Il temporale
scritto il 2026-10-09 tempo di lettura 4 min
di
Messalina
genere
saffico
cura
F
Era mezzogiorno eppure fuori era buio, no non era un eclissi ma nubi nere cariche d pioggia oscuravano il sole. Poco tempo prima il sole brillava, sembrava la facesse da padrone ma piano piano con lentezza le nubi hanno conquistato la scena , lo hanno oscurato. Mentre da lontano si sentivano i primi tuoni il celo si faceva sempre piu nero. I tuoni erano vicini ed io cominciai a tremare,ho la fobia dei tuoni. Una paura atavica, quando ero piccola mi rifugiavo nel letto dei miei genitori e mi stringevo forte a mamma mentre papà sbuffava.
Eppure grazie ai tuoni conobbi l'orgasmo, quando ero ad Ischia ed ero ancora ingenua , quando l'unico mio pensiero era di voler giocare con papà come giocava mamma.
Già vedevo dalluscio socchiuso papà disteso e mamma seduta su di lui, che galoppava , credevo si mettesse detro la fessa il cazzo di papà come frmo, appiglio per non cadere forse, beata ingenuità . Anche ad Ischia quindi quella notte il temporale estivo mi spinse a rifugiarmi nel letto di mia cugina , la quale con sapienti carezze e leccatine favolose mi porto ad avere un orgasmo lungo e profondo,il primo in vita mia.
Seduta sul divano tremavo dalla paura , coprivo con le mani le orecchie per non sentire,ero terrorizzata. Marzia, la fidanzata di mio figlio minore, mi vide tremante ed impaurita e venne a rincuorarmi
Mi abbraccio dicendo« non aver paura ci sono io con te, su via sono solo tuoni». La sua voce suadente le sue parole dolci srmbravano fare effetto ma poi un tuono forte mi fece strillare . Lei portò la mia testa sul suo seno sentivo il suo odore inebriantementre mi accarezzava il viso e i capelli« su dai cerca di calmarti ti proteggo io, non ti accadrà nulla di male». Girai un po la testa ,ora potevo guardarla in faccia lei abbasso la sua i nostri visi si toccavano quasi, pochi centimetri separavano le nostre bocche. Un'altro tuono, sussulto,lei mi tiene ferma, avvicina la bocca io la socchiudo e chiudo gli occhi,poi sussulto ma non per il tuono. La sua lingua si fece strada nella bocca in cerca della mia , la trovò e ad essa si intrecciò. Fu un bacio lungo,passionale ed appassionato poi si staccò e mentre le sue dita dietro ai lobi delle orecchie crercavano punti erogeni, con la bocca mi baciava il collo. Succhio parecchio costringendolo a portare il foulard per alcuni giorni per coprire i segni. Cominciai a tremare, ma non più per i tuoni ma fremevo di desiderio e di piacere. Dal collo scese giu baciucchiando arrivò al seno, baciava una tetta mentre laltra era accarezzata da una mano e quando le sue dita strinsero un capezzolo,lei portò la bocca verso il basso. Arrivata all'ombelico si soffermo a giocare di lingua, mentre laltra mano raggiunse anche lei il mio piccolo seno,sembrava volesse soppesarlo,ma poi gioco con i capezzoli stringendo tra le dita dandomi brividi di piacere. Poi giù verso il clitorideche ormai era durissimo due colpi di lingua e venni in un intenso orgasmo, mi contorsi tutta gridando il mio piacere lei raccolse la mia cremina con la lingua e la ingoio tutta.« mmmmmmm sai di buono» disse e poi mi baciò . Fino ad allora ero restata passiva ma ora ci pisizionammo a sessantanove, comiciammo un lavoro di lingua favoloso,ci scambiammo piacere e godimento, ci trastullavamo i capezzoli e il clitoride le nostre lingue penetravano le grandi labbra e il buchetto del culo fuori il temporale era passato ma in noi cra una tempesta di desiderio,di sentimenti di gesti e di godimento. Venimmo insieme bevemmo l'una gli umori dell'altra poi ci bacciammo e ci rilassammo.
Ho paura dei tuoni ma quando ce Marzia vorre facesse sempre il temporale.
Eppure grazie ai tuoni conobbi l'orgasmo, quando ero ad Ischia ed ero ancora ingenua , quando l'unico mio pensiero era di voler giocare con papà come giocava mamma.
Già vedevo dalluscio socchiuso papà disteso e mamma seduta su di lui, che galoppava , credevo si mettesse detro la fessa il cazzo di papà come frmo, appiglio per non cadere forse, beata ingenuità . Anche ad Ischia quindi quella notte il temporale estivo mi spinse a rifugiarmi nel letto di mia cugina , la quale con sapienti carezze e leccatine favolose mi porto ad avere un orgasmo lungo e profondo,il primo in vita mia.
Seduta sul divano tremavo dalla paura , coprivo con le mani le orecchie per non sentire,ero terrorizzata. Marzia, la fidanzata di mio figlio minore, mi vide tremante ed impaurita e venne a rincuorarmi
Mi abbraccio dicendo« non aver paura ci sono io con te, su via sono solo tuoni». La sua voce suadente le sue parole dolci srmbravano fare effetto ma poi un tuono forte mi fece strillare . Lei portò la mia testa sul suo seno sentivo il suo odore inebriantementre mi accarezzava il viso e i capelli« su dai cerca di calmarti ti proteggo io, non ti accadrà nulla di male». Girai un po la testa ,ora potevo guardarla in faccia lei abbasso la sua i nostri visi si toccavano quasi, pochi centimetri separavano le nostre bocche. Un'altro tuono, sussulto,lei mi tiene ferma, avvicina la bocca io la socchiudo e chiudo gli occhi,poi sussulto ma non per il tuono. La sua lingua si fece strada nella bocca in cerca della mia , la trovò e ad essa si intrecciò. Fu un bacio lungo,passionale ed appassionato poi si staccò e mentre le sue dita dietro ai lobi delle orecchie crercavano punti erogeni, con la bocca mi baciava il collo. Succhio parecchio costringendolo a portare il foulard per alcuni giorni per coprire i segni. Cominciai a tremare, ma non più per i tuoni ma fremevo di desiderio e di piacere. Dal collo scese giu baciucchiando arrivò al seno, baciava una tetta mentre laltra era accarezzata da una mano e quando le sue dita strinsero un capezzolo,lei portò la bocca verso il basso. Arrivata all'ombelico si soffermo a giocare di lingua, mentre laltra mano raggiunse anche lei il mio piccolo seno,sembrava volesse soppesarlo,ma poi gioco con i capezzoli stringendo tra le dita dandomi brividi di piacere. Poi giù verso il clitorideche ormai era durissimo due colpi di lingua e venni in un intenso orgasmo, mi contorsi tutta gridando il mio piacere lei raccolse la mia cremina con la lingua e la ingoio tutta.« mmmmmmm sai di buono» disse e poi mi baciò . Fino ad allora ero restata passiva ma ora ci pisizionammo a sessantanove, comiciammo un lavoro di lingua favoloso,ci scambiammo piacere e godimento, ci trastullavamo i capezzoli e il clitoride le nostre lingue penetravano le grandi labbra e il buchetto del culo fuori il temporale era passato ma in noi cra una tempesta di desiderio,di sentimenti di gesti e di godimento. Venimmo insieme bevemmo l'una gli umori dell'altra poi ci bacciammo e ci rilassammo.
Ho paura dei tuoni ma quando ce Marzia vorre facesse sempre il temporale.
di
Messalina
Messalina
99
visite
visite
0
voti
voti
valutazione
0
0
il tuo voto
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Le tre sorelle
Commenti dei lettori al racconto erotico