La baita
scritto il 2026-10-24 tempo di lettura 5 min
di
Messalina
genere
confessioni
cura
A+
Il tempo proseguiva inesorabile i giorni sembravano tutti uguali
Quel mese di marzo fu tremendo pieno di pioggia e vento , ricordo anche qualche fiocco di neve ,cosa insolita per Napoli ed ancora piu insolita per il periodo. È strano sapete, i giorni della merla sono a fine gennaio dovrebbero essere i giorni più freddi dell'anno, ma quest'anno sono stati relativamente caldi, forse perché trascorsi nella baita di alcuni amici. Conobbi in ospedale una ragazza timida ma carina assai. Lia era il suo nome e viveva con il fidanzato poco distante da casa mia. A dire il vero io conosco tutti nei miei dintorni ma loro non li avevo mai visti o forse mai notati. Era ricoverata nel mio stesso reparto la stanza dopo la mia io la 301 lei la302 la stanza mia era con un letto singolo la sua era a 2 letti, ci conosciamo nel corridoio mentre aspettavamo l'assegnazione dei letti. Quando una persona a me piace sono come un fiume in piena chiedo sempre, voglio sapere tutto , nascita vita morte e miracoli. Lei al contrario era scornosa, sembrava avesse paura anche della sua ombra,a stento rispondeva si opure no, per tirargli fuori un sorriso dovetti faticare tanto. Dopo che ci ebbero assegnato il letto ci fecero esami di routine , la vedevvo sempre più impaurita,sconvolta quasi ,cercai quindi di dargli incoraggiamento e man mano usci dalla difensiva e divenne più eloquente. Quella sera la sua tv non funzionava quella in camera mia si, chiese se poteva vederla nella mia stanza insieme a me acconsentii. Aveva freddo poverina la feci entrare sotto le coperte per un po guardammo buone buone la televisione. Si addormento vicino a me. Il suo odore mi inebriava la vicinanza non mi faceva più connettere, dimenticai che stavo in ospedale e cominciai a baciarle il collo mentre una mano si diresse dritta alla fessa lei apri gli occhi spaventata disse no. Mi
ritirai non volevo nulla forzare fu lei che mi prese la mano e se la portò tra le gambe agitando e dicendo no ma senza darmi la possibilità di ritirarla. Diceva no e si dimenava come un ossessa , diceva no ma mi diede un caloroso bacio mozzafiato. Cazzo io non ci vidi più, ormai la voglia superava anche i capelli , mi buttai con la testa tra le sue gambe
La mia lingua diventò un trapano, la faceva urlare come una marmotta . Gli misi un cuscino per non fat sentire i suoi strilli , poi mi girai tolsi il cuscino e gli misi la fessa sulla bocca si quieto con gli strilli ma debbo dire usava quella lingua da dio wow cominciai a strillare io . Le mie urla attirarono gli infermieri una femmina e un maschio corsero in stanza per vedere cosa succedeva ci presero in flagrante lei si stacco presa dal terrore io non sapevo cosa fare dissi « volete favorire?» presentandomi nuda dinanzi a loro.
L'infermiera mi guardò con sguardo severo,lui con sguardo allupato. Intanto la poverina si manteneva la coperta stretta fino agli occhi con una lacrima . Non appena andarono via lei raccolse i suoi indumenti e corse nella sua stanza lasciandomi nuda ed insoddisfatta. Da allora non successe più nulla. Cominciammo però a frequentarci facemmo amicizia e ci invitarono alla loro baita presso Roccaraso. Molto carina devo dire,non molto grande ma aveva tutte le comodità.
Partimmo presto quel mattino , una sola auto i maschi avanti noi donne dietro. Solo il saperla seduta li accanto a me per qualche ora mi portava una certa agitazione. Lei no lei era calma, sapeva controllare le sue emozioni. Indossava un vestitino con degli spacchi ai lati,seduta in macchina mostrava parti di gambe velate, dai collant. Ogni tanto allungavo una mano lei me la spostava ci ritentavo lei di coccio non c'erano versi. Facemmo sosta in una stazione di servizio io come al solito stavo per sbagliare il bagno Lia mi fermo in tempo,mi trascinò letteralmente in quello delle donne«vuoi farti stuprare?»disse. Non so se era una domanda ,un rimprovero o un avvertimento fatto sta che l'idea mi allettava. Ripartiamo in fretta gino voleva arrivare presto . Vicino a dei camion in sosta cera un gruppetto che discuteva e ridevano, ci notarono mentre salivamo in auto rimasero come imbalsamati. Gli passammo vicino con l'auto e io sfoggia il mio più bel sorriso, avrei voluto stare in mezzi a loro a farmi sbattere come una puttana.
Casa non era molto grande a parte la cucina salone aveva due stanze e due bagni, un garage ed i dipendente dall'edificio una legnaia dove Gino stipava il legno per il camino e qualche attrezzo da boscaiolo. Appena in casa Gino accese il camino non cera neve ma faceva un freddo bestiale. Nell'angolo cottura preparammo un po di te bollente seduti sul divanetto lo sorseggiavamo e mangiavamo dei biscotti secchi.poi successe un fatto strano.vidi Enzo che si bavciava Lia mentre le mani di Gino mi accarezzavano i seni. Cosa stava accadendo ? Perché Enzo non si staccava da Lia anzi limonava con lei?volevo ribellarmi ,mettere fine a tutto ma non ce la feci non volli rinunciare a quelle dita che lavoravano cosi bene i miei capezxoli ed il mio clitoride allora mi abbandonai in preda ad un piacere immenso. Da li in poi fu un attorcigliarsi di corpi ci scambiavano ,mentre anche noi ci davamo piacere o si fu un week indimenticabile anche se non c'era neve.
Quel mese di marzo fu tremendo pieno di pioggia e vento , ricordo anche qualche fiocco di neve ,cosa insolita per Napoli ed ancora piu insolita per il periodo. È strano sapete, i giorni della merla sono a fine gennaio dovrebbero essere i giorni più freddi dell'anno, ma quest'anno sono stati relativamente caldi, forse perché trascorsi nella baita di alcuni amici. Conobbi in ospedale una ragazza timida ma carina assai. Lia era il suo nome e viveva con il fidanzato poco distante da casa mia. A dire il vero io conosco tutti nei miei dintorni ma loro non li avevo mai visti o forse mai notati. Era ricoverata nel mio stesso reparto la stanza dopo la mia io la 301 lei la302 la stanza mia era con un letto singolo la sua era a 2 letti, ci conosciamo nel corridoio mentre aspettavamo l'assegnazione dei letti. Quando una persona a me piace sono come un fiume in piena chiedo sempre, voglio sapere tutto , nascita vita morte e miracoli. Lei al contrario era scornosa, sembrava avesse paura anche della sua ombra,a stento rispondeva si opure no, per tirargli fuori un sorriso dovetti faticare tanto. Dopo che ci ebbero assegnato il letto ci fecero esami di routine , la vedevvo sempre più impaurita,sconvolta quasi ,cercai quindi di dargli incoraggiamento e man mano usci dalla difensiva e divenne più eloquente. Quella sera la sua tv non funzionava quella in camera mia si, chiese se poteva vederla nella mia stanza insieme a me acconsentii. Aveva freddo poverina la feci entrare sotto le coperte per un po guardammo buone buone la televisione. Si addormento vicino a me. Il suo odore mi inebriava la vicinanza non mi faceva più connettere, dimenticai che stavo in ospedale e cominciai a baciarle il collo mentre una mano si diresse dritta alla fessa lei apri gli occhi spaventata disse no. Mi
ritirai non volevo nulla forzare fu lei che mi prese la mano e se la portò tra le gambe agitando e dicendo no ma senza darmi la possibilità di ritirarla. Diceva no e si dimenava come un ossessa , diceva no ma mi diede un caloroso bacio mozzafiato. Cazzo io non ci vidi più, ormai la voglia superava anche i capelli , mi buttai con la testa tra le sue gambe
La mia lingua diventò un trapano, la faceva urlare come una marmotta . Gli misi un cuscino per non fat sentire i suoi strilli , poi mi girai tolsi il cuscino e gli misi la fessa sulla bocca si quieto con gli strilli ma debbo dire usava quella lingua da dio wow cominciai a strillare io . Le mie urla attirarono gli infermieri una femmina e un maschio corsero in stanza per vedere cosa succedeva ci presero in flagrante lei si stacco presa dal terrore io non sapevo cosa fare dissi « volete favorire?» presentandomi nuda dinanzi a loro.
L'infermiera mi guardò con sguardo severo,lui con sguardo allupato. Intanto la poverina si manteneva la coperta stretta fino agli occhi con una lacrima . Non appena andarono via lei raccolse i suoi indumenti e corse nella sua stanza lasciandomi nuda ed insoddisfatta. Da allora non successe più nulla. Cominciammo però a frequentarci facemmo amicizia e ci invitarono alla loro baita presso Roccaraso. Molto carina devo dire,non molto grande ma aveva tutte le comodità.
Partimmo presto quel mattino , una sola auto i maschi avanti noi donne dietro. Solo il saperla seduta li accanto a me per qualche ora mi portava una certa agitazione. Lei no lei era calma, sapeva controllare le sue emozioni. Indossava un vestitino con degli spacchi ai lati,seduta in macchina mostrava parti di gambe velate, dai collant. Ogni tanto allungavo una mano lei me la spostava ci ritentavo lei di coccio non c'erano versi. Facemmo sosta in una stazione di servizio io come al solito stavo per sbagliare il bagno Lia mi fermo in tempo,mi trascinò letteralmente in quello delle donne«vuoi farti stuprare?»disse. Non so se era una domanda ,un rimprovero o un avvertimento fatto sta che l'idea mi allettava. Ripartiamo in fretta gino voleva arrivare presto . Vicino a dei camion in sosta cera un gruppetto che discuteva e ridevano, ci notarono mentre salivamo in auto rimasero come imbalsamati. Gli passammo vicino con l'auto e io sfoggia il mio più bel sorriso, avrei voluto stare in mezzi a loro a farmi sbattere come una puttana.
Casa non era molto grande a parte la cucina salone aveva due stanze e due bagni, un garage ed i dipendente dall'edificio una legnaia dove Gino stipava il legno per il camino e qualche attrezzo da boscaiolo. Appena in casa Gino accese il camino non cera neve ma faceva un freddo bestiale. Nell'angolo cottura preparammo un po di te bollente seduti sul divanetto lo sorseggiavamo e mangiavamo dei biscotti secchi.poi successe un fatto strano.vidi Enzo che si bavciava Lia mentre le mani di Gino mi accarezzavano i seni. Cosa stava accadendo ? Perché Enzo non si staccava da Lia anzi limonava con lei?volevo ribellarmi ,mettere fine a tutto ma non ce la feci non volli rinunciare a quelle dita che lavoravano cosi bene i miei capezxoli ed il mio clitoride allora mi abbandonai in preda ad un piacere immenso. Da li in poi fu un attorcigliarsi di corpi ci scambiavano ,mentre anche noi ci davamo piacere o si fu un week indimenticabile anche se non c'era neve.
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