A Giulia piace duro

di
genere
incesti

'No, papi, cerca di capirmi!. Con te mi piace, ma vale la pena rischiare così tanto per una scopata?'
Ahi, Giulia si sta chiedendo se valgo la pena. Non è il massimo sentirselo dire dopo una scopata che ci hai quasi lasciato il cazzo. Si sta rivestendo in piedi accanto al letto. Ha il corpo giovane che mi fa sentire vecchio, uno schianto di ventenne che mi fa sentire porco.
Fa passare la testa nella magliettina e se la sistema tirandosela bene sulle tettine, mettendosi poi a posto le treccine rasta che le pendono dalla fronte. È in mutandine bianche e tshirt rossa. Si pente di quel che ha detto, si china, mi tira una poppata a due mani e torna sul letto. Si inginocchia seduta sul culetto, al mio fianco, con la mano chiusa sul mio cazzo. Io sono lungo e disteso dopo l'impegnativa scopata. 'Non incazzarti papi, lo sai anche tu che casino è se ci becca mamma! E per cosa?... La settimana scorsa è stata galattica, in motel col compagno di mamma, era pazzesco solo per questo,.. e tu sei...' Mi tira una poppata. 'È così anche per te, no? Oggi è stata una cosa normale. No, non voglio dire che... ma se andiamo avanti così ogni volta sarà meno, non so se mi capisci.'
No, mi spiace deluderla, ma oggi, ficcarla nel culetto col mio diciannove è stato esaltante come la prima volta. E sempre lo sarà.
La carezzo al fianco. 'Hey, non farti menate, piccola. Lo facciamo solo quando vuoi, mica...'
'Vedi che non mi capisci?.' Si risfila veloce gli slip e mi si mette sopra a smorzacandela. Goduria totale per la mia cintura pelvica. Spingo il bacino in su per innestarglielo bene tutto. Le sue chiappette morbide siedono sui miei coglioni. 'È così anche con Kai, cosa credi? Può diventare monotono anche con lui. Ci sta, è normale, ma tra noi non può, rischiamo troppo, e per cosa, una bella scopata?'
Si mette male male, mi sta confrontando con Kai, il venticinquenne di colore capace di sbattersela per l'intero pomeriggio. La stringo ai fianchi mentre mi si dondola sopra. Ha i fianchi strettissimi, quasi ci chiudo attorno le mani. Me la immagino impalata sul cazzo nero di Kai.
'Ti annoia anche Kai?'
Ride, si china avanti, mi lecca il viso. 'No, non mi annoia. È un animale...' Ondeggia più in fretta, ho ormai i coglioni zuppi, il cazzo annegato nella sua fighetta.
'Come ce l'ha?'
Si china, mi morde le labbra e il collo. 'Ce l'ha grosso che devo stare attenta.' Mi si contrae sul cazzo. 'Grosso che devo mettere asciugamani, mi fa pisciare quando m'incula.' Ha un tenerissimo orgasmo, mi s'incolla con ogni centimetro di pelle e freme debolmente. Mi morde il lobo dell'orecchio. 'Ce l'ha grosso che adesso voglio il tuo.'
La ribalto e la finisco tra le cosce, una zompata in figa che il mio diciannove non è mai stato così orgoglioso.

'Allora intesi!'
'Intesi su cosa?'
'Ma devo dirti proprio tutto?!! Sei tu l'uomo, inventati qualcosa...' e mi si addormenta.
Sto beato nudo sul mio letto con una favolosa ventenne addormentata sopra. Giulia è calda e sudata, profuma di sesso buono.
L'unico cruccio è che Giulia è la figlia di Lisa. La mia compagna.
Può essere un vero casino anche se la mia relazione con Lisa è parecchio libera. Lei ha sposato la carriera e in pratica si vive ognuno nella propria casa. Abbiamo iniziato tre anni fa scopando e ci si è avvicinati piano piano, ormai è obbligatorio fare le feste comandate insieme, andare in vacanza, vivere come se fossimo realmente una coppia. Io sono senza figli, lei ha Giulia che da settimana scorsa ha cominciato a chiamarmi papi, ma solo a letto, quando nessuno sa.
Giulia è furba, non le va di finire nei casini per una semplice scopata. Ho più di quarant'anni e mi scopo sua madre, Giulia ne trova a decine di bei ragazzi per una scopata... e ha già il suo Kai per il sesso animale. Quindi o la chiudiamo qui o alziamo l'asticella.
A Giulia piace il sesso duro.

S'è rivestita da cagnetta, i soliti calzoncini da infarto. Questa volta se ne va davvero.
Si sta mettendo il rossetto davanti allo specchio del bagno. Entro in bagno anch'io, sollevo la tavoletta e le tocco la spalla.
'Che c'è?' Abbassa lo sguardo e capisce subito. Sorride da monella e mi prende in mano l'uccello. Un'altra piccola delusione, Giulia me lo sostiene perfettamente, sa come far pisciare un uomo, sicuramente lo fa anche con Kai.
Sì, Kai l'ha svezzata bene, Giulia scrolla e si accovaccia a ginocchia aperte tra lavandino e bidè e me lo ciuccia moscio. Me lo sporca e lei dovrà poi correggersi il rossetto. Le tengo una mano sulla testa per non farla sbattere contro il lavabo. Ho l'uccello appoggiato sulla sua lingua, il piercing mi stimola l'ennesima reazione.
La tiro su per i capelli. Senza tacchi mi arriva appena alla spalla. Le sfioro il seno, leggerissimo, che la sento fremere.
E pizzico la maglietta, l'anellino al capezzolo. Si morde il labbro senza gemere. Insisto, la voglio sentire gemere, strizza forte gli occhi e gode. Lo mollo, adesso gioco col brillantino all'ombelico. Fa per levarsi la maglietta, è già pronta a spogliarsi un'altra volta.
Io però la giro verso lo specchio, le slaccio i calzoncini da troietta, il perizoma glielo strappo. S'è già messa a inculata sul lavabo. 'Fa' piano, papi, fa' piano.'
Fa' piano un cazzo e non ci credo nemmeno, lei lo vuole duro.
Il lavabo è robusto, incassa i colpi, i vicini penseranno che sto facendo lavori in casa. Il casino sarà poi ripulire lo specchio dal rossetto.

L'altro giorno era il giorno del suo ventesimo compleanno, festa grande con mamma, nonni, zii, amiche ed amici, tutti innamorati della mia monella. Kai le ha regalato una due giorni di sesso in una spa. Io me la sono cavata con una busta. Mi ha abbracciato e, piano, 'Sto diventando la tua mantenuta, papi, ahah!'
'No, i veri regali te li do tra qualche giorno.'
Ci troviamo di pomeriggio nel nostro baretto. Le consegno una scatoletta che potrebbe essere un gioiello. Scoppia a ridere, è un piccolo plug di metallo con incastonato un brillante di vetro turchese. 'Lo metto subito!'
Corre in bagno. Aspetto seduto, mi sembra che mi guardino con invidia. Torna la mia cagnetta, fighissima per tutti e loro non sanno che cos'ha infilato nel culetto.
Si siede con precauzione, ma si rilassa subito sulla sedia.
'Com'è?'
'È una sensazione strana, mi sento puttana,ahah.. e quello cos'è?'
Le passo l'altro regalo, un lungo pacchetto argento. 'È pesante, che cazzo sono, racchette per camminare?' Apre e tira fuori un lungo tubo di metallo lucido con dei tappi di plastica nera alle estremità. 'Cos'è, un bastone da majorette? Non dirmi che sei feticista, papi! Vuoi che mi vesta da cheerleader, ahah!'
'Guarda meglio.'
Dal fondo del lungo sacchetto pesca cinturini di pelle, ganci di metallo e il foglietto con le istruzioni. Non è una puttanella di primo pelo, ha già capito cos'è, ma io le spiego comunque. 'È un divaricatore regolabile, si aggancia alle caviglie per tenere le gambe bloccate... ma non solo.'
Giulia mi guarda allibita.
'...m'hai detto tu che dovevo inventarmi qualcosa.'
È rimasta senza saliva, ma cerca di fare la sbruffona. '… tu devi farti curare, papi!'
'A me piace questa.' Le indico un'illustrazione del foglietto, una donnina stilizzata incaprettata culo alto con polsi e caviglie legate all'asta. 'Pensa che figata... a figa aperta!'
Giulia la fissa in silenzio mordendosi il labbro. Negli occhi si accende la sua passione esibizionista. Giulia è una che si è fatta tatuare una stellina a cinque centimetri dalla figa.
Richiude tutto. 'Questo è meglio tenerlo da te, mamma ficca sempre il naso tra le mie cose.'
'Lo proviamo oggi?'
'… ma vai piano. Promettimelo, papi.' Si alza.
'Certo certo.' Con due dita le premo il plug e vado a pagare.
di
scritto il
2026-08-25
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