Mezzoggiorno

scritto il 2026-11-03 tempo di lettura 4 min

di
genere
Confessioni
cura
B+

A mezzogiorno i muratori fanno il pranzo. Generalmente è un pranzo al sacco,un po di pane con qualche pietanza in mezzo. Il lavoro viene interrotto e si siedono in cerchio in qualche parte più pulita, ma sempre piena di polvere.poverini per poter vivere quasi diventano animali allora li invitai nella dependance vicino al tavolo lontano dalla polvere volevano mandare uno di loro a comprare del vino ma non glielo permisi, scesi io staessa giù in cantina a prendere alcune bottiglie di vino. Mentre sceglievo il vino, qualcuno si appoggio dietro,aveva gia il cazzo in tiro e a dire il vero al tatto sembrava di conoscerlo, ma per sicurezza dovevo prenderlo dentro. Io stessa lo guidai con la mano senza voltarmi senza una parola solo un gemito di piacere quando mi entrò dentro. Non mi sbagliavo eta il cazzo dell'antipatico
« son venuto a darti una mano ,ti dispiace?». Con voce tremante ,rotta da gemiti di pacere risposi«No anzi mi fa assai piacere» lo dicevo mentre con il cazzo detro mi sgrillettavo il clitoride e lui giocava con i miei capezzoli, baciandomi sul collo. Lo implorai di non farmi succhiotti ma lui niente me ne fece um paio. Mi piace un sacco quando mi fanno i succhiotti ma ogni volta devo inventare una bugia
[ ] da far credere a mio marito. Avere la fessa piena di quel cazzo mi faceva perdere la testa venni con un grido forte mentre lui mi venne dentro. Risalimmo in fretta sopra gli operai avevano sete,ma appena mi videro il collo capirono il motivo del ritardo. Risatine e mormorii cominciarono a circolare poi uno di loro mi chiamò mi mostrò il cazzo e mi disse «Guarda com'è diventato duro,gli dai qualche bacetto?». Lo so avrei dovuto dire di no ed invece aprii la bocca . Ero quasi arrivata al cazzo che mi fermò « Ferma da sotto il tavlo». Docile come una cagnolina ubbidii. Allora tutti lo cacciarono fuori e io da brava cagnolina lo leccavo a tutti. Ero felice di sentire quei cazzi turgidi in bocca il loro sapore di pulito misto ad un vago sapore di piscio. Mi ecvitai a tal punto che venni senza toccarmi. Gli operai sghignazzavano e godevano, dissero che ero una lbrava cagnolina sd io ero contenta, se avessi avuto la coda avrei scodinzolato pure.
[ ] Ero ormai completamente in loro balia, avrei fatto qualsiasi cosa pur di avere i loro cazzi. Uno alla volta mi vennero in bocca , io ingoiato tutto ripulivo il cazzo e passavo ad un'altro e così via finché non finii il giro. Bevvi tanta sborra ma rimasi piena di voglia. Erano verso le 14,30 chiamai al bar per far portare qualche caffè , dieci minuti e venne il garzone col caffè ,lo distribuì poi venne da me a riscuotere. Ero in una vestaglietta leggera che nulla o quasi lasciava all'immaginazione. Al garzone si gonfio la patta, si vedeva che era sofferente ed allora decisi di aiutarlo. Glielo tirai fuori e.lo guidai nell'unica parte in cui non lavevo ancora preso a parte il mattino presto. Al garzone non parve vero mi stava inculando , era strafelice e lo ero anch'io finalmente avevo un cazzo in culo, certo non era un granché come grandezza ma per stavolta mi accontentai. Non durò molto ma mi fece venire una volta, e subito dopo lui sborrò dentro. Lo pagai gli diedi anche la mancia ed andò via. Quel giorno non successe più nulla . Mio marito mi chiese spiegazioni delle macchie sul collo gli dissi« Uffa sempre la stessa domanda lo sai che sono allergica ai frutti rossi( bugia)» mi chiese perché continuavo a mangiarli risposta ovvia perché mi piacevano.
163
visite
6
voti
valutazione
7.8
il tuo voto

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

I muratori

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.