Luigi atto quarto
di
Carcassone
genere
gay
Il buco del culo mi fece male per tre giorni, nella mia ignoranza pensai di aver subito un danno irreparabile, certo non potevo parlarne con mia madre.
Il quarto giorno, invece, mi svegliai in forma, il dolore era passato ed era tornata la voglia.
La mattina avevo da fare con i miei, cosi decisi di andare al cinema nel pomeriggio. Accampai la scusa di un incontro con i compagni di scuola e andai.
Passai davanti al bar, non c'era nessuno fuori, c'era troppo vento. Avevo i soldi, entrai per bere un cappuccino.
Lui era seduto con altre persone e sorseggiava della birra. Mi vide e venne verso di me e quando il barista fu piu lontano mi chiese :- vuoi un bel cornetto fragrante? - lo guardai negli occhi e capii cosa intendeva. Risposi : -mi piacciono con la crema ma qui hanno cornetti con poca farcitura. -
Lo sentii respirare :- non ho un soldo- sospirò - fa niente- risposi- ho fame-.
Pagai e mi avviai all'uscita. Luigi era dietro di me che si infilava un vecchio giubbotto. Appena fuori mi superò e intimo' :- andiamo, forza-
Nell'ascensore gli strofinai la mazza, non vedevo l' ora di giocarci.
Andai diretto in camera da letto mentre lui andò in cucina. Ero gia nudo e voglioso quando lo vidi entrare, teneva in mano un panetto di burro: - come nel film-disse ridendo.
Lo spogliai io, lo feci cadere sul lettone e lo denudai. Mi eccitava quel corpo sformato, pieno di peli eppure cosi maschio.
Lo leccai tutto, le ascelle i capezzoli, tutto, il suo odore mi inebriava.
Leccai il suo culo, le palle e poi mi dedicai al mio amore.
Il buco del culo mi solleticava, sbocchinai velocemente quel cazzo, poi mi misi a pecora, osceno, di fronte a lui. :- spaccami il culo- implorai. Sentii il grasso del burro sciogliersi a contatto del mio vulcano, una, e poi due dita si fecero strada mandando dentro il grasso.
Poi si alzò per bene e mi afferrò i fianchi. Sentii la cappella appoggiarsi sul buco e con decisione, scardinarlo.
Luigi non sapeva aspettare, mi monto' come una cagna, facendo tornare il dolore. Lo pregai di andarci piu piano ma ottenni il silenzio. Mi fece sborrare due volte, la prostata era in fiamme e le scorregge uscivano senza permesso. Era un diavolo, mi girai per guardarlo in faccia ma lui era preso dalla visione della sua nerchia che, vigorosa, continuava a slargarmi il culo.
Durò quasi cinque minuti poi grugni' come un maiale e mi riempi' di sborra. Sfilo' il cazzo e con le dita inzeppo' nel culo la sborra che io cercavo di cagare. Caddi esausto a faccia in giu. Mi prese per i capelli e mi mise il cazzo, fradicio, in faccia. : - pulisci, frocio, - Mi costrinse a pulirlo con la lingua, aveva un sapore amaro ma la verga in bocca mi faceva sopportare tutto.
Una volta rivestiti mi offrì da bere una birra che non bevvi accontentandomi dell'acqua. Andai verso l' uscita e lui sulla porta disse :- ogni volta che passi da queste parti sarai mio, ricordati, frocio, - mi sta bene- risposi- ma mica sempre gratis, oggi ho offerto io- feci un accenno di sorriso ed imboccai l'ascensore.... Continua.
Il quarto giorno, invece, mi svegliai in forma, il dolore era passato ed era tornata la voglia.
La mattina avevo da fare con i miei, cosi decisi di andare al cinema nel pomeriggio. Accampai la scusa di un incontro con i compagni di scuola e andai.
Passai davanti al bar, non c'era nessuno fuori, c'era troppo vento. Avevo i soldi, entrai per bere un cappuccino.
Lui era seduto con altre persone e sorseggiava della birra. Mi vide e venne verso di me e quando il barista fu piu lontano mi chiese :- vuoi un bel cornetto fragrante? - lo guardai negli occhi e capii cosa intendeva. Risposi : -mi piacciono con la crema ma qui hanno cornetti con poca farcitura. -
Lo sentii respirare :- non ho un soldo- sospirò - fa niente- risposi- ho fame-.
Pagai e mi avviai all'uscita. Luigi era dietro di me che si infilava un vecchio giubbotto. Appena fuori mi superò e intimo' :- andiamo, forza-
Nell'ascensore gli strofinai la mazza, non vedevo l' ora di giocarci.
Andai diretto in camera da letto mentre lui andò in cucina. Ero gia nudo e voglioso quando lo vidi entrare, teneva in mano un panetto di burro: - come nel film-disse ridendo.
Lo spogliai io, lo feci cadere sul lettone e lo denudai. Mi eccitava quel corpo sformato, pieno di peli eppure cosi maschio.
Lo leccai tutto, le ascelle i capezzoli, tutto, il suo odore mi inebriava.
Leccai il suo culo, le palle e poi mi dedicai al mio amore.
Il buco del culo mi solleticava, sbocchinai velocemente quel cazzo, poi mi misi a pecora, osceno, di fronte a lui. :- spaccami il culo- implorai. Sentii il grasso del burro sciogliersi a contatto del mio vulcano, una, e poi due dita si fecero strada mandando dentro il grasso.
Poi si alzò per bene e mi afferrò i fianchi. Sentii la cappella appoggiarsi sul buco e con decisione, scardinarlo.
Luigi non sapeva aspettare, mi monto' come una cagna, facendo tornare il dolore. Lo pregai di andarci piu piano ma ottenni il silenzio. Mi fece sborrare due volte, la prostata era in fiamme e le scorregge uscivano senza permesso. Era un diavolo, mi girai per guardarlo in faccia ma lui era preso dalla visione della sua nerchia che, vigorosa, continuava a slargarmi il culo.
Durò quasi cinque minuti poi grugni' come un maiale e mi riempi' di sborra. Sfilo' il cazzo e con le dita inzeppo' nel culo la sborra che io cercavo di cagare. Caddi esausto a faccia in giu. Mi prese per i capelli e mi mise il cazzo, fradicio, in faccia. : - pulisci, frocio, - Mi costrinse a pulirlo con la lingua, aveva un sapore amaro ma la verga in bocca mi faceva sopportare tutto.
Una volta rivestiti mi offrì da bere una birra che non bevvi accontentandomi dell'acqua. Andai verso l' uscita e lui sulla porta disse :- ogni volta che passi da queste parti sarai mio, ricordati, frocio, - mi sta bene- risposi- ma mica sempre gratis, oggi ho offerto io- feci un accenno di sorriso ed imboccai l'ascensore.... Continua.
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