Il colloquio di lavoro
di
La Ragazza con i Louboutin
genere
etero
Quando raccontai a G della mia nuova fantasia erotica non pensavo potessi realizzarla veramente.
Avevo visto un video porno nel quale una bella ragazza si presentava ad un colloquio e finiva per scoparsi il potenziale datore di lavoro. La qualità del video era ottima e nonostante i protagonisti fossero attori porno, recitavano discretamente. La naturalezza e la sensualità con quale erano passati da una situazione professionale ad un turbinio di passione, sesso, amplessi e orgasmi mi aveva molto colpito ed intrigato.
Fantasticai all’idea di vivere un’esperienza erotica analoga, così stimolante ed eccitante. Sapevo tuttavia che sarebbe stato estremamente difficile che si creasse realmente una situazione simile. E poi non cercavo un nuovo lavoro!
Ne parlai a G per riderci su. Mi guardò tra il serio e il divertito e disse: “se veramente lo desideri, posso organizzarti un colloquio che potrebbe diventare molto piccante!”. Lo guardai perplessa.
Proseguì: “giorni fa parlavo con un amico, capo delle risorse umane di xxxx, un’azienda che si occupa di tessuti tecnologici nel settore sanitario con la quale sto lavorando per un progetto di ricerca. Stanno cercando una ragazza giovane, che abbia esperienza di vendita e organizzazione marketing, anche maturata in settori attigui, da affiancare al direttore vendite. Tu saresti un’ottima candidata!” “ma io non cerco un nuovo lavoro…” lo interruppi.
“Aspetta, fammi finire. . . il mio amico è un bell’uomo, sui 45 anni. Mi ha confidato che è molto attratto dalle giovani ragazze, belle, sexy e disinibite. Durante le interviste di lavoro ne incontra tante. Essendo un professionista serio non si è mai permesso di fare delle avances. . . ma se una di loro dimostrasse interesse nei suoi confronti. . . sarebbe tutta un’altra storia!”
Il messaggio era chiaro! La cosa iniziava ad intrigarmi . . . “e tu potresti farmi avere un colloquio con lui?!” “certo, se vuoi lo chiamo e organizzo…” lo guardai mordicchiandomi il labbro con malizia, messaggio molto chiaro che G conosceva perfettamente!
G mi fece fissare l’incontro, proponendomi al capo del personale come ottima candidata: giovane, preparata, empatica e soprattutto molto sexy. Federico, questo il suo nome, aveva gradito molto questa segnalazione.
Su suggerimento di G, fissammo il colloquio nel tardo pomeriggio, in modo che l’incontro si potesse eventualmente prolungare anche oltre l’orario di lavoro, senza gli occhi indiscreti degli altri dipendenti.
Ero molto indecisa cosa indossare, in fin dei conti si trattava di un colloquio di lavoro, quindi un’occasione formale. G mi tranquillizzò: “innanzi tutto a te non interessa veramente quel posto, quindi puoi tranquillamente osare. Sono certo che a Federico piacciano le donne che al lavoro vestono sexy ed eleganti al tempo stesso. . . del resto, come dargli torto!”
Mi aveva convinta! Decisi di indossare un elegante tailleur di fresco di lana grigio scuro, gonna e giacca, che avevo usato alcune volte per eventi aziendali. La gonna era aderente, corta, sopra il ginocchio. La giacca, una rivisitazione del doppio petto dal taglio molto femminile, era chiusa da una larga cinta in morbida pelle nera che rimarcava magnificamente il mio punto vita, oltre che il seno e il mio fondoschiena, grazie alla gonna aderente. Sotto la giacca misi una camicia di seta chiara, praticamente trasparente. . . ovviamente senza reggiseno. . . il decolté era coperto però dalla giacca. . . se tenuta allacciata!
Sotto al tailleur indossai una sensuale ‘guêpière ouverte’ di pizzo, quelle che lasciano il seno completamente libero, con il reggicalze incorporato che sosteneva delle calze velate nere.
Naturalmente i miei inseparabili altissimi stivali Louboutin. Capelli sciolti, girocollo di perle e rossetto leggero. Mi guardai allo specchio. L’effetto degli stivali neri in pelle morbida e aderente che salivano fino a metà coscia, sotto la gonna del tailleur, mi piaceva molto e facevano perfettamente pendant con la cintura di pelle nera della giacca. . . il tacco 14 sottile, il plateau elegante nascosto nella tomaia e la suola rossa conferivano infine una nota di sensualità ad un look che potrei definire da ‘sexy manager’. . . ero soddisfatta!!
G mi accompagnò. Salimmo. L’ufficio era all’ultimo piano di un palazzo moderno all’Eur (zona residenziale ma anche di uffici situata a Roma Sud). Francesca, la segretaria di Federico, ci accolse sorridente, conosceva G. Era una bella donna, sui quaranta. Anche lei indossava stivali alti sopra il ginocchio, di morbida pelle marrone, aderenti, tacco 10 circa, adatti alla gonna, anch’essa in pelle marrone, appena sopra il ginocchio.
Sapeva del colloquio. Mi guardò con attenzione soffermandosi sui miei stivali. “Louboutin?!” mi chiese sorridendo compiaciuta. Risposi di sì, ricambiando il sorriso. “molto belli e sensuali!” replicò guardando maliziosamente G.
Quei due non me la raccontavano tutta. . . Francesca entrò nella stanza del capo per avvisarlo del mio arrivo. Approfittai per chiedere a G se la segretaria fosse una delle donne che si era scopato prima di conoscermi. Lui rispose di sì, sorridendo maliziosamente. . . poi mi avrebbe raccontato tutto.
Francesca ci fece accomodare. Federico si alzò dalla scrivania, ci venne incontro per salutarci, guardandomi molto affascinato. “Ciao G, dunque questa bella ragazza è la Eli di cui mi hai parlato!” disse mentre mi stringeva la mano calorosamente. Era effettivamente un bell’uomo, castano, occhi verdi, elegante nel portamento e nei modi. Mi piaceva molto la sua voce, calda e sensuale.
“Se non hai bisogno di Francesca, te la rapisco e le offro un aperitivo al bar qui sotto, così facciamo due chiacchiere con calma, è tanto che non ci vediamo.” Disse G rivolgendosi ad entrambi. “andate pure, anzi, se tu Francesca non hai altro da fare per oggi puoi anche non risalire, ormai sono quasi le 18” rispose Federico con fare gentile. “Si, ho preparato tutto: le pratiche che mi avevi chiesto sono sulla mia scrivania. Gli appuntamenti della settimana sono su outlook. Allora approfitto dell’aperitivo per chiacchierare con G e poi vado direttamente a casa, grazie!” rispose Francesca. “io invece vi aspetto giù, al bar. . . fate con calma!” disse G guardandomi e sorridendo maliziosamente. Scaltro il mio G! Portava via la bella segretaria così avevo mano libera con Federico, senza rischi di essere interrotti!
Ero molto incuriosita e assorta dal pensiero di sapere cosa ci fosse stato tra G e Francesca. Federico mi fece però tornare al ‘hic et nunc’!
“Bene Eli, accomodati e raccontami di te, delle tue esperienze professionali, ma anche dei tuoi hobbies e passioni, sono molto utili per capire le persone, è importante sapere con chi si ha a che fare quando si seleziona una nuova risorsa. Naturalmente diamoci del tu, qui in azienda ci diamo tutti del tu, oltretutto ti ha presentato un amico!” Disse amabilmente Federico facendo cenno di accomodarmi in una delle due larghe poltrone di fianco alla scrivania, per rendere meno formale il colloquio.
Mi sedetti accavallando sensualmente le gambe. Inevitabilmente la gonna salì scoprendo le cosce, mettendo in evidenza le calze agganciate alla guêpière che sporgevano dagli stivali. Federico sgranò gli occhi, visibilmente colpito. Cercava di guardarmi in viso, ma non riusciva a non tornare con la coda dell’occhio sulle mie cosce e sugli stivali. Stavo giocando come il gatto con il topo. . . e la preda era lui!
Ero molto intrigata, quell’uomo mi piaceva. Chissà se sarebbe stato all’altezza delle mie aspettative! Prima però volevo vedere fino a che punto sarei stata capace di recitare la parte, sostenendo un vero colloquio di lavoro. Iniziai a parlare delle mie esperienze di lavoro, lo studio, i miei hobbies, le amicizie. Sottolineai che non ero fidanzata né sposata. Lui mi fece varie domande, professionali e personali.
La recita andò avanti una decina di minuti, tra sorrisi e sguardi ammiccanti. I suoi occhi cadevano spesso sul mio decolté, che si intravvedeva dall’apertura della giacca attraverso la camicia trasparente e sulle mie cosce con calze e stivali che mostravo sempre di più invertendo spesso l’accavallamento delle gambe. Dal punto di vista professionale avevo la sensazione di essere stata brava, sembrava cercassero proprio una figura come la mia. . . probabilmente mi avrebbe assunta!
Ma non ero lì per quello! Come mi aveva detto G, Federico era molto serio e professionale, non avrebbe mai fatto il primo passo, nonostante fosse visibilmente attratto da me. Decisi di andare all’attacco. Allentai la cinta della giacca aprendola, quel tanto che bastava a far vedere bene i mei capezzoli attraverso la camicia di seta trasparente. Rimase ammutolito.
“Ti piacciono i miei stivali?!” dissi a bruciapelo “…ho visto che li guardi spesso!” aggiunsi sorridendo maliziosamente. “Stivali?! . . . ma si certo. . . sono molto belli e sensuali!” rispose dopo un attimo di esitazione e stupore. “sono anche molto morbidi e piacevoli al tatto. . . vuoi accarezzarli?!” dissi io con un’espressione da gatta in calore.
Mi alzai e mi misi di fronte a lui, tra le sue gambe. Sollevai la gonna con movimenti lenti e sensuali scoprendo le gambe per mostrare meglio i mei splendidi Louboutin. “Tocca pure, non mordono!” aggiunsi. Alzò timidamente il braccio e poggiò la mano all’altezza del ginocchio accarezzando lo stivale. “Puoi usare entrambe le mani. . . ecco, così sono più vicini!” dissi appoggiando il piede sulla poltrona, in mezzo alle sue gambe. Era visibilmente emozionato ma anche eccitato. Mi stuzzicava da morire il pensiero di essere lì, vivendo realmente la situazione di quel video porno, sul quale avevo tanto fantasticato, desiderandola ardentemente.
Mi accarezzava piacevolmente la gamba, sentivo la pressione delle sue forti mani sulla mia pelle attraverso gli stivali. Mi piaceva molto quella sensazione. Alzai il piede e poggiai il tacco e la suola sul suo pacco. Era eccitato! Sentivo chiaramente il suo cazzo già duro. . . e sembrava anche di notevoli dimensioni! “Sento che ti piacciono molto i miei stivali!” dissi sorridendo maliziosamente mentre gli tastavo il pene e i testicoli, anche loro sembravano belli grossi.
“Veramente mi piace tutto di te. . . non immaginavo che potesse accadere, con una ragazza bella e sensuale come te!” sapevo a cosa si riferisse! “anch’io sognavo di farlo durante un colloquio di lavoro, con un bell’uomo come te!” replicai sorridendo. Si stava finalmente sciogliendo.
L’imbarazzo stava lasciando il posto al desiderio. Mi accarezzò le cosce salendo sotto la gonna. Afferrò le natiche e le palpò, poi passò davanti accorgendosi che non portavo le mutandine. “ah però!” esclamò sorpreso. Ero già bagnata.
Quell’uomo mi attizzava tanto. Lo feci alzare. Lo baciai con passione e ardore, cercando le sue labbra e la sua lingua, mentre con la mano lo palpavo tra le gambe. Lui rispose con altrettanto ardore al mio bacio. Mi accarezzava il seno, le natiche, poi davanti, la fica e il clitoride con delicatezza e sensualità.
Mi tolsi la giacca, sfilai la camicia e feci cadere a terra la gonna.
La sensuale guêpière mostrava ed evidenziava il mio seno nudo. Gli altissimi stivali slanciavano la mia figura, rendendomi sexy e accattivante. Assunsi una posizione lasciva, con uno sguardo provocante, ammiccante e libidinoso. . . vidi un lampo di stupore misto ad eccitazione attraversare gli occhi di Federico …
Mi inchinai e gli slacciai i pantaloni facendoli cadere a terra. Gli abbassai gli slip e tirai fuori il suo cazzo. . . e che magnifico cazzo! Grosso e largo, con una notevole cappella. . . già duro! Lo presi in bocca succhiandolo e leccandolo con desiderio e libidine. Era delizioso ed eccitante, lo leccavo su e giù, scendevo fino ai testicoli, che erano effettivamente assai grandi, li mordicchiavo e li leccavo, per poi tornare nuovamente su, leccandoglielo tutto fino alla cappella, mentre lo masturbavo.
Lo presi in bocca succhiandolo e facendolo arrivare fino in gola. . . non entrava tutto. . . Federico mi spingeva la nuca per infilarlo di più. Capì che non poteva spingere oltre senza soffocarmi. Era un vero gentleman. . . rispettoso delle donne. . . rallentò, facendolo quasi uscire e riprese ad accompagnare il movimento della mia testa solo fino a dove sentiva che poteva arrivare, dolcemente, lasciandomi respirare. Era stupendo. Quella enorme mazza mi riempiva meravigliosamente. La sentivo contrarsi e vibrare dal piacere mentre mi scopava la bocca.
Godeva, ma era troppo presto per farlo venire! Mi alzai continuando a masturbarlo lentamente, gli diedi un bacio in bocca e lo feci sedere. “adesso voglio il tuo magnifico cazzo tutto dentro di me!” Aprii la borsetta che avevo posato sulla poltrona accanto e presi uno dei preservativi che mi ero portata, temendo che in ufficio Federico non li tenesse. Scelsi la taglia extra large! Lo appoggiai sulla sua larga cappella e glielo infilai srotolandolo con le labbra, leccandogli con gusto la cappella e il cazzo mentre entrava nella mia bocca.
Mi misi a cavallo sopra le sue gambe, afferrai la sua cappella e l’appoggiai sulla mia fica massaggiandola per qualche secondo. La infilai. Sentivo il suo grosso glande entrare poderoso dentro di me. Solleticava meravigliosamente la mia vagina. Scesi molto lentamente per godermi quella bellissima ed eccitante penetrazione. Ero bagnatissima, il suo cazzo entrò tutto, andai giù fino a sentire i suoi grossi testicoli sulle mie natiche. Gli misi le braccia intorno al collo, lo baciai con passione e desiderio ed iniziai a galoppare, con il suo superbo cazzo dentro di me.
La mia eccitazione cresceva sempre di più, andavo su e giù come un’amazzone lanciata al galoppo.
Federico accompagnava magnificamente i miei movimenti con colpi pelvici in perfetta sincronia, stringendomi per le natiche. Lo sentivo tutto dentro di me, era spettacolare. . . stavo godendo immensamente. Mi accarezzò e palpò le tette stuzzicando i capezzoli, già duri come chiodi. Poi con una mano scese in basso, solleticandomi il clitoride. Che magnifico maschio! Sapeva proprio farmi godere! Riuscì a mettermi anche due dita nel culo. . . non capivo più nulla. . . il mio corpo e la mia mente erano completamente rapiti dall’estasi. . . ansimavo travolta dai fremiti di piacere che imperversavano in tutto il mio corpo.
E venni. . . un orgasmo intenso e coinvolgente, accompagnato da un potente squirt e da un urlo liberatorio. . . Mi accasciai su di lui qualche secondo per riprendere fiato.
“Sei fantastica, è uno spettacolo meraviglioso sentirti godere!” “merito tuo, caro, hai un cazzo spettacolare e sei bravissimo ad eccitarmi!” replicai appena ripresi fiato. Sentivo ancora il suo membro duro dentro di me, fortunatamente non era venuto! “e duri anche tanto!” aggiunsi sorridendo.
L’eccitazione e il desiderio stavano ritornando prepotentemente. Mi alzai, glielo presi in mano constatando quanto ancora fosse grosso e duro.
“Voglio il tuo stupendo cazzo nel mio culo!” gli dissi andando verso la sua scrivania sculettando con maliziosa civetteria. Spostai alcune carte e mi sdraiai di schiena sollevando le gambe. Iniziai a toccarmi oscenamente la fica e l’ano, mentre mi mordicchiavo il labbro con uno sguardo da vera porca affamata di cazzo.
Federico si avvicinò, si abbassò tenendo il mio sedere sollevato ed iniziò a leccarmi deliziosamente l’ano. Ci infilò un dito, poi un altro, ed iniziò a masturbarmelo. Era bravissimo. . . stavo godendo di nuovo. Quando sentì il mio sfintere pronto e rilassato si alzò, appoggiò il suo cazzo sull’orifizio. Un delicato massaggio con la sua grossa cappella e poi lo spinse dentro, con forza, velocemente, senza darmi nemmeno il tempo di lamentarmi per il dolore. . . che si trasformò subito in piacere.
Era tutto dentro. Che magnifica sensazione! Iniziò a stantuffarmi, lentamente. Appoggiai i talloni, sulle sue spalle. Mi accarezzava le gambe provocando piacevoli brividi sulla mia pelle, attraverso quella degli stivali. Prese una caviglia portando il tacco dello stivale in bocca. Lo leccò e lo succhiò.
Il suo inaspettato gesto di riverenza e sottomissione mi eccitò tremendamente! “ti piacciono veramente i miei stivali!” “mi fanno impazzire! Sei arrapante da morire!” Continuò a succhiarmi il tacco dello stivale mentre aumentava il ritmo degli stantuffi nel mio culo.
Mi prese per le anche spingendo sempre più forte. Mi penetrò con due dita la fica bagnatissima mentre col pollice mi masturbava il clitoride. Ero di nuovo al settimo cielo. . . mi sembrava di avere due cazzi dentro di me, uno enorme nel culo e un altro davanti che mi dava un piacere infinito.
Appoggiai i piedi sul suo petto, stuzzicando i suoi capezzoli con i tacchi degli stivali . . . era molto eccitato anche lui “sei una maiala fantastica!” “tu sei fantastico…!” riuscii a replicare a malapena mentre ansimavo dal piacere. Il mio corpo era nuovamente in balia di ondate di piacere travolgenti ed intense. Ogni mia cellula fremeva, attraversata dalla marea dell’estasi. Ero totalmente presa, nella mente e nel corpo. Sentii l’orgasmo salire impetuoso e prendere prepotentemente il sopravvento su tutti i miei sensi. . . la vista e la mente erano offuscate. . . un ultimo colpo del suo potente cazzo, una sensuale carezza al clitoride ed esplose inarrestabile. . . venni. . . urlando di piacere e squirtando di nuovo copiosamente. . .
Fortunatamente ero sdraiata sul tavolo. . . se fossi stata in piedi avrei sicuramente barcollato!
Federico si sfilò delicatamente e mi aiutò ad alzarmi, appena ripresi il fiato.
Una volta in piedi lo baciai con passione prendendo in mano il suo meraviglioso cazzo “ma sei ancora così?!” era ancora grosso e duro come il marmo.
Lo feci sdraiare di schiena sulla grande scrivania, sembrava molto robusta. Salii sopra di lui e mi misi a 69. Gli tolsi il profilattico ed iniziai a succhiargli il cazzo, con passione e voluttà. Leccai la sua enorme cappella con la punta della lingua mentre con le labbra la cingevo e la succhiavo . . . lo masturbavo mentre succhiavo, leccavo e mordicchiavo i suoi grossi testicoli, con gusto e desiderio.
Federico a sua volta mi leccava magnificamente la fica, dentro e fuori, compreso il clitoride. Ero di nuovo eccitata. Mi masturbava deliziosamente culo e fica con le dita. . . era bravissimo, ero pronta ad avere un altro orgasmo. . . mi concentrai su di lui. . .
Sentivo il suo cazzo pulsare, percepivo le contrazioni che anticipano l’eiaculazione. . . mi piaceva da morire . . . tra le mie gambe Federico era fenomenale con la sua lingua sinuosa e con le dita . . . stavo di nuovo gemendo e ansimando dal piacere…
Volevo godere insieme a lui. . . sentii le sue ultime intense contrazioni. . . eccolo! Stava venendo . . . lo schizzo arrivò, potente e copioso, accompagnato da altri due fiotti che mi riempirono la bocca del suo delizioso nettare fino in gola.
Feci appena in tempo a deglutire il suo sperma . . . anch’io venni, di nuovo. . . un bell’orgasmo. . . un po’ meno intenso dei precedenti, ma sempre squisitamente appagante! Rimasi qualche secondo in quella posizione per leccare con dovizia tutto il suo splendido membro, non volevo sprecare nessuna goccia del suo sperma!
Ci alzammo, ci baciammo e ci rivestimmo.
“E per la selezione di lavoro? . . . a prescindere dalla meravigliosa scopata, tu per me sei qualificata ed idonea per questa posizione!” disse Federico che stava rientrando nel suo ruolo professionale.
“Ti ringrazio, sono molto soddisfatta e onorata che tu abbia apprezzato le mie qualità e capacità, anche professionali, ma in realtà non cerco un nuovo posto di lavoro. . . è giusto che lo ottenga una ragazza che ne ha bisogno. Certo, sarà difficile valutarne un’altra. . . ora che hai conosciuto me!!” dissi ridendo con malizia.
Federico rispose con un sorriso e ci avviammo all’uscita per raggiungere G che ci aspettava al bar. Non vedevo l’ora di raccontargli tutto, quanto avevo goduto, come ero stata porca e soprattutto ringraziarlo per avermi fatto conoscere e scopare Federico!
Avevo visto un video porno nel quale una bella ragazza si presentava ad un colloquio e finiva per scoparsi il potenziale datore di lavoro. La qualità del video era ottima e nonostante i protagonisti fossero attori porno, recitavano discretamente. La naturalezza e la sensualità con quale erano passati da una situazione professionale ad un turbinio di passione, sesso, amplessi e orgasmi mi aveva molto colpito ed intrigato.
Fantasticai all’idea di vivere un’esperienza erotica analoga, così stimolante ed eccitante. Sapevo tuttavia che sarebbe stato estremamente difficile che si creasse realmente una situazione simile. E poi non cercavo un nuovo lavoro!
Ne parlai a G per riderci su. Mi guardò tra il serio e il divertito e disse: “se veramente lo desideri, posso organizzarti un colloquio che potrebbe diventare molto piccante!”. Lo guardai perplessa.
Proseguì: “giorni fa parlavo con un amico, capo delle risorse umane di xxxx, un’azienda che si occupa di tessuti tecnologici nel settore sanitario con la quale sto lavorando per un progetto di ricerca. Stanno cercando una ragazza giovane, che abbia esperienza di vendita e organizzazione marketing, anche maturata in settori attigui, da affiancare al direttore vendite. Tu saresti un’ottima candidata!” “ma io non cerco un nuovo lavoro…” lo interruppi.
“Aspetta, fammi finire. . . il mio amico è un bell’uomo, sui 45 anni. Mi ha confidato che è molto attratto dalle giovani ragazze, belle, sexy e disinibite. Durante le interviste di lavoro ne incontra tante. Essendo un professionista serio non si è mai permesso di fare delle avances. . . ma se una di loro dimostrasse interesse nei suoi confronti. . . sarebbe tutta un’altra storia!”
Il messaggio era chiaro! La cosa iniziava ad intrigarmi . . . “e tu potresti farmi avere un colloquio con lui?!” “certo, se vuoi lo chiamo e organizzo…” lo guardai mordicchiandomi il labbro con malizia, messaggio molto chiaro che G conosceva perfettamente!
G mi fece fissare l’incontro, proponendomi al capo del personale come ottima candidata: giovane, preparata, empatica e soprattutto molto sexy. Federico, questo il suo nome, aveva gradito molto questa segnalazione.
Su suggerimento di G, fissammo il colloquio nel tardo pomeriggio, in modo che l’incontro si potesse eventualmente prolungare anche oltre l’orario di lavoro, senza gli occhi indiscreti degli altri dipendenti.
Ero molto indecisa cosa indossare, in fin dei conti si trattava di un colloquio di lavoro, quindi un’occasione formale. G mi tranquillizzò: “innanzi tutto a te non interessa veramente quel posto, quindi puoi tranquillamente osare. Sono certo che a Federico piacciano le donne che al lavoro vestono sexy ed eleganti al tempo stesso. . . del resto, come dargli torto!”
Mi aveva convinta! Decisi di indossare un elegante tailleur di fresco di lana grigio scuro, gonna e giacca, che avevo usato alcune volte per eventi aziendali. La gonna era aderente, corta, sopra il ginocchio. La giacca, una rivisitazione del doppio petto dal taglio molto femminile, era chiusa da una larga cinta in morbida pelle nera che rimarcava magnificamente il mio punto vita, oltre che il seno e il mio fondoschiena, grazie alla gonna aderente. Sotto la giacca misi una camicia di seta chiara, praticamente trasparente. . . ovviamente senza reggiseno. . . il decolté era coperto però dalla giacca. . . se tenuta allacciata!
Sotto al tailleur indossai una sensuale ‘guêpière ouverte’ di pizzo, quelle che lasciano il seno completamente libero, con il reggicalze incorporato che sosteneva delle calze velate nere.
Naturalmente i miei inseparabili altissimi stivali Louboutin. Capelli sciolti, girocollo di perle e rossetto leggero. Mi guardai allo specchio. L’effetto degli stivali neri in pelle morbida e aderente che salivano fino a metà coscia, sotto la gonna del tailleur, mi piaceva molto e facevano perfettamente pendant con la cintura di pelle nera della giacca. . . il tacco 14 sottile, il plateau elegante nascosto nella tomaia e la suola rossa conferivano infine una nota di sensualità ad un look che potrei definire da ‘sexy manager’. . . ero soddisfatta!!
G mi accompagnò. Salimmo. L’ufficio era all’ultimo piano di un palazzo moderno all’Eur (zona residenziale ma anche di uffici situata a Roma Sud). Francesca, la segretaria di Federico, ci accolse sorridente, conosceva G. Era una bella donna, sui quaranta. Anche lei indossava stivali alti sopra il ginocchio, di morbida pelle marrone, aderenti, tacco 10 circa, adatti alla gonna, anch’essa in pelle marrone, appena sopra il ginocchio.
Sapeva del colloquio. Mi guardò con attenzione soffermandosi sui miei stivali. “Louboutin?!” mi chiese sorridendo compiaciuta. Risposi di sì, ricambiando il sorriso. “molto belli e sensuali!” replicò guardando maliziosamente G.
Quei due non me la raccontavano tutta. . . Francesca entrò nella stanza del capo per avvisarlo del mio arrivo. Approfittai per chiedere a G se la segretaria fosse una delle donne che si era scopato prima di conoscermi. Lui rispose di sì, sorridendo maliziosamente. . . poi mi avrebbe raccontato tutto.
Francesca ci fece accomodare. Federico si alzò dalla scrivania, ci venne incontro per salutarci, guardandomi molto affascinato. “Ciao G, dunque questa bella ragazza è la Eli di cui mi hai parlato!” disse mentre mi stringeva la mano calorosamente. Era effettivamente un bell’uomo, castano, occhi verdi, elegante nel portamento e nei modi. Mi piaceva molto la sua voce, calda e sensuale.
“Se non hai bisogno di Francesca, te la rapisco e le offro un aperitivo al bar qui sotto, così facciamo due chiacchiere con calma, è tanto che non ci vediamo.” Disse G rivolgendosi ad entrambi. “andate pure, anzi, se tu Francesca non hai altro da fare per oggi puoi anche non risalire, ormai sono quasi le 18” rispose Federico con fare gentile. “Si, ho preparato tutto: le pratiche che mi avevi chiesto sono sulla mia scrivania. Gli appuntamenti della settimana sono su outlook. Allora approfitto dell’aperitivo per chiacchierare con G e poi vado direttamente a casa, grazie!” rispose Francesca. “io invece vi aspetto giù, al bar. . . fate con calma!” disse G guardandomi e sorridendo maliziosamente. Scaltro il mio G! Portava via la bella segretaria così avevo mano libera con Federico, senza rischi di essere interrotti!
Ero molto incuriosita e assorta dal pensiero di sapere cosa ci fosse stato tra G e Francesca. Federico mi fece però tornare al ‘hic et nunc’!
“Bene Eli, accomodati e raccontami di te, delle tue esperienze professionali, ma anche dei tuoi hobbies e passioni, sono molto utili per capire le persone, è importante sapere con chi si ha a che fare quando si seleziona una nuova risorsa. Naturalmente diamoci del tu, qui in azienda ci diamo tutti del tu, oltretutto ti ha presentato un amico!” Disse amabilmente Federico facendo cenno di accomodarmi in una delle due larghe poltrone di fianco alla scrivania, per rendere meno formale il colloquio.
Mi sedetti accavallando sensualmente le gambe. Inevitabilmente la gonna salì scoprendo le cosce, mettendo in evidenza le calze agganciate alla guêpière che sporgevano dagli stivali. Federico sgranò gli occhi, visibilmente colpito. Cercava di guardarmi in viso, ma non riusciva a non tornare con la coda dell’occhio sulle mie cosce e sugli stivali. Stavo giocando come il gatto con il topo. . . e la preda era lui!
Ero molto intrigata, quell’uomo mi piaceva. Chissà se sarebbe stato all’altezza delle mie aspettative! Prima però volevo vedere fino a che punto sarei stata capace di recitare la parte, sostenendo un vero colloquio di lavoro. Iniziai a parlare delle mie esperienze di lavoro, lo studio, i miei hobbies, le amicizie. Sottolineai che non ero fidanzata né sposata. Lui mi fece varie domande, professionali e personali.
La recita andò avanti una decina di minuti, tra sorrisi e sguardi ammiccanti. I suoi occhi cadevano spesso sul mio decolté, che si intravvedeva dall’apertura della giacca attraverso la camicia trasparente e sulle mie cosce con calze e stivali che mostravo sempre di più invertendo spesso l’accavallamento delle gambe. Dal punto di vista professionale avevo la sensazione di essere stata brava, sembrava cercassero proprio una figura come la mia. . . probabilmente mi avrebbe assunta!
Ma non ero lì per quello! Come mi aveva detto G, Federico era molto serio e professionale, non avrebbe mai fatto il primo passo, nonostante fosse visibilmente attratto da me. Decisi di andare all’attacco. Allentai la cinta della giacca aprendola, quel tanto che bastava a far vedere bene i mei capezzoli attraverso la camicia di seta trasparente. Rimase ammutolito.
“Ti piacciono i miei stivali?!” dissi a bruciapelo “…ho visto che li guardi spesso!” aggiunsi sorridendo maliziosamente. “Stivali?! . . . ma si certo. . . sono molto belli e sensuali!” rispose dopo un attimo di esitazione e stupore. “sono anche molto morbidi e piacevoli al tatto. . . vuoi accarezzarli?!” dissi io con un’espressione da gatta in calore.
Mi alzai e mi misi di fronte a lui, tra le sue gambe. Sollevai la gonna con movimenti lenti e sensuali scoprendo le gambe per mostrare meglio i mei splendidi Louboutin. “Tocca pure, non mordono!” aggiunsi. Alzò timidamente il braccio e poggiò la mano all’altezza del ginocchio accarezzando lo stivale. “Puoi usare entrambe le mani. . . ecco, così sono più vicini!” dissi appoggiando il piede sulla poltrona, in mezzo alle sue gambe. Era visibilmente emozionato ma anche eccitato. Mi stuzzicava da morire il pensiero di essere lì, vivendo realmente la situazione di quel video porno, sul quale avevo tanto fantasticato, desiderandola ardentemente.
Mi accarezzava piacevolmente la gamba, sentivo la pressione delle sue forti mani sulla mia pelle attraverso gli stivali. Mi piaceva molto quella sensazione. Alzai il piede e poggiai il tacco e la suola sul suo pacco. Era eccitato! Sentivo chiaramente il suo cazzo già duro. . . e sembrava anche di notevoli dimensioni! “Sento che ti piacciono molto i miei stivali!” dissi sorridendo maliziosamente mentre gli tastavo il pene e i testicoli, anche loro sembravano belli grossi.
“Veramente mi piace tutto di te. . . non immaginavo che potesse accadere, con una ragazza bella e sensuale come te!” sapevo a cosa si riferisse! “anch’io sognavo di farlo durante un colloquio di lavoro, con un bell’uomo come te!” replicai sorridendo. Si stava finalmente sciogliendo.
L’imbarazzo stava lasciando il posto al desiderio. Mi accarezzò le cosce salendo sotto la gonna. Afferrò le natiche e le palpò, poi passò davanti accorgendosi che non portavo le mutandine. “ah però!” esclamò sorpreso. Ero già bagnata.
Quell’uomo mi attizzava tanto. Lo feci alzare. Lo baciai con passione e ardore, cercando le sue labbra e la sua lingua, mentre con la mano lo palpavo tra le gambe. Lui rispose con altrettanto ardore al mio bacio. Mi accarezzava il seno, le natiche, poi davanti, la fica e il clitoride con delicatezza e sensualità.
Mi tolsi la giacca, sfilai la camicia e feci cadere a terra la gonna.
La sensuale guêpière mostrava ed evidenziava il mio seno nudo. Gli altissimi stivali slanciavano la mia figura, rendendomi sexy e accattivante. Assunsi una posizione lasciva, con uno sguardo provocante, ammiccante e libidinoso. . . vidi un lampo di stupore misto ad eccitazione attraversare gli occhi di Federico …
Mi inchinai e gli slacciai i pantaloni facendoli cadere a terra. Gli abbassai gli slip e tirai fuori il suo cazzo. . . e che magnifico cazzo! Grosso e largo, con una notevole cappella. . . già duro! Lo presi in bocca succhiandolo e leccandolo con desiderio e libidine. Era delizioso ed eccitante, lo leccavo su e giù, scendevo fino ai testicoli, che erano effettivamente assai grandi, li mordicchiavo e li leccavo, per poi tornare nuovamente su, leccandoglielo tutto fino alla cappella, mentre lo masturbavo.
Lo presi in bocca succhiandolo e facendolo arrivare fino in gola. . . non entrava tutto. . . Federico mi spingeva la nuca per infilarlo di più. Capì che non poteva spingere oltre senza soffocarmi. Era un vero gentleman. . . rispettoso delle donne. . . rallentò, facendolo quasi uscire e riprese ad accompagnare il movimento della mia testa solo fino a dove sentiva che poteva arrivare, dolcemente, lasciandomi respirare. Era stupendo. Quella enorme mazza mi riempiva meravigliosamente. La sentivo contrarsi e vibrare dal piacere mentre mi scopava la bocca.
Godeva, ma era troppo presto per farlo venire! Mi alzai continuando a masturbarlo lentamente, gli diedi un bacio in bocca e lo feci sedere. “adesso voglio il tuo magnifico cazzo tutto dentro di me!” Aprii la borsetta che avevo posato sulla poltrona accanto e presi uno dei preservativi che mi ero portata, temendo che in ufficio Federico non li tenesse. Scelsi la taglia extra large! Lo appoggiai sulla sua larga cappella e glielo infilai srotolandolo con le labbra, leccandogli con gusto la cappella e il cazzo mentre entrava nella mia bocca.
Mi misi a cavallo sopra le sue gambe, afferrai la sua cappella e l’appoggiai sulla mia fica massaggiandola per qualche secondo. La infilai. Sentivo il suo grosso glande entrare poderoso dentro di me. Solleticava meravigliosamente la mia vagina. Scesi molto lentamente per godermi quella bellissima ed eccitante penetrazione. Ero bagnatissima, il suo cazzo entrò tutto, andai giù fino a sentire i suoi grossi testicoli sulle mie natiche. Gli misi le braccia intorno al collo, lo baciai con passione e desiderio ed iniziai a galoppare, con il suo superbo cazzo dentro di me.
La mia eccitazione cresceva sempre di più, andavo su e giù come un’amazzone lanciata al galoppo.
Federico accompagnava magnificamente i miei movimenti con colpi pelvici in perfetta sincronia, stringendomi per le natiche. Lo sentivo tutto dentro di me, era spettacolare. . . stavo godendo immensamente. Mi accarezzò e palpò le tette stuzzicando i capezzoli, già duri come chiodi. Poi con una mano scese in basso, solleticandomi il clitoride. Che magnifico maschio! Sapeva proprio farmi godere! Riuscì a mettermi anche due dita nel culo. . . non capivo più nulla. . . il mio corpo e la mia mente erano completamente rapiti dall’estasi. . . ansimavo travolta dai fremiti di piacere che imperversavano in tutto il mio corpo.
E venni. . . un orgasmo intenso e coinvolgente, accompagnato da un potente squirt e da un urlo liberatorio. . . Mi accasciai su di lui qualche secondo per riprendere fiato.
“Sei fantastica, è uno spettacolo meraviglioso sentirti godere!” “merito tuo, caro, hai un cazzo spettacolare e sei bravissimo ad eccitarmi!” replicai appena ripresi fiato. Sentivo ancora il suo membro duro dentro di me, fortunatamente non era venuto! “e duri anche tanto!” aggiunsi sorridendo.
L’eccitazione e il desiderio stavano ritornando prepotentemente. Mi alzai, glielo presi in mano constatando quanto ancora fosse grosso e duro.
“Voglio il tuo stupendo cazzo nel mio culo!” gli dissi andando verso la sua scrivania sculettando con maliziosa civetteria. Spostai alcune carte e mi sdraiai di schiena sollevando le gambe. Iniziai a toccarmi oscenamente la fica e l’ano, mentre mi mordicchiavo il labbro con uno sguardo da vera porca affamata di cazzo.
Federico si avvicinò, si abbassò tenendo il mio sedere sollevato ed iniziò a leccarmi deliziosamente l’ano. Ci infilò un dito, poi un altro, ed iniziò a masturbarmelo. Era bravissimo. . . stavo godendo di nuovo. Quando sentì il mio sfintere pronto e rilassato si alzò, appoggiò il suo cazzo sull’orifizio. Un delicato massaggio con la sua grossa cappella e poi lo spinse dentro, con forza, velocemente, senza darmi nemmeno il tempo di lamentarmi per il dolore. . . che si trasformò subito in piacere.
Era tutto dentro. Che magnifica sensazione! Iniziò a stantuffarmi, lentamente. Appoggiai i talloni, sulle sue spalle. Mi accarezzava le gambe provocando piacevoli brividi sulla mia pelle, attraverso quella degli stivali. Prese una caviglia portando il tacco dello stivale in bocca. Lo leccò e lo succhiò.
Il suo inaspettato gesto di riverenza e sottomissione mi eccitò tremendamente! “ti piacciono veramente i miei stivali!” “mi fanno impazzire! Sei arrapante da morire!” Continuò a succhiarmi il tacco dello stivale mentre aumentava il ritmo degli stantuffi nel mio culo.
Mi prese per le anche spingendo sempre più forte. Mi penetrò con due dita la fica bagnatissima mentre col pollice mi masturbava il clitoride. Ero di nuovo al settimo cielo. . . mi sembrava di avere due cazzi dentro di me, uno enorme nel culo e un altro davanti che mi dava un piacere infinito.
Appoggiai i piedi sul suo petto, stuzzicando i suoi capezzoli con i tacchi degli stivali . . . era molto eccitato anche lui “sei una maiala fantastica!” “tu sei fantastico…!” riuscii a replicare a malapena mentre ansimavo dal piacere. Il mio corpo era nuovamente in balia di ondate di piacere travolgenti ed intense. Ogni mia cellula fremeva, attraversata dalla marea dell’estasi. Ero totalmente presa, nella mente e nel corpo. Sentii l’orgasmo salire impetuoso e prendere prepotentemente il sopravvento su tutti i miei sensi. . . la vista e la mente erano offuscate. . . un ultimo colpo del suo potente cazzo, una sensuale carezza al clitoride ed esplose inarrestabile. . . venni. . . urlando di piacere e squirtando di nuovo copiosamente. . .
Fortunatamente ero sdraiata sul tavolo. . . se fossi stata in piedi avrei sicuramente barcollato!
Federico si sfilò delicatamente e mi aiutò ad alzarmi, appena ripresi il fiato.
Una volta in piedi lo baciai con passione prendendo in mano il suo meraviglioso cazzo “ma sei ancora così?!” era ancora grosso e duro come il marmo.
Lo feci sdraiare di schiena sulla grande scrivania, sembrava molto robusta. Salii sopra di lui e mi misi a 69. Gli tolsi il profilattico ed iniziai a succhiargli il cazzo, con passione e voluttà. Leccai la sua enorme cappella con la punta della lingua mentre con le labbra la cingevo e la succhiavo . . . lo masturbavo mentre succhiavo, leccavo e mordicchiavo i suoi grossi testicoli, con gusto e desiderio.
Federico a sua volta mi leccava magnificamente la fica, dentro e fuori, compreso il clitoride. Ero di nuovo eccitata. Mi masturbava deliziosamente culo e fica con le dita. . . era bravissimo, ero pronta ad avere un altro orgasmo. . . mi concentrai su di lui. . .
Sentivo il suo cazzo pulsare, percepivo le contrazioni che anticipano l’eiaculazione. . . mi piaceva da morire . . . tra le mie gambe Federico era fenomenale con la sua lingua sinuosa e con le dita . . . stavo di nuovo gemendo e ansimando dal piacere…
Volevo godere insieme a lui. . . sentii le sue ultime intense contrazioni. . . eccolo! Stava venendo . . . lo schizzo arrivò, potente e copioso, accompagnato da altri due fiotti che mi riempirono la bocca del suo delizioso nettare fino in gola.
Feci appena in tempo a deglutire il suo sperma . . . anch’io venni, di nuovo. . . un bell’orgasmo. . . un po’ meno intenso dei precedenti, ma sempre squisitamente appagante! Rimasi qualche secondo in quella posizione per leccare con dovizia tutto il suo splendido membro, non volevo sprecare nessuna goccia del suo sperma!
Ci alzammo, ci baciammo e ci rivestimmo.
“E per la selezione di lavoro? . . . a prescindere dalla meravigliosa scopata, tu per me sei qualificata ed idonea per questa posizione!” disse Federico che stava rientrando nel suo ruolo professionale.
“Ti ringrazio, sono molto soddisfatta e onorata che tu abbia apprezzato le mie qualità e capacità, anche professionali, ma in realtà non cerco un nuovo posto di lavoro. . . è giusto che lo ottenga una ragazza che ne ha bisogno. Certo, sarà difficile valutarne un’altra. . . ora che hai conosciuto me!!” dissi ridendo con malizia.
Federico rispose con un sorriso e ci avviammo all’uscita per raggiungere G che ci aspettava al bar. Non vedevo l’ora di raccontargli tutto, quanto avevo goduto, come ero stata porca e soprattutto ringraziarlo per avermi fatto conoscere e scopare Federico!
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