Sul terrazzino

scritto il 2026-10-27 tempo di lettura 3 min

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confessioni
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Giunge sempre un momento nella vita che casa tua non ti piace più. Non che non ti piaccia piu il luogo in cui vivi no, è la disposizione sempre la stessa ,poi l'usura porta guasti. Cerchi allora un alternativa, chiami la geometra «signora non le conviene rifare solo il bagno e poi fra un mese dovrà rifare la cucina meglio fare tutt'uno adesso » . Uffa
Non sono i soldi a preoccuparmi ma il casino che coi sarà. Poi alla fine accetto,anche se per iniziare ci vuole ancora una settimana. Questa settimana impacchetta questo impacchetta quello , attento al quadro e via discorrendo ,nel giardino ho una dependance pacchi e mobili stipati tutti li. Uffa non vi dico un lavoraccio ho dovuto imboccare a tutti cosa fare chi prendeva i pacchi ha detto «a signò statte un po zitta nun solo nun fai niente ma rompi pure con.i tuoi comandi». «Che gente villana mi hai portato in casa» rivolta a mio marito« quello zotico non lo voglio più vedere.» Mio marito mi preleva letteralmente e mi porta a casa di mio figlio Alfio. « Ecco qui non lo vedi». Ero furiosa ma poi Cloe con le sue moine, ma soprattutto con le sue carezze mi riporto alla calma. Alfio non c'è sta a lavoro abbiamo la casa tutta per noi. Sto affacciata al balcone,la ringhiera sembra fatiscente quasi cadeva a pezzi. Era si di ferro ma non era mai stata curata d'altronde mio figlio stava da poco in affitto avevs in procinto di farla ristabilire anche perché voleva comprare la casa. Affacciata a quella ringhiera guardavo il passaggio di persone indaffarate nella strada sottostante. Operai impiegati , studenti gente comune in quella strada , ma vi erano anche turisti e forze dell'ordine. Si vedevano negozi pizzerie , osterie ma anche banchetti di gelataio o friggitori ambulanti . Mentre scrutavo chi fosse tra i passanti il più aitante Cloe mi affianco mettendomi una mano sul culo,lei sa come prendermi. Inarcai la schiena per facilitare il contatto che non tardò ad arrivare. Mmmmmmmmmm amo come mi tocca mia nuora mi fa trasilire, mi eccita in un modo pazzesco . Ci baciammo li su quel terrazzino appoggiati ad una ringhiera fatiscente mentre per la via di sotto la vita continuava alacremente ,nessuno si accorgeva di noi, dei nostri languidi baci. Imperterrite continuavamo a baciarci quando « che splendide puledre» adolescenti provenienti da un terrazzino di fronte
Lei rise poi mi prese per mano e corremmo insieme sul lettone. Non capivo niente capivo solo la mia gran voglia di essere leccata e voler leccare. Lo avrei fatto anche fuori ma lei non è come me ,lei è piu riservata,pero che leccatrice mmmmmm. Lingua dura e resistente mi porto tre volte all'organo benedetta figliola. Di certo io non ero passiva, ricambiavo eccome , anche la mia lingua si faceva valere fra le sue gambe in quelle grandi labbra e a stuzzicargli il clito. Non ricordo quanto tempo passammo ad accarezzarci e sbaciucchiarci alla fine sazie di cremina e stanche ci addormentammo una nelle braccia dell'altra
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