La casa tecnologica 5
di
Carcassone
genere
corna
La sera, tornai a casa e trovai la solita situazione. I ragazzi, sul divano con i cellulari in mano ed Aurora intenta ad assemblare la cena, che, da sempre era soddisfacente.
Salutai e mi andai a fare la doccia. Il cazzo non rispecchiava il mio momento psicologico. Lui era di marmo e richiedeva attenzioni.
Quando uscii dalla doccia mi asciugai velocemente e infilai il pigiama.
Mancava poco alla cena, andai in cucina e salutai Aurora, volevo testarne la bravura recitativa. Le passai dietro e feci strusciare la cappella dura sulle sue chiappe. Si girò di scatto e disse a bassa voce :- maiale- lo diceva sempre- troia - le sussurrai. - sempre quello in testa- replicò con una punta di acido - io si - ammisi, - io no,- mi rispose - quando sono cosi stanca per le cose da fare penso a tutto ma non a quello.- rimasi in silenzio e andai a disturbare i ragazzi.
La situazione stava prendendo una piega ridicola.
Dopo cena mi chiusi in bagno e guardai di nuovo i video che avevo registrato. Avevo scelto male la telecamera che registrava, cosi potevo vedere solo il culo di quell'uomo che faceva su e giù, e le mani che tenevano ferma quella troia di Aurora.
Quando si era spostato, la visione dei buchi di quella troia mi apparvero in tutto il loro osceno splendore. Allargando l' immagine mi resi conto di quello che gli aveva fatto. La fregna era aperta, rossa, mostruosa. Il buco del culo era gonfio e non tratteneva la quantita di sborra che quel porco gli aveva iniettato. Sborrai quasi senza toccarmi alla scena che lei puliva quel cazzo bollente e lucido.
Dormii come un sasso, senza sogni,nel buio dei pensieri.
Per giorni non successe piu niente, io ebbi modo di tornare da una vecchia cliente a cui spaccai il culo con tutta la rabbia che avevo in corpo.
Poi un giorno, dopo quasi dieci giorni, successe qualcosa.
In salone apparve mia moglie ma indossava una vestaglia da notte ed era ben pettinata.
Sospesi il mio lavoro e mi misi comodo seduto su un secchio di tinta.
Sentii chiaramente il trillo del citofono. Andò ad aprire e si mise ad aspettare dietro la porta. Poco dopo suonò il campanello, lei aprì immediatamente e lui scivolo' dentro.
Si baciarono lungamente mentre lui le stropicciava tutta la camicia da notte. : - Porco giuda mi tocca partire - esordì lui- come mai? - rispose Aurora - sono stato trasferito. - forse è meglio così - replicò Aurora - meglio un cazzo - disse lui- voglio continuare a scoparti- vabbè, dai, - disse lei- oggi puoi farlo- si inginocchio' e fece uscire il cazzo. Lo sego' qualche secondo poi lo avvolse con le labbra ed iniziò a pompare. - voglio lasciarti un buon ricordo- disse lui mentre con la mano sulla testa di lei dettava il ritmo del bocchino. - cosa vuoi?- Chiese lei mentre si strusciava quel cazzone sulla faccia.- ti ricordi a casa mia quando venisti che non c'erano i miei? Quanti anni avevi, diciassette, forse diciotto... - ero piccola, si- ti ricordi qualcosa? - Chiese lui mentre trafficava con le chiappe di lei. - potrei scordarlo? Mi spaccasti il culo, senza pietà, ebbi dolore per tre giorni e non potevo giustificarlo con i miei- lo ricordo - rise lui- ma adesso la strada è fatta e voglio slargartelo tutto. Tuo marito ci passa di lì? - qualche volta, si ma lui è delicato, chiede, non prende- rispose quella troia.
Mettiti a pecora, forza - la vidi obbedire in silenzio - apri le chiappe, lo vuoi? - e mentre lo diceva la sua cappella aveva puntato il buco. - mi farai male, stronzo- si rispose ridendo l'uomo- molto.-
Dalla telecamera disposta vicino alla finestra vidi tutto, vidi quel cazzo enorme sparire in pancia di Aurora - lo senti- domandò andimando l'uomo - è di fuoco - sospirava la vacca- mi sta aprendo tutta- toccati la fregna e maassaggiami le palle, le senti come sono piene? Lo vuoi lo sburro? Siii- ansimava Aurora- te ne darò tanto - disse lui - ma prima voglio vedere il tuo culo come lo vidi quel giorno, tutto aperto- parlava mentre continuava a pomparla. Sembrava non finire mai poi, all' improvviso si fermo', sfilo' il cazzo ed io vidi un buco come avevo visto solo nei porno, aperto e rosso. Lui lo teneva aperto con le mani poi sembrò guardare verso la telecamera e fece un segno di ok con un ghigno da depravato.
Mk sentii morire, lui sapeva. Restai ipnotizzato a guardare quel porco scopare con il cazzo intriso di umori la bocca di Aurora che faceva saettare la lingua come drogata da quel cazzo. Le sborro' in bocca mentre le intimava di non sprecarne. Lei obbedi' e raccolse tutto con la lingua, con dedizione.
-Toccati il culo- gli ordinò lui, lei allungo' la mano e si tocco' il buco- mamma mia,- esclamo'- mi hai aperto come una vacca- tu lo sei - disse l' uomo mentre riprese a strusciare il cazzo moscio sulla sua faccia. - mi mancherà questo mio amico- disse lei triste, proprio adesso che lo avevo ritrovato- dovrai accontentarti di quello di tuo marito - disse lui ridendo. - per forza - ammise lei- ma se ripassi da queste parti, questo culo spanato sarà sempre tuo - e glielo mostrò ancora mezzo aperto. Lui si chinò e con devozione e glielo lecco' tutto.
Poi lui si vesti' in fretta e tolse il disturbo, non prima di averla baciata a lungo vicino alla porta.
A breve sarebbero tornati i ragazzi da scuola, ecco spiegata la fretta.
Ero furioso, dovevo reagire ma non sapevo come..... Continua.
Salutai e mi andai a fare la doccia. Il cazzo non rispecchiava il mio momento psicologico. Lui era di marmo e richiedeva attenzioni.
Quando uscii dalla doccia mi asciugai velocemente e infilai il pigiama.
Mancava poco alla cena, andai in cucina e salutai Aurora, volevo testarne la bravura recitativa. Le passai dietro e feci strusciare la cappella dura sulle sue chiappe. Si girò di scatto e disse a bassa voce :- maiale- lo diceva sempre- troia - le sussurrai. - sempre quello in testa- replicò con una punta di acido - io si - ammisi, - io no,- mi rispose - quando sono cosi stanca per le cose da fare penso a tutto ma non a quello.- rimasi in silenzio e andai a disturbare i ragazzi.
La situazione stava prendendo una piega ridicola.
Dopo cena mi chiusi in bagno e guardai di nuovo i video che avevo registrato. Avevo scelto male la telecamera che registrava, cosi potevo vedere solo il culo di quell'uomo che faceva su e giù, e le mani che tenevano ferma quella troia di Aurora.
Quando si era spostato, la visione dei buchi di quella troia mi apparvero in tutto il loro osceno splendore. Allargando l' immagine mi resi conto di quello che gli aveva fatto. La fregna era aperta, rossa, mostruosa. Il buco del culo era gonfio e non tratteneva la quantita di sborra che quel porco gli aveva iniettato. Sborrai quasi senza toccarmi alla scena che lei puliva quel cazzo bollente e lucido.
Dormii come un sasso, senza sogni,nel buio dei pensieri.
Per giorni non successe piu niente, io ebbi modo di tornare da una vecchia cliente a cui spaccai il culo con tutta la rabbia che avevo in corpo.
Poi un giorno, dopo quasi dieci giorni, successe qualcosa.
In salone apparve mia moglie ma indossava una vestaglia da notte ed era ben pettinata.
Sospesi il mio lavoro e mi misi comodo seduto su un secchio di tinta.
Sentii chiaramente il trillo del citofono. Andò ad aprire e si mise ad aspettare dietro la porta. Poco dopo suonò il campanello, lei aprì immediatamente e lui scivolo' dentro.
Si baciarono lungamente mentre lui le stropicciava tutta la camicia da notte. : - Porco giuda mi tocca partire - esordì lui- come mai? - rispose Aurora - sono stato trasferito. - forse è meglio così - replicò Aurora - meglio un cazzo - disse lui- voglio continuare a scoparti- vabbè, dai, - disse lei- oggi puoi farlo- si inginocchio' e fece uscire il cazzo. Lo sego' qualche secondo poi lo avvolse con le labbra ed iniziò a pompare. - voglio lasciarti un buon ricordo- disse lui mentre con la mano sulla testa di lei dettava il ritmo del bocchino. - cosa vuoi?- Chiese lei mentre si strusciava quel cazzone sulla faccia.- ti ricordi a casa mia quando venisti che non c'erano i miei? Quanti anni avevi, diciassette, forse diciotto... - ero piccola, si- ti ricordi qualcosa? - Chiese lui mentre trafficava con le chiappe di lei. - potrei scordarlo? Mi spaccasti il culo, senza pietà, ebbi dolore per tre giorni e non potevo giustificarlo con i miei- lo ricordo - rise lui- ma adesso la strada è fatta e voglio slargartelo tutto. Tuo marito ci passa di lì? - qualche volta, si ma lui è delicato, chiede, non prende- rispose quella troia.
Mettiti a pecora, forza - la vidi obbedire in silenzio - apri le chiappe, lo vuoi? - e mentre lo diceva la sua cappella aveva puntato il buco. - mi farai male, stronzo- si rispose ridendo l'uomo- molto.-
Dalla telecamera disposta vicino alla finestra vidi tutto, vidi quel cazzo enorme sparire in pancia di Aurora - lo senti- domandò andimando l'uomo - è di fuoco - sospirava la vacca- mi sta aprendo tutta- toccati la fregna e maassaggiami le palle, le senti come sono piene? Lo vuoi lo sburro? Siii- ansimava Aurora- te ne darò tanto - disse lui - ma prima voglio vedere il tuo culo come lo vidi quel giorno, tutto aperto- parlava mentre continuava a pomparla. Sembrava non finire mai poi, all' improvviso si fermo', sfilo' il cazzo ed io vidi un buco come avevo visto solo nei porno, aperto e rosso. Lui lo teneva aperto con le mani poi sembrò guardare verso la telecamera e fece un segno di ok con un ghigno da depravato.
Mk sentii morire, lui sapeva. Restai ipnotizzato a guardare quel porco scopare con il cazzo intriso di umori la bocca di Aurora che faceva saettare la lingua come drogata da quel cazzo. Le sborro' in bocca mentre le intimava di non sprecarne. Lei obbedi' e raccolse tutto con la lingua, con dedizione.
-Toccati il culo- gli ordinò lui, lei allungo' la mano e si tocco' il buco- mamma mia,- esclamo'- mi hai aperto come una vacca- tu lo sei - disse l' uomo mentre riprese a strusciare il cazzo moscio sulla sua faccia. - mi mancherà questo mio amico- disse lei triste, proprio adesso che lo avevo ritrovato- dovrai accontentarti di quello di tuo marito - disse lui ridendo. - per forza - ammise lei- ma se ripassi da queste parti, questo culo spanato sarà sempre tuo - e glielo mostrò ancora mezzo aperto. Lui si chinò e con devozione e glielo lecco' tutto.
Poi lui si vesti' in fretta e tolse il disturbo, non prima di averla baciata a lungo vicino alla porta.
A breve sarebbero tornati i ragazzi da scuola, ecco spiegata la fretta.
Ero furioso, dovevo reagire ma non sapevo come..... Continua.
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