A casa di Carla

di
genere
bisex

“Stasera, anf anf, mio marito, anf anf, ti vuole a cena da noi, aaaaa” blatera Carla tra una pompata e l’altra.
Siamo nel nostro boschetto preferito, lei a novanta, collant neri e perizoma calati sotto alle ginocchia, le belle tettazze che sbatacchiano fuori dal reggiseno, la camicetta aperta, la minigonna blu trasformata in cintura. Gli stivaletti da cowboy che la fanno sembrare ancora più troia.
Il mio enorme uccello bello piantato nel suo culo. Da quando l’ho convinta a farselo aprire non ho più saputo rinunciarci. Mi piace farle il culo e credo che a Carla piaccia prenderlo.
La sua fica pelosa col ciccetto bello sporgente cola, li ci sono già passato con successo.
Riprende “allora caro, ci vieni a cena?”
“A cena o a fottere?” domando senza perdere il ritmo.
“Tutti e dueeeeeeee” urla lei iniziando a pisciare sbroda.
Il marito di Carla si proclama bisex. Un bisex più tendente al gay direi visto che ci siamo già fatti una casetta carina propio in questo boschetto dove gli ho allargato il culo peloso di qualche centimetro.
Mi ha detto di essere un cuck, che gli piace vedere scopata la moglie. Non so, secondo me stasera ci sarà qualcosa in più…

Carla mi apre la porta nuda, con una specie di body da porno shop che sembra una rete nera da pesca e non nasconde praticamente nulla.
In aggiunta ha le calze nere di nylon e i tacchi. Molto sexy.
Peppe è in cucina, ai fornelli. Vedo solo la parte sopra ma pare nudo anche lui.
“Vi sto preparando una gran cenetta” dice quasi fiero del suo lavoro.
“Allora noi facciamo l’antipasto” dichiara Carla che mi aiuta a togliere quel poco che indosso.
Il mio palo si erge duro davanti a lei e la milfona non esita un attimo a portarselo alla bocca mentre il marito ci guarda curioso e eccitato.
Quando esce dalla cucina e si avvicina alla tavola noto che indossa delle calze a rete. È proprio un vaccone. Il suo corpo grosso e sgraziato con quelle calze lo fa sembrare ancor più frocio di quanto sia.
“Che belle calze” noto.
“Ti piaccio? Stasera mi sento proprio puttana” dice avvicinandosi per baciarmi in bocca.
Torna ai fornelli tutto sculettante. Carla continua a succhiare come una idrovora.
Dovrei risparmiare energie e sperma ma Carla sembra davvero convinta a farmi venire subito.
Peppe arriva con un grosso grilletto di spaghetti. “Carbonara per tutti” sorride.
“Cazzo sto venendo cazzo” mormoro.
Carla se lo toglie veloce di bocca e lo sega veloce con la mano “Ci sta bene la sborra sulla carbonara” esclama.
“O si ummm” ride Peppe e lesto si china in avanti porgendo la pasta.
Non ci si crede ma Carla maneggiandomelo a dovere punta la pasta, sega e fa partire lo schizzo.
“Sarà buonissima” ride Peppe lieto dell’abbondante schizzo.
Alla fine il gusto non sarà neanche male, giusto un pelo più salata del solito.
Mangiamo. Nudi. Giusto una buona occasione per far riposare l’uccello prima dell’orgia.
Per portarsi un po’ avanti col lavoro Peppe allunga la mano sotto al tavolo e ogni tanto me lo accarezza.
A Carla cascano degli spaghetti sul seno, cavallerescamente mi offro di pulirglieli…. con la lingua.
Appena sfioro le sue tettone con la bocca Peppe inizia a smanettarsi il cazzo deciso.
Si alza anche lui con la forchetta in mano, mi lancia uno spaghetto suo cazzo semi duro.
“Anche tu sei da pulire” sorride e con la scusa di succhiarmi lo spaghetto che mi adorna l’uccello inizia beatamente a farmi una pompa.
La cena praticamente finisce qui.
Il caffè lo rimandiamo alla fine della prima monta. Ormai siamo due pali duri e Carla è un lago di voglia.
La prima la facciamo sul divano.
Io sotto, Carla impalata su di me a cavalcarmi su e giù strusciandomi le tettone in faccia, Peppe chinato dietro di lei a leccare un po’ la sua fica, un po’ il suo culo è un po’ le mie palle gonfie.

Quando decide di aver lubrificato abbastanza la sua troia si mette in posizione.
Chinato da dietro si fa largo nel culo della moglie e lo spinge su piano piano.
Io mi fermo un attimo. Cerco di godermi la sensazione del cazzo di Peppe contro il mio che si struscia separato da un sottile lembo di pelle.
Un piccolo segreto per godersi al meglio la doppia penetratione è alternare la spinta.
Qualcuno cerca di coordinarsi in modo che i due uccelli spingano allo stesso tempo per dare piacere doppio alla femmina ma se si riesce ad alternare i colpi facendo in modo che mentre un cazzo va su l’altro venga giù vi assicuro che si gode molto di più.
Ad ogni colpo si sente la goduria incredibile di un cazzo contro l’altro. Quel palo duro che solletica il tuo, una esperienza fantastica che solo due veri maschi bisex possono apprezzare.
“Cristo sborro” urla Peppe.
“Si dai vieni frocione vieni” urla Carla.
“O si, sono il tuo frocione siiii” geme lui è con dei colpi più veloci a cui cerco di sincronizzarmi lo accompagno fin che non viene…
Lo sfila molle dal culo della moglie, rapido lo porge alla moglie “dai ciuccia vacca!”
Carla non si fa problemi. A me viene da allungare la mano sulle gambe di Peppe e fargli un po’ di carezze su quelle belle calze da troia che indossa.
“Sto per venire anche io” gemo.
“Fagliela bere” ordina Peppe che adesso è passato alla sua fase attiva dominando la moglie.
È strano ma i due non hanno una figura definita.
In certi istanti Peppe è una troia e gode se lei lo insulta o si gode il cazzo di un altro. Un istante dopo diventa dominante e chiama la moglie troia o puttana e si diverte a pomparglielo in bocca.
Carla, allo stesso modo, con me resta sempre una vacca sottomessa che accoglie il cazzo in ogni buco ma guarda il marito con aria di sfida. “Guarda come mi scopa frocio”.

La gran porca stasera succhia senza pietà, le sborro in bocca senza nemmeno vederlo ammosciare un po.
Mi vuole duro…durissimo.
Peppe a già capito, si mette a quattro zampe sul pavimento, scodinzola come una cagna il culo peloso.
“Forza montalo” ordina Carla “monta sto frocio”.
“O si amore sono un frocione siiii”.
“Prendilo nel culo vaccone” decide lei e mentre io mi piazzo dietro la schiena del maschio, come un cane che ne monta un altro e spingo.
Il culo di Peppe è spanatissimo, deve essersi infilato su di tutto.
SPROK!
Carla gli si piazza davanti, in piedi, lo afferra per la testa con forza “forza succhiami la sorca” ordina.
“Tu spingi forte, forza!” mi dice.
Ovviamente obbedisco. SPROK SPROK SPROK.
“Fagli male, sfondalo e tu lecca e bevi porcone d’un frocio”.
“O si amore, slap, slap, si lecco tutto”.
Vedo una espressione maligna sul volto di Carla, un sorriso strano “bevi frociooo” urla e un attimo dopo inizia a pisciare in piedi come un maschio.
Urina lungo le sue cosce, sulle calze di nylon, sul pelo della fica e, ovviamente, in faccia e in bocca al marito che, buono buono, beve tutto come se fosse nettare degli dei.
“E tu ne hai?” mi domanda la troia.
In effetti dopo due sborrate di fila dovrei un po’ vuotare il tubo anche io.
“Dai forza, vieni qui e pisciagli addosso anche tu” comanda la padrona di casa.
Lo tolgo dal suo culone, glielo metto davanti alla faccia, lui sempre chinato come un cane.
Carla me lo prende in mano come se fosse il tubo dell’acqua “forza affogalo” mi strizza l’occhio.
Lo faccio, Peppe tiene la bocca spalancata, cerca di bere tutto e intanto si sega a tutta forza.
Quando ho finito di svuotare la canna anche lui si è svuotato lasciando una bella chiazza sul pavimento.

Carla si offre per un altra monta, stavolta classica, nel letto, lei sotto io sopra.
Peppe che ormai è tornato in fase frocia è solo di complemento. Guarda, si tocca, mi lecca il buco del culo da dietro (e gradisco).
Alla fine la troia mi chiede di venirle dentro, anche lui pare ispirato dalla cosa e mi aiuta a venire baciandomi il collo e stimolandomi il buco del culo con un dito.
“Sborrooooo” urlo.
“Si, dentro, tutta dentro siii” fa io tifo Peppe.
Mi svuoto, cinque o sei pompate lunghe e decise. Sperma a secchiate nella sua fica.
Peppe veloce scivola accanto al mio cazzo ancora dentro alla moglie. Mi accompagna con la mano mentre lo sfilo dalla moglie, gli da anche un paio di bacini poi, appena ha via libera, si ficca deciso con la bocca nella ficona piena di sborra della moglie e lecca.
“Brava la mia frocetta, dai lecca, forza, lecca tutto” lo incita Carla accarezzandogli la testa quasi pelata e sudatissima.

Ci prendiamo una meritata pausa, beviamo un aperitivo tanto per scaldarci.
I due coniugi mi illustrano il programma per la notte.
“A dormo qui?”.
“Si tesoro” sorride lui.
“Ci servi ancora” ammicca lei.
“Spero di farcela”.
L’idea è molto semplice e nemmeno troppo strana. Mi fanno dormire in mezzo al letto, loro ai fianchi, già girati su il lato e poi starà a me. Girarmi a destra e infilarlo nella fica o nel culo a Carla o girarmi a sinistra e sodomizzare Peppe.
“E quando andiamo avanti a fare così ?” sorrido.
“Fin che ti resta duro tesoro” dichiara Carla decisa.
“A quindi tutta la notte” rido io fiero del mio bastone sempre duro.
“Ma magari” mugola Peppe massaggiandosi il cazzo…
Jackoffstorie@yahoo.com
scritto il
2026-06-16
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