La casa tecnologica 4

di
genere
corna

Il sabato mattina, libero dal lavoro, imbarcati in auto figli e Aurora, li portai al centro commerciale. Quaranta minuti in auto tra i ragazzi che rompevano i coglioni e mia moglie che canticchiava scimmiottando una cantante famosa. Provai a godermi la giornata ma non potevo riuscirci, e lo sapevo.
Nel pomeriggio , dopo aver accontentato i ragazzi mangiando da Burger king tornammo a casa. Mi sedetti in salone e accesi la TV.
Poco dopo venne anche mia moglie che armeggiava con il telefonino.
:- ti hanno piu' rotto i coglioni i testimoni di geova?- La buttai la , simulando una conversazione leggera.- no, Gia non mi piacciono molto, poi , te l'ho detto, si era presentato quel tale, Fabio, che conoscevo tanti anni fa e che non ho mai frequentato. Aveva provato a dire che sarebbe ripassato ma credo abbia capito l'antifona.-
Meglio- dissi torturando il telecomando.
Il fine settimana trascorse monotono, senza nemmeno una chiavata.
Lunedì settai di nuovo il telefonino ma non successe niente e così anche Martedì. Chissà, pensai, forse davvero e' stata solo una sbandata...
Mercoledì invece crollo' il mondo, il mio almeno.
Alle dieci, mentre armeggiavo con un citofono in uno dei piccoli riquadri del telefonino vidi del movimento.
Cliccai per aprire l'immagine ed alzai il volume. Erano in piedi tutti e due e parlavano :- cacchio pero',Fabio, sei cocciuto , ti avevo chiesto di lasciarmi in pace...- hai ragione -disse lui- ma e' questo asino che non vuole sentire ragioni- nel pronunciare quella frase si era calato i pantaloni, felpati, semplici, e fece sventolare il suo cazzo.
Aurora resto' in silenzio poi, fissando quel cazzone mormorò: - si, me lo ricordo, e' sempre stato irrequieto lui- e nel dirlo lo aveva afferrato ed aveva cominciato a scappellarlo. Avevo il cuore in gola e il terrore di dover scoprire il resto.
Intanto Aurora si era seduta in pizzo al divano e aveva cominciato a lavorarsi quel paletto :- te li ho insegnati io questi pompini, te lo ricordi? - disse Fabio mentre muoveva il bacino. Lei rispondeva con dei suoni gutturali dovuti dalla bocca intasata.
Poi mollo' la presa e si sdraio' sul divano aprendo le gambe in maniera oscena :- lecca Fabio, lo ricordo, mi facevi impazzire- lui si tuffo' su quella fica e la divoro'. Dai rumori Aurora venne almeno due volte. Poi l'uomo guardo' Aurora e gli disse :- tu lo sai come piace a lui, vero?- lei non fiato'si giro' di spalle, porto' la vestaglia sulla schiena poi incredibilmente afferrò le sue chiappe e le allargo' oscenamente . Riuscivo anche io a vederle la fregna viola ed il buco del culo. Fabio si chino' di nuovo e affondò la faccia tra le sue chiappe leccando gli orifizi senza fare torti.
Mi veniva da piangere, avevo un nodo in gola ed il cazzo di marmo.
La scopo' per venti minuti buoni non tralasciando niente. Quella troia di mia moglie ansimava e sbuffava senza pause . Sentii Fabio mentre arrivava, l'aveva presa per i capelli e gli aveva piantato il cazzo fino ai coglioni. Immaginai una sborrata copiosa ed ebbi la conferma subito. Aveva sfilato il cazzo lasciando due crateri e quello del culo eruttava sborra incapace di chiudersi.
Poi Aurora fece quello che mi fece piu' male. Si giro', afferrò quel cazzo che le aveva dilatato gli intestini e se lo mise in bocca lucidandolo vorace. Ripensai a quanto era schizzinosa e maniaca dell' igiene, e a quanto era troia. Avevo registrato quasi tutto, avrei potuto agire ma non sapevo come fare. Decisi di prendere tempo e magari dormirci su. Nel frattempo i due si erano ricomposti ed erano vicino alla porta. Vidi Aurora cercare la bocca di lui e baciarlo sguaiata poi, non paga, calargli i pantaloni e baciare di nuovo il cazzo. Quando l'uomo uscì, Aurora stramazzo' sul letto e si fece un ditalino che la fece tremare tutta...continua
scritto il
2026-08-25
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