La domestica
scritto il 2026-11-06 tempo di lettura 5 min
di
Messalina
genere
Saffico
cura
C
Era un girno come un'altro di un novembre piovoso come non mai. Non si poteva uscire la pioggia insistente faceva rinunciare ad ogni velleita di andare in giro. Sola in casa aspettavo venisse una candidata al posto di domestica , dato che chi c'era prima si era ritirata in pensione. Mi dispiacque quando ci lasciò, in fondo era come una mamma per me. Quando busso era fradicia, i vestiti zuppi, il vento gli aveva rotto l'ombrello. Fece qualche passo all'interno, nell'ingresso ,giusto quel poco per far chiudere la porta. Aveva piu o meno la mia stessa taglia,il seno un po sceso faceva denotare una scarsa frequentazione di una palestra. La feci spogliare nuda li nell'ingresso in modo che non gocciolasse per tutta la casa. Lei timida cercava di coprirsi il seno e la figa con le mani, certo a guardarla mi fece un certo effetto, un friccicolio parti dalla fessa ed arrivo al cervello, me la sarei fatta all'istante, ma non era il momento. Mantenni a stento la mia eccitazione gli diedi una vestaglietta e l'accompagnai in bagno gli feci vedere dove stavano gli asciugamani , l'invitai a fare una doccia e gli dissi che l'aspettavo in salone. Leggevo un fumetto di una collezione di papà , Blake macigno, si trattava di un trapper americano che combatteva le giubbe rosse se non erro in Canada. Era una specie di gigante muscoloso e bello, mi attraeva e sognavo di giacere con lui, immagginavo che avesse un cazzo poderoso ed io lo prendevo anche se nei suoi confronti ero un fuscello. Solo guardando la sua figura mi eccitavo e mi veniva spontaneo toccarmi. Quando fini la doccia la donna si presentò dinanzi a me, era bellissima, la vestaglietta gli andava un po corta, di nuovo quella sensazione nella mia figa. La portai in camera mia aprii le ante dellarmadio e gli dissi di scrgliere ciò che voleva indossare. Lei non voleva accettare , ma alla fine cedette visto che i suoi panni erano zuppi. Scelse una gonna e una maglietta cose semplici,ma che poi gli sarebbero state di incanto. Aveva i capelli ancora bagnati la portai in bagno, la feci sedere davamti ad uno specchio presi il fon e spazzola e cominciai a spazzolare sotto un aria calda non bollente. Sentivo il suo odore invadere le mie narici cercavo di resistere mentre la figa cominciò a bagnarsi. Riposi la spazzola e gli passavo la mano tra i capelli , mi abbassai e cercai di baciarla sul collo lei si ritrasse, si mise sulla difensiva. Gli chiesi scusa cercando parole per giustificarmi ,ma che non trovai. Cosa potevo dirgli? Ho voglia di te perciò l'ho fatto? Oppure mi ecciti da morire? O ancora come sei bella. Invece gli chiesi solo scusa ,gli diedi il fon e dissi «continua da sola, mi metti troppa voglia» mi sedetti in poltrona dandogli le spalle, cercavodi non pensarci ma la mente era la, mi trattenni a stento nell'usare le dita. Quando fini disse «andiamo in camera?». Mi ero completsmente dimenticata che c'erano i panni scelti da lei sul letto, per un momento sperai che volesse il mio corpo, che volesse donarsi a me. Entrando in camera l'illusione scomparve vedendo i vestiti sul letto
Con tono deluso e forse anche un po seccata dissi «bene vestiti ti aspetto nel salone,vedremo se hai i requisiti per fare la domestica.
«Aspetta non andare» mi trattenne per una mano. Di nuovo si accese una speranza in me, accarezzandole il viso con dolcezza dissi «Dimmi cosa vuoi?» Ancora una delusione « Dove prendo mutande e reggiseno?»
Mi chiedeva indumenti intimi, e io era una vita che non li compravo, no li usavo quindi.... Mi ricordai allora che per il capodanno scorso avevo comprato un cmpletino striminzito rosso, era nuovo perche non ebbi il tempo di indossarlo, visto che prendevo cazzi in continuazione dalle 8 di sera fino alle 6 di mattina quando tutti si addormentarono ed io feci una doccia prima di uscire per portare il cornetto a mio marito. Lo indossò e si guardò allo specchio , cazzo come gli stava bene , non ce la feci mi scagliai su di lei e cominciai a baciarle il viso il collo , il corpo lei si dibatteva diceva «no non vogloo lasciami stare guarda che strillo» non.la lasciai continuai anche perche mi accorsi che mano mano la sua resistenza si faceva più tenue. Ora diceva solo «no non voglio» ma non si dibatteva più , anzi mi fermai un attimo per riprendere fiato,mi tirò per i capelli
Mi mise la faccia sulla sua figa , , cominciai a leccare , i suoi no si trasformarono in gemidi di gioia , mugolii e gridolini goduriosi , man mano si sciolse e cominciammo un sessantanove da favola . Imparava in fretta m fece squirtare. Quando facemmo figa e figa i nostri umori si unirono filavano ad ogni spostamento. Avevo penato fino ad allora ma ne valse la pena ormai era mia ed io sua. Stremate ci lasciammo andare sul letto la guardai gli dissi « sei assunta , il posto di domestica é tuo». Mi guardò sorridendo « non sono una domestica ero venuta per vendere una enciclopedia». Scoppiammo a ridere entrambe poi le dissi « torna la settimana prossima forse la compro»
Con tono deluso e forse anche un po seccata dissi «bene vestiti ti aspetto nel salone,vedremo se hai i requisiti per fare la domestica.
«Aspetta non andare» mi trattenne per una mano. Di nuovo si accese una speranza in me, accarezzandole il viso con dolcezza dissi «Dimmi cosa vuoi?» Ancora una delusione « Dove prendo mutande e reggiseno?»
Mi chiedeva indumenti intimi, e io era una vita che non li compravo, no li usavo quindi.... Mi ricordai allora che per il capodanno scorso avevo comprato un cmpletino striminzito rosso, era nuovo perche non ebbi il tempo di indossarlo, visto che prendevo cazzi in continuazione dalle 8 di sera fino alle 6 di mattina quando tutti si addormentarono ed io feci una doccia prima di uscire per portare il cornetto a mio marito. Lo indossò e si guardò allo specchio , cazzo come gli stava bene , non ce la feci mi scagliai su di lei e cominciai a baciarle il viso il collo , il corpo lei si dibatteva diceva «no non vogloo lasciami stare guarda che strillo» non.la lasciai continuai anche perche mi accorsi che mano mano la sua resistenza si faceva più tenue. Ora diceva solo «no non voglio» ma non si dibatteva più , anzi mi fermai un attimo per riprendere fiato,mi tirò per i capelli
Mi mise la faccia sulla sua figa , , cominciai a leccare , i suoi no si trasformarono in gemidi di gioia , mugolii e gridolini goduriosi , man mano si sciolse e cominciammo un sessantanove da favola . Imparava in fretta m fece squirtare. Quando facemmo figa e figa i nostri umori si unirono filavano ad ogni spostamento. Avevo penato fino ad allora ma ne valse la pena ormai era mia ed io sua. Stremate ci lasciammo andare sul letto la guardai gli dissi « sei assunta , il posto di domestica é tuo». Mi guardò sorridendo « non sono una domestica ero venuta per vendere una enciclopedia». Scoppiammo a ridere entrambe poi le dissi « torna la settimana prossima forse la compro»
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Messalina
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