2 nonne da monta

di
genere
incesti

“Allora avrei risolto per quella nostra incombenza” sorride Paul sfregandosi le mani.
“Intendi la figa che mi devi?”.
“La troia caso mani” annuisce mentre ci allontaniamo dalla scuola.
“Ovvio” annuisco.
Le cose sono andate così: due mesi fa avendo sottomano una bella milfona, Lilliana, una porcona cinquantenne vogliosa di cazzo non che madre del nostro compagno di scuola Riccardo mi venne bene in mente di condividerla con Paul, sempre affamato di fica come me.
La signora Lilliana ovviamente non ha fatto problemi, due cazzi sono meglio di uno.
Così ce la siamo fatta, alla grande, davanti e dietro… un pomeriggio perfetto.
Poi cosa ti combina Paul? Continua a frequentarla. Non che io sia geloso di una vecchia maiala con cui mi svuoto il cazzo ogni tanto. Se la Lilliana aveva raddoppiato i suoi amanti meglio per lei.
Però, voglio dire, cavolo, facciamolo con discrezione no?
E invece che fa Paul? Si fa beccare dal marito di Lilliana mentre gli tromba la moglie sul letto.
Alla fine in qualche modo abbiamo risolto la situazione perché oltre che cornuto, il signor Giovanni non è nemmeno molto sveglio però ho fatto presente a Paul che mi aveva messo su un bel casino e che volevo un qualche tipo di risarcimento.
Con risarcimento, ci siamo capiti subito, intendevo che mi doveva procurare una fica in cambio di quella che gli avevo procurato io.
Ci ha messo un po’, devo dire, ma finalmente eravamo al dunque così eccoci che, invece di tornare a casa da scuola ci prendiamo la metro e dopo mezz’ora eccoci davanti a una vecchia palazzina un po’ “sgarruppata”.
“Ma questo è uno spizio?” sbotto.
“Ma no è una casa per anziani” mi blocca lui.
“E cosa cambia?”.
“Qui vivono donne ancora abbastanza autosufficienti, ognuna ha il suo appartamento privato e ti assicuro che molte sono ancora piacevoli”.
“A quindi mi hai procurato una vecchia?”.
“75 anni, rossa, tette un po’ molli ma gran bel culo e bocca sopraffina”.
“Te la fai da tanto?”.
“Da un po’…” sorride.
“E come l’hai beccata la vecchia ciabatta?”.
“Mia madre dirige questa casa per anziani. Ogni tanto passo a trovarla. Ho notato che questa bella befana sembrava interessata a certi argomenti, le ho buttato l’amo, abbiamo fatto due parole, mi ha portato nel suo appartamento e abbiamo fatto”.
“Aaaaaa molto bene”.
“Pompe, fica, culo, tutto…” mi assicura.
“Ho già il cazzo duro”.
“Dai vieni che te la presento”

Entriamo la signora è seduta sul divano a gambe accavallate. Un lungo vestito verde che arriva alla caviglia. Occhiali enormi, rughe ovunque ma ha un bel trucco leggero sul viso e i capelli rosso scuro ben pettinati e curati.
Paul si siede accanto a lei, la bacia in bocca “Piera questo è l’amico di cui ti parlavo”.
Lei mi porge la mano. La bacio come un vero cavaliere di una volta. “Tanto piacere”.
“Da ragazza la signora Piera insegnava nella nostra scuola” spiega Paul.
“Che peccato non aver frequentato allora”.
“O ma c’è mia figlia Maya che insegna li, magari la conoscete” sorride la vecchia mostrando una dentatura (finta) perfetta.
“È la nostra prof di Matematica” annuisce Paul.
Ho un flashback veloce. Maya C, mora, altissima, magra con le lunghe lunghissime gambe sempre in mostra. Forse una delle insegnati più fighe della scuola peccato che sia una carogna che mi massacra di 4. Sempre molto fredda, distaccata, gira anche voce che sia un po’ lesbica e per quello ci goda a massacrare noi maschi. Mi chiedo se anche Piera ai suoi tempi fosse così bastarda a scuola. “Anche lei insegnava Matematica?” chiedo.
“Si certo, con mia nipote siamo alla terza generazione di insegnanti, ma dammi pure del tu tesoro” e mi fa una carezza.
Attimi di silenzio, non so bene come buttarla sul sesso. Ci pensa lei.
“Andiamo ai fatti tesoro. Paul ti ha spiegato la situazione?”.
“Emmm non molto”.
Altra carezza sua, stavolta sulla gamba, mi sfiora il cazzo sotto ai pantaloni. “Andiamo al dunque. È innegabile che io abbia i miei anni”.
“Li porta molto bene però..” ammicco.
“Grazie sei un buon adulatore -altra carezza dritta sul pacco- sia come sia è normale che certe sensazioni fisiche stentino ad arrivare. Insomma cala la sensibilità mi capisci?”.
“Penso di si”.
“Insomma per intenderci bisogna essere molto determinati per darmi piacere” sorride.
“Io sono determinatissimo” dico.
Mi sbottona delicatamente la patta “E anche le dimensioni hanno la loro importanza quando raggiungi una certa dilatazione”.
Praticamente, se ho capito, bene, intende che ha la fica talmente sfondata che ha bisogno di cazzi belli grossi e di gente che pompi decisa facendo quasi tutto il lavoro.
Il mio uccello, già piuttosto duro, le salta in mano. Lei lo soppesa mettendomi una mano sotto i coglioni. Sorride “a però, in quanto a diametro siamo da dieci e lode, ma lo sai usare questo attrezzo che ti ha fornito madre natura?”.
“Fidati Piera è una scopatore di prima classe come me” sorride Paul che intanto, per non essere da meno si sta levando i pantaloni esibendo il suo uccello già duro.

La signora Piera molto elegantemente lo prende in mano e inizia una lenta sega. “O come cresce bene” sorride.
“Grazie”.
“Vuoi che te lo prenda in bocca tesoro?”.
“Ummm siii” mugolo eccitato.
Detto fatto, senza farsi troppi problemi la vecchia si prepara a spompinare, prima però si apre il vestito, si alza in piedi, e se lo sfila restando completamente nuda.
“Sei bellissima Piera” annuisce Paul segandosi a tutto spiano.
“O si, bellissima” annuisco anche io fissandole la bella ficona pelosa con lunghi peli grigi con una parvenza di rosso alla base. Chissà che bella gatta rosso fuoco doveva avere anni fa.
“Dunque vediamo se questa zucchina sa di carne” sorride chinandosi su di me. Mi poggia le tettone sul petto, la bocca calda so spalanca, ingoia la cappella, una succhiata divina con tanto di lavoretto di lingua al prepuzio.
Paul si unisce a noi. Si mette dietro alla vecchia, allunga le mani, le afferra le tette da dietro e ci gioca sbatacchiandole come due borse vuote mentre le struscia il cazzo duro sulla schiena.
Per un attimo ci lanciamo una occhiata di intesa, predere in coppia la vecchia sarà fantastico.
Siamo giusto nel buono, pronti a passare dalla lingua alla gnocca quando si apre la porta del suo piccolo mini appartamento.
Appare una donna, bionda, un po’ più anziana di Piera.
“Occazzo” esclama Paul scostandosi da Piera.
Ci fissiamo “è l’Antonia quella della camera a fianco”.
“Cazzo” sbotto.
Ma la signora Piera pare non battere ciglio. “A vieni, vieni pure che sono arrivati i miei amici”.
Paul e io ci fissiamo stupiti.
La donna indossa solo una sottoveste nera, sorride, mi guarda “Ooo è davvero grosso come dicevi”.
Sorrido “Grazie”.
Si sfila le spalline e la sottoveste crolla in un attimo mettendo in mostra due tette molli e una fica praticamente pelata.
“Ho pensato che due voi, meglio due anche noi, vi pare” sorride Piera tornando a segarmelo piano piano.
“È stata davvero una grande idea” annuisce Paul alzandosi in piedi per abbracciare Antonia.
Si abbracciano, si baciano, Paul le strizza le tette, le accarezza il corpo nudo contandole le ossa, le da una bella strizzata al culo e arriva alla ficona in cui infila piano piano un dito, poi due, poi tre… “che bello, che bello” mormora la ciabatta.

Intanto io sto ricambiando il lavoro di lingua a Piera. Sdraiata sul divano a gambe larghe le ficco la bocca sul cespuglio e lavorando piano piano di labbra comincio a limonare con le sue labbra vaginali. La lingua entra dentro, è bagnatissima, gliela lecco per bene.
Piera mi mette una mano in testa, mi stringe forte i capelli “o si, bravo, si… non ti fa schifo la fica vecchia vero?”.
“Ummm, slap slurp, nooo, slap, mi piace, slap, mi piace la fica matura, te la consumo tutta, slurp” mormoro mentre lecco e ingoiò tutto quello che esce fra le sue gambe.

Paul spinge Antonia sul divano, le da giusto una lappata veloce mentre le fa allargare bene le gambe e poi non resistendo più la penetra con tutte le sue forze.
“Aaaaaa” bela la vecchia.
“O siiii che bella calda che sei”.
“Lo sai che sono vent’anni che non ne prendo uno vero” ridacchia lei.
“Oggi ti rifarai” la rassicura Paul strizzandole le tette molli e con un movimento da esaltato la pompa a tutta forza facendoglielo andare su e giù, dentro e fuori.

Piera pare godersi lo spettacolo. Io le sto ancora leccando la fica fin che non mi esorta “direi che possiamo passare ai fatti anche noi tesoro”.
“O siii” alzo la testa e deciso le scivolo sopra strusciando il petto sulle sue tette mentre il mio cazzo si fa stuzzicare dal suo bel pelo.
Trovo la strada, entro…. “O siiii”.
“Ummm sei davvero ben messo, usalo bene tesoro” mi stuzzica lei.

Per l’ora e passa che segue ci diamo come porci. Dopo aver sfondato le vecchie ficone ci facciamo dare una ripassata di lingua e belli unti ce le inculiamo in sincrono dopo aver fatto mettere le due mature una di fronte all’altra così che possono lesbicare un po’ fra loro leccandosi e baciandosi senza sosta.
È ovvio che queste sue non stanno lesbicando per la prima volta.
Sfondiamo bene i loro culi stretti e magri. Io entro senza troppe difficoltà perché si sente subito che la Piera di cazzi nel culo deve averne presi un bel po…
Paul, più fortunato, svergina il culo ad Antonia che si lamenta per un po’ ma piano piano ci prende gusto.
“Vengoooo” urla Paul.
“O si anche io” gli vado dietro e, allo stesso momento inondiamo i culi di tutte e due le baldracche.

Antonia stimolata deve correre al cesso. Capita quando te lo sverginano e ci sborrano dentro.
“Mi sa che per oggi è fuori dai giochi” commenta Piera.
Paul e io ci fissiamo. Piera sorride, si china davanti a noi, ne prende uno per mano e se li porta alla bocca contemporaneamente.
Con due cazzi in bocca parte per un pompino doppio che è una meraviglia. I nostri uccelli si bagnano di saliva, si rizzano, si strusciano uno con l’altro. In breve abbiamo due mazze da paura belle pronte.
Paul si mette sul divano col cazzo dritto in alto, Piera appoggiandosi a me lo scavalca con passo incerto, piano piano si mette in posizione e si lascia cadere sul suo attrezzo facendoselo entrare di nuovo dentro.
Salgo anche io, Piera è già in posizione, le allargo appena le chiappe con la mano e glielo ficco in culo.
“Aaaaaaaa” urla decisa Piera.
“Con uno è bello ma con due è anche meglio” sorride la donna lasciandosi trombare in doppia fin che non veniamo facendole un altro pieno di sborra in fica e culo.

Soddisfatte e distrutte le sue vecchie se ne stanno nude sul divano a colare sborra e a scorreggiare aria. Sembrano soddisfatte.
Noi ci rivestiamo, salutiamo educatamente e ce ne andiamo… ovviamente con la promessa di tornare a trovarle molto presto.
scritto il
2026-06-12
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