La casa tecnologica 3
di
Carcassone
genere
corna
Senza pensarci mi ero messo in una situazione difficile. Le telecamere le avevo montate per sicurezza, contro i ladri non certo per spiare la mia famiglia.
Decisi quindi di non dire ad Aurora quello che avevo visto, anche perche lei non aveva fatto niente.
La sera, però, a casa, non mi disse della loro presenza quella mattina.
Pensai che stesse riflettendo su quella stupida religione e che sapendo come la pensavo a riguardo avesse ritenuto opportuno tenermi allo scuro di tutto.
Ma la notte non dormii bene, mi tornava in mente quell'uomo ed il suo cazzo, chiuso nel nostro bagno a menarselo come un adolescente. Si stava segando su mia moglie? Lei non li aveva accolti in mutande, anzi, come le dicevo sempre scherzando, era in tenuta anti sesso.
Il mattino seguente uscii presto, salutai la famiglia e salii in macchina, prima tappa, il solito bar per il caffè. Seduto al tavolino armeggiai con il cellulare e feci in modo di avere sempre le piccole finestre attive sulla mia casa. Depennai le camere dei ragazzi e gli esterni.
Così passai la mattinata a lavorare scrutando ogni tanto il telefono er controllare.
Avevo qualche senso di colpa, vedere i miei cari,anzi spiarli nei loro gesti quotidiani, mi faceva sentire misero.
Alle undici e trenta mentre stavo cablando un quadro di un appartamento, scrutai il telefono, tre persone. Piggiai sul piccolo riquadro per ingrandire.
Mia moglie era ad inizio divano, una donna che non riconobbi le sedeva accanto e, all'altro capo del divano, lui.
Attivai l'audio. Quella donna parlava di pericoli per i nostri ragazzi, della salvezza, le solite cose insomma. Poi chiese di andare in bagno. Attivai ed ingrandii anche quella finestra.
Seguii i suoi passi e la vidi chiudersi dentro. Per me si stava cagando addosso perche gettò la borsetta sul lavandino e con un gesto fulmineo si gettò sulla tazza.
Ingrandii e osservai la sua faccia buffa e rossa. Ero proprio una brutta persona.
Quando distolsi lo sguardo e ingrandii la zona salone, rimasi di stucco. Mia moglie era ancora seduta, come prima, lui invece era in piedi e di schiena. Manovrai per ottenere una diversa inquadratura e la ottenni. Stringeva il cazzo con due mani senza muoversi. Mi spostai in balcone per non essere ascoltato ed alzai il volume :- davvero vuoi lasciarmi Così?- sei matto? Metti dentro quel coso- rispose Aurora. La donna nel bagno intanto si contorceva e non accennava ad alzarsi. Nel salone la situazione stallava, Aurora non si era allontanata e l'uomo, fuori di se, si segava tenendosi i coglioni, sembrava un satiro :- dai, poco poco, non ti è mai mancato? - Cosi, mentre Aurora prese a leccare quel cazzo ricordai la cazzata del ragazzo volgare che lei non aveva mai frequentato, si, come no.
Quando sentirono la porta del bagno aprirsi mia moglie si ficco' il cazzo piu in fondo alla gola che poteva per poi liberarlo tutto sbavato. Si sedettero di nuovo e forse la terza incomoda non si accorse di niente solo perche troppo presa dai dolori della sua diarrea.
Ero sconvolto, li vidi andar via in processione verso la porta. In prima fila la donna e dietro di lei mia moglie e l' uomo che camminava stringendole le chiappe.
Non sapevo cosa fare, aspettai qualche minuto poi feci il numero di Aurora. Rispose quasi subito :- amore, come mai questa telefonata? - volevo sentirti, sapere come stai- risposi sforzandomi di essere il solito - come al solito, sto facendo le finestre, che odio, tu? - io sono in pausa e stavo sbirciando un porno- il solito porco- disse lei- sempre gli stessi pensieri- vero, - risposi - mi piace il sesso, lo sai... - anche a me ma tu sei fissato - e scoppiò in una risata.
La lasciai e tornai ai miei compiti con il cazzo che mi pulsava e una paura fottuta che mi stringeva lo stomaco.... Continua.
Decisi quindi di non dire ad Aurora quello che avevo visto, anche perche lei non aveva fatto niente.
La sera, però, a casa, non mi disse della loro presenza quella mattina.
Pensai che stesse riflettendo su quella stupida religione e che sapendo come la pensavo a riguardo avesse ritenuto opportuno tenermi allo scuro di tutto.
Ma la notte non dormii bene, mi tornava in mente quell'uomo ed il suo cazzo, chiuso nel nostro bagno a menarselo come un adolescente. Si stava segando su mia moglie? Lei non li aveva accolti in mutande, anzi, come le dicevo sempre scherzando, era in tenuta anti sesso.
Il mattino seguente uscii presto, salutai la famiglia e salii in macchina, prima tappa, il solito bar per il caffè. Seduto al tavolino armeggiai con il cellulare e feci in modo di avere sempre le piccole finestre attive sulla mia casa. Depennai le camere dei ragazzi e gli esterni.
Così passai la mattinata a lavorare scrutando ogni tanto il telefono er controllare.
Avevo qualche senso di colpa, vedere i miei cari,anzi spiarli nei loro gesti quotidiani, mi faceva sentire misero.
Alle undici e trenta mentre stavo cablando un quadro di un appartamento, scrutai il telefono, tre persone. Piggiai sul piccolo riquadro per ingrandire.
Mia moglie era ad inizio divano, una donna che non riconobbi le sedeva accanto e, all'altro capo del divano, lui.
Attivai l'audio. Quella donna parlava di pericoli per i nostri ragazzi, della salvezza, le solite cose insomma. Poi chiese di andare in bagno. Attivai ed ingrandii anche quella finestra.
Seguii i suoi passi e la vidi chiudersi dentro. Per me si stava cagando addosso perche gettò la borsetta sul lavandino e con un gesto fulmineo si gettò sulla tazza.
Ingrandii e osservai la sua faccia buffa e rossa. Ero proprio una brutta persona.
Quando distolsi lo sguardo e ingrandii la zona salone, rimasi di stucco. Mia moglie era ancora seduta, come prima, lui invece era in piedi e di schiena. Manovrai per ottenere una diversa inquadratura e la ottenni. Stringeva il cazzo con due mani senza muoversi. Mi spostai in balcone per non essere ascoltato ed alzai il volume :- davvero vuoi lasciarmi Così?- sei matto? Metti dentro quel coso- rispose Aurora. La donna nel bagno intanto si contorceva e non accennava ad alzarsi. Nel salone la situazione stallava, Aurora non si era allontanata e l'uomo, fuori di se, si segava tenendosi i coglioni, sembrava un satiro :- dai, poco poco, non ti è mai mancato? - Cosi, mentre Aurora prese a leccare quel cazzo ricordai la cazzata del ragazzo volgare che lei non aveva mai frequentato, si, come no.
Quando sentirono la porta del bagno aprirsi mia moglie si ficco' il cazzo piu in fondo alla gola che poteva per poi liberarlo tutto sbavato. Si sedettero di nuovo e forse la terza incomoda non si accorse di niente solo perche troppo presa dai dolori della sua diarrea.
Ero sconvolto, li vidi andar via in processione verso la porta. In prima fila la donna e dietro di lei mia moglie e l' uomo che camminava stringendole le chiappe.
Non sapevo cosa fare, aspettai qualche minuto poi feci il numero di Aurora. Rispose quasi subito :- amore, come mai questa telefonata? - volevo sentirti, sapere come stai- risposi sforzandomi di essere il solito - come al solito, sto facendo le finestre, che odio, tu? - io sono in pausa e stavo sbirciando un porno- il solito porco- disse lei- sempre gli stessi pensieri- vero, - risposi - mi piace il sesso, lo sai... - anche a me ma tu sei fissato - e scoppiò in una risata.
La lasciai e tornai ai miei compiti con il cazzo che mi pulsava e una paura fottuta che mi stringeva lo stomaco.... Continua.
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