissi di non dir niente a nessuno,per lui andava bene purché mi potesse avere altre volte,annuii ma poi... Ma questa è un'altra storia
Erano le sette e mezza Giulio era uscito da mezz'ora bussarono alla porta,era quell'antipatico del giorno prima, lo feci entrare poi gi dissi di aprire lui i suoi colleghi io andavo nella dependance. Dal giardino sbirciavo cosa facessero, era tutto tranquillo mi appoggiai un po sul letto , un po di sonno prese il sopravvento. Mi addormentai e cominciai a sognare,me costretta a fare la suora ed il mio amante che mi veniva a salvare, mi chiavava nella cella del convento. Duntratto sento una voce che cerca di svegliarmi, apro gli occhi ed ancora assonnata e con la fessa infuocata lo invito a servirsi del mio corpo. Non era più un sogno , infatti quando mi sentii dentro una bestia da capogiro mi resi conto che era l'antipatico. Era venuto per chiedere il verso della pertura della porta,ed invece stava aprendo me con quel cazzo asinino. Certo era l'antipatico, ma non sarebbe stato più antipatico se avessi rinunciato a quel cazzone? Quindi non lo scacciai ma lo strinsi a me con più veemenza . Non durò molto e mi venne dentro , poi voleva andare io lo fermai glielo presi in bocca e lo riportai durò come lacciaio. Non potevo permettere che un cazzo cosi non mi entrasse in culo, gli dissi di farmi sentire tutta la sua virilità, lo fece senza indugio. Mi chiavò il culo veloce com violenza come piaceva a me ,peccato fini presto. Sotto i suoi colpi mi sentivo bene, gioivo , ero una troia vera come lui mi chiamava. Una volta finito gli dissi di non dir niente a nessuno,per lui andava bene purché mi potesse avere altre volte,annuii ma poi... Ma questa è un'altra storia
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