Luigi atto sesto
di
Carcassone
genere
gay
Il tempo sembrava non passare piu', non vedevo l'ora di fare una nuova esperienza e, fantasticandoci sopra, mi ero ammazzato di seghe.
Mi feci un bel clistere prima di uscire e mi avviai verso il bar.
Riconobbi Mauro da lontano, aveva i capelli mossi e rossi, un viso scavato e gli occhi verdi. Non era ben vestito, una tuta da ginnastica che aveva visto tempi migliori e un paio di superga che un tempo dovevano essere state bianche.
Ci salutammo con un semplice ciao poi gli chiesi di seguirmi.
Citofonai e Luigi apri' subito. Prendemmo l'ascensore in silenzio, senza guardarci.
Alla porta ci aspettava Luigi, in vestaglia e pantofole.
Senza parlare ci indicò la camera che io gia conoscevo.
Sedemmo ai bordi del letto, rossi di imbarazzo. Luigi si presentò con una bottiglia di coca cola e due bicchieri. Bevemmo e poi.... Fummo travolti. Luigi fece cadere la vestaglia, aveva il cazzo in tiro, meraviglioso. : - spogliatevi frocetti- ordinò duro, noi obbedimmo, Mauro aveva un uccello esile ma con una cappella rosa, bellissima. Luigi si lascio cadere sul letto e ci volle vicino a lui:- stupitemi- sospirò.
Amavo la sua pancia pelosa, cominciai a carezzarla e leccarla, mentre Mauro, impacciato massaggiava le gambe. Leccai le ascelle, il collo e le braccia, sapeva di forte, maschio.
Poi ci concentrammo sul suo cazzo che vibrava senza essere toccato.
Un lavoro a due bocche sempre piu preciso, cappella, asta, palle, non tralasciavamo nulla, e ci baciavamo. Mauro aveva una lingua morbidissima e salivosa, i sapori miscelati bruciavano il cervello.
Spostai la gamba di Luigi e scoprii il suo buco del culo. Lo leccai e Luigi cominciò ad ansimare piu forte. Gli piaceva, mi agevolo' allargandosi le chiappe con le mani.
Lo inculai con la lingua mentre Mauro gli succhiava il cazzo di marmo. :- mettetevi a pecora, frocetti, con il culo in alto, anzi, prima leccateveli, li voglio morbidi ed umidi, non voglio faticare- Allargai le chiappette di Mauro e rimasi sconvolto. Aveva un buco del tutto sfondato, tanto che divaricando con delicatezza le chiappe il foro si apriva di molto. :- porca eva- dissi ridendo- ma hai il culo distrutto! - Si,- arrossi' Mauro, non avevo mai avuto un cazzo vero fino a qualche giorno fa ma il mio culo ha sperimentato ogni tipo di oggetti- infilai la lingua dentro, era morbido e pulito, potevo scoparlo con la lingua con facilità. Poi, come ordinato, ci mettemmo a pecorina.
Luigi arrivò come un treno, prese Mauro per le spalle e glielo affondo' fino ai coglioni, di botto. Cominciò a montarlo con ritmo e Mauro, ad occhi chiusi, gradiva. Avvicinai la mia bocca alla sua e lo baciai. Rispose con trasporto mentre ansimava con il cazzo nelle budella.
Quando fu il mio turno Luigi, chiese l'aiuto di Mauro.. lecco' il buco e poi prese il cazzo di Luigi e lo portò all'ingresso. non ebbe pietà del mio culo ancora novello. Affondo' in me provocandomi una sborrata inattesa. Mi stantuffava stringendomi i fianchi, io cercavo Mauro, la sua bocca, invece mi porse il suo cazzetto lucido. Lo succhiai, sapeva di buono. Intanto Luigi mi squassava gli intestini. Mauro sfilo' il cazzo dalla mia bocca e si rimise a pecora implorando Luigi.
Qualche secondo ed era di nuovo pieno di cazzo. Mi tuffai tra i due, sdraiato.
Potevo vedere il cazzone entrare ed uscire da quel culo sfasciato. Leccavo l'asta che faceva su e giu, il mio culo richiedeva attenzioni. Mi affiancai a Mauro in attesa del mio turno. Luigi mi schiaffo' due dita dentro e mentre sfondava il roscetto, slabbrava il mio buco. Era troppo anche per lui :- mi fate sborrare, maledetti - disse sfilando l'uccello dal forno di Mauro.
Ci girammo verso di lui e ci sdraiammo con le bocche aperte. Affondo' la cappella viola alternativamente nelle nostre bocche, poi sborro', almeno cinque fiotti, bollenti,tutti sui nostri visi. Mangiammo tutto mentre il toro si sdraiava ansimante.
Non lo lasciammo in pace, eravamo due giovani troiette in calore. Cominciammo un bocchino a due bocche mentre lo fissavamo negli occhi.
Il cazzo era moscio ma sembrava poter reagire. Mauro leccava la cappella tutta intorno con sguardo sognante, si vedeva che era una troia. Io continuavo a succhiare i coglioni enormi e intanto carezzavo il suo buco peloso.
Poi ci infilai un dito, Luigi strinse le chiappe e protesto' ma Mauro aveva intensificato l'azione portandosi il cazzo in gola. Il mio dito intanto scopava quel vecchio antro. Il cazzo era di marmo, di nuovo. Mauro salì a cavallo e fece sparire quel tubo nelle sue carni.
Faceva su e giu da vera troia, lo aveva fatto molte volte con tanti oggetti e Mauro non era molto diverso. Il pisello del roscetto era viola, lo ciucciai e subito bevvi la sua sborra. Infilai il secondo dito nel culo di Luigi mente il ragazzo si contorceva sulla sua nerchia.
Luigi aveva allentato le chiappe, gli scopavo il culo senza ritegno, giravo le dita e vedevo i coglioni contrarsi. :- mi fate morire- disse con voce roca - sei frocio anche tu - gli dissi ghignando- si, maledetti siiiii - sborro' nel culo di Mauro facendo dei versi assurdi. Mauro si tirò su piano piano e vidi di nuovo il cazzo di Luigi, pieno di sborra come una candela accesa. Mi avventai sulla cappella e la lucidai mentre con la mano spingevo le dita nel suo culo cercando di slargarlo. Il cazzo continuava a pompare sborra chissà da dove. Mauro si massaggiava il buco sfondato davanti agli occhi di Luigi, io continuavo la mia opera. Il cazzo di Luigi sembrava riemergere di nuovo, allora aumentai il ritmo con le dita e la bocca. Luigi si sollevò sui gomiti e ci guardò, aveva uno sguardo strano, perso, mentre pompavo come una bagascia lo vidi accasciarsi senza respiro.
Non ce ne accorgemmo immediatamente, sembrava sfinito, il cazzo si era smosciato, tolsi le dita dal suo culo ormai spanato e baciai, abbracciandolo, Mauro.
Eravamo ancora vogliosi e odorosi della sborra di Luigi, ci leccammo a lungo e forse li mi innamorai di Mauro.
Poi cercammo un contatto con il nostro toro e ci accorgemmo che sotto al collo aveva una specie di grosso livido blu. Lo toccammo a lungo, anche scrollandolo e ci rendemmo conto che era andato.
Fummo presi dal panico, ma Mauro si riprese subito e sistemo' come possibile il luogo del misfatto.
Ce ne andammo alla chetichella e diventammo amanti. Continuammo a cercare un toro per noi, nei cinema, nei parchi, ovunque e diventammo sempre piu bravi e.... Letali..... Fine
Mi feci un bel clistere prima di uscire e mi avviai verso il bar.
Riconobbi Mauro da lontano, aveva i capelli mossi e rossi, un viso scavato e gli occhi verdi. Non era ben vestito, una tuta da ginnastica che aveva visto tempi migliori e un paio di superga che un tempo dovevano essere state bianche.
Ci salutammo con un semplice ciao poi gli chiesi di seguirmi.
Citofonai e Luigi apri' subito. Prendemmo l'ascensore in silenzio, senza guardarci.
Alla porta ci aspettava Luigi, in vestaglia e pantofole.
Senza parlare ci indicò la camera che io gia conoscevo.
Sedemmo ai bordi del letto, rossi di imbarazzo. Luigi si presentò con una bottiglia di coca cola e due bicchieri. Bevemmo e poi.... Fummo travolti. Luigi fece cadere la vestaglia, aveva il cazzo in tiro, meraviglioso. : - spogliatevi frocetti- ordinò duro, noi obbedimmo, Mauro aveva un uccello esile ma con una cappella rosa, bellissima. Luigi si lascio cadere sul letto e ci volle vicino a lui:- stupitemi- sospirò.
Amavo la sua pancia pelosa, cominciai a carezzarla e leccarla, mentre Mauro, impacciato massaggiava le gambe. Leccai le ascelle, il collo e le braccia, sapeva di forte, maschio.
Poi ci concentrammo sul suo cazzo che vibrava senza essere toccato.
Un lavoro a due bocche sempre piu preciso, cappella, asta, palle, non tralasciavamo nulla, e ci baciavamo. Mauro aveva una lingua morbidissima e salivosa, i sapori miscelati bruciavano il cervello.
Spostai la gamba di Luigi e scoprii il suo buco del culo. Lo leccai e Luigi cominciò ad ansimare piu forte. Gli piaceva, mi agevolo' allargandosi le chiappe con le mani.
Lo inculai con la lingua mentre Mauro gli succhiava il cazzo di marmo. :- mettetevi a pecora, frocetti, con il culo in alto, anzi, prima leccateveli, li voglio morbidi ed umidi, non voglio faticare- Allargai le chiappette di Mauro e rimasi sconvolto. Aveva un buco del tutto sfondato, tanto che divaricando con delicatezza le chiappe il foro si apriva di molto. :- porca eva- dissi ridendo- ma hai il culo distrutto! - Si,- arrossi' Mauro, non avevo mai avuto un cazzo vero fino a qualche giorno fa ma il mio culo ha sperimentato ogni tipo di oggetti- infilai la lingua dentro, era morbido e pulito, potevo scoparlo con la lingua con facilità. Poi, come ordinato, ci mettemmo a pecorina.
Luigi arrivò come un treno, prese Mauro per le spalle e glielo affondo' fino ai coglioni, di botto. Cominciò a montarlo con ritmo e Mauro, ad occhi chiusi, gradiva. Avvicinai la mia bocca alla sua e lo baciai. Rispose con trasporto mentre ansimava con il cazzo nelle budella.
Quando fu il mio turno Luigi, chiese l'aiuto di Mauro.. lecco' il buco e poi prese il cazzo di Luigi e lo portò all'ingresso. non ebbe pietà del mio culo ancora novello. Affondo' in me provocandomi una sborrata inattesa. Mi stantuffava stringendomi i fianchi, io cercavo Mauro, la sua bocca, invece mi porse il suo cazzetto lucido. Lo succhiai, sapeva di buono. Intanto Luigi mi squassava gli intestini. Mauro sfilo' il cazzo dalla mia bocca e si rimise a pecora implorando Luigi.
Qualche secondo ed era di nuovo pieno di cazzo. Mi tuffai tra i due, sdraiato.
Potevo vedere il cazzone entrare ed uscire da quel culo sfasciato. Leccavo l'asta che faceva su e giu, il mio culo richiedeva attenzioni. Mi affiancai a Mauro in attesa del mio turno. Luigi mi schiaffo' due dita dentro e mentre sfondava il roscetto, slabbrava il mio buco. Era troppo anche per lui :- mi fate sborrare, maledetti - disse sfilando l'uccello dal forno di Mauro.
Ci girammo verso di lui e ci sdraiammo con le bocche aperte. Affondo' la cappella viola alternativamente nelle nostre bocche, poi sborro', almeno cinque fiotti, bollenti,tutti sui nostri visi. Mangiammo tutto mentre il toro si sdraiava ansimante.
Non lo lasciammo in pace, eravamo due giovani troiette in calore. Cominciammo un bocchino a due bocche mentre lo fissavamo negli occhi.
Il cazzo era moscio ma sembrava poter reagire. Mauro leccava la cappella tutta intorno con sguardo sognante, si vedeva che era una troia. Io continuavo a succhiare i coglioni enormi e intanto carezzavo il suo buco peloso.
Poi ci infilai un dito, Luigi strinse le chiappe e protesto' ma Mauro aveva intensificato l'azione portandosi il cazzo in gola. Il mio dito intanto scopava quel vecchio antro. Il cazzo era di marmo, di nuovo. Mauro salì a cavallo e fece sparire quel tubo nelle sue carni.
Faceva su e giu da vera troia, lo aveva fatto molte volte con tanti oggetti e Mauro non era molto diverso. Il pisello del roscetto era viola, lo ciucciai e subito bevvi la sua sborra. Infilai il secondo dito nel culo di Luigi mente il ragazzo si contorceva sulla sua nerchia.
Luigi aveva allentato le chiappe, gli scopavo il culo senza ritegno, giravo le dita e vedevo i coglioni contrarsi. :- mi fate morire- disse con voce roca - sei frocio anche tu - gli dissi ghignando- si, maledetti siiiii - sborro' nel culo di Mauro facendo dei versi assurdi. Mauro si tirò su piano piano e vidi di nuovo il cazzo di Luigi, pieno di sborra come una candela accesa. Mi avventai sulla cappella e la lucidai mentre con la mano spingevo le dita nel suo culo cercando di slargarlo. Il cazzo continuava a pompare sborra chissà da dove. Mauro si massaggiava il buco sfondato davanti agli occhi di Luigi, io continuavo la mia opera. Il cazzo di Luigi sembrava riemergere di nuovo, allora aumentai il ritmo con le dita e la bocca. Luigi si sollevò sui gomiti e ci guardò, aveva uno sguardo strano, perso, mentre pompavo come una bagascia lo vidi accasciarsi senza respiro.
Non ce ne accorgemmo immediatamente, sembrava sfinito, il cazzo si era smosciato, tolsi le dita dal suo culo ormai spanato e baciai, abbracciandolo, Mauro.
Eravamo ancora vogliosi e odorosi della sborra di Luigi, ci leccammo a lungo e forse li mi innamorai di Mauro.
Poi cercammo un contatto con il nostro toro e ci accorgemmo che sotto al collo aveva una specie di grosso livido blu. Lo toccammo a lungo, anche scrollandolo e ci rendemmo conto che era andato.
Fummo presi dal panico, ma Mauro si riprese subito e sistemo' come possibile il luogo del misfatto.
Ce ne andammo alla chetichella e diventammo amanti. Continuammo a cercare un toro per noi, nei cinema, nei parchi, ovunque e diventammo sempre piu bravi e.... Letali..... Fine
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